Fisher Investments Italia esamina gli indici dei direttori degli acquisti

Per monitorare le condizioni economiche Fisher Investments Italia esamina una serie di parametri, tra cui gli indici dei responsabili degli acquisti (PMI). Riteniamo che siano indicatori tempestivi dell’attività aziendale e che gli investitori possano trarre vantaggio dal comprendere il loro funzionamento e dal seguire il loro sviluppo.

Cosa sono i PMI

I PMI sono sondaggi mensili inviati ad aziende rappresentative di diversi settori (1). I sondaggi misurano vari aspetti delle operazioni delle imprese, tra cui la produzione, i nuovi ordini, i tempi di consegna, gli arretrati, le scorte, i costi di produzione e l’occupazione (2). Per ciascuno di questi, i sondaggi indagano se l’attività in quella categoria sia superiore o inferiore rispetto al mese precedente (3). I fornitori degli indici dei direttori degli acquisti spaziano da fornitori di ricerca, come l’S&P Global e l’Istituto per la gestione dell’approvvigionamento (ISM) degli Stati Uniti, a enti governativi, come il National Bureau of Statistics cinese. Tali enti raccolgono le risposte e forniscono un dato che indica se la maggior parte delle aziende si aspetta una crescita o una contrazione della propria attività (4).

Di norma, le indagini raggruppano le imprese in base al loro settore economico (es. manifattura o servizi). I fornitori di PMI possono anche aggregare questi settori in una lettura composita che rappresenta la vasta fascia di attività economica all’interno di un’area geografica (5). Con così tanti fornitori in tutto il mondo che conducono sondaggi presso i responsabili degli acquisti, Fisher Investments Italia ritiene che queste letture, complessivamente, possano fornire una panoramica mensile approssimativa delle condizioni delle aziende e che gli investitori possano esaminare in modo più selettivo le diverse aree geografiche, i settori e i sottosettori di loro interesse, se lo desiderano.

Come si leggono i PMI

Tuttavia, a nostro avviso anche i PMI hanno i loro limiti. Per convenzione, le letture dei titoli superiori a 50 sono espansionistiche ovvero indicano che la maggior parte delle aziende segnala una crescita (6). Tuttavia, secondo le osservazioni di Fisher Investments Italia, gli investitori dovrebbero essere cauti nell’interpretare il dato sul PMI. Le aziende possono segnalare se alcuni aspetti della loro attività sono in espansione o in contrazione, ma non specificano di quanto. In effetti, la crescita può verificarsi anche quando la maggior parte di loro segnala una contrazione se la produzione effettiva della minoranza resta comunque sufficientemente ampia. A nostro avviso, i PMI rivelano solo quanto è diffusa la crescita o la contrazione delle imprese, ovvero quanto è diffusa complessivamente. Non riteniamo che i PMI indichino invece l’ampiezza della crescita di un settore o di un’economia. Anche se i PMI possono contribuire a dare un’indicazione tempestiva (poiché spesso sono i primi dati a uscire) delle condizioni economiche per un determinato mese, suscitando clamore sui media, riteniamo sia importante ricordare che i PMI forniscono solo l’“istantanea” di un determinato momento. Potrebbero riflettere ciò che è appena accaduto, ma al momento della pubblicazione dei risultati (in genere un paio di settimane dopo il sondaggio), potrebbero già risultare obsoleti.

Il componente principale che consideriamo maggiormente indicativo è il sottoindice dei nuovi ordini poiché gli ordini di oggi forniscono un quadro della produzione di domani. L’attuale aumento dei nuovi ordini potrebbe suggerire buone condizioni future, mentre una contrazione duratura potrebbe segnalare una debolezza più ampia. Anche gli ordini inevasi possono segnalare il livello di produzione futura se i produttori stanno cercando di recuperare il ritardo per soddisfare la domanda. Tuttavia, secondo quanto osservato da Fisher Investments Italia anche altre componenti dei PMI possono rivelare i trend delle aziende. Ad esempio, i tempi di consegna dei fornitori possono fornire informazioni sullo stato delle catene produttive. Oppure, i prezzi dei fattori produttivi, di concerto con altri dati relativi agli indici dei direttori degli acquisti potrebbero dare un’idea di come le oscillazioni dei prezzi delle materie prime influenzino la produzione. Le scorte e gli ordini inevasi possono anche indicare un eventuale sbilanciamento tra domanda e offerta.

Poiché i dati dei PMI non sono sempre chiari, qual è un modo utile per gli investitori di approcciarli e interpretarli? I media tendono ad amplificare le oscillazioni mese su mese, attribuendo un grande significato a dati minori. Ciononostante, l’esperienza di Fisher Investments Italia dimostra che le piccole oscillazioni al rialzo o al ribasso di solito non hanno implicazioni significative sull’economia complessiva.

Prendiamo un ipotetico indice PMI che sale da 55 a 56: in altre parole, il 56% delle aziende ha affermato che la propria attività è cresciuta contrariamente al dato del 55% registrato il mese precedente. Nonostante i media possano enfatizzare il miglioramento nominale, di fatto, crediamo che non vi sia una differenza sostanziale. Lo stesso vale quando il dato passa da 56 a 55. Gli osservatori economici potrebbero fare molto scalpore per un numero leggermente inferiore di aziende a segnalare una crescita, ma riteniamo che interpretare questo lieve calo come una variazione importante sia una forzatura.

I PMI secondo Fisher Investments Italia

A nostro avviso, ciò che conta davvero è se i PMI sono superiori o inferiori a 50, e anche questo è soggetto a interpretazioni da quanto Fisher Investments Italia ha avuto modo di osservare. Come premesso, un dato del sondaggio inferiore a 50 non implica necessariamente una produzione effettivamente contratta. Piuttosto che concentrarsi su ogni minimo cambiamento mensile bisogna chiedersi quale sia la tendenza e la prospettiva che potrebbe rivelare. I dati sono estremamente espansivi o contratti, e rispecchiano il sentiment generale?

I PMI forniscono un quadro iniziale che aiuta a formulare previsioni economiche. Sebbene i dati sulla produzione (ad esempio il prodotto interno lordo, una misura dell’attività economica prodotta dal governo) arrivino solo successivamente, secondo Fisher Investments Italia sono comunque utili agli investitori per interpretare correttamente i dati dei PMI. Riteniamo che la combinazione tra i due fornisca una visione più chiara della probabile direzione dell’economia, che gli investitori possono utilizzare per valutare in che modo le aspettative del mercato siano allineate con la realtà.

NOTE

1. “Purchasing Managers’ Index (PMI) Data – Frequently Asked Questions,” Chris Williamson, S&P Global, 29/11/2022

2. Ibid.

3. Ibid.

4. Ibid.

5. Ibid.

6. Ibid.

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Il presente documento contiene le opinioni generali di Fisher Investments Europe e non deve essere considerato alla stregua di una consulenza personalizzata in materia di investimento o di natura fiscale, né tantomeno come un riflesso delle performance dei clienti. Non è possibile garantire che Fisher Investments Europe manterrà queste opinioni, che potrebbero cambiare in qualsiasi momento in base a nuove informazioni, analisi o riconsiderazioni. Nulla nel presente deve essere inteso come una raccomandazione o una previsione delle condizioni di mercato. Al contrario, è da intendersi come l’illustrazione di una tesi. Le condizioni di di mercato attuali e quelle future potrebbero presentare numerose differenze rispetto a quelle qui illustrate. Inoltre, non si forniscono garanzie in merito all’esattezza delle ipotesi formulate negli esempi qui presenti.

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