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Crollo Wall Street 2008: le più grandi crisi di borsa della storia

Il crollo di Wall Street del 2008, innescato dai mutui subprime, si affianca ad altre 2 crisi che hanno segnato gli ultimi 100 anni: il crollo del 1929 e la bolla dotcom del 2000. Scopri cause, effetti e le lezioni per gli investitori.
Crollo di Wall Street nel 2008: le conseguenze della crisi

Indice

Il crollo di Wall Street del 2008 non è un episodio isolato: negli ultimi 100 anni i mercati hanno attraversato tre crisi di borsa capaci di ridisegnare l'economia globale: il crollo del 1929, la bolla dotcom del 2000 e la crisi finanziaria del 2008.

  • Crollo del 1929 — portò disoccupazione, povertà e il fallimento di molte grandi imprese.
  • Bolla dotcom (2000) — portò al fallimento di oltre il 50% delle aziende tecnologiche quotate nel giro di pochi anni.
  • Crollo di Wall Street del 2008 — costrinse gli Stati a intervenire insieme per evitare il collasso dell'intera economia mondiale.

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Il crollo di Wall Street del 1929: cause e conseguenze della Grande Depressione

Il crollo del '29, universalmente noto come crollo di Wall Street, è una delle crisi di borsa più drammatiche della storia moderna e avvenne, appunto, nel 1929.

Il primo campanello d'allarme suonò il 24 ottobre 1929, il cosiddetto Giovedì Nero. Ma fu il 29 ottobre, il Martedì Nero, il giorno che passò alla storia come il vero big crash di New York. Ma quali furono le cause e gli effetti di questo crollo dei mercati?

Tra le cause principali figurano una struttura fragile del sistema bancario e delle aziende finanziarie e industriali, l'eccesso di prestiti a carattere speculativo e una cattiva distribuzione del reddito, aggravati da un'economia che non teneva conto di questi fattori di rischio.

Fu così che crollarono le azioni delle imprese di maggiori dimensioni: il Martedì Nero registrò oltre 16 milioni di azioni vendute, un volume senza precedenti per l'epoca.

La caduta della Borsa colpì soprattutto il ceto medio-borghese e generò un clima di panico che spinse i piccoli risparmiatori a ritirare in massa i propri risparmi. Ne nacque una crisi di liquidità con due effetti principali: il fallimento di numerose aziende rimaste senza credito bancario e il crollo della domanda di lavoro.

Negli Stati Uniti tutto ciò si tradusse in disoccupazione crescente, instabilità economica e un aumento della criminalità. Le ripercussioni del crollo del '29 furono globali: la disoccupazione alimentò la povertà e la fame, mentre si diffuse una profonda sfiducia nel sistema capitalistico.

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La bolla dotcom del 2000: come scoppiò la bolla delle nuove tecnologie

La seconda grande crisi di borsa della storia recente scoppiò a marzo 2000: si tratta della bolla speculativa delle dotcom, legata alle nuove tecnologie informatiche e sviluppatasi tra il 1997 e il 2000.

Fu un mix di speranza, voglia di fare il colpo grosso e fiducia cieca nelle nuove tecnologie. Gli investitori si convinsero che acquistare azioni dotcom fosse una scelta sicura, senza bisogno di analizzare i dati fondamentali di un settore in continua evoluzione.

Il ragionamento di fondo non era sbagliato: un'azienda dovrebbe crescere grazie agli investimenti, portando nel tempo a un aumento del valore delle azioni. Il problema fu che molte aziende dotcom ricevettero investimenti enormi senza riuscire a controllare lo stato di salute dell'azienda né a produrre i risultati attesi dagli azionisti.

Si crearono situazioni di stallo: le aziende non riuscivano a soddisfare le aspettative, gli investitori si resero conto che sarebbe stato meglio analizzare i dati fondamentali e mancarono nuovi acquirenti disposti a pagare azioni troppo costose.

Il risultato fu lo scoppio della bolla: iniziò una vendita compulsiva delle azioni da parte degli imprenditori, che cercavano di salvare il salvabile prima del crollo definitivo. Il crollo arrivò puntualmente, con il valore delle azioni in caduta libera e il fallimento di centinaia di aziende tecnologiche.

Il crollo di Wall Street del 2008: la crisi dei mutui subprime

La crisi finanziaria del 2008, o crollo di Wall Street 2008, fu la seconda fase di una crisi iniziata due anni prima negli Stati Uniti, innescata dal crollo dei mutui subprime: sempre più famiglie non riuscivano più a pagare i propri debiti.

Questi mutui ad alto rischio vennero impacchettati dalle banche in CDO, i derivati che amplificarono la crisi del 2008 e rivenduti agli investitori di tutto il mondo con rating spesso ingannevoli. Quando i mutuatari smisero di pagare i debiti, la crisi si propagò rapidamente ai mercati finanziari globali.

La crisi fu alimentata da una crisi di liquidità e di solvibilità a livello di banche e Stati, oltre che da una scarsità di credito alle imprese: l'effetto fu un calo dei prezzi di Borsa e il fallimento di diversi istituti finanziari.

Per evitare una crisi sistemica, i governi dovettero intervenire per salvare le banche: nacque così un forte debito pubblico in diversi Stati e si innescò una recessione economica su scala globale.

La cosiddetta Grande Recessione iniziò proprio nel 2008 e produsse effetti rilevanti fino al 2010, cambiando profondamente l'economia mondiale: ancora oggi diversi Paesi convivono con le conseguenze di quella stabilizzazione forzata.

Pochi investitori avevano intuito in anticipo la fragilità del sistema: tra loro, Michael Burry, il gestore di Scion che aveva previsto la crisi, scommise contro il mercato immobiliare tramite i credit default swap, anticipando il collasso dei subprime di oltre un anno.

Di seguito è riportato il grafico del crollo del mercato azionario del 2008.

crisi economiche dal 2000 ad oggi

La crisi del 2008 ha insegnato l'importanza della gestione del rischio. Oggi puoi monitorare i principali indici (FTSE MIB, S&P 500, Nasdaq) e studiarne i movimenti con strumenti grafici avanzati, oltre a cos'è l'indice VIX e come si usa per misurare la volatilità dei mercati.

Grafico andamento borsa degli ultimi 5 anni: FTSE MIB

Nell'analisi dell'andamento del FTSE MIB, l'indice che riflette l'andamento dei principali titoli di Borsa italiani ricomprendendo l'80% della capitalizzazione di mercato, il trend di lungo periodo resta orientato alla crescita nonostante le correzioni intermedie.

Dopo il calo del 2020-2021, legato ai lockdown e al crollo economico pandemico, l'indice si attesta oggi (agosto 2026) intorno ai 51.800 punti, secondo i dati di Borsa Italiana, confermando la ripresa strutturale del mercato azionario italiano.

Grafico andamento FTSE MIB ultimi 5 anni

Le crisi del 1929, del 2000 e del 2008 mostrano quanto sia rischioso concentrare tutto il capitale su un’unica asset class o su un solo settore. Per costruire un portafoglio più equilibrato puoi confrontare ETF su indici globali, obbligazioni e strumenti difensivi: XTB può essere utile per investire in ETF e azioni con costi competitivi, mentre Fineco è adatto a chi vuole affiancare strumenti quotati e gestione fiscale amministrata.

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Grafico andamento borsa degli ultimi 5 anni: S&P 500

L'indice Standard & Poor 500, che segue l'andamento delle 500 maggiori società statunitensi per capitalizzazione, ha mantenuto una tendenza di crescita di lungo periodo: il valore si attesta oggi (agosto 2026) intorno ai 7.700 punti, secondo i dati di mercato.

Grafico andamento dell'indice SP 500 degli ultimi 5 anni

Altre grandi crisi economiche degli ultimi 100 anni

Oltre alle tre crisi principali, altri crolli hanno segnato la storia recente dei cicli di mercato orso e toro in borsa:

  • La crisi inflazionistica del 1974: quando negli anni '70 la crisi politica tra Stati Uniti, Israele e mondo arabo portò quest'ultimo a ridurre le esportazioni di petrolio verso l'Occidente, facendo salire il prezzo del greggio e delle materie prime, con un'inflazione a due cifre in gran parte del mondo occidentale.
  • Il Lunedì Nero del 1987 — la crisi di mercato del 19 ottobre, quando i mercati mondiali subirono un forte calo del valore dei titoli quotati in una sola giornata; tra le piazze più colpite figurò il mercato di Hong Kong, dove la capitalizzazione degli indici si dimezzò.
  • La crisi del Sud-Est asiatico del 1997, che fu innescata quando il governo thailandese svalutò la propria moneta, il baht, dopo una serie di attacchi speculativi di fondi di investimento internazionali, con un'impennata dei flussi di capitale fino a un sesto del PIL.
  • La crisi di Covid-19 del 2020 — il virus, diffusosi in tutto il mondo nei primi mesi del 2020, collegò per la prima volta crisi economica e crisi sanitaria: i lockdown bloccarono le economie mondiali mentre banche centrali e governi immettevano nuova liquidità sul mercato.

In sintesi, il crollo del 1929, la bolla dotcom del 2000 e la crisi di Wall Street del 2008 condividono uno stesso schema: euforia speculativa, eccesso di leva o di fiducia e un innesco che fa collassare l'intero sistema. Ogni crisi, per quanto grave, è stata seguita da una ripresa dei mercati nel lungo periodo.

Per un investitore, la lezione pratica è evitare le decisioni dettate dal panico e puntare su un portafoglio diversificato tra azioni, obbligazioni ed ETF, capace di attraversare i cicli di mercato senza esporsi a un singolo rischio. La storia delle grandi crisi di borsa non è un motivo per restare fuori dai mercati, ma un invito a investire con metodo.

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