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Materie prime: cosa sono, caratteristiche e tipi

Le materie prime sono beni grezzi negoziati sui mercati come commodities. Si dividono in hard e soft, si distinguono per fungibilità, liquidità e volatilità e si possono comprare tramite ETC, ETF, futures e CFD.
Materie prime: cosa sono, caratteristiche e tipi

Indice

Le materie prime sono alla base dell'economia reale: dal petrolio che muove i trasporti all'oro che protegge i risparmi nelle fasi di incertezza. Capire cosa sono e quali caratteristiche le rendono negoziabili è il primo passo prima di investirci.

In questa guida vediamo la definizione, le tipologie (hard e soft commodities), i fattori che ne muovono i prezzi e gli strumenti per investire sui mercati finanziari.

Per investire in materie prime senza acquistare fisicamente oro, petrolio o metalli, puoi confrontare broker come XTB, DEGIRO, Scalable Capital e BG Saxo, valutando accesso a ETF, ETC e strumenti per operare sulle commodities.

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Cosa sono le materie prime

Le materie prime sono quei beni reperibili in natura o materiali grezzi che vengono utilizzati in vari processi di lavorazione con l'obiettivo di produrre beni finali. Sui mercati finanziari sono note come commodities e i loro prezzi vengono quotati quotidianamente in tempo reale.

In ambito economico le materie prime si distinguono dai prodotti finiti perché non hanno ancora subito trasformazioni: sono il punto di partenza della catena produttiva. Petrolio, oro, grano e rame sono esempi di commodities scambiate ogni giorno in tutto il mondo.

Cosa sono le materie prime seconde

Le materie prime seconde sono un tipo particolare di commodity ottenute da scarti di produzione e da prodotti a fine vita, che vengono inviati in impianti di recupero (vetro, carta, plastiche). Rientrano nell'economia circolare e non vanno confuse con le materie prime quotate sui mercati finanziari.

Le caratteristiche delle materie prime

Ciò che rende una materia prima negoziabile sui mercati è la fungibilità: ogni unità è intercambiabile con un'altra dello stesso tipo e qualità, a prescindere da dove è stata prodotta. Un grammo d'oro estratto in Australia vale quanto un grammo estratto in Canada.

Per garantire questa intercambiabilità le commodities sono standardizzate secondo requisiti minimi di qualità o purezza. La standardizzazione permette di scambiarle in grandi quantità in modo rapido, senza ispezionare fisicamente la merce.

Altre due caratteristiche definiscono questa asset class:

  • Liquidità: le principali materie prime si scambiano in volumi elevati, quindi è facile comprarle e venderle.
  • Volatilità: i prezzi possono oscillare bruscamente per squilibri tra domanda e offerta, eventi geopolitici e condizioni meteorologiche.

Tipi di materie prime: hard e soft commodities

Le materie prime si dividono principalmente in due grandi categorie, le hard e le soft commodities.

Hard vs soft commodities: differenze ed esempi delle materie prime

Hard commodities

Le hard commodities sono materie prime che richiedono l'estrazione dal sottosuolo o da altre risorse naturali. In genere sono più facili da conservare e trasportare rispetto alle soft. Comprendono:

  • i minerali ferrosi;
  • metalli energetici: benzina, etanolo, gas naturale, nafta, petrolio;
  • metalli preziosi: oro, platino, argento, palladio;
  • metalli industriali: alluminio, cobalto, nickel, rame, zinco, acciaio, stagno.

Il petrolio greggio è la materia prima più scambiata al mondo, seguito da gas naturale, soia, mais, caffè, cotone, acciaio, oro, rame, alluminio, zucchero, argento, platino e palladio.

Soft commodities

Le soft commodities sono prodotti agricoli coltivati e allevati. Tendono a essere molto volatili nel breve periodo a causa dei cicli di crescita, del meteo e della deperibilità. Si suddividono in:

  • beni agricoli: avena, farina di soia, frumento, mais, olio di soia, soia, cacao, caffè, cotone, legname, succo d'arancia, zucchero;
  • carni: bovini, bovini da latte, maiali, pancetta di maiale.

Materie prime rinnovabili e non rinnovabili

Un altro tipo di classificazione si basa sul ciclo di vita della materia prima:

  • rinnovabili: animali o vegetali, si rigenerano alla fine del ciclo di vita (legno, prodotti agricoli, energia solare ed eolica);
  • non rinnovabili: non si rigenerano al termine del ciclo di produzione (gas, carbone, petrolio).

Questa distinzione aiuta a capire da dove proviene una commodity e quanto è sostenibile il suo sfruttamento nel tempo.

Guarda il video: scopri tutto sulle materie prime in Borsa

Cosa influenza il prezzo delle materie prime

A differenza delle azioni, le materie prime non producono utili: il loro prezzo dipende quasi interamente dall'incontro tra domanda e offerta. Ecco i fattori che pesano di più:

  • Domanda e offerta: una siccità o un taglio alla produzione possono far salire i prezzi in poche settimane.
  • Geopolitica: guerre, sanzioni e tensioni nelle aree produttrici muovono soprattutto petrolio e gas.
  • Dollaro USA: quasi tutte le commodities sono quotate in dollari, quindi un dollaro forte tende a frenarne i prezzi.
  • Scorte e stagionalità: i livelli di magazzino e i cicli agricoli influenzano le quotazioni.

Le materie prime più scambiate sui mercati

Le materie prime più scambiate sui mercati finanziari sono:

  • petrolio greggio, come il Brent o il Texas occidentale (WTI);
  • oro;
  • argento;
  • platino;
  • gas naturale;
  • zucchero;
  • caffè.

Oro e petrolio restano i due riferimenti principali: il primo come bene rifugio, il secondo come termometro dell'economia globale. Leggi anche: come investire in materie prime.

Come investire in materie prime: gli strumenti

Esistono diversi strumenti per investire in commodities, con livelli di rischio e complessità molto diversi:

  • Futures: contratti standardizzati con scadenza e valore predefiniti; sono lo strumento storico, nato per proteggere produttori e acquirenti dalle oscillazioni di prezzo.
  • ETC (Exchange Traded Commodities): replicano il prezzo di una singola materia prima o di un paniere; sono l'opzione più usata dai piccoli investitori.
  • ETF: fondi quotati che replicano indici di materie prime o panieri diversificati.
  • CFD: contratti per differenza per speculare al rialzo e al ribasso, spesso con leva (più rischiosi).
  • Opzioni e azioni: si può investire anche tramite opzioni o comprando azioni di società che estraggono o producono materie prime.

Per la maggior parte degli investitori retail gli ETC e gli ETF sono la via più accessibile, perché si comprano e si vendono in borsa come una normale azione, senza gestire scadenze o leva.

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Dove si negoziano le materie prime: le principali borse

I mercati più importanti relativi ai futures sulle materie prime sono:

  • CME a Chicago (il Chicago Mercantile Exchange, dove sono scambiati future e opzioni su indici, valute, tassi d'interesse e commodity);
  • CBOT (Chicago Board of Trade), fondato nel 1848, dove sono negoziati mais, avena, riso, soia, farina di soia, frumento ed etanolo; dal 2007 fa parte del gruppo CME;
  • NYMEX, dove sono negoziati WTI Crude Oil, nafta, gas naturale, propano, benzina, oro, platino, palladio e argento; fa parte del gruppo CME dal 2008;
  • TSX (Toronto Stock Exchange), principale borsa del Canada, dove si negoziano prevalentemente titoli minerari ed energetici;
  • LME di Londra (il London Metal Exchange, dove si negoziano rame, piombo, zinco, stagno, alluminio, nickel, cobalto, molibdeno e acciaio riciclato);
  • ICE (Intercontinental Exchange), ex International Petroleum Exchange (IPE), dove si negoziano cacao, caffè, cotone, zucchero, succo d'arancia, Brent e WTI Crude ed energia elettrica;
  • DCE (Dalian Commodity Exchange), fondata in Cina nel 1993, tra le maggiori al mondo per i futures agricoli;
  • MCX (Multi Commodity Exchange), borsa privata di Mumbai fondata nel 2003, dove si scambiano petrolio, gas naturale, granaglie e metalli.

Il CME Group è oggi la borsa più importante per volume e varietà di commodity contrattate ed è accessibile a tutti tramite le piattaforme di trading online.

Breve storia del mercato delle materie prime

Dal punto di vista finanziario, i primi contratti sulle commodities risalgono al 1730, presso il mercato di Osaka, dove si negoziava il riso.

Un secolo dopo, Chicago divenne il centro nevralgico delle materie prime agricole: da poco più di 4.000 abitanti nella prima metà dell'Ottocento, la città superò il milione nel 1890 grazie agli interessi agricoli e alla sua posizione strategica.

Nel 1848 nacque il Chicago Board of Trade (CBOT), con i primi contratti forward: accordi per comprare o vendere un prodotto a una data e a un prezzo prestabiliti. Il primo contratto aveva come sottostante 3.000 bushel di mais (circa 25 kg ciascuno).

Il termine commodity entrò in uso nella lingua inglese nel XV secolo e deriva dal francese commodité, che indicava un vantaggio o una convenienza.

Dove investire in materie prime: broker consigliati

Per investire in commodities tramite ETC, ETF o CFD serve un broker regolamentato. Ecco due piattaforme adatte agli investitori italiani.

XTB

  • Commissioni 0% su azioni reali ed ETF fino a 100.000€ di volume mensile, poi 0,2%.
  • Regolamentazione in diversi Paesi e interessi sulla liquidità non investita.
  • Ampia offerta di CFD su materie prime (oro, petrolio, gas e altre commodity).

DEGIRO

  • Regolamentato da BaFin, ente di vigilanza tedesco di alto livello.
  • Accesso a oltre 50 mercati globali, con ETC ed ETF sulle materie prime.
  • Servizio clienti in italiano e report fiscale.

In sintesi, le materie prime sono beni grezzi che, grazie alla fungibilità e alla standardizzazione, vengono scambiati sui mercati di tutto il mondo. Si dividono in hard e soft commodities e il loro prezzo dipende da domanda, offerta, geopolitica e andamento del dollaro.

Per investire non è necessario possederle fisicamente: ETC ed ETF permettono di esporsi a una singola commodity o a un paniere con la semplicità di un'azione, mentre futures e CFD restano strumenti più adatti a chi ha esperienza. La scelta dipende dal profilo di rischio e dall'orizzonte temporale.

Domande frequenti