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Migliori ETF Bitcoin: quali ETP comprare dall’Italia nel 2026

In Europa non esistono ETF UCITS su Bitcoin: si investe tramite ETP/ETN a replica fisica. I più economici sono 21Shares Bitcoin Core (0,10% di TER), iShares, CoinShares e WisdomTree (0,15%), quotati su Borsa Italiana da febbraio 2026 e acquistabili con un normale conto titoli.
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Indice

Se cerchi un ETF su Bitcoin acquistabile con il tuo conto titoli italiano, la risposta breve è che non comprerai un ETF in senso tecnico, ma un ETP a replica fisica. Ecco cosa cambia e quali sono oggi i prodotti più convenienti:

  • Il più economico: 21Shares Bitcoin Core ETP (CBTC), con un TER dello 0,10% annuo.
  • Il più grande d’Europa: CoinShares Physical Bitcoin (BITC), 1,34 miliardi di dollari di masse.
  • Il più solido come emittente: iShares Bitcoin ETP (IB1T), targato BlackRock.
  • Chi preferisce il possesso diretto dei bitcoin dovrebbe guardare all’acquisto in exchange, non a un ETP.

La novità che cambia le carte in tavola è che dal 9 febbraio 2026 gli ETP su Bitcoin sono quotati su Borsa Italiana: non serve più operare su Xetra o SIX per accedervi. In questa guida trovi la classifica per costi, come funzionano davvero questi strumenti, dove comprarli, quanto costano tra TER e commissioni del broker e come si tassano in Italia.

Migliori ETF Bitcoin del 2026: la classifica per costi

La differenza principale tra un prodotto e l’altro non è la performance — replicano tutti lo stesso sottostante — ma il costo annuo e la solidità dell’emittente. Questi sono i quattro ETP su Bitcoin più rilevanti per masse gestite e commissioni, con i dati rilevati sui siti degli emittenti al 7 agosto 2026.

Prodotto (ticker)TER annuoPatrimonio gestitoStruttura
21Shares Bitcoin Core ETP (CBTC)0,10%441 mln $Replica fisica, custodia BitGo
iShares Bitcoin ETP (IB1T)0,15%1.073 mln $Replica fisica, custodia Coinbase
CoinShares Physical Bitcoin (BITC)0,15%1.340 mln $Replica fisica, domicilio Jersey
WisdomTree Physical Bitcoin (BTCW)0,15%*1.244 mln $Replica fisica, dal 2019

*WisdomTree applica una riduzione temporanea: lo 0,15% è valido fino al 31 dicembre 2026, poi la commissione torna allo 0,25% annuo.

21Shares Bitcoin Core ETP (CBTC): il TER più basso

Con lo 0,10% annuo, CBTC è oggi il prodotto meno caro tra quelli quotati su Borsa Italiana (ticker locale CBTC, ISIN CH1199067674). Su 10.000 € investiti significa 10 € di costo annuo, contro i 100 € di un ETN all’1%.

È collateralizzato al 100% dai bitcoin sottostanti, custoditi in cold storage da BitGo Europe. Il patrimonio, 441 milioni di dollari, è il più contenuto dei quattro: una massa più piccola può tradursi in spread leggermente più ampi nei momenti di volatilità.

L’emittente svizzero 21Shares è lo stesso dietro l’ETP 21Shares Crypto Basket Index, pensato invece per chi cerca un paniere di più criptovalute anziché la sola esposizione a Bitcoin.

iShares Bitcoin ETP (IB1T): la firma BlackRock

Lanciato il 18 marzo 2025, IB1T è quotato su Borsa Italiana dal 9 febbraio 2026 in euro (ISIN XS2940466316) e su Euronext Amsterdam in dollari. Il TER è dello 0,15% e il patrimonio ha superato 1,07 miliardi di dollari.

La replica è fisica e il depositario è Coinbase Luxembourg, mentre l’amministratore è BNY Mellon. Il benchmark è il CME CF Bitcoin Reference Rate, lo stesso indice usato dai future regolamentati del CME: al 7 agosto 2026 quotava 64.985,70 dollari.

Per molti investitori il vantaggio non è il costo — identico a CoinShares e WisdomTree — ma avere come arranger il maggiore gestore patrimoniale al mondo, con l’infrastruttura di controllo che ne consegue.

CoinShares Physical Bitcoin (BITC): il più grande d’Europa

BITC (ISIN GB00BLD4ZL17) gestisce 1,34 miliardi di dollari, il patrimonio più alto tra gli ETP europei. È quotato su Borsa Italiana dal 9 febbraio 2026, oltre che su LSE e sulle altre borse continentali.

La commissione è stata portata allo 0,15% annuo, allineandola ai concorrenti diretti: fino a poco tempo fa questo prodotto costava quasi un punto percentuale l’anno. Chi lo detiene da anni dovrebbe verificare quale commissione gli viene applicata oggi.

Da inizio 2026 il prodotto segna un -26,15%, in linea con l’andamento del sottostante: è la conferma che la performance dipende dal bitcoin, non dall’emittente scelto.

WisdomTree Physical Bitcoin (BTCW): lo storico del 2019

Con inception al 28 novembre 2019, BTCW è il più longevo dei quattro (ISIN GB00BJYDH287) e gestisce 1,24 miliardi di dollari. La struttura è la stessa che WisdomTree usa da anni per gli ETP sui metalli fisici.

Attenzione a due dettagli: la commissione dello 0,15% è una riduzione temporanea che scade il 31 dicembre 2026, dopodiché si torna allo 0,25%; inoltre WisdomTree segnala che la quotazione su Borsa Italiana è riservata agli investitori professionali.

Per un investitore retail italiano, quindi, l’accesso a BTCW passa dalle borse tedesche o da Euronext, il che richiede un broker con accesso ai mercati europei oltre a quello italiano.

Perché in Europa non esistono ETF su Bitcoin

Il termine "ETF Bitcoin" è di uso comune, ma in Europa nessun fondo UCITS può investire solo in Bitcoin: la normativa impone a un fondo una diversificazione minima, e un prodotto che detiene un solo asset non può rispettarla.

La conseguenza pratica è che i prodotti europei sono strutturati come ETP, e più precisamente come ETF a replica fisica solo nella sostanza, non nella forma giuridica. Se vuoi approfondire la differenza tra ETF, ETC e ETN, il quadro completo è in questa guida dedicata.

ETP, ETN o ETC: che differenza c’è

Un ETP, o Prodotto Negoziato in Borsa, è la categoria generale che comprende ETF, ETN ed ETC. Tutti si comprano e si vendono in borsa come un’azione, con lo stesso conto titoli e senza wallet.

La differenza sta nel contenitore giuridico. Chi acquista un ETF possiede indirettamente una quota degli attivi del fondo; chi acquista un ETN possiede un titolo di debito che si impegna a replicare il rendimento del sottostante.

Gli ETC nascono per le materie prime e funzionano con lo stesso meccanismo degli ETN. È il motivo per cui i prodotti su Bitcoin vengono chiamati indifferentemente ETP, ETN o ETC a seconda dell’emittente.

Il rischio emittente degli ETN su Bitcoin

Essendo strumenti di debito, gli ETN espongono al rischio di insolvenza dell’emittente: in caso di default l’investitore è un creditore, non il proprietario di un patrimonio separato. È la differenza sostanziale rispetto a un fondo comune.

Nella pratica tutti i prodotti in classifica mitigano questo rischio con collaterale in bitcoin reali depositato presso un custode istituzionale, in cold storage e segregato dal bilancio dell’emittente. Il collaterale riduce il rischio, non lo azzera.

Va detto con chiarezza: gli ETP non sono coperti dai fondi di garanzia. Il Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi copre i depositi bancari fino a 100.000 € e il Fondo Nazionale di Garanzia i crediti verso intermediari insolventi: gli ETP sono strumenti finanziari, non depositi.

Sul piano normativo, il prospetto di base di questi ETP è approvato da un’autorità europea — nel caso di iShares dalla BaFin tedesca — e i prodotti sono registrati per la distribuzione in Italia. Gli intermediari che li collocano operano invece sotto la vigilanza di CONSOB e Banca d’Italia.

Quando leggi "physical" o "bitcoin fisico" nel nome del prodotto, quindi, il termine si riferisce al collaterale del debito e non a una quota di proprietà diretta della criptovaluta.

Come comprare un ETF Bitcoin dall’Italia passo dopo passo

L’operatività è identica a quella di un ETF azionario: serve un conto titoli con accesso a Borsa Italiana o alle borse europee dove i prodotti sono quotati (Xetra, Euronext, SIX).

  1. Apri un conto titoli presso un broker o una banca che negozi ETC ed ETN, non solo azioni e fondi.
  2. Cerca il prodotto tramite ISIN, non tramite il nome: i codici sono univoci, i nomi commerciali no.
  3. Verifica il mercato di negoziazione e la valuta: lo stesso ETP può quotare in euro a Milano e in dollari ad Amsterdam.
  4. Inserisci un ordine con limite di prezzo anziché a mercato, per controllare lo spread nei momenti di volatilità.
  5. Controlla il controvalore minimo se il tuo broker applica una commissione minima fissa per ordine.

Il passaggio più trascurato è il secondo: esistono prodotti con nomi quasi identici e costi molto diversi. IB1T (europeo) e IBIT (statunitense) sono due strumenti distinti, e solo il primo è acquistabile da un investitore retail europeo.

Dove comprare ETP su Bitcoin: i broker a confronto

Non tutti gli intermediari trattano gli ETP su criptovalute e non tutti offrono lo stesso tipo di esposizione. Prima di aprire un conto verifica se il broker negozia ETC ed ETN o se propone soltanto criptovalute reali o strumenti derivati.

eToro: bitcoin reale e portafoglio multi-asset

eToro è una piattaforma multi-asset che permette di combinare azioni, ETF e criptovalute in un unico conto. L’esposizione a Bitcoin passa dall’acquisto diretto della criptovaluta, non da un ETP quotato.

È una soluzione adatta a chi vuole gestire tutto da un’unica app e affiancare al bitcoin un portafoglio tradizionale, con funzioni social come il CopyTrader. Chi cerca specificamente un ETP dovrà invece rivolgersi a un intermediario con accesso al segmento ETC/ETN.

XTB: esposizione a Bitcoin tramite CFD

XTB offre oltre 40 CFD su criptovalute, con leva fino a 1:2, Bitcoin incluso. Sono strumenti derivati: non danno né il possesso della criptovaluta né una quota di collaterale, e permettono di operare anche al ribasso.

La logica è opposta a quella di un ETP a replica fisica: i CFD servono a operazioni di breve periodo, mentre un ETP nasce per un’esposizione da mantenere nel tempo. Su azioni ed ETF, invece, XTB applica zero commissioni fino a 100.000 € di volume mensile.

Fineco: ETC ed ETN su Borsa Italiana, anche in PAC

Fineco è, tra i quattro, l’unico che permette di comprare gli ETP della classifica: la banca negozia ETF, ETC ed ETN su Borsa Italiana e sui principali mercati europei, con commissione dello 0,19% (minimo 2,95 €, massimo 19 € per ordine).

L’elemento distintivo è il piano di accumulo: il Piano Replay è stato esteso a ETC ed ETN, con un costo per periodo di 2,95 € su un singolo strumento. È l’opzione da valutare per chi vuole accumulare posizione gradualmente anziché entrare in un’unica soluzione.

Fineco opera inoltre come sostituto d’imposta in regime amministrato, il che significa nessun obbligo dichiarativo sulle plusvalenze per i residenti fiscali in Italia.

Quanto costa un ETF Bitcoin: TER, spread e commissioni

Il costo totale non si esaurisce nel TER. Su 10.000 € investiti il TER pesa tra 10 e 15 € l’anno con i prodotti in classifica, ma può arrivare a 100 € con un ETN all’1% e a 200 € con uno al 2%.

Alle spese di gestione, già scontate quotidianamente dal valore del prodotto, si aggiungono tre voci:

  • Commissioni di negoziazione del broker: si pagano su ogni acquisto e vendita e possono avere un minimo fisso per ordine.
  • Spread denaro-lettera: la differenza tra prezzo di acquisto e di vendita, più ampia sui prodotti con masse ridotte.
  • Costi di cambio valuta: se negozi in dollari con un conto in euro, l’intermediario applica una commissione di conversione.

Con importi piccoli e ordini frequenti, le commissioni del broker pesano più del TER: su un ordine da 500 € una commissione minima di 2,95 € equivale allo 0,59%, quasi quattro volte il costo annuo di gestione.

Come si tassano gli ETP su Bitcoin in Italia

Gli ETP su criptovalute sono tassati come redditi diversi di natura finanziaria, con la stessa logica delle azioni ordinarie: plusvalenze e minusvalenze sono compensabili tra loro, a differenza di quanto avviene con gli ETF armonizzati.

Se operi con un intermediario che agisce da sostituto d’imposta in regime amministrato, l’imposta viene trattenuta alla fonte. Con un broker in regime dichiarativo l’onere ricade su di te e va gestito in dichiarazione dei redditi.

ETF Bitcoin spot USA: cosa sono e perché non puoi comprarli

Il 10 gennaio 2024 la SEC ha approvato i primi ETF spot su Bitcoin negli Stati Uniti, dopo oltre due anni di istanze respinte. Il giorno precedente l’account X ufficiale della SEC era stato compromesso con un falso annuncio di approvazione, poi smentito dalla stessa autorità.

I prodotti più rilevanti nati da quella decisione sono l’iShares Bitcoin Trust (IBIT) di BlackRock, il Fidelity Wise Origin Bitcoin Fund (FBTC), il Grayscale Bitcoin Trust (GBTC), il VanEck Bitcoin Trust (HODL) e l’ARK 21Shares Bitcoin ETF (ARKB).

Sono ETF veri e propri, non ETN, perché la normativa statunitense non impone il vincolo di diversificazione UCITS. Il punto è che restano riservati agli investitori statunitensi: un residente italiano non può acquistarli tramite un broker europeo.

Per completezza sul mondo cripto quotato, se ti interessa l’esposizione al secondo asset per capitalizzazione trovi la selezione degli ETF di Ethereum in una guida dedicata.

Meglio un ETF Bitcoin o comprare bitcoin direttamente?

La scelta dipende da cosa vuoi ottenere: l’ETP dà l’esposizione al prezzo, l’acquisto diretto il controllo. Sono due obiettivi diversi e non intercambiabili.

Con un ETP resti dentro l’infrastruttura finanziaria tradizionale: stesso conto titoli, stessa fiscalità, nessuna chiave privata da custodire. In cambio paghi una commissione annua e non puoi trasferire i bitcoin su un tuo wallet né utilizzarli per transazioni.

Con l’acquisto diretto paghi una commissione una tantum e nessun costo ricorrente, ma ti assumi la responsabilità della custodia. La pratica prudente è conservarli in un cold wallet e non lasciarli sull’exchange, come spieghiamo in Come investire in Bitcoin.

Sul piano dell’offerta, va ricordato che l’emissione di nuovi bitcoin si dimezza ogni 210.000 blocchi: con l’Halving del Bitcoin 2024 la ricompensa per i miner è scesa da 6,25 a 3,125 bitcoin per blocco, e il prossimo dimezzamento è atteso nel 2028.

Pro e contro degli ETF Bitcoin

Vantaggi

  • Accesso dal conto titoli che usi già, senza wallet né chiavi private.
  • Custodia istituzionale in cold storage, con collaterale segregato.
  • Compensazione fiscale tra plusvalenze e minusvalenze come per le azioni.
  • Negoziabilità continua durante l’orario di borsa, con spread contenuti sui prodotti più grandi.

Svantaggi

  • Commissione annua ricorrente che erode il rendimento nel lungo periodo.
  • Rischio emittente: sono titoli di debito, non fondi con patrimonio separato.
  • Nessuna proprietà diretta dei bitcoin, che non possono essere trasferiti su un wallet personale.
  • Volatilità del sottostante molto elevata e nessuna diversificazione.
  • Negoziabili solo negli orari di borsa, mentre il mercato cripto è aperto 24 ore su 24.

Sul piano tecnico, la solidità del protocollo si fonda sulla crittografia a chiave pubblica e sull’algoritmo SHA 256: un elemento che riguarda il sottostante, non la struttura finanziaria del prodotto che lo replica.

ETP su Bitcoin a leva e short: quando hanno senso

Accanto ai prodotti a replica fisica esiste una famiglia di ETP a leva o inversi, pensata per operazioni tattiche di breve periodo e non per l’accumulo. Emittenti come Leverage Shares quotano a Londra prodotti a leva su indici, azioni e criptovalute.

Il meccanismo di ribilanciamento giornaliero fa sì che su orizzonti lunghi il rendimento si discosti da quello del sottostante moltiplicato per la leva. Su un asset volatile come Bitcoin l’effetto erosivo è marcato, ed è la ragione per cui questi strumenti non sostituiscono un ETP tradizionale.

Una logica analoga vale per gli ETP su indici di volatilità, di cui parliamo nella guida ai migliori ETF VIX: strumenti utili per coprire o cavalcare fasi di mercato specifiche, non per stare investiti.

In sintesi, se l’obiettivo è un’esposizione a Bitcoin dentro un portafoglio finanziario tradizionale, oggi la via più efficiente dall’Italia è un ETP a replica fisica quotato su Borsa Italiana: 21Shares Bitcoin Core allo 0,10% è il più economico, mentre iShares, CoinShares e WisdomTree si equivalgono allo 0,15% e offrono masse più ampie.

Prima di inserire un ordine, verifica il codice ISIN, il mercato di negoziazione e il regime fiscale applicato dal tuo intermediario. Su orizzonti lunghi la differenza tra 0,10% e 2% annuo pesa più del timing, ed è l’unica variabile che puoi davvero controllare.

Domande frequenti sugli ETF Bitcoin