Sottostante: che cos’è, a cosa serve e come viene classificato

Indice
Ogni volta che compri un future sul petrolio, un'opzione su Enel o un CFD sull'S&P 500 non stai comprando quel bene: stai comprando un contratto il cui prezzo dipende da un'altra attività, chiamata sottostante. Capire quale sia il sottostante di uno strumento è il primo passo per sapere che cosa stai realmente negoziando e quali rischi ti stai assumendo.
- Definizione: il sottostante è l'attività da cui uno strumento derivato trae il proprio valore.
- Che cosa può essere: azioni, indici, obbligazioni, valute, tassi d'interesse, materie prime, metalli, prodotti agricoli e criptovalute.
- Come si classifica: in attività finanziarie e attività reali (o non finanziarie).
- Con quali strumenti si negozia: futures, opzioni, warrant, swap, CFD, certificati ed ETC.
- Dove si negozia: su mercati regolamentati come l'IDEM di Borsa Italiana e su mercati over the counter (OTC) tramite broker.
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Che cos'è il sottostante in finanza?
Il sottostante (in inglese underlying asset) è l'attività finanziaria o reale a cui è legato uno strumento derivato e il cui andamento di mercato ne determina il prezzo. È il valore di riferimento del contratto: senza sottostante, il derivato non avrebbe nulla da replicare e nessun valore intrinseco.
La differenza sostanziale è questa: il sottostante è un bene che esiste e viene scambiato di per sé, mentre il derivato è un contratto che si limita a "guardare" quel bene e a regolare un pagamento in base a come si muove. Chi compra un'opzione su un'azione non diventa azionista: acquisisce un diritto il cui valore cambia al variare del prezzo di quell'azione.
Il sottostante non è necessariamente un'attività finanziaria. Può essere una materia prima, un tasso d'interesse o addirittura un indice, cioè un valore calcolato e non acquistabile: in questi casi il contratto si regola per differenziale in denaro, perché non esiste un bene fisico da consegnare.
Perché il sottostante determina il valore del derivato
Il prezzo di un derivato si muove in funzione del sottostante, ma non è mai una copia esatta del suo prezzo. Entrano in gioco altri fattori: il tempo residuo alla scadenza, la volatilità attesa, i tassi d'interesse e, per le materie prime, i costi di stoccaggio.
Su un'opzione, per esempio, la sensibilità al sottostante si misura con il delta: un delta di 0,60 indica che l'opzione guadagna circa 0,60 € per ogni euro di rialzo del sottostante. Questa relazione è il motivo per cui un derivato può amplificare i movimenti dell'attività a cui è legato, in entrambe le direzioni.
Quali attività possono essere un sottostante?
La classificazione classica divide i sottostanti in attività finanziarie e attività reali (o non finanziarie). La tabella riassume le classi principali e i derivati con cui si negoziano più spesso.
| Classe di sottostante | Esempi concreti | Derivati più usati |
|---|---|---|
| Titoli azionari | Azioni Enel, Ferrari, Intesa Sanpaolo | Opzioni, futures, warrant, CFD |
| Indici azionari | FTSE MIB, S&P 500, Nasdaq 100 | Futures, opzioni, CFD, certificati |
| Obbligazioni e tassi | BTP, Bund, Euribor | Futures, swap, opzioni |
| Valute | EUR/USD, EUR/GBP | Futures, opzioni, CFD, swap |
| Materie prime e metalli | Petrolio, gas, oro, argento, rame | Futures, opzioni, ETC, CFD |
| Prodotti agricoli e bestiame | Grano, mais, caffè, cacao | Futures, opzioni |
| Criptovalute | Bitcoin, Ethereum | Futures, opzioni, CFD, ETP |
Attività finanziarie
Rientrano in questo gruppo i sottostanti che sono a loro volta strumenti o parametri finanziari: titoli di qualsiasi tipo (azioni e obbligazioni), indici, valute, tassi d'interesse e quote di fondi comuni o ETF. Sono la categoria più diffusa perché quotano su mercati liquidi e con prezzi pubblici, quindi facilmente utilizzabili come riferimento contrattuale.
Un caso particolare è quello dei sottostanti puramente statistici, come gli indici e i tassi d'interesse: non si possono comprare né consegnare, quindi i derivati che li usano si liquidano sempre per contanti. È il caso del future sul FTSE MIB o degli interest rate swap legati all'Euribor.
Attività reali e materie prime
Nel gruppo delle attività non finanziarie si trovano beni fisici: materie prime energetiche, metalli preziosi e industriali, prodotti agricoli e bestiame. Petrolio, gas naturale, oro, argento, rame, mais e grano sono i sottostanti storici dei mercati a termine, nati proprio per permettere a produttori e trasformatori di fissare in anticipo un prezzo.
Per orientarti nella classificazione tieni presente due regole pratiche:
- Se il sottostante è una merce, un prodotto agricolo o un metallo, il derivato appartiene alla famiglia dei derivati su beni reali (commodity derivatives), negoziati soprattutto come futures, opzioni ed ETC.
- Se il sottostante è una valuta, un tasso d'interesse o un indice azionario, il derivato appartiene alla famiglia dei derivati su strumenti finanziari, con regolamento per differenziale.
Quali strumenti finanziari hanno un sottostante?
Qui va chiarito un punto che genera spesso confusione: futures, opzioni, warrant e swap non sono sottostanti, sono i derivati che hanno un sottostante. Se vuoi approfondire come si differenziano tra loro, abbiamo dedicato una guida alla differenza tra forward, futures, opzioni e swap.
Futures
Il future è un contratto standardizzato con cui due parti si impegnano oggi a comprare o vendere il sottostante a una data futura e a un prezzo fissato in anticipo. È quotato su mercati regolamentati, prevede il versamento di un margine di garanzia e la liquidazione giornaliera dei profitti e delle perdite.
Il sottostante può essere consegnato fisicamente (petrolio, grano) oppure regolato per contanti, come nel caso dei futures sugli indici azionari. Se vuoi capire nel dettaglio il funzionamento del contratto, la nostra guida su cosa sono i contratti a termine futures parte da zero.
Opzioni
L'opzione attribuisce all'acquirente il diritto — non l'obbligo — di comprare (call) o vendere (put) il sottostante a un prezzo prestabilito, detto strike, entro o a una certa data. Il venditore, invece, ha l'obbligo di rispettare il contratto se la controparte esercita il diritto.
Chi compra paga un premio, che è il costo massimo dell'operazione; chi vende incassa il premio ma deve depositare una garanzia a copertura del rischio. È il derivato più flessibile e permette di costruire strategie direzionali o di copertura: nella guida su come fare trading con le opzioni trovi gli schemi di base.
Warrant
I warrant sono strumenti che, come le opzioni, danno al possessore il diritto di acquistare (call warrant) o vendere (put warrant) il sottostante al prezzo di esercizio. La differenza sta nell'emittente e nel mercato: i warrant sono emessi da banche e intermediari e quotano sul SeDeX di Borsa Italiana, non su un mercato di derivati con controparte centrale.
Questo li rende accessibili anche con importi contenuti, ma introduce il rischio di credito dell'emittente, assente nei derivati con clearing house. Approfondiamo il meccanismo nella guida su cosa sono i warrant e come funzionano.
Swap
Lo swap è un contratto con cui due parti si scambiano flussi monetari periodici calcolati su un capitale nozionale di riferimento. Nella forma più diffusa, l'interest rate swap, una parte paga un tasso fisso e riceve un tasso variabile legato a un parametro come l'Euribor: il sottostante è quindi il tasso stesso, non un titolo.
Esistono anche equity swap (flussi legati a un'azione o a un indice), currency swap sui tassi di cambio e credit default swap, in cui il sottostante è il rischio di insolvenza di un emittente.
CFD
Il CFD (contract for difference) è un contratto in cui si regola in denaro la differenza tra il prezzo di apertura e quello di chiusura della posizione sul sottostante, senza mai possederlo. Il sottostante può essere un'azione, un indice, una valuta, una materia prima o una criptovaluta: per il CFD sull'SPX500, per esempio, il riferimento è l'indice S&P 500.
Si negoziano OTC tramite broker, con leva finanziaria e con costi che includono spread e finanziamento overnight. La nostra guida su come fare trading con i CFD spiega come funziona il calcolo del margine.
Certificati, ETC ed ETN
I certificati sono strumenti cartolarizzati emessi da banche che replicano l'andamento di un sottostante con profili di rimborso predefiniti: protezione del capitale, effetto airbag, cedole condizionate. Il sottostante può essere singolo o un basket di più titoli, come nei certificati Turbo24.
Gli ETC e gli ETN seguono la stessa logica applicata rispettivamente a materie prime e altri indici: sono titoli di debito senza scadenza il cui valore segue il sottostante, come illustriamo nel confronto sulle differenze tra ETF, ETC ed ETN.
Come si negozia un sottostante: mercati regolamentati e OTC
Il sottostante e il derivato che lo replica seguono percorsi diversi. Il sottostante, quando è un'attività quotata, si compra direttamente in borsa: un'azione Enel sul Mercato Telematico Azionario, un'obbligazione sul MOT, un ETF su Euronext Milan. Non è vero che i sottostanti non siano quotati: quotati sono proprio loro, ed è il loro prezzo pubblico a rendere possibile il contratto derivato.
Il derivato, invece, si negozia in due modi. Su mercati regolamentati — futures e opzioni sull'IDEM di Borsa Italiana, certificati e warrant sul SeDeX — con contratti standardizzati, una controparte centrale che garantisce l'esecuzione e prezzi trasparenti. Su mercati over the counter (OTC), dove il contratto è bilaterale tra cliente e intermediario: è il caso dei CFD, della maggior parte degli swap e dei forward, dove il broker è la controparte diretta dell'operazione.
La distinzione ha conseguenze pratiche. Sul mercato regolamentato il rischio di controparte è assorbito dalla clearing house; in OTC il rischio dipende dalla solidità dell'intermediario, motivo per cui è essenziale verificare che sia vigilato. In Italia il riferimento sono i broker autorizzati CONSOB e gli intermediari comunitari passaportati ai sensi della MiFID II.
Esempio pratico: come il sottostante muove il prezzo del derivato
Immagina un'opzione call su un'azione che quota 20 €, con strike 22 € e premio di 0,80 € per azione. Il sottostante è l'azione; il premio è il costo del contratto. Se alla scadenza l'azione arriva a 25 €, l'opzione vale 3 € (25 − 22) e il risultato netto è 2,20 € per azione, cioè un rendimento del 275% su un rialzo del sottostante del 25%.
Se invece l'azione resta a 20 €, l'opzione scade senza valore e la perdita è limitata al premio pagato, 0,80 € per azione. Lo stesso movimento del sottostante — il 25% di rialzo — su un CFD con leva 5 avrebbe prodotto un risultato lordo del 125%, ma con perdite proporzionali in caso di ribasso e senza il tetto massimo garantito dal premio.
È questo il punto centrale: il derivato non replica il sottostante uno a uno, ne amplifica i movimenti secondo la struttura del contratto. Prima di operare vale la pena verificare anche il trattamento fiscale, che varia per strumento: lo spieghiamo nella guida su come sono tassati i guadagni del mercato azionario in Italia.
Dove operare su strumenti con sottostante
Per negoziare derivati o i sottostanti stessi serve un intermediario che dia accesso ai mercati di riferimento. Questi sono i broker che segnaliamo per operare su azioni, ETF e strumenti collegati a un sottostante:
| Broker | Punto di forza | Strumenti con sottostante |
|---|---|---|
| eToro | Piattaforma multi-asset con social trading | Azioni, ETF, criptovalute e CFD |
| XTB | Piattaforma xStation 5 e ampia offerta di CFD | Azioni, ETF, CFD su indici, forex e materie prime |
| Fineco | Banca e trading in un unico conto | Azioni, ETF, fondi e derivati |


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In sintesi, il sottostante è il punto di partenza di qualsiasi derivato: è l'attività reale o finanziaria il cui prezzo detta il valore del contratto, e la sua natura determina il modo in cui il derivato si regola — con consegna fisica se è un bene, per differenziale in denaro se è un indice o un tasso. Identificarlo correttamente è ciò che distingue un investitore che sa che cosa possiede da uno che negozia uno strumento di cui conosce solo il nome.
Se stai iniziando, la strada più solida è studiare prima il sottostante e solo dopo lo strumento che lo replica: capire come si muove un'azione o un indice è più utile che memorizzare le caratteristiche di un contratto. Un buon punto di partenza è la nostra guida su cos'è il trading online e come iniziare, che inquadra strumenti, costi e mercati prima di passare ai derivati.