Nicola Para: “Il 90% dei movimenti del mercato nel mondo occidentale dipende dalle decisioni di FED e BCE”

Nicola Para è un trader professionista indipendente e formatore, specializzato nell’operatività su indici, valute e materie prime su orizzonti temporali di breve e medio periodo da oltre 20 anni.

In occasione della sua prossima conferenza alla Rankia Markets Milano (per sapere il programma completo e per iscriverti gratis, visita la pagina dell’evento), intitolata “Il futuro dei mercati finanziari: il ruolo delle banche centrali“, abbiamo colto l’opportunità per intervistarlo.

Nicola, qual è la tua visione sull’attuale ruolo delle banche centrali nel plasmare l’andamento dei mercati finanziari? Pensi che la loro influenza sia aumentata negli ultimi anni?

La loro influenza è decisamente aumentata negli ultimi anni.  A partire dalla crisi del 2008 in poi, le banche centrali hanno riversato sui mercati finanziari una quantità di denaro enorme.

In particolare durante la crisi Covid di marzo 2020, i mercati finanziari sono stati letteralmente inondati di una quantità di denaro mai vista prima nel giro di pochissimo tempo. 

Tutte questa manovre di politica monetaria hanno fatto sì che il ruolo delle banche centrali fosse sempre più impattante sui mercati e oggi possiamo dire che il 90% dei movimenti nel mondo occidentale dipende dalle decisioni di FED e BCE; anche un evento come la guerra (in Ucraina o Israele per esempio) non ha più l’effetto “market mover” che aveva un tempo perché sono le banche centrali a fare il bello e il cattivo tempo.    

In relazione alle prossime decisioni di politica monetaria di FED e BCE, quali sono le tue aspettative e come potrebbero influenzare i mercati a breve e medio termine?

Penso che entrambe le banche centrali abbiamo raggiunto il fatidico tasso target tanto atteso. 

Ad oggi il costo del denaro è del 4,50% in Europa e del 5,50% in USA; anche se dovessero decidere di aumentare i tassi di interesse di 0,25% nelle prossime riunioni (rispettivamente 26 ottobre e 1 novembre), l’impatto sarebbe poco pesante perché l’incremento % sul totale è molto inferiore a quello dei rialzi dei mesi passati. 

Oggi gli operatori non si chiedono più se le banche centrali aumenteranno ancora i tassi, ma si chiedono per quanto tempo dovremo convivere con un costo del denaro così elevato. La risposta a questa domanda e la prossima riunione della FED saranno il vero driver per gli investimenti negli ultimi mesi del 2023 e per il primo semestre del 2024. 

Gli indici azionari hanno mostrato un forte rialzo negli ultimi anni. Pensi che questa tendenza continuerà, o ci sono segnali di un possibile rallentamento o inversione?

Bella domanda, probabilmente se lo sapessi con certezza sarei milionario!  Scherzi a parte, siamo nella classica fase intermedia: dopo un anno di salita i mercati possono fare altrettanta strada al rialzo e superare i massimi storici oppure piombare di nuovo in una crisi come quella del 2022

Tutto dipenderà da 2 fattori: 

  • Per quanto tempo i tassi di interesse resteranno così elevati (riprendendo la risposta alla prima domanda)
  • Se l’economia globale andrà incontro ad una crisi oppure a un semplice rallentamento 

Ad oggi un costo del denaro così elevato rischia di mettere in seria difficolta famiglie e imprese che fanno sempre più fatica a pagare le rate di mutui e finanziamenti (soprattutto se stipulati a tassi variabili). 

Parlando di mercati obbligazionari, che sono rimasti laterali per un periodo prolungato, cosa ti aspetti per il loro futuro? Ci sono fattori chiave che potrebbero innescare un cambiamento?

Solo un taglio dei tassi di interesse (o semplicemente l’aspettativa di un taglio imminente) può far volare nuovamente al rialzo i mercati obbligazionari

Finché ciò non accadrà continueremo a vedere movimenti laterali con prezzi che oscillano al rialzo e al ribasso sempre intorno agli stessi livelli di prezzo.  Considero comunque i rendimenti attuali un’ottima opportunità di acquisto, anche se il timing di entrata in posizione potrebbe essere ancora prematuro. 

Il mercato valutario ha sempre avuto un ruolo significativo nell’influenzare gli altri asset. Come vedi questo rapporto evolversi nel prossimo futuro?

Il valutario comanda! 

E’ sempre stata e sempre sarà la prima asset class a muoversi, e i suoi movimenti si ripercuotono a cascata, secondo le dovute correlazioni, su tutti gli altri strumenti finanziari. Chiaramente sul mercato valutario è il dollaro americano a fare il bello e il cattivo tempo perché è la moneta più scambiata e utilizzata nel mondo. 

  • Quando il dollaro viene venduto ci troviamo in una fase risk on (positività) e salgono tutti gli atri strumenti: indici azionari, indici obbligazionari, oro e eur/usd. 
  • Viceversa quando il dollaro viene comprato siamo in una fase risk off (negatività) e tutti gli altri strumenti vengono venduti. 

Ad oggi sono queste le “insolite” correlazioni che muovono i mercati finanziari e anch’esse sono causate dalle politiche monetarie delle banche centrali.

Per sapere il programma completo e per iscriverti gratis, visita la pagina dell’evento.

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