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Come diventare CFA: esame, requisiti, costi e stipendio in Italia

Il CFA è la certificazione più prestigiosa per gli analisti finanziari, rilasciata dal CFA Institute. Per diventarlo servono una laurea (o l’ultimo anno), quattro anni di esperienza qualificata e il superamento di tre livelli d’esame: in media 3-5 anni di studio e oltre 7.000€ di spesa.
Come diventare CFA: requisiti, esame, costi e stipendio in Italia

Indice

Nel mercato finanziario la certificazione CFA (Chartered Financial Analyst) è la più ambita di tutte: riconosciuta a livello internazionale, attesta competenze avanzate nell'analisi degli investimenti e nella gestione del portafoglio. In questa guida vediamo cos'è, come diventare CFA, quali requisiti servono, come è strutturato l'esame, quanto costa e quanto si guadagna in Italia.

Prima di affrontare un percorso tecnico come il CFA, può essere utile familiarizzare con strumenti reali di analisi e investimento. Broker come BG Saxo, XTB, DEGIRO permettono di osservare mercati, azioni, ETF e obbligazioni da vicino, mettendo in pratica concetti come valutazione, rischio e costruzione del portafoglio.

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Cos'è la certificazione CFA

Il CFA è l'acronimo di Chartered Financial Analyst, una certificazione professionale nata negli Stati Uniti e rilasciata dal CFA Institute, l'istituzione nordamericana accreditata a tale scopo. Chi la ottiene può usarla come titolo accanto al proprio nome.

Si rivolge ai professionisti che lavorano nel settore degli investimenti e dei mercati finanziari e vogliono vedersi riconosciute le proprie competenze tecniche nell'analisi finanziaria e nella gestione patrimoniale. A livello globale i CFA Charterholder sono circa 190.000 in oltre 160 paesi, un dato che spiega perché sia considerata uno degli standard di eccellenza più accreditati del settore.

Oltre al prestigio, il percorso CFA è anche un modo per approfondire il mondo finanziario in modo tecnico e formale: anche chi già lavora nel settore vi trova metodologie nuove e un approccio agli strumenti finanziari "dall'interno".

Cosa fa un Chartered Financial Analyst

L'analista finanziario opera all'interno di banche, istituti finanziari, società immobiliari, fondi pensione o assicurazioni. Svolge un ruolo centrale nel mantenere la salute finanziaria dell'azienda e nel gestirne flussi e rendimenti.

Possiamo vederlo come una sorta di intermediario o traduttore: analizza i dati finanziari e li presenta al management in termini comprensibili, così da permettere decisioni informate e redditizie. Nel suo lavoro impiega sia hard skills (contabilità, analisi quantitativa) sia soft skills, perché deve comunicare con efficacia, affrontare i problemi in modo trasversale e, per ruoli gestionali, dimostrare anche capacità di leadership.

Un CFA può specializzarsi in diverse aree, tra cui:

  • FP&A (Financial Planning & Analysis): analisi finanziarie a supporto della strategia aziendale, budgeting e previsioni.
  • Due Diligence: analisi della performance finanziaria per partnership, fusioni, acquisizioni e concessione di prestiti.
  • Tesoreria: gestione della liquidità e delle operazioni di tesoreria.
  • Reporting finanziario: preparazione di rapporti finanziari e attività di analisi e raccomandazione.
  • Investment Banking: ricerca di settore, modelli di valutazione finanziaria e preparazione di report.
  • Commercial Banking: valutazione della solvibilità creditizia e analisi dei bilanci dei clienti.
  • Gestione del portafoglio: analisi del portafoglio e consulenza sugli investimenti.
  • Private Equity: analisi di aziende private e gestione dei fondi di investimento.

A volte un CFA ricopre più di queste funzioni contemporaneamente, con un approccio trasversale alle esigenze dell'organizzazione.

Requisiti per diventare CFA

Il CFA si rivolge a chi opera nel campo della finanza e dell'analisi finanziaria, e prevede una serie di barriere d'ingresso già a partire dall'iscrizione. I requisiti sono:

  • Titolo di studio: avere una laurea oppure essere all'ultimo (o penultimo) anno di un percorso di laurea al momento dell'iscrizione all'esame di Livello I.
  • Esperienza professionale: aver maturato almeno quattro anni (circa 4.000 ore) di esperienza qualificata in ambito di gestione di investimenti e patrimoni, oppure una combinazione di istruzione ed esperienza che totalizzi quattro anni.
  • Altri requisiti: disporre di un passaporto valido, comprendere l'inglese e aderire al codice etico del CFA Institute.

È importante sapere che gli esami si possono sostenere anche prima di maturare l'esperienza, che va invece soddisfatta per ottenere la certificazione finale.

L'esame CFA: i tre livelli e come funziona

L'esame completo si articola su tre livelli progressivi e ciascuna prova dura sei ore, di norma suddivise in due sessioni da circa tre ore. Per accedere a un livello superiore è imprescindibile aver superato quello precedente.

Dal passaggio al formato computer-based, le finestre d'esame sono aumentate: il Livello I si sostiene quattro volte l'anno (febbraio, maggio, agosto e novembre), il Livello II tre volte (maggio, agosto e novembre) e il Livello III due volte (febbraio e agosto). Anche nello scenario migliore, completare i tre livelli richiede comunque diverso tempo, a cui va aggiunto il requisito di esperienza professionale.

I tre livelli si distinguono per contenuti e formato delle domande:

  • CFA Livello I: si concentra sulle basi della finanza, sull'etica professionale e sugli strumenti di valutazione e analisi (contabilità, analisi quantitativa, economia, strumenti di investimento). Le domande sono a scelta multipla.
  • CFA Livello II: si focalizza sulla valutazione degli asset, applicando gli strumenti del primo livello all'analisi di azioni, obbligazioni e derivati e alla gestione del portafoglio. Le domande sono basate su casi (una serie di informazioni iniziali a cui rispondere).
  • CFA Livello III: verifica la pianificazione e la gestione del portafoglio, con un focus maggiore sull'applicazione degli standard etici. Include domande a risposta breve oltre a quelle basate su casi.
I tre livelli dell'esame CFA: focus, formato e tasso di superamento

Le aree tematiche del CFA Program

Il programma copre dieci aree tematiche, con un peso diverso a seconda del livello:

  • Standard etici e professionali: etica, comportamento professionale e ruolo dell'etica nell'industria degli investimenti.
  • Metodi quantitativi: tecniche quantitative per l'analisi finanziaria e le decisioni di investimento.
  • Economia: domanda e offerta, strutture di mercato, principi macroeconomici e ciclo economico.
  • Analisi dei bilanci: procedure di reporting finanziario e impatto dei diversi metodi contabili.
  • Corporate finance: governance aziendale e decisioni di investimento e finanziamento.
  • Investimenti in azioni: caratteristiche degli investimenti azionari, mercati, indici e analisi dei titoli.
  • Investimenti a reddito fisso: descrive i titoli a reddito fisso e le obbligazioni, i loro mercati, le misure di rendimento e di rischio.
  • Derivati: quadro concettuale dei derivati di base, come le opzioni finanziarie call e put, e dei relativi mercati.
  • Investimenti alternativi: hedge fund, private equity, immobiliare, materie prime e infrastrutture.
  • Gestione del portafoglio e pianificazione patrimoniale: fondamenti della gestione e costruzione del portafoglio di investimento, misurazione di rendimento e rischio.

I tassi di superamento del CFA

Il CFA è noto per la sua selettività: meno di un candidato su cinque ottiene la certificazione finale. I tassi di superamento variano per livello e si attestano, sulla media storica, attorno al 41% (Livello I), 45% (Livello II) e 52% (Livello III).

Nelle sessioni più recenti i tassi sono risultati anche più bassi, soprattutto per il Livello I (intorno al 35-40%). È un dato che conferma quanto sia importante una preparazione approfondita: chi non supera un modulo è costretto a ripeterlo, allungando tempi e costi.

Quanto tempo serve per diventare CFA

L'impegno di studio è notevole. Il CFA Institute stima almeno 300 ore di studio per ciascun livello, a cui aggiungere 4-6 settimane di ripasso prima di ogni esame. La maggior parte dei candidati studia mentre lavora a tempo pieno, il che rende il percorso particolarmente impegnativo.

Per questo, anche se in teoria i livelli si possono concentrare in pochi anni, nella pratica per superare tutti e tre i moduli servono dai 3 ai 5 anni: la maggior parte dei partecipanti non supera almeno un modulo al primo tentativo e deve ripeterlo.

Quanto costa il CFA in Italia

Il CFA è un percorso costoso, e questo costituisce un'ulteriore barriera d'ingresso. Chi si iscrive al Livello I e completa l'intero programma può aspettarsi di spendere oltre 7.000€, anche se l'importo è altamente individuale.

La spesa si compone di diverse voci:

  • Tasse di registrazione ed esame: circa 3.500€ in totale per i tre livelli (dal 2026 il CFA Institute ha eliminato la quota d'iscrizione una tantum, ridistribuendola sulle tariffe d'esame).
  • Corsi di preparazione: in autonomia o in aula, con costi che vanno da circa 200 a 1.600€ per livello.
  • Materiali di studio e spese amministrative.

Considerando preparazione, eventuali ripetizioni d'esame e materiali, il costo totale può facilmente superare i 10.000€. Le tariffe anticipate (early registration) sono in genere più economiche di quelle standard.

Quanto guadagna un CFA Charterholder

Ottenere il CFA è impegnativo in termini di tempo e denaro, ma i ritorni possono giustificare lo sforzo. La retribuzione dipende da molti fattori: esperienza, ruolo, area geografica e specializzazione.

Restando in Italia, nei primi anni di attività ci si può aspettare uno stipendio tra i 30.000 e i 50.000€, con prospettive di crescita per i ruoli senior. Negli Stati Uniti, dove la tradizione del CFA è più consolidata, le retribuzioni sono nettamente più alte: secondo i dati del CFA Institute, la retribuzione complessiva media si aggira attorno ai 177.000 dollari annui (base salary circa 126.000 dollari).

La differenza tra mercati è netta: in Italia lo sforzo richiesto per la certificazione non sempre trova un premio retributivo proporzionato, mentre nei mercati anglosassoni il CFA pesa molto di più nelle assunzioni.

Conviene diventare CFA? Valore e sbocchi professionali

Il CFA è riconosciuto a livello internazionale come simbolo di eccellenza e apre le porte a ruoli di prestigio nel settore finanziario: gestore di portafoglio, analista finanziario, consulente d'investimento, risk manager, responsabile della ricerca o Chief Investment Officer (CIO). Le aziende che più valorizzano il titolo sono banche d'investimento, società di gestione patrimoniale, fondi e società di consulenza.

Il valore del titolo, però, cambia in base al percorso professionale. Il secondo e il terzo livello sono più focalizzati sulla gestione di portafoglio e sugli investimenti, quindi il CFA risulta particolarmente utile per chi punta a Wealth Management, Asset Management o Hedge Fund, mentre incide meno per chi si orienta a Investment Banking M&A, Equity Research o Private Equity. Prima di intraprendere un percorso così lungo, conviene quindi avere chiaro il proprio sbocco professionale.

In sintesi, diventare CFA è uno dei traguardi più ambiti nel mercato finanziario: richiede una laurea, quattro anni di esperienza qualificata e il superamento di tre esami impegnativi, per un investimento di 3-5 anni e oltre 7.000€. È una scelta che premia soprattutto chi vuole costruire una carriera nella gestione degli investimenti e nell'analisi finanziaria.

Vale la pena affrontarlo quando gli obiettivi di carriera sono chiari e coerenti con ciò che il CFA certifica. Per chi parte da zero, può essere utile prima rafforzare le basi pratiche della finanza e degli investimenti, così da arrivare alla preparazione del programma con un metodo già solido.

Se stai valutando una carriera nella finanza o vuoi rafforzare le tue competenze da investitore, il CFA è un percorso molto strutturato. In parallelo, puoi iniziare a osservare mercati, portafogli e strumenti finanziari tramite broker regolamentati come BG Saxo, XTB, DEGIRO, sempre con un approccio formativo e consapevole.

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Domande frequenti sul CFA