Conviene comprare azioni MPS oggi? Quotazione, previsioni e analisi MPS

Indice
Conviene comprare azioni MPS oggi? La risposta è meno scontata di quanto possa suggerire il forte miglioramento dei conti della banca. Monte dei Paschi di Siena è tornata profittevole, presenta livelli patrimoniali solidi e ha acquisito il controllo di Mediobanca, la cui integrazione nel gruppo è ancora in corso, ma nel frattempo il prezzo delle azioni MPS è cresciuto di circa il 58% nell'ultimo anno e il titolo si trova al centro di una serie di operazioni straordinarie che possono determinarne l'andamento nei prossimi mesi.
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Il prossimo appuntamento con i risultati finanziari è previsto per il 5 novembre 2026.
In sintesi, le azioni MPS possono restare interessanti per chi accetta un investimento fortemente legato al risiko bancario e alle operazioni societarie in corso. Per chi cerca invece un titolo bancario più facilmente valutabile esclusivamente attraverso utili, dividendi e crescita organica, lo scenario è diventato decisamente più complesso.
Quotazione Monte Paschi di Siena oggi: quanto valgono le azioni MPS?
Qual è la quotazione di Banca Monte dei Paschi di Siena SpA oggi?
Il prezzo attuale delle azioni di Banca Monte dei Paschi di Siena SpA è di 11,35.
Su quale borsa valori sono quotate le azioni di Banca Monte dei Paschi di Siena SpA?
Le azioni di Banca Monte dei Paschi di Siena SpA sono quotate nella borsa valori Borsa Italiana.
Qual è il simbolo di borsa (Ticker) di Banca Monte dei Paschi di Siena SpA?
Il simbolo di borsa di Banca Monte dei Paschi di Siena SpA è "BMPS".
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Banca Monte dei Paschi di Siena SpA (BMPS.MI)
- Prezzo
- 11.348
- Variazione
- 0.07 (0.62068%)
- Intervallo giornaliero
- 11.154 — 11.446
- Intervallo 52 settimane
- 6.75 — 12.084
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Il titolo ha infatti registrato circa il +62% in sei mesi e +58% nell'ultimo anno, mentre nel solo ultimo mese ha perso poco più del 2%. Il minimo del 2026 è stato toccato il 9 marzo a 6,848 euro, mentre il massimo annuale è stato raggiunto il 18 agosto a 12,084 euro.
Il mercato ha quindi già incorporato una parte consistente della trasformazione del gruppo e delle aspettative legate al consolidamento bancario italiano.
Questo è un elemento fondamentale per rispondere alla domanda se conviene comprare azioni MPS oggi: risultati societari migliori non equivalgono automaticamente a un'azione sottovalutata. Bisogna sempre confrontare le prospettive future con quanto il mercato ha già prezzato.
Dividendo MPS: quanto rende?
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Anche il dividendo è tornato a essere uno degli elementi più interessanti delle azioni MPS. Per l'esercizio 2025 è stato distribuito nel maggio 2026 un dividendo di 0,86 euro per azione.
Il Piano 2026-2030 indica comunque una politica di payout al 100% e distribuzioni cumulative di circa 16 miliardi di euro, subordinate al raggiungimento degli obiettivi del piano e alle necessarie approvazioni societarie.
A questa politica si aggiunge la proposta, presentata il 21 agosto 2026, di un dividendo straordinario di 1,208 euro lordi per azione (0,302 euro in contanti e 0,906 euro in azioni Assicurazioni Generali), che dovrà essere approvato dall'assemblea straordinaria del 29 ottobre 2026.
Investire su un singolo titolo bancario aumenta il rischio specifico del portafoglio. Se vuoi affiancare MPS ad altre azioni italiane, europee o statunitensi, Fineco permette di accedere ai principali mercati dalla stessa piattaforma.
Conviene comprare azioni MPS oggi?
Attualmente la tesi d'investimento sulle azioni Monte dei Paschi di Siena presenta elementi positivi molto concreti, ma anche rischi che fino a pochi mesi fa erano meno rilevanti.
Pro
- forte miglioramento della redditività, con utile netto di 1,118 miliardi nel primo semestre 2026;
- solidità patrimoniale, con CET1 ratio al 16,3%;
- qualità del credito elevata, con Net NPE ratio all'1,2%;
- integrazione con Mediobanca, che rende il modello di business molto più diversificato;
- potenziale di circa 700 milioni di euro di sinergie dalla combinazione MPS-Mediobanca;
- politica di remunerazione degli azionisti molto ambiziosa nel Piano 2026-2030;
- interesse strategico manifestato da Intesa Sanpaolo attraverso l'OPAS sul gruppo.
Contro
- il titolo è già salito di quasi il 60% in dodici mesi;
- la quotazione è relativamente vicina ai massimi del 2026;
- il prezzo dipende oggi in larga misura dall'esito delle operazioni societarie;
- l'OPAS di Intesa non è ancora conclusa né aperta alle adesioni, attese tra novembre e dicembre 2026;
- MPS ha contemporaneamente avviato offerte su Banco BPM e Banca Generali, che dovranno passare dall'assemblea straordinaria del 29 ottobre 2026;
- eventuali acquisizioni aumenterebbero dimensioni, ma anche rischio di esecuzione e complessità dell'integrazione;
- come per tutte le banche, utili e margini restano sensibili all'andamento dei tassi, al costo del credito e al ciclo economico.
Il punto fondamentale è quindi che MPS non è più soltanto una storia di turnaround. È diventata anche una vera e propria operazione event-driven, dove il risultato dell'investimento può dipendere in maniera significativa da fusioni, acquisizioni e offerte pubbliche.
Quali sono i principali rischi delle azioni Monte dei Paschi?
Il miglioramento dei fondamentali non elimina i rischi dell'investimento.
- Rischio legato alle operazioni straordinarie, oggi probabilmente il rischio principale. L'esito dell'offerta di Intesa e delle operazioni promosse da MPS può modificare in maniera significativa struttura, utili futuri e capitale del gruppo. Il primo appuntamento decisivo è l'assemblea straordinaria di MPS del 29 ottobre 2026.
- Rischio di integrazione di Mediobanca: è entrata nella fase finale, ma la fusione per incorporazione deve ancora essere votata dall'assemblea del 29 ottobre, e l'aggiunta eventuale di Banco BPM o Banca Generali aumenterebbe ulteriormente la complessità del gruppo. Per queste due offerte MPS ha indicato alla Consob 1,8 miliardi di sinergie annue a regime (1,2 miliardi di costi e 0,6 di ricavi) a fronte di 1,9 miliardi di costi di integrazione, mentre il piano di fusione con Banco BPM emerso il 21 settembre prevede circa 5.000 uscite, 2.500 assunzioni e fino a 115 sportelli da cedere per motivi antitrust. Le sinergie previste devono quindi essere effettivamente realizzate.
- Rischio di valutazione: dopo un progresso di circa il 58% in dodici mesi, il punto d'ingresso è molto diverso rispetto al passato. Una parte delle buone notizie è ormai incorporata nelle quotazioni MPS.
- Rischio tassi: il settore bancario ha beneficiato negli ultimi anni del rialzo dei tassi di interesse. Il 10 settembre 2026 la BCE ha alzato di nuovo i tre tassi ufficiali di 25 punti base (tasso sui depositi al 2,50% dal 16 settembre): il ciclo è tornato al rialzo e il rischio di tagli a breve è oggi meno immediato, ma un'eventuale inversione del ciclo nei prossimi anni potrebbe ridurre il margine di interesse. La crescente componente commissionale derivante da Mediobanca potrebbe attenuare questa dipendenza, ma non eliminarla.
- Rischio di credito: il Net NPE ratio attuale dell'1,2% mostra una qualità del credito molto buona, ma una recessione o un deterioramento dell'economia italiana potrebbe aumentare le rettifiche sui crediti
OPAS Intesa su MPS: cosa cambia per chi compra le azioni oggi?
Questa è probabilmente la variabile più importante da comprendere prima di comprare azioni Monte dei Paschi. L'8 giugno 2026 Intesa Sanpaolo ha annunciato un'offerta pubblica di acquisto e scambio sull'intero capitale di MPS. Per ogni azione MPS portata in adesione, l'offerta prevede:
1,6 azioni Intesa Sanpaolo + 1 euro in contanti.
Al momento dell'annuncio, il corrispettivo attribuiva a ogni azione MPS un valore teorico di circa 10,09 euro, ma il valore dell'offerta cambia continuamente perché la componente principale viene pagata attraverso azioni Intesa. Alla chiusura del 29 settembre 2026 Intesa Sanpaolo quota 6,753 euro e MPS 11,916 euro. Applicando il rapporto dell’OPAS:
1,6 × 6,753 € + 1 € = 11,805 € circa
Il valore teorico dell'offerta risulta quindi inferiore alla quotazione MPS: dal 9 settembre l'offerta di Intesa tratta a sconto, di circa l'1,1% al 29 settembre. In altre parole, oggi il mercato prezza le azioni MPS sopra il corrispettivo offerto. Il valore delle azioni Intesa può cambiare, l'offerta è soggetta a condizioni e autorizzazioni e il periodo di adesione non è ancora iniziato: è atteso tra novembre e dicembre 2026.
L'assemblea straordinaria di Intesa del 10 settembre 2026 ha approvato, con il 96,96% dei voti, la delega al consiglio di amministrazione per emettere fino a 5,7 miliardi di nuove azioni al servizio dell'offerta. Il perfezionamento dell'operazione resta subordinato alle autorizzazioni necessarie.
Nelle settimane successive l'iter è andato avanti: il 14 settembre l'Antitrust (AGCM) ha avviato un'istruttoria di fase 2, che può durare fino a 90 giorni, e il 16 settembre Intesa ha ottenuto il via libera dell'IVASS. Il documento d'offerta è depositato in Consob dal 27 giugno ma non è ancora stato approvato. I termini economici (1,6 azioni Intesa + 1 euro) non sono cambiati e Carlo Messina ha escluso un rilancio, mentre il CdA di MPS ha giudicato l'offerta inadeguata.
Ma MPS sta anche cercando di comprare Banco BPM e Banca Generali
Lo scenario è diventato ancora più complesso il 21 agosto 2026. Monte dei Paschi ha infatti annunciato due offerte pubbliche di scambio parallele su:
- Banco BPM, per un valore iniziale di circa 25,3 miliardi di euro;
- Banca Generali, per circa 8,7 miliardi.
Il valore complessivo delle operazioni è quindi vicino ai 34 miliardi di euro. Per l'azionista MPS questo significa che nei prossimi mesi il valore del titolo potrebbe dipendere non soltanto dai risultati della banca, ma anche da quale configurazione societaria finirà effettivamente per prevalere.
A settembre le due offerte hanno fatto passi avanti, ma tra diversi ostacoli. Il 9-10 settembre MPS ha depositato in Consob i documenti d'offerta e, su richiesta della Consob, ha ricalcolato i valori ai prezzi del 5 giugno, cioè prima dell'annuncio di Intesa: su questa base l'offerta su Banco BPM risulta a sconto dell'8,1% e quella su Banca Generali del 3,2%. Il CdA di Banco BPM ha respinto l'offerta e Crédit Agricole, che detiene il 29,3% di BPM, si è detta contraria. Se l'assemblea di MPS darà il via libera, le offerte partirebbero a metà dicembre per chiudersi entro metà febbraio 2027; secondo MPS resterebbero irrevocabili anche in caso di successo dell'OPAS di Intesa.
Assemblea MPS del 29 ottobre: cosa si vota e perché è decisiva
Il 25 settembre 2026 il CdA di MPS ha integrato a maggioranza l'ordine del giorno dell'assemblea straordinaria del 29 ottobre 2026, che diventa la prossima data chiave per chi compra le azioni oggi. I soci saranno chiamati a votare su:
- la fusione per incorporazione di Mediobanca in MPS (concambio di 2,450 azioni MPS per ogni azione Mediobanca), già autorizzata dalla BCE;
- le due OPS su Banco BPM e Banca Generali e i relativi aumenti di capitale;
- il dividendo straordinario da 4 miliardi, pari a 1,208 euro lordi per azione;
- la nomina dei consiglieri cooptati Alessandro Caltagirone e Gianluca Brancadoro.
Per l'approvazione serve la maggioranza dei due terzi del capitale presente, perché con l'OPAS di Intesa in corso vale la passivity rule. L'esito è incerto: il Tesoro (4,86%) non parteciperà al voto, Banco BPM (3,74%) dovrebbe astenersi, Delfin (17,5%) deciderà a ridosso dell'assemblea e Caltagirone guarderebbe a Intesa. Secondo MilanoFinanza, la strada per il progetto di Lovaglio è «in salita». La record date per partecipare all'assemblea è il 20 ottobre.
Come stanno andando i conti di Monte dei Paschi?
Dal punto di vista fondamentale, i risultati più recenti rappresentano uno degli argomenti più solidi a favore delle azioni MPS. Nelle ultime due trimestrali 2026 il Gruppo Montepaschi ha registrato:
| Indicatore MPS | H1 2026 | Variazione |
|---|---|---|
| Margine di interesse | 2,10 mld € | +0,3% |
| Commissioni nette | 1,29 mld € | +3,6% |
| Ricavi | 4,02 mld € | +4,1% |
| Risultato operativo netto | 2,01 mld € | +8,2% |
| Utile netto | 1,12 mld € | +25,3% |
| Cost/Income | 42,9% | dal 45,9% |
| CET1 ratio | 16,3% | dal 16,2% |
| Net NPE ratio | 1,2% | dall'1,3% |
La fotografia è nel complesso positiva: l'utile aumenta più rapidamente dei ricavi, il rapporto tra costi e ricavi migliora e la qualità del credito rimane elevata. Anche il CET1 ratio al 16,3% lascia al gruppo un buon livello di capitale rispetto agli obiettivi gestionali.
In altre parole, la tesi sulle azioni Monte dei Paschi non poggia più principalmente sull'ipotesi di un recupero futuro: il miglioramento dei fondamentali è già visibile nei risultati.
MPS e Mediobanca: perché l'acquisizione cambia il titolo
Uno dei cambiamenti più importanti da considerare nell'analisi delle azioni Monte dei Paschi è l'acquisizione di Mediobanca. Il nuovo gruppo non dipende più soltanto dalle tradizionali attività di banca commerciale. La combinazione aumenta infatti l'esposizione ad aree come:
- wealth management;
- private banking;
- consumer finance attraverso Compass;
- corporate e investment banking;
- asset gathering;
- partecipazioni finanziarie, compresa quella in Generali (circa il 13% del capitale), che MPS propone però di distribuire in gran parte ai soci: circa 3 miliardi in azioni Generali fanno parte del dividendo straordinario da votare il 29 ottobre.
Il Piano Industriale 2026-2030 prevede circa 700 milioni di euro di sinergie a regime dalla piena integrazione di BMPS e Mediobanca. Questo rende potenzialmente i ricavi del gruppo più diversificati e meno dipendenti dal solo margine di interesse, aspetto particolarmente rilevante in una fase nella quale il ciclo dei tassi potrebbe diventare meno favorevole alle banche tradizionali.
L'integrazione è ormai nella fase finale: all'inizio di settembre la BCE ha autorizzato la fusione per incorporazione di Mediobanca in MPS (concambio di 2,450 azioni MPS per ogni azione Mediobanca), che sarà votata dall'assemblea straordinaria del 29 ottobre 2026 insieme a scissioni che riorganizzano le reti, con la scomparsa del marchio Widiba. Nel progetto presentato il 21 agosto, MPS stima in 0,8 miliardi le sinergie legate all'integrazione di Mediobanca, una cifra superiore ai 700 milioni indicati nel Piano 2026-2030.
Previsioni MPS 2026-2030: cosa prevede il piano industriale?
Per valutare il futuro delle azioni MPS è utile guardare agli obiettivi ufficiali del gruppo. Il Piano Industriale 2026-2030 prevede:
- margine di intermediazione da 7,6 miliardi nel 2025 a 9,5 miliardi nel 2030;
- cost/income dal 46% al 38%;
- utile netto adjusted da 2,4 miliardi a 3,7 miliardi nel 2030;
- ROTE adjusted del 18% nel 2030;
- Net NPE ratio intorno all'1%;
- CET1 ratio intorno al 16% lungo l'intero piano;
- circa 16 miliardi di distribuzioni cumulative agli azionisti;
- payout previsto fino al 100% degli utili lungo l'orizzonte del piano.
Sono obiettivi ambiziosi e, se raggiunti, supporterebbero la valutazione del titolo. Bisogna però fare una distinzione importante: il Piano Industriale è stato elaborato nello scenario MPS-Mediobanca e non incorpora necessariamente gli effetti finali dell'OPAS di Intesa o delle successive offerte su Banco BPM e Banca Generali. La stessa relazione semestrale specifica che i dati prospettici sono predisposti su base standalone rispetto all'offerta di Intesa. Non sarebbe quindi corretto trattare gli obiettivi al 2030 come una previsione certa della configurazione futura del gruppo.
Il 21 agosto 2026, insieme alle offerte su Banco BPM e Banca Generali, MPS ha presentato gli obiettivi del progetto combinato, da tenere distinti da quelli standalone: un dividendo straordinario di 4 miliardi (1,208 euro lordi per azione), distribuzioni superiori a 15 miliardi nel 2026-2030 senza contare il dividendo straordinario, con payout del 100%, e un CET1 ratio pro forma sopra il 13%, invece del 16% circa previsto nello scenario standalone. Tutto è subordinato al voto dell'assemblea del 29 ottobre.
Target price degli analisti
Un altro elemento utile per capire se conviene comprare azioni MPS oggi è confrontare la quotazione con le aspettative del mercato.
Il consensus FactSet disponibile a fine settembre 2026 indica un target price medio di circa 11,76 euro, con stime comprese tra 10,10 e 12,50 euro. Rispetto alla chiusura MPS di 11,916 euro del 29 settembre, il target medio si trova quindi circa l’1,3% sotto la quotazione corrente.
Questo non significa che il titolo non possa salire ulteriormente. Il consensus è una fotografia delle valutazioni disponibili in un determinato momento e può cambiare rapidamente, soprattutto quando un'azienda è coinvolta in operazioni straordinarie come quelle che riguardano MPS.
È però un'indicazione utile: dopo il forte rally degli ultimi dodici mesi, il mercato non sembra più attribuire al titolo un ampio margine di sottovalutazione sulla base delle attuali stime.
Analisi tecnica MPS: livelli da monitorare
Anche il grafico delle quotazioni MPS mostra un titolo arrivato in una fase delicata. La chiusura del 4 settembre era pari a 11,614 euro. L'analisi tecnica di Teleborsa indicava:
- primo supporto: circa 11,47 €;
- prima resistenza: circa 11,69 €;
- area successiva: circa 11,91 €.
In una prospettiva leggermente più ampia, il riferimento più evidente rimane però il massimo annuale di 12,084 euro, registrato il 18 agosto. Un superamento stabile di quell'area rappresenterebbe un nuovo massimo per il 2026. Al contrario, la perdita dei supporti recenti potrebbe indicare una fase di consolidamento dopo la forte crescita registrata da marzo.
L'analisi tecnica non permette naturalmente di prevedere il prezzo futuro, ma aiuta a identificare le aree sulle quali si concentra maggiormente l'attività degli investitori.
Come comprare azioni Monte dei Paschi di Siena
Le azioni Monte dei Paschi di Siena sono negoziate su Euronext Milan con ticker BMPS e codice ISIN IT0005508921. Per acquistarle è necessario utilizzare una banca o un broker che permetta di operare sulle azioni italiane. Il processo è normalmente molto semplice:
- aprire un conto presso un intermediario autorizzato come Fineco o Saxo;
- depositare il capitale;
- cercare Banca Monte dei Paschi di Siena, ticker BMPS o ISIN IT0005508921;
- scegliere il numero di azioni;
- impostare un ordine a mercato o un ordine limite;
- controllare commissioni e fiscalità;
- confermare l'ordine.
Soprattutto su un titolo che oggi dipende fortemente da operazioni societarie, può essere utile utilizzare un ordine limite anziché acquistare senza considerare il prezzo di esecuzione.


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Quindi, conviene comprare azioni MPS oggi? Conclusioni
Alla luce dei dati attuali, Monte dei Paschi è oggi una banca finanziariamente molto più solida rispetto al passato, con utili in crescita, CET1 elevato, crediti deteriorati contenuti e una componente di wealth management e investment banking molto più importante grazie a Mediobanca.
Il problema per chi si domanda se conviene comprare azioni MPS oggi non è quindi tanto la qualità del turnaround, quanto il prezzo già raggiunto dal titolo e l'enorme peso delle operazioni straordinarie sulla valutazione futura.
A circa 12 euro (quotazione del 29 settembre 2026):
- il titolo è vicino ai massimi annuali;
- l'ultimo dividendo implica un rendimento storico interessante;
- il consensus degli analisti presenta un target medio poco distante dalla quotazione;
- l'OPAS Intesa, ai prezzi attuali, vale meno della quotazione MPS (sconto di circa l'1,1% al 29 settembre);
- l'assemblea straordinaria del 29 ottobre 2026, che vota fusione con Mediobanca, OPS e dividendo straordinario, è la prossima data chiave;
- eventuali operazioni con Banco BPM e Banca Generali possono cambiare nuovamente lo scenario.
Per un investitore orientato al lungo periodo, il punto centrale sarà quindi capire quale MPS esisterà realmente dopo il risiko bancario in corso. Per un investitore interessato alle operazioni societarie, invece, il titolo può continuare a offrire opportunità, ma con un profilo di rischio decisamente superiore rispetto alla normale analisi di una banca quotata.