5 differenze tra azioni ordinarie e privilegiate

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Se stai muovendo i primi passi come investitore, avrai sentito parlare di azioni ordinarie e azioni privilegiate: due categorie che danno diritti diversi a chi le possiede. Capire in cosa si distinguono ti aiuta a scegliere su quale puntare in base al tuo obiettivo, prima ancora di come comprare azioni in Borsa.
La distinzione di fondo è semplice: le azioni privilegiate offrono al titolare una serie di vantaggi patrimoniali extra che gli azionisti ordinari non hanno, soprattutto sulla riscossione dei dividendi e sulla priorità in caso di liquidazione. In cambio, però, rinunciano a parte dei diritti di voto.
A queste due categorie il diritto italiano ne affianca una terza, le azioni di risparmio. In questo articolo vediamo cosa sono le tre tipologie, le 5 differenze che contano davvero e quale conviene al tuo profilo.

Cosa sono le azioni ordinarie?
L'azione ordinaria è la forma più comune di partecipazione al capitale di una società per azioni (S.p.A.). Rappresenta una quota proporzionale del capitale sociale e, a differenza di un'obbligazione, non ha una data di scadenza finché la società resta attiva.
Chi acquista azioni ordinarie diventa socio a tutti gli effetti e acquisisce un insieme di diritti, sia amministrativi sia patrimoniali. Per legge sono titoli nominativi, intestati a una persona fisica o giuridica iscritta nel libro soci.
Caratteristiche e diritti delle azioni ordinarie
Le principali caratteristiche delle azioni ordinarie sono le seguenti:
- Diritto di voto: è il diritto più distintivo. L'azionista ordinario vota nelle assemblee ordinarie e straordinarie, di norma con un voto per azione, per approvare il bilancio ed eleggere il Consiglio di Amministrazione.
- Partecipazione agli utili: ha diritto a ricevere i dividendi deliberati dall'assemblea, senza limiti massimi. Il dividendo, però, non è garantito: la società può scegliere di reinvestire gli utili.
- Diritto residuale in liquidazione: in caso di fallimento viene rimborsato per ultimo, dopo creditori, dipendenti, obbligazionisti e azionisti privilegiati.
- Diritto di opzione e di recesso: può mantenere la propria quota in caso di aumento di capitale e recedere nei casi previsti dal Codice Civile (art. 2437).
- Responsabilità limitata: in caso di fallimento perde al massimo il capitale investito, mai il patrimonio personale.
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Cosa sono le azioni privilegiate?
Le azioni privilegiate offrono un vantaggio patrimoniale o politico rispetto alle ordinarie, in cambio di una riduzione dei diritti di voto. Includono tutti i diritti dell'azione ordinaria, con l'aggiunta di alcuni "privilegi" definiti dallo statuto.
Per certi versi assomigliano alle obbligazioni: il dividendo è spesso una percentuale fissa, simile alla cedola di un bond. Per questo chi le compra cerca un reddito stabile più che la crescita del titolo, un'esigenza vicina a chi valuta anche di investire in obbligazioni.
Tipi di azioni privilegiate
Lo statuto può modulare il privilegio in più forme. Le distinzioni più ricorrenti sono:
- Azioni convertibili: possono essere convertite in un numero prestabilito di azioni ordinarie.
- Azioni rimborsabili: prevedono un'opzione di riacquisto da parte dell'emittente a condizioni concordate in anticipo.
- Azioni cumulative: i dividendi non distribuiti in un esercizio si accumulano e vanno pagati prima di remunerare le ordinarie.
- Azioni non cumulative: il dividendo non distribuito, al contrario, non si accumula per il futuro.
- Azioni di partecipazione: danno diritto a un dividendo aggiuntivo quando la società realizza utili straordinari.
Vantaggi e svantaggi delle azioni privilegiate
Prima di scegliere, conviene mettere a confronto i due lati della medaglia.
Vantaggi
- Priorità sui dividendi: chi possiede azioni privilegiate incassa il dividendo prima degli azionisti ordinari.
- Precedenza in caso di fallimento: nella liquidazione del patrimonio ha la prelazione rispetto alle ordinarie (sempre dopo i creditori).
- Dividendo più stabile: spesso fisso e definito alla emissione, garantisce una remunerazione più prevedibile.
Svantaggi
- Diritto di voto limitato: in Italia l'azionista privilegiato vota solo nelle assemblee straordinarie, non in quelle ordinarie.
- Minore potenziale di crescita: il prezzo è meno volatile ma anche meno reattivo ai risultati positivi della società, perché legato soprattutto ai tassi d'interesse.
Le 5 differenze tra azioni ordinarie e privilegiate
Ecco, in sintesi, le cinque differenze chiave tra le due categorie:
- Priorità sui dividendi: quando distribuisce gli utili, la società paga prima gli azionisti privilegiati e poi gli ordinari.
- Priorità in caso di fallimento: le azioni privilegiate hanno la precedenza nel rivendicare i beni rispetto a quelle ordinarie.
- Rischio inferiore: il recupero del capitale è più rapido e protetto, quindi il rischio è più basso rispetto alle ordinarie.
- Diritto di voto: l'azionista ordinario vota in tutte le assemblee, quello privilegiato di norma solo in quelle straordinarie.
- Tipo di dividendo: quello delle privilegiate è spesso fisso e definito all'emissione, mentre quello delle ordinarie dipende dalle decisioni della società.
Azioni ordinarie o privilegiate: quale scegliere?
La scelta dipende dal tuo obiettivo. L'azionista ordinario punta a rendimento e controllo: cerca la rivalutazione del titolo, vota in assemblea e accetta una maggiore volatilità in cambio di un potenziale dividendo più alto quando la società va bene.
L'azionista privilegiato, invece, dà priorità alla stabilità del reddito. Rinuncia in buona parte al voto, ma ottiene dividendi prioritari e più prevedibili e una posizione più protetta in caso di difficoltà della società. È un profilo vicino a chi vuole comprare azioni per i dividendi.
Sul piano del rischio, le ordinarie sono più esposte all'andamento del mercato e ai risultati aziendali, mentre le privilegiate risentono soprattutto delle variazioni dei tassi d'interesse. Non esiste una risposta valida per tutti: conta l'orizzonte temporale e la tua tolleranza alle oscillazioni di prezzo.
Le azioni di risparmio: la terza categoria
In Italia esiste una terza tipologia, le azioni di risparmio, introdotte dalla legge 216 del 1974 per avvicinare i piccoli risparmiatori alla Borsa. L'idea era offrire un rendimento più alto a chi non era interessato a partecipare alla governance della società.
Le loro caratteristiche principali sono tre:
- Nessun diritto di voto: non votano né nelle assemblee ordinarie né in quelle straordinarie, a differenza delle privilegiate.
- Dividendo maggiorato: la legge prevede un dividendo privilegiato rispetto alle ordinarie, recuperabile nei due esercizi successivi se gli utili sono insufficienti.
- Possibili al portatore: sono l'unica categoria che può non essere nominativa, anche se oggi la dematerializzazione rende l'aspetto soprattutto giuridico.
Sul listino di Piazza Affari sono ormai rare: a giugno 2026 mantengono azioni di risparmio quotate società come Danieli, Edison, Saipem, Webuild e Kme Group.
Telecom Italia, un tempo la più diffusa tra i risparmiatori, ha convertito le sue azioni di risparmio in ordinarie (revocate dalla quotazione il 21 maggio 2026): per chi oggi vuole comprare azioni Telecom restano quindi solo le ordinarie.
Differenza tra azioni di risparmio e privilegiate
La distinzione principale riguarda chi può emetterle e il diritto di voto. Le azioni di risparmio le emettono solo società quotate e non danno mai diritto di voto.
Le azioni privilegiate, invece, possono essere emesse anche da società non quotate e, pur non votando nelle assemblee ordinarie, mantengono il voto in quelle straordinarie. È questa la differenza che separa le due categorie.
Esempio pratico: ordinarie e privilegiate a confronto
Immaginiamo che la società X S.p.A. emetta due tipi di azioni. Chi compra azioni ordinarie ha diritto a:
- Diritto di voto nelle assemblee degli azionisti.
- Dividendi variabili in base ai profitti.
- Pagamento in caso di liquidazione dopo creditori e azionisti privilegiati.
Chi compra azioni privilegiate, invece, ottiene:
- Dividendo fisso del 5% annuo sul valore nominale: su 100 euro di nominale, incassa 5 euro l'anno.
- Priorità sui dividendi rispetto agli azionisti ordinari.
- Priorità in liquidazione, fino al valore nominale delle azioni.
- Diritto di voto assente o limitato.
In pratica, le azioni privilegiate offrono un flusso di reddito più stabile e maggiore protezione del capitale, ma meno controllo sulla gestione aziendale rispetto alle ordinarie.
In sintesi, azioni ordinarie e privilegiate rappresentano due modi diversi di partecipare al capitale di una società: le prime premiano controllo e crescita, le seconde reddito e protezione, mentre le azioni di risparmio si rivolgono a chi guarda solo al rendimento. Le 5 differenze chiave ruotano tutte attorno a due assi: i dividendi e il diritto di voto.
Prima di scegliere, chiediti cosa cerchi davvero da un investimento azionario: la crescita del capitale o un reddito stabile e prioritario. Confronta poi le condizioni reali dei titoli quotati sul mercato e valuta su quale categoria orientare il tuo portafoglio.