logo RankiaItalia

Previsioni gas naturale 2026-2027: TTF ai massimi dal 2022, cosa aspettarsi

Il TTF europeo resta sopra 85 €/MWh con stoccaggi UE molto inferiori alla media stagionale. Negli USA Henry Hub è vicino a 3,2 $/MMBtu e l’EIA prevede un prezzo medio di 3,16 $ nel 2027. L’inverno, il GNL e lo Stretto di Hormuz saranno decisivi.
Previsioni gas naturale: cosa aspettarsi in vista dell'inverno 2026-2027

Indice

Il gas naturale è tornato al centro dei mercati energetici proprio alla vigilia dell'inverno. In Europa, il future sul TTF olandese si mantiene nell'area degli 85-86 euro per MWh, dopo aver superato quota 87 euro e aver raggiunto i livelli più elevati dalla fine del 2022. Negli Stati Uniti, invece, il gas naturale Henry Hub resta intorno ai 3,2 dollari per MMBtu, evidenziando una distanza enorme tra i due principali mercati occidentali.

Le previsioni sul gas naturale per i prossimi mesi dipendono quindi da dinamiche molto diverse: in Europa pesano soprattutto il basso livello degli stoccaggi, la disponibilità di GNL e le tensioni sulle rotte del Golfo Persico; negli Stati Uniti, al contrario, produzione e riserve relativamente abbondanti continuano a limitare il potenziale rialzista dei prezzi. Questo significa che parlare genericamente di “prezzo del gas” rischia oggi di essere fuorviante: TTF e Henry Hub stanno raccontando due storie differenti.

Questo significa che parlare genericamente di “prezzo del gas” rischia oggi di essere fuorviante: TTF e Henry Hub stanno raccontando due storie differenti, una distinzione fondamentale anche per chi valuta come investire nel gas naturale attraverso azioni, futures o altri strumenti finanziari.

Per chi segue il gas naturale sui mercati: XTB permette di operare tramite CFD NATGAS il cui prezzo è basato sul contratto del gas naturale negoziato sul mercato statunitense. È quindi importante ricordare che il riferimento è principalmente Henry Hub e non il TTF europeo. I CFD sono prodotti a leva complessi e comportano un rischio elevato di perdita.

Previsioni gas naturale oggi: cosa sta succedendo al prezzo

Il movimento più significativo degli ultimi giorni riguarda l'Europa. Il TTF, principale benchmark europeo del gas, è salito rapidamente da circa 78 euro per MWh dell'8 ottobre fino a superare gli 87 euro il 13-14 ottobre. Nella mattinata del 16 ottobre il contratto si muove intorno a 85,4 euro per MWh, dopo una lieve correzione dai massimi.

Il rialzo non nasce da un unico fattore. Il mercato sta incorporando contemporaneamente rischio geopolitico, minore disponibilità di GNL proveniente dal Golfo, avvicinamento della stagione di riscaldamento e stoccaggi europei inferiori alla norma. Il Financial Times ha segnalato come il benchmark europeo abbia raggiunto questa settimana il livello più alto da quasi quattro anni, mentre l'avvicinarsi dell'inverno aumenta la sensibilità del mercato a qualsiasi nuova interruzione dell'offerta.

Negli Stati Uniti la situazione è molto diversa. Il future Henry Hub con scadenza novembre quota nell'area di 3,2 dollari per MMBtu, mentre le scorte risultavano pari a 3.567 miliardi di piedi cubi al 9 ottobre: 143 Bcf in meno rispetto a un anno prima, ma ancora 45 Bcf sopra la media degli ultimi cinque anni. Nell'ultima settimana rilevata dall'EIA sono stati immessi negli stoccaggi altri 67 Bcf.

MercatoQuotazione indicativaSituazione
TTF Europacirca 85-86 €/MWhForte premio per rischio invernale e geopolitico
Henry Hub USAcirca 3,2 $/MMBtuMercato più fornito, scorte sopra la media quinquennale
Stoccaggi UE74,1%Molto inferiori alla normalità stagionale
Stoccaggi Italia89,2%Situazione migliore rispetto alla media UE

Dati aggiornati al 15-16 ottobre 2026.

Questa divergenza dimostra quanto le dinamiche regionali possano incidere sulle quotazioni delle materie prime energetiche, i cui prezzi dipendono non soltanto dall'equilibrio globale tra domanda e offerta, ma anche dalle infrastrutture, dai costi di trasporto e dalle condizioni specifiche dei mercati di riferimento.

Perché il prezzo del gas naturale europeo sta salendo?

Gli stoccaggi europei sono il vero punto debole

È probabilmente la variabile più importante da monitorare nelle prossime settimane. Secondo Gas Infrastructure Europe, al 15 ottobre gli stoccaggi dell'Unione europea risultano pieni per circa il 74,1%, mentre all'inizio di ottobre erano appena al 72%. La situazione è nettamente più fragile rispetto agli ultimi anni.

ENTSOG ha definito quelli attuali livelli di stoccaggio storicamente bassi per l'ingresso nella stagione invernale. Il 1° ottobre le riserve europee erano circa 11 punti percentuali sotto il livello registrato un anno prima e il gas immagazzinato rappresentava circa 74 miliardi di metri cubi.

La situazione italiana è decisamente migliore: gli stoccaggi nazionali risultano pieni per circa l'89,2%, contro il 60,2% della Germania e il 63,6% dei Paesi Bassi. Tuttavia, essere più coperti dal punto di vista delle riserve non isola l'Italia dagli aumenti del prezzo europeo, perché il TTF continua a rappresentare uno dei riferimenti centrali per la formazione dei prezzi del gas nel continente.

Il GNL sarà decisivo durante l'inverno

Con meno gas disponibile negli stoccaggi, l'Europa diventa più dipendente dalle importazioni durante i mesi freddi e, in particolare, dal gas naturale liquefatto (GNL).

ENTSOG ritiene che l'infrastruttura europea sia sufficientemente flessibile per soddisfare la domanda anche partendo dagli attuali livelli di riserve. La capacità europea di rigassificazione è stimata in circa 1.600 TWh per stagione invernale, equivalenti a circa 145 miliardi di metri cubi, e può quindi compensare almeno in parte il minore contributo degli stoccaggi.

Il problema non è tanto la capacità di importare GNL, quanto la sua disponibilità e il prezzo necessario per attirare le navi verso l'Europa. ENTSOG avverte infatti che, in uno scenario di disponibilità limitata di GNL, le riserve europee potrebbero scendere ben sotto il 30% prima della fine dell'inverno, aumentando la vulnerabilità a eventuali ondate di freddo tardive.

Medio Oriente e Stretto di Hormuz restano il principale rischio geopolitico

La seconda variabile è il Medio Oriente. Il mercato europeo ha incorporato negli ultimi mesi un premio crescente per il rischio legato alle forniture provenienti dal Golfo Persico e al passaggio attraverso lo Stretto di Hormuz, fondamentale per i flussi mondiali di GNL.

Le tensioni nell'area non riguardano esclusivamente il gas naturale, ma influenzano anche le quotazioni del petrolio, poiché lo Stretto di Hormuz rappresenta un passaggio strategico per entrambi i mercati energetici. Tuttavia, gli effetti sui prezzi possono essere molto diversi in funzione della disponibilità di scorte, delle rotte alternative e della capacità produttiva dei principali Paesi esportatori.

Le tensioni hanno contribuito a spingere i prezzi europei verso gli attuali massimi, mentre la concorrenza con gli acquirenti asiatici può rendere necessario un TTF più elevato affinché i carichi disponibili vengano indirizzati verso l'Europa.

Ed è proprio questa dipendenza dal mercato globale del GNL a rendere le previsioni sul prezzo del gas naturale europeo particolarmente sensibili alla geopolitica: anche senza una riduzione fisica delle forniture verso l'Italia o l'Europa, un aumento del premio richiesto per il GNL può trasmettersi rapidamente al TTF.

Previsioni prezzo gas naturale: cosa indica la curva dei futures TTF

Un'indicazione interessante arriva dalla curva dei futures. Al momento il mercato non sta prezzando un rapido ritorno ai livelli precedenti all'ultimo rally: i contratti per buona parte dell'inverno restano infatti concentrati nell'area di 84-86 euro per MWh.

Futures TTFPrezzo indicativo
Novembre 202686,43 €/MWh
Dicembre 202686,41 €/MWh
Gennaio 202786,29 €/MWh
Febbraio 202785,87 €/MWh
Marzo 202783,93 €/MWh

Quotazioni indicative rilevate il 15-16 ottobre 2026.

La curva è quindi molto piatta durante l'inverno. Non viene prezzato un singolo picco seguito da una normalizzazione immediata, ma piuttosto un mercato che potrebbe rimanere costoso per diversi mesi. Soltanto avvicinandosi alla primavera emerge una moderata riduzione delle quotazioni.

La forma della curva può inoltre offrire indicazioni sull'equilibrio tra domanda e offerta nelle diverse scadenze. I fenomeni di contango e backwardation, particolarmente rilevanti sui mercati delle materie prime, descrivono proprio il rapporto tra i prezzi dei contratti più vicini e quelli con scadenza successiva, influenzando anche il rendimento degli strumenti finanziari che devono rinnovare periodicamente la propria esposizione ai futures.

Naturalmente, i futures non sono previsioni certe del prezzo futuro: rappresentano il prezzo al quale oggi domanda e offerta accettano di scambiarsi contratti con determinate scadenze. Sono però uno degli indicatori più utili per capire quali condizioni il mercato stia già incorporando.

Gas naturale: previsioni per l'inverno 2026-2027

Alla luce dei dati disponibili, è più utile ragionare per scenari piuttosto che indicare un unico prezzo obiettivo.

Prezzi elevati ma senza nuova crisi energetica:

Lo scenario attualmente più coerente con la curva dei futures è quello di un TTF che rimane su livelli elevati durante gran parte dell'inverno, senza però trasformarsi automaticamente in una nuova crisi delle forniture. Gli stoccaggi sono bassi, ma l'Europa dispone oggi di maggiore capacità di rigassificazione e di una rete che ENTSOG considera sufficientemente flessibile per gestire anche condizioni difficili.

In questo scenario, l'area 75-90 €/MWh può rappresentare un intervallo di riferimento per leggere il mercato nei prossimi mesi, più che un vero target di prezzo. Discese verso la parte bassa richiederebbero temperature favorevoli e flussi di GNL regolari; avvicinamenti alla parte alta rifletterebbero invece un mercato più preoccupato per la disponibilità delle forniture.

Previsioni Henry Hub: perché negli USA il quadro è diverso

Chi cerca semplicemente gas naturale sulle piattaforme finanziarie italiane incontra spesso il contratto americano Henry Hub, ed è importante non confonderlo con il TTF.

Il future statunitense di novembre quota attualmente intorno ai 3,2 $/MMBtu, molto lontano, in termini energetici, dai prezzi europei. Negli USA la produzione rimane elevata e gli stoccaggi sono ancora leggermente sopra la media degli ultimi cinque anni, due elementi che limitano le pressioni rialziste nonostante l'aumento delle esportazioni di GNL.

L'ultima previsione della U.S. Energy Information Administration, pubblicata il 6 ottobre, stima un prezzo medio Henry Hub di circa 3,48 $/MMBtu nel 2026 e 3,16 $/MMBtu nel 2027, con una diminuzione di circa il 9% il prossimo anno. L'EIA ritiene infatti che l'aumento della produzione possa più che compensare la crescita delle esportazioni di GNL, mantenendo gli inventari relativamente abbondanti.

C'è però una particolarità interessante: il contratto di gennaio 2027 quota vicino a 3,9 $/MMBtu, decisamente sopra quello di novembre. Non è una contraddizione rispetto alla previsione EIA di 3,16 dollari di media nel 2027: gennaio incorpora il premio stagionale dell'inverno, mentre la media annuale comprende anche i mesi primaverili ed estivi, nei quali la domanda di riscaldamento diminuisce.

Analisi tecnica gas naturale: livelli da monitorare

Sul contratto americano, l'area 3,10 $/MMBtu rappresenta attualmente un primo supporto tecnico rilevante, mentre tra 3,30 e 3,40 dollari si concentra una zona di resistenza che il mercato sta tentando di superare. Un breakout convincente sopra 3,40 dollari migliorerebbe il quadro rialzista di breve periodo, mentre una perdita di 3,10 aumenterebbe la probabilità di un ritorno verso quota 3 dollari.

La componente tecnica va comunque letta insieme ai fondamentali. Sul gas naturale bastano infatti una revisione significativa delle previsioni meteorologiche, un dato EIA sugli stoccaggi distante dalle attese o un problema a un terminale LNG per invalidare rapidamente livelli che apparivano solidi pochi giorni prima.

Per chi utilizza l'analisi tecnica sulle commodity: ActivTrades permette di negoziare CFD sul gas naturale e integra, tra le piattaforme disponibili, anche TradingView, oltre ad ActivTrader, MT4 e MT5. Sul proprio sito indica spread sul gas naturale a partire da 0,007. Anche in questo caso si tratta di CFD a leva, quindi di strumenti ad alto rischio e non adatti a tutti gli investitori.

Cosa può far salire o scendere il gas naturale nei prossimi mesi?

Più che seguire quotidianamente ogni oscillazione, per interpretare le previsioni sul gas naturale conviene monitorare cinque variabili.

La prima è il meteo: una sequenza di settimane più fredde della media può aumentare rapidamente i prelievi dagli stoccaggi europei e statunitensi. La seconda sono naturalmente gli stoccaggi, con il dato europeo particolarmente importante quest'anno perché si parte da livelli bassi.

La terza variabile è il GNL. L'Europa deve continuare ad attirare carichi internazionali durante l'inverno e compete direttamente con l'Asia. Quando il benchmark asiatico JKM offre un premio più elevato rispetto al TTF, aumentano gli incentivi economici a inviare le navi verso il Pacifico anziché verso l'Europa.

Seguono poi la geopolitica, soprattutto Medio Oriente e Stretto di Hormuz, e i flussi provenienti da fornitori europei come la Norvegia. Infine, negli Stati Uniti bisogna osservare contemporaneamente produzione e domanda di gas destinato agli impianti LNG: più GNL esportato significa, a parità di produzione, meno gas disponibile sul mercato domestico.

Perché il prezzo del gas è importante anche per chi non fa trading sulle commodity?

Il gas naturale non interessa soltanto chi negozia direttamente futures, CFD o ETC. In Europa il suo prezzo resta una variabile importante per inflazione, costi dell'elettricità e margini delle imprese ad alta intensità energetica.

Un nuovo aumento persistente del TTF può aumentare i costi per settori come chimica, fertilizzanti, vetro, carta, acciaio e ceramica, oltre a incidere sui costi di produzione dell'energia elettrica. Al contrario, una normalizzazione dei prezzi ridurrebbe parte delle pressioni sui costi industriali e sull'inflazione.

Per un investitore azionario, quindi, seguire le previsioni sul gas significa osservare anche un indicatore che può influenzare utility, società energetiche, industrie manifatturiere e aspettative sui tassi di interesse.

Quindi il prezzo del gas naturale salirà ancora?

Nel breve periodo, il quadro europeo rimane fragile e orientato verso prezzi elevati. Il TTF ha già incorporato una parte consistente dei rischi legati all'inverno e alla geopolitica, ma la combinazione tra stoccaggi ridotti e maggiore dipendenza dal GNL rende difficile ipotizzare una normalizzazione rapida senza un miglioramento concreto delle condizioni di offerta.

Negli Stati Uniti, invece, le previsioni sono più moderate. Le scorte relativamente abbondanti e l'aumento della produzione rappresentano un freno per Henry Hub, tanto che l'EIA prevede un prezzo medio inferiore nel 2027 rispetto al 2026.

La conclusione più importante è quindi che non esiste oggi una singola previsione sul gas naturale valida per tutto il mercato mondiale. L'Europa entra nell'inverno con un premio per il rischio elevato, mentre gli Stati Uniti dispongono di un equilibrio tra domanda e offerta molto più favorevole. Nei prossimi mesi, la distanza tra TTF e Henry Hub sarà probabilmente uno degli indicatori più interessanti da seguire.

Chi vuole operare direttamente sui movimenti del gas può confrontare broker specializzati nelle commodity come XTB e ActivTrades, tenendo però presente che l'esposizione tramite CFD utilizza la leva finanziaria e presenta un rischio elevato. Prima di aprire una posizione è inoltre essenziale verificare quale benchmark replica effettivamente lo strumento scelto.

ActivTrades
XTB

Prodotti offerti

CFD, Forex, Commodities, CFD su indici, CFD su azioni, Forex di materie prime, Criptovalute

Azioni, ETF, CFD, Forex, Commodities, Criptovalute, Piano d'Accumulo del Capitale

Piattaforma

MetaTrader 4, MetaTrader 5, TradingView, ActivTrader

xStation

Domande frequenti sulle previsioni del gas naturale