Come calcolare l’utile per azione o EPS?

Indice
Comprare azioni di una società quotata è una delle strategie più diffuse per far crescere il proprio capitale nel tempo. L'utile per azione (o EPS, dall'inglese earnings per share) è uno dei dati più importanti per valutare la redditività di un'impresa prima di investire. In questa guida vediamo come si calcola l'utile per azione, con la formula esatta e un esempio numerico.
Vuoi valutare meglio un’azienda prima di comprare le sue azioni? L’EPS è uno degli indicatori più utili per capire quanta redditività genera una società per ogni azione in circolazione. Per investire puoi confrontare Fineco, se cerchi conto titoli e regime amministrato, eToro per operare anche su azioni frazionate, oppure XTB per accedere ad azioni ed ETF con una piattaforma intuitiva.


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Australian Securities and Investments Commission (ASIC), Cyprus Securities and Exchange Commission, Commissione Nazionale per le Società e la Borsa (CONSOB), The Financial Conduct Authority (FCA)
Cyprus Securities and Exchange Commission, Komisja Nadzoru Finansowego (KNF), The Financial Conduct Authority (FCA)
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Azioni, ETF, CFD, Forex, Commodities, Criptovalute, Piano d'Accumulo del Capitale
Cos'è l'utile per azione o EPS?
L'utile per azione si riferisce ad una misura di utile netto a disposizione degli azionisti, al netto dei dividendi su azioni privilegiate .in due misure alternative:
- basic earnings per share (utile base per azione)
- diluted earnings per share (utile diluito per azione)
La prima misura è l'utile netto disponibile agli azionisti ordinari diviso per la media ponderata delle azioni ordinarie in circolazione durante l'anno. L'utile diluito per azione, invece, è relazionato al numero complessivo di azioni ordinarie che si crede che potrebbero essere in circolazione per effetto dell'esercizio o della possibile conversione di titoli.
Come si calcola l'utile per azione: la formula
L'utile per azione corrisponde alla ripartizione dell'utile di un'azienda rispetto al numero di azioni in circolazione in un dato momento: si ottiene dividendo l'utile del periodo per il numero di azioni in circolazione.
Ad esempio, se una società ha un utile netto di 100 milioni di euro e 50 milioni di azioni in circolazione, l'EPS sarà di 2 euro per azione.
Formula: EPS =
Utile Netto − Dividendi delle azioni privilegiate
________________________________________________
Numero medio di azioni ordinarie in circolazione
Significato:
- Utile netto: il profitto totale dell'azienda dopo aver sottratto tutte le spese, le imposte e i costi. Per approfondire, leggi cos'è l'utile netto.
- Dividendi delle azioni privilegiate: il denaro che deve essere pagato agli azionisti delle azioni privilegiate prima che gli utili possano essere distribuiti agli azionisti delle azioni ordinarie.
- Numero medio di azioni ordinarie in circolazione: si riferisce al numero medio di azioni ordinarie in circolazione nel periodo di tempo analizzato, rettificato per eventuali variazioni nel numero di azioni (come frazionamenti azionari o nuove emissioni).
Escludendo i dividendi delle azioni privilegiate dalla formula dell'EPS, la formula viene semplificata e si concentra solo sull'utile netto attribuibile alle azioni ordinarie. Questa è la formula modificata:
Formula modificata EPS =
Utile Netto
________________________________________________
Numero medio di azioni ordinarie in circolazione
Questa versione della formula per l'EPS è semplice e misura l'utile netto generato dalla società per ogni azione ordinaria in circolazione, escludendo i dividendi sulle azioni privilegiate.
Esempio di calcolo dell'EPS
Supponiamo che una società abbia un utile netto di 15 milioni di euro e paghi 1 milione di euro in dividendi privilegiati. Nella prima metà dell'anno ha 10 milioni di azioni in circolazione, nella seconda metà 5 milioni.
Il primo passaggio è sottrarre il milione di dividendi privilegiati dall'utile di 15 milioni, ottenendo 14 milioni. La media ponderata delle azioni si calcola come 0,5 × 10 milioni + 0,5 × 5 milioni = 7,5 milioni. L'EPS risulta quindi 14 / 7,5, ovvero 1,87 euro per azione.
Questo indicatore nell'analisi fondamentale ci aiuta a:
- Confrontare un'impresa con un'altra.
- Stabilire le politiche dei dividendi.
- È un rapporto fondamentale per valutare se il titolo è sottovalutato o sopravvalutato.
Se vuoi sapere di più sulla valutazione delle aziende ti consigliamo di leggere questo articolo.
A cosa serve l'utile per azione o EPS
Nell'analisi fondamentale di un'impresa l'utile per azione o EPS è un indicatore essenziale per definire lo stato di salute aziendale perché indica la redditività del titolo azionario della società.
L'EPS, earning per share,si calcola sottraendo i dividendi privilegiati all'utile netto e dividendo la differenza per il numero medio di azioni emesse in circolazione. Investire in azioni sarà sempre una buona strategia per chi vuole moltiplicare il proprio denaro più che risparmiare, ovviamente c'è un rischio implicito quindi è prudente avere buone conoscenze di base per iniziare questa attività.
- Per fare un confronto della redditività tra Aziende all'interno dello stesso settore o industria, anche se variano in dimensione. Standardizzando i profitti in base a ciascuna azione, l'EPS permette un confronto equo e imparziale, aiutando gli investitori a identificare quali aziende stanno generando più valore per gli azionisti.
- Utilizzato come base per l'analisi di Valutazione delle azioni, incluso il modello di sconto dei dividendi e il modello di valutazione degli utili. Questi modelli utilizzano l'EPS come fattore chiave per determinare il valore equo di un'azione. Ad esempio, il rapporto prezzo/utile (P/E ratio), uno degli indicatori più seguiti nei mercati finanziari, utilizza l'EPS al denominatore per valutare se il prezzo di un'azione è allineato con i suoi utili sottostanti.
- Per valutare la Performance Aziendale in relazione al numero di azioni ordinarie in circolazione. Dividendo l'utile netto disponibile per gli azionisti ordinari per il numero medio di azioni in circolazione, l'EPS offre una base per valutare l'efficienza con cui un'azienda sta generando profitti dalle sue operazioni.
- Come indicativo della prospettiva per Investitori e Prestatori. Ad esempio, un EPS stabile e in crescita può aumentare l'affidabilità nella sostenibilità a lungo termine dell'azienda, facilitando l'accesso ai finanziamenti a condizioni più favorevoli. Inoltre, un EPS volatile o in calo può essere un segnale di allarme che richiede un'analisi più approfondita.
- Come indicatore di Dividendi Potenziali. L'EPS non determina direttamente i dividendi, però fornisce un'indicazione approssimativa della capacità di un'azienda di pagare dividendi in futuro. Ad esempio, un'azienda con un EPS elevato e in crescita ha più flessibilità per aumentare i pagamenti dei dividendi, il che lo rende utile per gli investitori interessati ai redditi da dividendi. Inoltre, l'analisi dell'EPS insieme al payout ratio (percentuale dell'utile pagata come dividendo) può offrire indicazioni sulla sostenibilità dei dividendi attuali dell'azienda.
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Differenza tra dividendi per azione e utili per azione
Quando analizziamo le performance finanziarie di un'azienda, è fondamentale comprendere la differenza tra due metriche chiave: Utili per Azione (EPS) e Dividendi per Azione (DPS). Questi indicatori, sebbene entrambi importanti, offrono prospettive diverse sul rendimento di un'azienda.
Principali differenze: l'EPS fornisce un'indicazione della performance finanziaria complessiva di un'azienda, mentre il DPS mostra quanto di quei profitti viene effettivamente restituito agli azionisti.
Un'azienda può avere un EPS elevato ma decidere di non distribuire dividendi, preferendo reinvestire gli utili. D'altro canto, un DPS elevato indica spesso una politica di distribuzione generosa, apprezzata dagli investitori alla ricerca di rendimenti regolari. Per capirci meglio:
l'EPS misura la redditività di un'azienda calcolando l'utile netto diviso per il numero di azioni ordinarie in circolazione. In pratica, indica quanto profitto genera l'azienda per ciascuna azione posseduta dagli investitori. È una misura dell'efficienza operativa dell'azienda e della sua capacità di generare guadagni.
Il DPS, invece, rappresenta la parte degli utili che viene effettivamente distribuita agli azionisti sotto forma di dividendi, e collegato al prezzo dell'azione determina il dividend yield. Questo valore è determinato dal consiglio di amministrazione e può variare in base alla politica di distribuzione dei dividendi dell'azienda. Non tutti i profitti generati vengono distribuiti; una parte può essere reinvestita nell'azienda per finanziare la crescita futura.
Che tipi di utile per azione esistono?
Oltre all'utile per azione (EPS) ordinario, ne esistono altri che considerano diversi aspetti finanziari e strutturali di una società: l'utile per azione privilegiata, quello diluito, quello rettificato e quello operativo. Esistono inoltre classificazioni basate sull'orizzonte temporale (storico, attuale, futuro) e il caso particolare dell'EPS negativo.
Utile per azione privilegiata
L'utile per azione privilegiata si riferisce alla parte dell'utile netto di una società che viene assegnata a ciascuna azione privilegiata. Le azioni privilegiate sono un tipo di azioni che generalmente hanno diritti di dividendo fissi e priorità rispetto alle azioni ordinarie, ma non hanno gli stessi diritti di voto.
La formula per il calcolo dell'EPS per le azioni privilegiate dipende dalle condizioni specifiche di tali azioni, ma in generale l'attenzione si concentra sui dividendi privilegiati:
EPS Privilegiato =
Dividendi annuali privilegiati per azione
________________________________________________
Numero di azioni privilegiate in circolazione
Utile per azione diluito
L'utile per azione diluito è più completo, in quanto considera tutte le possibili azioni che potrebbero essere convertite in azioni ordinarie, influenzando così il totale delle azioni in circolazione e riducendo l'EPS.
Ciò include stock option, warrant, azioni convertibili e altri tipi di titoli convertibili. La diluizione mostra lo scenario "peggiore", ipotizzando che tutti i titoli convertibili vengano convertiti in azioni ordinarie. La formula per l'EPS diluito è la seguente:
EPS Diluito=
Utile Netto / Dividendi privilegiati+ Interessi Risparmiati sulle Conversioni
________________________________________________
Numero medio di azioni in circolazione+Azioni aggiuntive derivanti dalle conversioni
Il calcolo presuppone che:
- la società riceva denaro in contanti a seguito dell'emissione di azioni;
- la società utilizzi la liquidità per riacquistare azioni al prezzo medio del periodo;
- le azioni in circolazione aumentino della differenza tra le azioni emesse esercitando le opzioni e le azioni riacquistate dalla società.
Una formulazione equivalente, basata sul metodo del treasury stock, è: EPS diluito = (Reddito netto − Dividendo preferenziale) / [Azioni medie in circolazione + (nuove azioni emesse esercitando le opzioni − azioni riacquistate con la liquidità ricevuta) × quota dell'anno in cui lo strumento era in vigore)].
EPS rettificato
Alcune società riportano un EPS rettificato che non include voci non ricorrenti o straordinarie, come i costi di ristrutturazione, le plusvalenze o le minusvalenze sulla vendita di attività o gli effetti di modifiche significative della normativa fiscale. Questa misura cerca di fornire un quadro più chiaro della normale redditività operativa dell'azienda.
EPS operativo
Si concentra sugli utili generati dalle attività correnti dell'azienda, ma non include i ricavi e i costi non operativi, fornendo così una visione della pura performance operativa dell'azienda.
Le formule specifiche per questi tipi di EPS possono variare a seconda degli aggiustamenti apportati dall'azienda per escludere o includere determinate voci finanziarie nel calcolo. Tutti gli aggiustamenti hanno lo scopo di fornire un quadro più accurato della redditività e della performance operativa dell'azienda.
EPS storico, attuale e futuro
Gli analisti distinguono anche l'EPS in base all'orizzonte temporale dei dati utilizzati:
- EPS storico (trailing): calcolato sui risultati degli ultimi quattro trimestri già pubblicati, è il dato più citato nei rapporti prezzo/utili perché si basa su cifre definitive, ma riflette solo la performance passata.
- EPS attuale (current): combina due trimestri già chiusi con le proiezioni per i due successivi, offrendo un'istantanea più aggiornata della redditività.
- EPS futuro (forward): si basa interamente sulle stime degli analisti per i trimestri a venire ed è utile per valutare le aspettative di crescita, ma resta per definizione una proiezione.
EPS negativo
Quando una società chiude un esercizio in perdita, l'utile per azione diventa negativo. Non serve una formula diversa per calcolarlo: è semplicemente il risultato di un utile netto negativo diviso per le azioni in circolazione.
Le cause più comuni sono investimenti che non hanno ancora generato ricavi, oneri straordinari o un calo delle vendite legato al ciclo economico. Un EPS negativo va sempre letto insieme al flusso di cassa operativo, perché una perdita contabile non implica necessariamente un problema di liquidità.
Dove trovare l'EPS o utile per azione?
Dove trovare l'EPS? Per trovare l'utile per azione (EPS) di una società, è essenziale cercare fonti affidabili, principalmente in:
- Pagine di Finanza online: siti web come Yahoo Finance e TIKR.com offrono una grande quantità di dati finanziari sulle società pubbliche, compresi gli EPS storici e le stime future.
- Relazioni annuali e trimestrali della società stessa: questi documenti sono una fonte primaria di informazioni finanziarie e contengono ampi dettagli sulla performance finanziaria della società, come l'utile netto e il numero di azioni in circolazione, per calcolare l'EPS.
In alcuni casi si trova anche nella piattaforme di trading dei broker autorizzati CONSOB, come questi ad esempio.
Attenzione alle false indicazioni di EPS
Ci sono casi in cui l'EPS può dare false indicazioni? Certo. L'utile per azione (EPS), come qualsiasi strumento analitico, ha dei limiti e in alcune circostanze può dare una visione incompleta o fuorviante della salute finanziaria di un'azienda, ad esempio nel caso di società in fase di crescita che reinvestono i propri utili nell'attività piuttosto che distribuirli come dividendi:
- Nel caso di società in fase di crescita che reinvestono gli utili nell'azienda anziché distribuirli sotto forma di dividendi, possono avere un EPS più basso a causa della loro attenzione all'espansione e allo sviluppo a lungo termine. Ciò comporta un aumento degli investimenti in innovazione e sviluppo (R&S) o in marketing e posizionamento, che potrebbe essere interpretato erroneamente come un segno di debolezza.
- Effetto dei programmi di riacquisto di azioni proprie, che possono aumentare artificialmente l'EPS riducendo il numero di azioni in circolazione, facendo apparire gli utili più simili a quelli per azione. Ciò può riflettere la fiducia del management nel valore sottostante dell'azienda e migliorare la performance dell'EPS, ma non rappresenta una reale crescita della redditività operativa.
- Non considera il debito. L'EPS si concentra sull'utile netto disponibile per gli azionisti e quindi non tiene conto della struttura del capitale della società, compreso il suo livello di debito. Un'azienda con un alto livello di indebitamento può generare un EPS favorevole grazie alla leva finanziaria, ma questo vantaggio comporta un rischio maggiore.
- Non considera la qualità degli utili poiché non distingue tra gli utili generati da attività continuative e quelli derivanti da eventi non ricorrenti o straordinari, come la vendita di un'attività. Ciò significa che un aumento temporaneo dell'EPS potrebbe non essere sostenibile nel lungo periodo.
- Volatilità degli utili dell'EPS, soprattutto nei settori soggetti a fluttuazioni economiche, cambiamenti normativi o cicli di produzione. Questa volatilità può rendere l'EPS un indicatore meno affidabile della salute finanziaria a lungo termine.
Quali aziende posso calcolare con l'EPS?
L'utile per Azione (EPS) è una misura di redditività che può essere particolarmente utile per valutare determinate tipologie di aziende, come:
- Aziende con operazioni stabili e prevedibili: che operano in settori con flussi di entrate stabili e prevedibili, come i servizi pubblici, i beni di consumo essenziali e alcune aree della sanità, possono mostrare un EPS che rappresenta meglio la loro redditività reale.
- Aziende maturate: che hanno completato la loro fase di crescita rapida e ora si concentrano sulla generazione di profitti e possibilmente sul pagamento di dividendi, tendono ad avere un EPS che riflette adeguatamente la loro redditività.
- Aziende con poco o nessun debito: con una struttura di capitale con poco o nessun debito tendono a riflettere più accuratamente la loro redditività operativa attraverso l'EPS.
- Aziende con strutture di capitale semplici: questo tipo di aziende, ossia quelle che hanno principalmente azioni ordinarie senza una grande quantità di titoli convertibili, opzioni o warrant hanno un rischio di diluizione minore, quindi l'EPS fornisce una visione più precisa del guadagno per azione.
- Aziende con pochi elementi straordinari o non operativi: offrono un EPS che è più rappresentativo delle loro performance operative regolari. In questi casi, l'EPS riflette i guadagni generati dalle attività principali dell'azienda.
In conclusione, sebbene l'EPS possa essere una misura utile di redditività in questi contesti, non conviene fare affidamento esclusivamente su questa metrica per prendere decisioni di investimento. È importante considerare l'EPS nel contesto di altre metriche finanziarie, come il flusso di cassa libero, il rapporto di indebitamento, la qualità degli utili e le tendenze del mercato o del settore.
In questo modo, puoi ottenere una comprensione completa della salute finanziaria e delle prospettive di un'azienda. La conoscenza dei termini e dei concetti trattati in questo articolo ti aiuterà a valutare con più consapevolezza in quale azienda investire.
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