Le più grandi crisi di borsa: crollo del 29, dotcom 2000 e crisi finanziaria del 2008

Nel corso degli ultimi 100 anni ci sono perlomeno stati 3 eventi che hanno cambiato drasticamente l’economia dell’intero pianeta. In questo articolo parleremo di queste tre grandi crisi di Borsa:

  • Il crollo del 1929, che portò disoccupazione, povertà, fame e causò il fallimento di molte grandi imprese.
  • La bolla Dotcom del 2000, che portò al fallimento di moltissime aziende tecnologiche (nel giro di pochi anni oltre il 50% fallì).
  • La crisi finanziaria del 2008, che ha costretto gli Stati a lavorare insieme per non far crollare l’intera economia mondiale.

Le più grandi crisi di borsa: crollo del '29, dotcom 2000 e crisi finanziaria del 2008

Analizziamo insieme quelle che possiamo considerare come le 3 più grandi crisi di borsa.

Grandi crisi di borsa: crollo del '29

Il crollo del 29, anche noto come crollo di Wall Street”, fu quella che possiamo probabilmente definire come la prima crisi di borsa della storia ed avvenne, appunto, nel 1929.

Il big crash, noto anche come “Venerdì Nero” avvenne il 29 ottobre 1929, a New York, . Ma quali furono le cause e gli effetti di questo crollo?

Sono state individuate varie cause: la cattiva struttura del sistema bancario e delle aziende finanziarie e industriali (o la loro cattiva gestione), l’eccesso di prestiti a carattere speculativo, una cattiva distribuzione del reddito e l’utilizzo di un’economia errata in quanto non teneva conto di fattori determinanti.

Fu così che crollarono le azioni delle imprese di grandi dimensioni ed il giorno del Big Crash si assistette alla vendita di oltre 16 milioni di azioni, che portarono ad un ulteriore calo del valore dei titoli.

La caduta della borsa interessò specialmente il ceto di media borghesia e come se non bastasse, l’evento creò una situazione di panico che portò i piccoli risparmiatori ad affrettarsi per ritirare i propri risparmi. Ciò creò una crisi di liquidità che ebbe principalmente 2 effetti: il fallimento di diverse aziende (specialmente quelle che si ritrovarono senza finanziamenti bancari) e la diminuzione della domanda di lavoro.

Tutto ciò in USA creò disoccupazione, una situazione economica instabile e la criminalità incrementò.

Il crollo del '29 ebbe ripercussioni su scala globale, dove la disoccupazione incrementò la povertà e quindi diffuse il problema della fame. Anche la crisi economica ebbe un impatto mondiale, e si sviluppò una sfiducia nei confronti del sistema capitalistico.

Grandi crisi di borsa: crisi dotcom 2000

La seconda grande crisi di borsa della storia avvenne a marzo del 2000. Si tratta della bolla speculativa delle dotcom (.com), ovvero della bolla speculativa inerente alle nuove tecnologie informatiche.

La bolla si sviluppò tra il 1997 e il 2000 e causò la crisi, ma cosa è successo esattamente? Fu un mix tra speranza, convinzione di fare il “colpo grosso” e fiducia nelle nuove tecnologie. In breve gli azionisti si convinsero del fatto che acquistare azioni dotcom fosse un’ottima scelta, e che non fosse necessario analizzare i “classici” dati in quanto la tecnologia è in continua evoluzione.

Il pensiero che sta dietro questa crisi è corretto, il problema è che gli azionisti avrebbero dovuto controllare i dati. Normalmente un’azienda dovrebbe migliorare grazie agli investimenti e il continuo miglioramento porta ad un incremento del valore delle azioni (ovviamente l’andamento ha i suoi alti e bassi), in questo caso, invece, le aziende si ritrovarono improvvisamente con investimenti elevatissimi e con azionisti che si aspettavano di vedere risultati che non avrebbero potuto avere in poco tempo, o che non avrebbero potuto avere affatto.

Si crearono così delle situazioni di stallo, con le aziende che non erano in grado di soddisfare le aspettative, gli azionisti che si rendevano conto che forse sarebbe stato meglio analizzare tutti i dati e dalla mancanza di nuovi investitori disposti a pagare azioni divenute parecchio costose.

L’effetto di tutto ciò fu lo “scoppio” della bolla dotcom del 2000, quando iniziò la vendita compulsiva delle azioni da parte degli imprenditori per poter arraffare quanto di guadagnato o per poter riprendere i propri soldi prima che possa avvenire un crollo. Il crollo è proprio ciò che avvenne, con il valore delle azioni in caduta libera e il fallimento di moltissime aziende.

Grandi crisi di borsa: crisi finanziaria del 2008

La crisi finanziaria del 2008, o crollo di Wall Street 2008, è stata la seconda fase di una crisi iniziata due anni prima negli Stati Uniti, innescata dal crollo dei mutui subprime dovuto al fatto che spesso le persone non erano più in grado di pagare i loro debiti. È stata innescata dal crollo dei mutui subprime, dovuto al fatto che spesso le persone non erano più in grado di pagare i loro debiti.

Il crollo della Borsa del 2008 fu la seconda fase di una crisi iniziata ben 2 anni prima in USA, causata dal crollo dei mutui subprime dovuta al fatto che spesso le persone non erano più in grado di rimborsare quanto dovuto.

La crisi finanziaria del 2008 fu dovuta ad una crisi di liquidità e di solvibilità a livello di banche e Stati, e da una scarsità di credito alle imprese. L’effetto di tutto ciò consistette in un calo dei prezzi di borsa e nel fallimento di diversi istituti finanziari.

Per evitare una crisi sistematica le varie nazioni dovettero intervenire per salvare le banche e ciò portò alla nascita di un debito pubblico in vari Stati e provocò una recessione su scala globale.

La “Grande Recessione” iniziò appunto nel 2008 ed ebbe effetti rilevanti sino al 2010. In generale, però, tutto nacque con la crisi finanziaria del 2008, che portò ad un netto cambiamento dell’economia mondiale e costrinse vari Stati ad effettuare diversi cambiamenti. Tutt’oggi diverse di queste nazioni “pagano” per la stabilizzazione dell’economia mondiale.

Di seguito è riportato il grafico del crollo del mercato azionario del 2008.

Grafico del crollo del mercato azionario del 2008

crisi economiche dal 2000 ad oggi

Crisi economiche degli ultimi 100 anni

Inoltre, è importante conoscere altre crisi economiche ultimi 100 anni, che hanno segnato l'economia mondiale:

  • La crisi inflazionistica del 1974: quando negli anni '70 la crisi politica tra Stati Uniti, Israele e mondo arabo portò quest'ultimo a ridurre progressivamente le esportazioni di petrolio verso l'Occidente. Il risultato è stato un graduale aumento del prezzo del greggio, seguito dai prezzi delle materie prime, e l'inflazione ha raggiunto cifre a due zeri in gran parte del mondo occidentale.
  • La crisi finanziaria del 1987 o crisi di mercato del lunedì nero, in cui in un solo giorno (19 ottobre) i mercati mondiali subirono un forte calo del valore dei titoli quotati. L'epicentro della crisi è stato il mercato di Hong Kong, dove la capitalizzazione degli indici si è dimezzata. La crisi si è poi estesa al resto del mondo, scatenando il panico tra gli operatori.
  • La crisi del Sud-Est asiatico del 1997, che ha preso piede quando il governo thailandese ha deciso di svalutare la propria moneta, il baht, per tornare sui mercati, a seguito di una serie di attacchi speculativi da parte di fondi di investimento internazionali; ha portato a un'impennata dei flussi di capitale e degli scambi fino a un sesto del PIL; ha coinvolto le economie vicine di Taiwan, Corea del Sud, Singapore e Hong Kong.
  • La crisi di Covid-19 del 2020: il virus, che ha avuto origine in Cina e si è diffuso in tutto il mondo nei primi anni del 2020, ha collegato il concetto di crisi economica a quello di crisi sanitaria, registrando per la prima volta un allineamento di politiche monetarie e fiscali mostruose nel tentativo di fermare la diffusione dell'epidemia. I Paesi di tutto il mondo hanno dovuto chiudere le loro economie (lockdown) per salvaguardare la salute pubblica, mentre continuava l'immissione di nuova liquidità sul mercato, nel tentativo di offrire sostegno a un mercato che ha fatto ancora una volta sua la parola “incertezza”.

Vuoi investire in azioni? Scopri le nostre raccomandazioni

XTB
Deposito minimo:

$0.00

IG
Deposito minimo:

$300.00

Deposito minimo:

$50.00

* Il 79% dei conti CFD al dettaglio perde denaro
Leggi più tardi - Compila il modulo per salvare l'articolo in formato PDF
Consent(Obbligatorio)


Articoli correlati

Lasciate i vostri pensieri

guest
0 Commenti
Feedback in linea
Visualizza tutti i commenti
Benvenuto nella comunità!

Seleziona i temi che ti interessano e personalizza la tua esperienza in Rankia

Ti invieremo una newsletter ogni due settimane con le novità di ogni categoria che hai scelto


Vuoi ricevere le notifiche dei nostri eventi/webinar?


Continuando, accetti l'informativa sulla privacy