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Meglio BOT o BTP? Differenze, rendimenti e quando conviene investire

BOT (3-12 mesi, zero-coupon) e BTP (cedola semestrale, 2-30 anni) sono tassati al 12,5%. Alle aste di ottobre 2026 il BOT 12 mesi rende il 3,175% lordo, il BTP 10 anni il 4,58%. Il BOT conviene per la liquidità a breve, il BTP per un reddito periodico nel lungo termine.
Meglio BOT o BTP: confronto tra titoli di Stato

Indice

  • Liquidità da parcheggiare fino a 12 mesi: meglio il BOT, zero-coupon con rendimento certo a scadenza (3,175% lordo il BOT 12 mesi all'asta del 9 ottobre 2026).
  • Reddito periodico su più anni: meglio il BTP, con cedola fissa semestrale e scadenze da 2 a 30 anni (4,58% lordo il BTP 10 anni all'asta del 29 settembre 2026).
  • Entrambe le esigenze: BOT e BTP si combinano bene, il primo per la liquidità e il secondo per il reddito, con la stessa tassazione agevolata al 12,5%.

Scegliere tra BOT e BTP significa decidere per quanto tempo puoi lasciare fermo il capitale. In questa guida confrontiamo scadenze, cedole, rendimenti netti, rischi e canali di acquisto con i dati delle ultime aste del Tesoro, per capire quale dei due titoli si adatta al tuo profilo.

Cosa sono BOT e BTP e come funzionano

I titoli di Stato italiani sono strumenti di finanziamento emessi dal Ministero dell'Economia e delle Finanze (MEF) per sostenere il debito pubblico. Tra questi, i più diffusi tra i risparmiatori privati sono i BOT (Buoni Ordinari del Tesoro) e i BTP (Buoni del Tesoro Poliennali), entrambi con tassazione agevolata al 12,5%.

  • BOT: emessi sotto la pari e rimborsati al 100% alla scadenza. Il guadagno è la differenza tra prezzo pagato e valore di rimborso; durante la vita del titolo non pagano interessi.
  • BTP: pagano una cedola fissa ogni 6 mesi e rimborsano il capitale a scadenza. Possono essere emessi sotto, alla o sopra la pari e, se venduti prima della scadenza sul mercato secondario, il prezzo può essere superiore o inferiore al valore nominale.

Differenze tra BOT e BTP: il confronto in sintesi

La scelta dipende da orizzonte temporale, propensione al rischio e bisogno di flussi di cassa. Ecco le principali differenze tra BOT e BTP riepilogate:

CaratteristicaBOTBTP
Scadenza3-12 mesi2-30 anni (fino a 50, emissioni speciali)
CedolaNessuna (zero-coupon)Semestrale fissa
RendimentoScarto di emissioneCedola + capital gain/loss
Rendimento lordo all'ultima asta3,175% (12 mesi)4,58% (10 anni)
Tassazione12,5%12,5%
Rischio tassoBassoMedio-alto (cresce con la duration)
AstaCompetitivaMarginale
Quando usarloLiquidità a breveReddito periodico, lungo termine

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Scadenze e durate

  • BOT: scadenze brevi, da 3 a 12 mesi; i più usati sono il semestrale e l'annuale.
  • BTP: durate da 2 a 30 anni nelle emissioni ordinarie. Le emissioni ultra-long (fino a 50 anni) sono rare e destinate soprattutto a investitori istituzionali.

Chi cerca un investimento a un anno può confrontare il BOT 12 mesi con i BTP a breve termine, che il Tesoro colloca con un'asta mensile dedicata a fine mese.

Asta di emissione

  • BOT: asta competitiva sul rendimento: ogni richiesta viene aggiudicata al rendimento proposto dall'operatore.
  • BTP: asta marginale, con prezzo e quantità decisi dal Tesoro: tutti gli aggiudicatari pagano lo stesso prezzo di taglio.

Vantaggi e svantaggi: perché scegliere BOT o BTP

Conviene investire in BOT o BTP? Dipende dal profilo dell'investitore: il BOT è adatto a chi ha un orizzonte corto e vuole certezza, il BTP a chi punta a un reddito periodico e accetta più volatilità di prezzo.

Perché scegliere i BOT

Il BOT è la scelta naturale per chi ha un orizzonte di 3-12 mesi e vuole un rendimento certo alla scadenza, senza esposizione alle variazioni dei tassi: un'alternativa al conto deposito e agli ETF monetari per parcheggiare la liquidità.

Vantaggi

  • rendimento garantito alla scadenza,
  • assenza di rischio tasso sul breve periodo,
  • alta liquidità sul mercato secondario,
  • adatto come alternativa al conto deposito vincolato.

Svantaggi

  • nessun flusso cedolare,
  • rendimenti inferiori ai BTP su orizzonti lunghi,
  • rischio reinvestimento alla scadenza se i tassi di mercato scendono.

Perché scegliere i BTP

I BTP sono adatti a chi vuole costruire un flusso di reddito periodico nel medio-lungo termine e accetta una maggiore sensibilità alle variazioni dei tassi. Oltre ai BTP a tasso fisso esistono varianti pensate per i piccoli risparmiatori, come il BTP Valore e i BTP indicizzati all'inflazione (BTP Italia, BTP€i).

Vantaggi

  • cedola fissa semestrale,
  • disponibile in molte scadenze (da 2 a 30 anni),
  • varianti indicizzate all'inflazione (BTP Italia, BTP€i),
  • rendimenti superiori ai BOT su orizzonti lunghi.

Svantaggi

  • sensibile alle variazioni dei tassi (rischio duration),
  • possibile perdita in conto capitale se venduto prima della scadenza.

Quali sono i rischi di BOT e BTP

Le obbligazioni espongono a rischio di tasso, emittente, inflazione, liquidità e reinvestimento. Per BOT e BTP, emessi dallo Stato italiano, il rischio principale da monitorare è quello sull'emittente.

  • Rischio di tasso (duration): se i tassi salgono, il prezzo dei BTP già emessi scende. Colpisce chi vende prima della scadenza, non chi porta il titolo a termine; i BOT, a brevissima durata, ne sono quasi immuni.
  • Rischio emittente (credito): è il rischio che lo Stato italiano non onori il proprio debito; si misura con rating e spread.
  • Rischio inflazione: un'inflazione elevata erode il potere d'acquisto del rendimento netto, soprattutto sui titoli a lunga scadenza.
  • Rischio liquidità e reinvestimento: vendere prima della scadenza può comportare perdite e, alla scadenza di un BOT, il capitale va reinvestito ai tassi del momento.

Per valutare il rischio emittente dell'Italia si osservano alcuni indicatori, aggiornati a ottobre 2026:

  • Rating: BBB+ per S&P (outlook positivo dal 30 gennaio 2026), BBB+ per Fitch (stabile, confermato l'11 settembre 2026) e Baa2 per Moody's (stabile, revisione del 25 settembre 2026).
  • Debito/PIL: 137,1% a fine 2025, in aumento di 2,4 punti sul 2024 (Istat, notifica di aprile 2026).
  • Spread BTP-Bund: intorno ai 110 punti base (Borsa Italiana, 9 ottobre 2026).

Lo spread misura la differenza tra il rendimento del BTP decennale e quello del Bund tedesco: più è basso, più i mercati considerano solido il debito italiano.

Quanto rendono BOT e BTP oggi

Il rendimento dipende dalla scadenza: osservando la curva dei rendimenti, in condizioni normali le scadenze più lunghe offrono tassi più alti. Per i BTP, scadenza e livello cedolare aiutano a individuare i migliori BTP da comprare per rendimento.

Rendimenti lordi alle ultime aste (fonte: Ministero dell'Economia e delle Finanze):

  • BOT 6 mesi: 2,873% (asta del 25 settembre 2026)
  • BOT 12 mesi: 3,175% (asta del 9 ottobre 2026, prezzo medio 96,881)
  • BTP 5 anni: 4,08% (asta del 29 settembre 2026)
  • BTP 10 anni: 4,58% (asta del 29 settembre 2026, cedola 4%, prezzo 95,76)

Un esempio pratico: investendo 10.000€ nominali nel BOT 12 mesi di ottobre si pagano circa 9.688 € e se ne incassano 10.000 alla scadenza, cioè circa 312 € lordi, 273 € netti.

Tassazione al 12,5% e rendimento netto

BOT e BTP pagano un'imposta del 12,5% sui rendimenti, la metà dell'aliquota del 26% applicata a gran parte degli altri investimenti finanziari (azioni, obbligazioni societarie, conti deposito).

Il vantaggio pesa sul netto: il BOT 12 mesi al 3,175% lordo rende circa il 2,78% netto, il BTP 10 anni al 4,58% circa il 4% netto. In periodi di tassi elevati i BOT possono offrire rendimenti superiori all'inflazione anche su orizzonti brevi.

BOT, BTP e ISEE

Dal 2025 titoli di Stato, buoni fruttiferi e libretti postali sono esclusi dal calcolo dell'ISEE fino a 50.000 euro per nucleo familiare (DPCM n. 13 del 14 gennaio 2025, in attuazione della legge di bilancio 2024). La parte che supera la soglia continua a rientrare nel patrimonio mobiliare.

Come acquistare BOT e BTP

Per comprare BOT e BTP serve un conto presso una banca o un broker abilitato. I canali sono tre: l'asta primaria, il mercato secondario (MOT) e le piattaforme di trading online.

Asta primaria

Le aste sono organizzate dal MEF con un calendario fisso: i BOT 12 mesi a metà mese e i semestrali a fine mese; i BTP in due finestre mensili, a seconda della scadenza, secondo il calendario delle aste pubblicato dal Tesoro. Per partecipare si prenota il titolo presso la propria banca o l'ufficio postale entro il giorno lavorativo precedente l'asta.

L'investimento minimo è 1.000 euro di valore nominale, per multipli di tale importo. Sui BOT la banca può applicare una commissione entro un tetto fissato per decreto; sui BTP la provvigione di collocamento la riconosce il Tesoro agli intermediari.

Mercato secondario (MOT)

Chi non vuole attendere le aste può acquistare titoli già emessi sul Mercato Telematico delle Obbligazioni (MOT) di Borsa Italiana, dove il prezzo varia in base a domanda, offerta e tassi di mercato. È il canale per comprare BTP con scadenze specifiche non disponibili in emissione.

Piattaforme di trading online

La maggior parte delle banche e dei broker online, tra cui Saxo e Fineco, offre accesso diretto al MOT con commissioni competitive, permettendo di comprare e vendere BOT e BTP da app o web. Per orientarti puoi consultare la nostra guida ai migliori broker per investire in titoli di stato.

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Meglio BOT o BTP? Quale scegliere in base al tuo profilo

Più che chiedersi se sia meglio BOT o BTP, conviene ragionare su come usarli: rispondono a esigenze diverse e spesso si completano. Il BOT a 6 o 12 mesi è lo strumento più efficiente per la liquidità; il BTP offre rendimenti superiori e cedole periodiche su orizzonti lunghi.

  • Orizzonte fino a 12 mesi o spesa già programmata: BOT, perché a scadenza rimborsa il 100% senza oscillazioni di prezzo.
  • Orizzonte di 5-10 anni e bisogno di entrate regolari: BTP a tasso fisso, tenuto fino alla scadenza.
  • Timore dell'inflazione: BTP Italia o BTP€i, che indicizzano capitale e cedole.

Chi vuole capire come investire 10.000 euro in modo prudente può, ad esempio, destinare 5.000 € a un BOT 12 mesi per la liquidità e 5.000 € a un BTP decennale per incassare cedole semestrali, con la stessa tassazione al 12,5%.

Per diversificare ulteriormente si possono affiancare ai titoli di Stato gli ETF obbligazionari, che replicano panieri di bond governativi e societari riducendo la dipendenza da un singolo emittente.

In sintesi, la differenza tra BOT e BTP si riduce a orizzonte temporale e tipo di rendimento: il BOT è uno zero-coupon a breve con rendimento certo, il BTP paga cedole semestrali fino a 30 anni e rende di più, ma è più sensibile ai tassi. Entrambi condividono la tassazione al 12,5% e il taglio minimo di 1.000 euro.

La scelta non è «o l'uno o l'altro»: parti da orizzonte, bisogno di liquidità e tolleranza alla volatilità, e valuta se combinare BOT per la liquidità e BTP per il reddito. Con un orizzonte breve il BOT è l'alleato giusto; per entrate periodiche nel tempo conviene guardare al BTP.

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Domande frequenti su BOT e BTP