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Diciamocelo chiaramente: la parte davvero stressante del trading non è tanto l'analisi tecnica o lo spread che si allarga durante i picchi di volatilità, quanto il mal di testa che arriva a giugno quando bisogna fare i conti con il fisco. Con la previsione di 3 milioni di lettere di compliance in arrivo per il 2025 e l'ombra della Tobin Tax 2026, restare in regola senza impazzire è diventata una priorità assoluta per ogni investitore.
Proprio per questo, quando ho approfondito il funzionamento di ActivTrades, il punto di forza che salta subito all'occhio è la sua gestione fiscale. Essendo un broker con una succursale reale a Milano (iscritta all'albo Consob al n. 97), offre un servizio che molti competitor esteri si sognano: il regime amministrato.
Ecco come funziona nel concreto.
La risposta breve è sì, ed è uno dei motivi principali per cui molti lo scelgono. Avendo una succursale reale in centro a Milano, ActivTrades rientra nella categoria dei broker che operano come sostituto d’imposta.
A differenza di molti competitor esteri che ti lasciano solo con un report (spesso da ricontrollare), qui il broker si occupa di calcolare, dichiarare e versare direttamente le plusvalenze, le imposte sui dividendi e persino l'IVAFE. In pratica, quello che prelevi è già pulito dalle tasse.
Non basta essere residenti in Italia; serve un passaggio formale che spesso sfugge ai più distratti. Dalla mia analisi del contratto (che, per fortuna, è scritto in un italiano chiarissimo), emerge che bisogna aderire esplicitamente all'opzione prevista nella modulistica, firmando l'allegato specifico del contratto.
Se non firmi questo allegato, finirai dritto nel regime dichiarativo. Questo significa che dovrai gestire tu il quadro RW del Modello Redditi, anche se il conto è in perdita o non hai fatto operazioni, purché ci sia stato un saldo positivo per almeno un giorno.
Basandomi sulla mia esperienza di apertura del conto, ecco la via più veloce per non perdere tempo tra uffici postali e scartoffie:
Un'ultima nota importante: ricorda che la scelta del regime è annuale. Se decidi di cambiare e tornare al dichiarativo (magari perché vuoi compensare minusvalenze pregresse o preferisci l'efficienza fiscale dei report precompilati), devi comunicarlo entro la fine dell'anno per l'anno successivo.
Personalmente, vedendo quanto è diventato aggressivo il fisco con le nuove truffe sui finti avvisi dell'Agenzia delle Entrate, delegare tutto a un broker come ActivTrades con sede a Milano mi fa sentire decisamente più tranquillo.
La differenza fondamentale sta in chi si prende la responsabilità di fronte all'Agenzia delle Entrate:
| Regime amministrato (sostituto d'imposta) | Regime dichiarativo | ||
| È l'opzione scacciapensieri. Il broker calcola, trattiene e versa le imposte sui redditi finanziari per tuo conto, basandosi sull'art. 6 del D.Lgs. 461/1997. Non devi ricostruire ogni singola operazione: quello che prelevi è già netto. | Qui la palla passa a te. Dovrai gestire i versamenti in dichiarazione dei redditi, spesso affidandoti a servizi esterni che elaborano trade per trade per fornirti un report da ricopiare nel Quadro RW. |
| Regime amministrato (sostituto d'imposta) | Regime dichiarativo |
| È l'opzione scacciapensieri. Il broker calcola, trattiene e versa le imposte sui redditi finanziari per tuo conto, basandosi sull'art. 6 del D.Lgs. 461/1997. Non devi ricostruire ogni singola operazione: quello che prelevi è già netto. | Qui la palla passa a te. Dovrai gestire i versamenti in dichiarazione dei redditi, spesso affidandoti a servizi esterni che elaborano trade per trade per fornirti un report da ricopiare nel Quadro RW. |
Questa distinzione non è teorica: impatta tempo, complessità, rischio di errori e gestione delle minusvalenze (specie se operi su più intermediari).
Vantaggi
Svantaggi