Indicatore Momentum: cos’è e come usarlo

L’indicatore Momentum occupa una posizione di rilievo all’interno della pluralità di strumenti a disposizione degli analisti finanziari e dei trader, essendo intrinsecamente legato alla capacità di identificare la direzionalità e la forza delle tendenze di mercato.

All’interno del contesto degli indicatori tecnici, il Momentum non solo traccia la velocità con cui varia il prezzo di un determinato asset, ma fornisce anche indizi fondamentali riguardanti la potenziale persistenza o esaurimento di un trend in atto. Questo articolo mira a esplorare, con un approccio meticoloso e analitico, le sfaccettature e le applicazioni di questo indicatore, delineando il suo utilizzo in varie strategie di trading e l’interpretazione dei segnali che esso fornisce.

Momentum: cos’è

La parola Momentum è sinonimo di impulso ed il Momentum è il più basilare oscillatore che si trova nell’analisi tecnica. Si potrebbe anche tradurre Momentum in quantità di moto che in fisica è uguale all’impulso. Se applico una certa forza ad un oggetto (gli do una spinta) questo si muoverà con una certa velocità da un punto A ad un punto B impiegando un certo tempo.

Per una analogia con la fisica un titolo si muoverà da un punto A ad un punto B, impiegando un certo tempo, per effetto di un impulso (momentum).

Come si misura il Momentum: formula

La spiegazione in termini fisici del Momentum certamente non è chiarissima a chi non mastica questi concetti, o se li è dimenticati da quando li ha studiati a scuola. Tuttavia la formula dell’Analisi Tecnica per il Momentum è di una semplicità estrema. Il Momentum non è altro che la differenza del prezzo attuale (tempo t) ed il prezzo di n periodi precedenti (tempo t-n):

  • Momentum = P(t) – P(t-n)

Pertanto il Momentum non è altro che il differenziale di Prezzi di un certo titolo.

Ci sarebbe anche il Rate of Change (ROC), che è il Momentum in termini percentuali:

  • ROC = [P(t) – P(t-n)]/P(t-n)

Vediamo queste 2 grandezze per il titolo Stellantis (dati giornalieri).

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Momentum e Roc

Come si vede nel punto A Stellantis valeva 16,95 euro, mentre nel punto B (10 giorni dopo) valeva 18,61 euro.

  • Il Momentum è pertanto: 18,61-16,95 = 1,66 euro;
  • Il ROC è: (18,61-16,95)/16,95 = 9,8%.
  • Pertanto in 10 giorni il titolo Stellantis si è mosso al rialzo (un impulso rialzista) di 1,66 euro pari ad una crescita del 9,66%.

Come si vede in figura Momentum e Roc sono uguali è solo differente la scala di misurazione che è in euro per il Momentum ed in termini percentuali per il Roc.

Indicatore di Momentum: come funziona

Ricordo che gli oscillatori tecnici in genere amplificano l’aspetto ciclico (oscillatorio) dei mercati togliendo il trend principale. Tornando alla figura precedente si vede che il Momentum è un oscillatore che si muove intorno allo 0. Momentum positivi sono collegati a fasi di crescita di prezzo; Momentum negativi rappresentano fasi di diminuzione del prezzo.

Ovviamente le oscillazioni sono condizionate dalla scelta del tempo di calcolo e qui utilizzeremo sempre il valore standard di 10 su grafici giornalieri.

In particolare si nota:

indicatore del momentum
Momentum e tendenza

Come si vede in figura, il Momentum ha movimenti simili a quello del mercato di riferimento; lo vediamo per esempio nella tendenza identificata dalle trendline verde più a destra. Si può notare come sul Momentum la trendline sia stata violata al ribasso, cosa non ancora avvenuta per i prezzi. Questo è un segnale di perdita di forza, si dice proprio perdita di Momentum, da parte di questo mercato. 

Sono anche di rilievo le divergenze. Per esempio al centro del grafico abbiamo Stellantis che fa un doppio minimo (vedi linea rossa) mentre il Momentum realizza 2 minimi crescenti; un segnale che il titolo manteneva un buon Momentum e che quindi avesse maggiori probabilità di proseguire al rialzo invece che al ribasso.

Come si vede l’andamento del Momentum è piuttosto frastagliato e talvolta si può applicare una media mobile esponenziale per renderlo più lineare.

Come usare l’indicatore di Momentum

Negli esempi proposti si è calcolato il Momentum (ed il Roc) su 10 giorni, che è il valore più utilizzato o che si trova più spesso nei testi. Vediamo il confronto se si utilizza un Momentum a 20 o a 40 periodi.

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Figura 3: Momentum a 10-20-40 periodi

Come si vede se si allunga il periodo di calcolo il Momentum ha minori oscillazioni e mostra l’aspetto ciclico del mercato in modo più essenziale. Diciamo che il Momentum su tempi più lunghi è quasi come applicare una media mobile ad un Momentum su tempi più brevi.

Difficile dire quale valore di calcolo di Momentum sia ottimale. Diciamo che valori intorno a 10 sono un buon compromesso per avere delle informazioni piuttosto chiare, fornite dal Momentum, e non eccessivamente frastagliate

Limiti del trading con l’indicatore Momentum

Il Momentum è l’oscillatore più semplice che ci sia nell’analisi tecnica. Tra i suoi limiti diciamo che è piuttosto frastagliato, cosa che lo rende alle volte meno leggibile, ma si può ovviare utilizzando una media mobile esponenziale.

Il Momentum non ha delle precise aree di ipervenduto e di ipercomprato, come per esempio abbiamo per l’oscillatore Stocastico e l’RSI; tuttavia prendendo un grafico di lunghi periodo si possono evidenziare comunque dei livelli di eccesso rialzista o ribassista.

Come ultimo limite possiamo dire che il Momentum è molto sensibile al numero di dati di calcolo.

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FAQ

A cosa serve il Momentum?

Il Momentum serve per evidenziare in modo semplice l’aspetto ciclico dei mercati.

Come si interpreta il Momentum?

L’interpretazione principale è che valori di Momentum sopra lo 0 confermano fasi rialziste di un certo mercato; all’opposto Momentum sotto lo 0 indicano fasi di debolezza.

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