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Cosa sono gli ETP e come investire?

Gli ETP (Exchange Traded Products) sono strumenti quotati in Borsa che replicano indici, materie prime o valute: la macro-categoria che comprende ETF, ETC ed ETN. Scopri le differenze tra i tre tipi, come funzionano, la tassazione in Italia e dove comprarli in modo sicuro.
Cosa sono gli ETP: ETF, ETC ed ETN a confronto

Indice

Avrai sicuramente sentito parlare di ETP, o delle sue sottocategorie ETF, ETC ed ETN, senza che sia sempre chiaro cosa le distingua. Gli ETP sono la macro-categoria che racchiude ETF, ETC ed ETN: strumenti quotati in Borsa, negoziabili come un'azione, che replicano un indice, una materia prima o un paniere di attività.

Per comprare ETF, ETC ed ETN serve un conto titoli con accesso all'ETFplus di Borsa Italiana e ai principali listini europei:

Cosa sono gli ETP e a cosa servono

ETP è la sigla di Exchange Traded Product: uno strumento che replica l'andamento di un sottostante: un indice, una materia prima o un singolo titolo. Gli ETP a leva e inversi, che vedremo più avanti, ne moltiplicano invece il movimento. A differenza di un paniere di azioni acquistate singolarmente, un solo ETP dà accesso a tutte le società o gli asset compresi nell'indice replicato.

Un aspetto interessante è che gli ETP permettono di accedere a titoli o mercati altrimenti difficili da raggiungere per il singolo investitore, operando indirettamente tramite un indice sottostante che li comprende.

A cosa servono gli ETP nel portafoglio di un investitore

Gli ETP rappresentano una via intermedia tra l'investimento diretto e la gestione collettiva. A differenza dei fondi comuni, offrono un'esposizione mirata e spesso passiva a specifici mercati o asset. Per questo motivo sono diventati strumenti fondamentali nei portafogli moderni, contribuendo sia alla diversificazione sia alla personalizzazione della strategia di investimento.

Nel contesto della pianificazione finanziaria, gli ETP sono utili per ottenere esposizione diretta a settori, paesi, tematiche o asset che sarebbero difficili da replicare autonomamente. Ad esempio, un ETP su materie prime permette di investire in oro o petrolio senza detenere fisicamente il bene. Inoltre, grazie ai costi contenuti, consentono una gestione più efficiente del capitale.

Tipologie di ETP: differenze tra ETF, ETC ed ETN

Gli ETP si suddividono in diverse categorie, ognuna con finalità e caratteristiche proprie. In questa parte dell'articolo analizziamo le principali tipologie disponibili oggi sul mercato:

ETF

Parlando di ETF ci si riferisce agli Exchange Traded Fund, la cui finalità è quella di replicare un asset o un insieme di asset finanziari, come ad esempio un indice. Sono molto popolari in quanto i costi sono bassi e vengono gestiti passivamente: per un approfondimento sulle caratteristiche e sui criteri di selezione, vedi la guida su cosa sono gli ETF.

ETC

Gli ETC (Exchange Traded Commodity) funzionano come gli ETF, ma replicano esclusivamente materie prime: un indice di riferimento o, in alternativa, l'andamento diretto di un paniere di commodity.

Tra le materie prime più diffuse figurano l'oro e il palladio, negoziabili tramite ETC a replica sintetica (con opzioni e futures) o fisica, con l'acquisto diretto del bene sottostante.

Gli ETC non sono l'unico modo per esporsi alle materie prime: esistono anche ETF specializzati su oro, palladio e altri metalli, con una struttura giuridica diversa (fondo anziché titolo di debito).

ETN

Gli ETN (Exchange Traded Notes) sono strutturati come titoli di debito che replicano un indice sottostante: alla scadenza, l'investitore riceve un importo pari al rendimento previsto dall'indice.

Si tratta quindi di uno strumento simile alle obbligazioni in quanto alla scadenza gli investitori vengono rimborsati, seppure senza ricevere interessi.

Differenze tra ETF, ETC ed ETN

ETF

ETC

ETN

Fondo diversificato, di solito replica un indice di riferimento.

Titolo di debito, non un fondo, garantito dalla materia prima o da derivati sul sottostante.

Titolo di debito senza garanzia reale: replica l'indice ed espone al rischio di credito dell'emittente.

Qui trovi un approfondimento sulle differenze tra ETF, ETC ed ETN.

Come funzionano gli ETP

Per comprendere appieno i vantaggi e i rischi degli ETP, è fondamentale conoscere la loro struttura tecnica e il funzionamento operativo. Esploriamo i meccanismi che regolano la quotazione, la replica e il confronto con strumenti tradizionali.

Un ETP è emesso da un intermediario autorizzato e può essere garantito fisicamente, con l'acquisto diretto dell'asset sottostante, oppure tramite replica sintetica, utilizzando strumenti derivati. La custodia degli asset è affidata a depositari regolamentati. Ogni ETP ha: 

  1. un codice ISIN
  2. un prospetto informativo
  3. una struttura trasparente

Replica fisica vs replica sintetica

La replica fisica prevede l'acquisto diretto degli strumenti che compongono il benchmark; quella sintetica, tipica degli ETF sintetici, utilizza swap o altri derivati per riprodurre l'andamento. La replica fisica è generalmente percepita come più trasparente, mentre la sintetica espone a un rischio di controparte maggiore.

Quotazione in Borsa e liquidità

Gli ETP sono quotati in borsa come qualsiasi titolo azionario. Questo consente una negoziazione continua e trasparente durante l'intera giornata di contrattazione. La liquidità è garantita dalla presenza di market maker che assicurano la corrispondenza tra domanda e offerta, mantenendo spread contenuti.

Differenze tra ETP e fondi tradizionali

I fondi tradizionali non sono quotati e possono essere acquistati solo a fine giornata al valore della quota. Gli ETP, al contrario, offrono prezzi in tempo reale e possono essere utilizzati anche per strategie speculative o di copertura. I costi di gestione degli ETP sono spesso inferiori e la loro trasparenza è maggiore.

Regolamentazione e tutele per l'investitore

Gli ETP quotati in Europa sono soggetti a vigilanza regolamentare. Gli ETF armonizzati rientrano nella normativa UCITS, che impone la segregazione degli asset dell'emittente, obblighi di trasparenza e limiti di diversificazione a tutela dell'investitore.

Gli ETC e gli ETN, non essendo OICR, non sono soggetti agli stessi limiti di diversificazione, ma restano quotati su mercati regolamentati e vigilati — in Italia, dalla CONSOB. Prima di investire, verifica sempre che l'intermediario sia autorizzato e consulta la lista dei broker autorizzati CONSOB.

Vantaggi e svantaggi degli ETP

Vantaggi ETP

  • Diversificazione: con un solo ETP è possibile ottenere un'esposizione ampia e mirata, anche in mercati difficilmente accessibili per i piccoli investitori.
  • Efficienza fiscale: la tassazione degli ETP in Italia segue regole specifiche, con differenze tra ETF e ETC/ETN nella compensazione di plus e minusvalenze.
  • Accesso a mercati specifici: esistono ETP tematici

Svantaggi ETP

  • Tracking error: lo scostamento rispetto al benchmark può ridurre la performance.
  • Rischio di controparte: gli ETP sintetici vi sono esposti.
  • Effetto leva: gli strumenti a leva — vedi ETF con leva e inversi — possono amplificare le perdite così come i guadagni.

Tassazione degli ETP in Italia

In generale, i proventi degli ETP sono tassati con l'aliquota del 26% sulle plusvalenze e sui redditi da capitale, salvo il regime agevolato al 12,5% riservato ai titoli di Stato e assimilati eventualmente presenti nel paniere replicato.

Un aspetto spesso trascurato riguarda la compensazione tra plus e minusvalenze: di norma, gli ETF non compensano le minusvalenze a differenza di ETC/ETN, che fiscalmente sono trattati come redditi diversi anziché redditi di capitale. Per approfondire tutti i casi pratici, consulta la guida sulla tassazione degli ETF in Italia.

Con un intermediario italiano in regime amministrato il calcolo tra 26% e 12,5% e la gestione dello zainetto fiscale li fa la banca.

Confronto tra la tassazione di ETF ed ETC/ETN in Italia

Come investire in ETP

Acquistare ETP è oggi più semplice che mai, ma richiede comunque attenzione nella scelta del canale e dei criteri di selezione. Gli ETP possono essere utilizzati per investire sugli asset desiderati, sia come complemento ai fondi comuni di investimento sia come alternativa a fondi attivi che non offrono un reale valore aggiunto, oppure per ottenere un'esposizione rapida a un determinato mercato o settore.

Piattaforme di trading e banche autorizzate

Gli ETP si acquistano tramite conti titoli aperti presso banche tradizionali, broker online o piattaforme fintech, verificando sempre che l'intermediario scelto sia autorizzato a operare in Italia.

eToro
XTB

Tipo di broker

Market Maker

ECN

Come scegliere un ETP: criteri e costi

La selezione deve basarsi su diversi criteri: tipo di replica, il TER, la liquidità e la reputazione dell'emittente, oltre alle dimensioni del fondo. È fondamentale leggere il KID e la documentazione informativa prima di investire.

Un ETP liquido ha spread ridotti e volumi elevati. I costi indiretti, come slippage e spread denaro-lettera, vanno valutati con attenzione, soprattutto per operazioni frequenti.

Esempi di ETP su oro e azioni globali

Se vuoi inserire oro in portafoglio, uno dei modi più semplici è un ETP sulla materia prima: puoi scegliere tra un ETF come lo SPDR Gold Shares o un ETP come l'Invesco Physical Gold.

La differenza è che con l'ETF possiedi quote di un fondo che investe in oro fisico o futures, mentre con un ETC sull'oro detieni un titolo di debito garantito dall'emittente, che acquista oro come sottostante.

Per il reddito variabile l'offerta di ETF è vastissima: puoi investire a livello globale con un ETF che replica l'indice MSCI World, oppure puntare su settori specifici come la tecnologia con l'iShares S&P 500 Information Technology Sector ETF.

Esistono anche ETF focalizzati su nicchie molto particolari, come il VanEck Video Gaming and eSports UCITS ETF (ESPO), che investe nel settore del gaming ed è armonizzato UCITS — quindi accessibile agli investitori retail italiani, a differenza di molti equivalenti statunitensi non UCITS.

Esempio di investimento in ETP con Leverage Shares

Un esempio interessante in Europa è l'offerta di Leverage Shares, emittente che ha sviluppato oltre 140 ETP per investire in modo a leva o al ribasso su azioni molto conosciute come Tesla, Nvidia o Coinbase, oltre che su indici come il Nasdaq 100.

Ad esempio, il Leverage Shares 3x Tesla replica l'andamento del titolo moltiplicato per tre, sia al rialzo che al ribasso. La società propone anche la linea IncomeShares, che distribuisce rendimenti mensili tramite opzioni come covered calls o cash-secured puts.

Grazie alla loro liquidità, trasparenza e replica fisica, si sono affermati come una soluzione semplice e regolamentata per accedere a strategie avanzate, un tempo riservate soltanto agli investitori istituzionali.

Quali ETP scegliere?

Vediamo alcuni settori in cui potrebbe essere interessante investire in ETP.

  • Migliori ETP su azioni globali ed emergenti: gli ETP su indici globali offrono un'esposizione ampia a società multinazionali, mentre quelli sui mercati emergenti puntano su economie ad alta crescita come India o Brasile.
  • ETP tematici su intelligenza artificiale, energie rinnovabili e robotica: seguono trend di lungo periodo. L'IA, le energie pulite e la robotica rappresentano settori con alto potenziale e sono spesso presenti in portafogli innovativi.
  • ETP su oro, petrolio e commodity strategiche: le commodity restano un'opzione di copertura contro l'inflazione. Gli ETP su oro e petrolio sono strumenti popolari anche in contesti di incertezza macroeconomica.
  • ETP su Bitcoin e Ethereum: i più scambiati. Rappresentano la soluzione ideale per ottenere esposizione al mercato crypto attraverso canali regolamentati e senza dover gestire wallet digitali.
  • ETP ESG e sostenibili: selezionano società o indici costruiti secondo criteri ambientali, sociali e di governance, per chi vuole allineare il portafoglio ai propri valori.

In sintesi, gli ETP rappresentano una macro-categoria che comprende ETF, ETC ed ETN: strumenti quotati in Borsa che replicano indici, materie prime o strategie a costi contenuti. Tra le tre tipologie, gli ETF restano i più economici, diversificati e semplici da usare, il che spiega la loro maggiore diffusione tra gli investitori retail.

Prima di investire, verifica sempre la tipologia di replica, i costi e la fiscalità applicabile, ed evita di concentrare il portafoglio su un unico ETP a leva, specialmente se settoriale. Usati con consapevolezza, gli ETP possono arricchire un portafoglio diversificato o rafforzare una strategia di investimento di lungo termine.

Domande frequenti su ETP, ETF, ETC ed ETN

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