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CME: cos’è e contratti negoziati

Il Chicago Mercantile Exchange (CME) è il maggiore mercato di futures e opzioni al mondo: vi si negoziano derivati su indici, valute, tassi e materie prime. Fondato nel 1898, oggi fa parte del CME Group e opera quasi interamente sulla piattaforma elettronica Globex.
Chicago Mercantile Exchange: cos'è e contratti negoziati

Indice

Il Chicago Mercantile Exchange (CME) è la principale borsa di derivati al mondo: un mercato regolamentato dove ogni giorno si comprano e si vendono contratti futures e opzioni su materie prime, indici, valute e tassi d'interesse. Non si scambiano azioni di singole società, ma strumenti che servono a gestire il rischio o a speculare sull'andamento futuro dei prezzi.

Per accedere ai mercati collegati al CME o operare su strumenti derivati come futures e CFD su indici, materie prime e valute, puoi confrontare piattaforme come BG Saxo, XTB e Capital.com, valutando sempre costi, leva e livello di rischio.

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Cos'è il CME (Chicago Mercantile Exchange)?

Il Chicago Mercantile Exchange, spesso abbreviato in CME o chiamato "the Merc", è una borsa statunitense con sede a Chicago specializzata nello scambio di contratti a termine, i futures, e di opzioni. È considerato il più grande mercato di derivati al mondo per varietà di prodotti e volumi negoziati.

A differenza di una borsa azionaria, il CME non quota azioni di aziende: vi si negoziano strumenti derivati il cui valore dipende da un sottostante — una materia prima, un indice, una valuta o un tasso d'interesse. Imprese, investitori istituzionali e trader privati lo usano per coprirsi dal rischio o per speculare.

Dal punto di vista societario, il CME è una public company quotata in borsa (ticker CME) dopo l'IPO del dicembre 2002. Oggi opera all'interno del CME Group, con sede principale a Chicago e uffici a New York, Londra e in altre piazze finanziarie internazionali.

I dati chiave in sintesi:

  • Nome completo: Chicago Mercantile Exchange (CME)
  • Sede: Chicago (Illinois), Stati Uniti
  • Fondazione: 1898 (come Chicago Butter and Egg Board)
  • Gruppo: CME Group (quotato al Nasdaq, ticker CME)
  • Dipendenti: circa 3.760 (2024)
  • Fatturato del CME Group: 6,1 miliardi di dollari (2024, record storico)
  • Prodotti: futures e opzioni su indici, valute, tassi e materie prime

Storia ed evoluzione del CME

Le origini del CME risalgono al 1898, quando nacque come Chicago Butter and Egg Board, un mercato dedicato ai contratti su burro e uova. Nel 1919 l'ente fu riorganizzato e assunse il nome attuale di Chicago Mercantile Exchange, ampliando i prodotti ad altre materie prime agricole.

Va chiarito un punto spesso confuso: il CME non è la più antica borsa future americana. Quel primato spetta al Chicago Board of Trade (CBOT), fondato nel 1848, che introdusse il primo contratto future standardizzato nel 1865. Il CBOT è entrato a far parte del CME Group solo nel 2007.

La svolta finanziaria arrivò nel 1972, con il primo "financial future": in quell'anno il CME lanciò contratti su sette valute (sterlina inglese, dollaro canadese, marco tedesco, franco francese, yen giapponese, peso messicano e franco svizzero). Fu l'inizio dei derivati su strumenti puramente finanziari.

Negli anni successivi l'offerta si moltiplicò. Nel 1982 debuttò il primo future su un indice azionario, basato sull'S&P 500, mentre nel 1997 arrivò il future E-mini S&P 500, di taglia ridotta, che aprì il mercato anche agli investitori non istituzionali.

Più di recente, nel dicembre 2017, il CME ha lanciato il primo future regolamentato sul Bitcoin, entrando nel mondo delle criptovalute e permettendo di prendere posizioni al rialzo o al ribasso senza detenere direttamente la moneta digitale.

Linea del tempo della storia del CME (1898-2017)

Cosa si negozia al CME: futures e opzioni

Al CME si scambiano due grandi famiglie di strumenti derivati: i futures e le opzioni. I futures sono contratti a termine standardizzati che impegnano le parti a comprare o vendere un sottostante a un prezzo e a una data prefissati; il mercato delle opzioni funziona invece sul diritto, ma non sull'obbligo, di farlo.

I principali gruppi di prodotti negoziati al CME sono:

CategoriaEsempi di sottostanti
Materie prime agricoleGrano, mais, soia, bestiame vivo
EnergiaPetrolio WTI, gas naturale
MetalliOro, argento, rame, platino
Indici azionariS&P 500, Nasdaq 100, Dow Jones
Tassi d'interesseT-Bond, Eurodollari, SOFR
Valute (forex)Euro, yen, sterlina, dollaro
Prodotti alternativiCriptovalute (Bitcoin), meteo

Le materie prime — dai cereali ai metalli preziosi — sono state il primo terreno del CME e restano un pilastro dei suoi scambi.

Una particolarità del CME sono i derivati "alternativi": esistono contratti future legati alle condizioni meteorologiche e, dal 2017, alle criptovalute. Tra i più scambiati spiccano i future sui principali indici mondiali e sui tassi d'interesse statunitensi.

Il CME Group e le sue controllate

Dal 2007 il CME opera sotto il CME Group, una holding che ha progressivamente acquisito le principali borse derivative statunitensi, diventando il maggiore operatore mondiale del settore. Le acquisizioni più importanti sono:

  • Chicago Board of Trade (CBOT): acquisito nel 2007, è la storica borsa dei cereali e dei future sui titoli di Stato USA.
  • NYMEX e COMEX: rilevati nel 2008, portano i future su energia (petrolio, gas) e metalli (oro, argento, rame).
  • Kansas City Board of Trade: acquisito nel 2012, mercato di riferimento per il grano hard red winter.
  • NEX Group: acquisito nel 2018, gruppo londinese specializzato nei mercati cash e OTC.

Il CME Group detiene inoltre una quota di circa il 27% in S&P Dow Jones Indices, la società che calcola indici come l'S&P 500 e il Dow Jones, sui quali si basano molti dei suoi contratti.

Come funziona il CME oggi

Storicamente le contrattazioni avvenivano "alle grida" (open outcry): operatori specializzati, fisicamente presenti nei box di negoziazione, si scambiavano contratti tramite un linguaggio codificato di gesti delle mani. Oggi questo sistema è quasi del tutto residuale.

Dal 1992 il CME ha introdotto la piattaforma elettronica Globex, che consente di operare a distanza da qualsiasi parte del mondo. Oggi la quasi totalità dei volumi passa per il trading elettronico, attivo per circa 23 ore al giorno, dalla domenica sera al venerdì.

Come e dove negoziare i futures e i derivati del CME

Un investitore privato non può accedere direttamente al CME: serve un intermediario autorizzato che offra l'accesso ai mercati dei futures o a strumenti collegati. In Italia conviene operare con broker autorizzati CONSOB, che garantiscono tutele e trasparenza.

Chi vuole esposizione ai sottostanti del CME ha due strade: negoziare i futures e le opzioni veri e propri, oppure usare strumenti più accessibili come i future di taglia ridotta (E-mini e Micro E-mini) o fare trading con i CFD sugli stessi sottostanti. Ecco alcuni broker che permettono di operare su questi mercati:

  • BG Saxo - piattaforma evoluta con accesso a futures, opzioni, azioni ed ETF su mercati globali, adatta a chi vuole negoziare i derivati del CME.
  • XTB - broker con la piattaforma xStation, offre azioni, ETF e CFD su indici, materie prime e valute, i principali sottostanti del CME.
  • Capital.com - piattaforma orientata al trading su CFD, con accesso a indici, materie prime, forex e altri sottostanti collegati ai mercati globali.

In sintesi, il Chicago Mercantile Exchange è il cuore del mercato globale dei derivati: un'infrastruttura dove futures e opzioni su materie prime, indici, valute e tassi permettono a imprese e investitori di trasferire e gestire il rischio. Dalla sua nascita nel 1898 è cresciuto fino a diventare, dentro il CME Group, il maggiore operatore mondiale del settore.

Per un investitore italiano, capire cos'è il CME aiuta a inquadrare strumenti complessi come i futures prima di operarvi. Se vuoi esporti ai suoi mercati, il passo successivo è scegliere un broker autorizzato e adatto al tuo profilo, valutando con attenzione costi, strumenti disponibili e livello di rischio.

Domande frequenti sul CME