logo RankiaItalia

Stato patrimoniale: cos’è, struttura e come funziona

Lo stato patrimoniale è il prospetto del bilancio d’esercizio che fotografa il patrimonio di un’azienda in una data precisa: l’attivo (gli impieghi) da un lato, il passivo e il patrimonio netto (le fonti) dall’altro. Le due sezioni si equivalgono sempre ed è regolato dall’art. 2424 c.c.
Copertina stato patrimoniale

Indice

Nel bilancio di una società, lo stato patrimoniale è il prospetto che riflette la situazione patrimoniale di un'entità in un determinato momento. È strutturato in due sezioni — attività e passività — e ciascuna è a sua volta suddivisa in conti più specifici. È uno dei componenti fondamentali nell'analisi fondamentale di un'azienda e nella valutazione delle aziende.

Quando analizziamo una società quotata in borsa guardiamo al bilancio consolidato, che riunisce la società madre e le società che da essa dipendono. Il principio chiave è che il totale delle attività (ciò che una società possiede) coincide sempre con la somma delle passività totali (ciò che la società deve) e del patrimonio netto (ciò che gli azionisti hanno versato).

Per passare dall’analisi del bilancio alla selezione delle azioni, può essere utile usare un broker che dia accesso ai mercati azionari e a strumenti per costruire un portafoglio diversificato. BG Saxo, XTB e Freedom24 sono tre alternative da valutare se vuoi investire in società quotate dopo averne analizzato solidità patrimoniale, debiti e redditività.

BG Saxo

Piattaforma

BG Saxo Investor, BG Saxo Trader

Freedom24

Piattaforma

ProRealTime, WebTrader

XTB

Piattaforma

xStation

Cos'è lo stato patrimoniale

Lo stato patrimoniale è un documento contabile che rappresenta la situazione finanziaria di un'azienda o di un'entità economica in un determinato momento, di solito alla chiusura di un periodo contabile come l'anno fiscale.

L'art. 2423 del Codice Civile prevede che "gli amministratori devono redigere il bilancio di esercizio, costituito dallo stato patrimoniale, dal conto economico, dal rendiconto finanziario e dalla nota integrativa". Lo stato patrimoniale rientra quindi nel bilancio di esercizio, accanto al conto economico, al rendiconto finanziario e alla nota integrativa.

L'obbligo di redigere lo stato patrimoniale risponde essenzialmente a due funzioni:

  • Verso i soci: consente loro di conoscere la situazione e l'andamento finanziario della società.
  • Verso i creditori: consente loro di valutare la consistenza del patrimonio sociale, che è la garanzia in caso di insolvenza.

La norma ha natura imperativa e non dispositiva, quindi è sostanzialmente inderogabile: i soci non possono decidere, nemmeno all'unanimità, di derogare alle regole su formazione, composizione e valutazione del bilancio.

Come funziona: attivo, passivo e l'equilibrio patrimoniale

Per capire come funziona lo stato patrimoniale bisogna leggerlo come due facce della stessa medaglia. L'attivo descrive gli impieghi, cioè come l'azienda ha investito le sue risorse; il passivo descrive le fonti, cioè da dove provengono quelle risorse (capitale proprio dei soci o capitale di terzi).

Da questa logica nasce l'identità che regge l'intero prospetto: Totale attivo = Totale passivo + Patrimonio netto. Le due sezioni si pareggiano sempre, perché ogni euro investito (attivo) deve essere stato finanziato in qualche modo (passivo o mezzi propri).

Il patrimonio netto agisce da voce di equilibrio: se l'attivo cresce più dei debiti, aumenta la ricchezza dei soci; se le perdite erodono il capitale fino a renderlo negativo, si entra in una situazione di deficit patrimoniale che può imporre la ricapitalizzazione della società.

Lo schema dello stato patrimoniale secondo l'art. 2424 del Codice Civile

L'articolo 2424 del Codice Civile prescrive uno schema analitico obbligatorio, redatto in modo da evidenziare gli aggregati parziali. Le voci sono ordinate per macroclassi (lettere maiuscole), classi (numeri romani) e voci di dettaglio.

Schema dello stato patrimoniale: attivo e passivo (art. 2424 c.c.)

L'attivo: gli impieghi di capitale

Per quanto riguarda l'attivo, lo schema prevede:

  • Crediti verso soci per versamenti ancora dovuti.
  • Immobilizzazioni, con separata indicazione di quelle concesse in locazione finanziaria: immateriali, materiali e finanziarie.
  • Attivo circolante: rimanenze, crediti, attività finanziarie che non costituiscono immobilizzazioni e disponibilità liquide.
  • Ratei e risconti attivi.

Il passivo e il patrimonio netto: le fonti

Per quanto riguarda il passivo, lo schema prevede:

  • Patrimonio netto: capitale sociale, riserva da sovrapprezzo azioni, riserve di rivalutazione, riserva legale, riserve statutarie, altre riserve, riserva per copertura dei flussi finanziari attesi, utili (perdite) portati a nuovo, utile (perdita) dell'esercizio e riserva negativa per azioni proprie in portafoglio.
  • Fondi per rischi e oneri.
  • Trattamento di fine rapporto di lavoro subordinato.
  • Debiti, con separata indicazione degli importi esigibili oltre l'esercizio successivo.
  • Ratei e risconti passivi.

Le voci dell'attivo nel dettaglio

Nella sezione attiva troviamo le immobilizzazioni, le rimanenze, i crediti, i risconti attivi e i ratei attivi. Vediamo ciascuna voce nello specifico:

  • Immobilizzazioni: rappresentano gli investimenti nei fattori produttivi con durata pluriennale.
  • Rimanenze di prodotti o merci: beni non ancora venduti che incorporano un investimento già sostenuto e che si prevede di riconvertire presto in liquidità con la vendita.
  • Crediti: nascono dal ciclo produttivo. Le materie prime (il legno di un falegname) si trasformano in prodotti finiti che, venduti a credito, generano crediti verso i clienti destinati a convertirsi in liquidità.
  • Risconti attivi: spese già sostenute per servizi di cui si godrà in futuro, come la quota di un abbonamento annuale a un software che copre parte dell'anno successivo.
  • Ratei attivi: ricavi maturati ma non ancora incassati nell'esercizio, come gli interessi su dilazioni concesse ai clienti, calcolati secondo il principio di competenza.

Le voci del passivo nel dettaglio

Nella sezione passiva si trovano le fonti finanziarie, suddivise in patrimonio netto (risorse di rischio) e debiti (risorse di credito). Sono le risorse che hanno permesso all'azienda di realizzare gli investimenti dell'attivo.

  • Patrimonio netto: il capitale versato dai soci, alla fondazione o in momenti successivi, più i risultati economici (positivi o negativi) generati dall'attività d'impresa.
  • Fondi per rischi e oneri: accantonamenti destinati a coprire passività future probabili o certe, di importo o data ancora indeterminati.
  • Fondo TFR: riserva destinata a coprire l'obbligo futuro verso i dipendenti, previsto dall'articolo 2120 del Codice Civile.
  • Debiti: le obbligazioni verso terzi — fornitori, banche, erario — da pagare in futuro. Un peso eccessivo dei debiti sul capitale proprio si misura con il rapporto di indebitamento.
  • Risconti passivi: entrate ricevute in anticipo per beni o servizi non ancora forniti, come un pagamento anticipato del cliente.
  • Ratei passivi: costi maturati nell'esercizio ma non ancora contabilizzati, da imputare per competenza.

Lo stato patrimoniale in forma abbreviata

Non tutte le società redigono lo schema completo. L'art. 2435-bis del Codice Civile consente di redigere lo stato patrimoniale in forma abbreviata, aggregando alcune voci, alle società che per due esercizi consecutivi non superano due di questi tre limiti (soglie aggiornate dal D.Lgs. 125/2024, in vigore dai bilanci 2024):

  • Totale dell'attivo: 5.500.000 € (in precedenza 4.400.000 €).
  • Ricavi delle vendite e delle prestazioni: 11.000.000 € (in precedenza 8.800.000 €).
  • Dipendenti occupati in media nell'esercizio: 50.

Le realtà più piccole rientrano nella categoria delle micro-imprese (art. 2435-ter), con soglie ancora più basse — 220.000 € di attivo, 440.000 € di ricavi e 5 dipendenti — e semplificazioni ulteriori. È il motivo per cui lo stato patrimoniale di una PMI appare spesso molto più sintetico di quello di una grande azienda.

Esempio pratico di stato patrimoniale

Per capire come si compone concretamente uno stato patrimoniale, l'esempio seguente mostra le attività e le passività con i valori a esse assegnati.

Esempio di stato patrimoniale con attivo e passivo che pareggiano
Esempio di stato patrimoniale con attivo e passivo che pareggiano

In questo prospetto il totale dell'attivo (3.780.000 €) coincide esattamente con il totale del passivo: il patrimonio netto vale 1.980.000 €, i fondi rischi 57.800 €, il TFR 587.000 € e i debiti 1.141.950 €. È la conferma pratica dell'equilibrio patrimoniale: nessun impiego esiste senza una corrispondente fonte di finanziamento.

Stato patrimoniale e conto economico: qual è la differenza

Stato patrimoniale e conto economico sono due prospetti complementari dello stesso bilancio, ma rispondono a domande diverse. Lo stato patrimoniale è una fotografia statica: mostra cosa l'azienda possiede e deve in un istante preciso, la data di chiusura dell'esercizio.

Il conto economico, invece, è un film del periodo: registra ricavi e costi maturati nell'arco dell'esercizio e ne ricava l'utile o la perdita. Quel risultato confluisce poi nel patrimonio netto dello stato patrimoniale, sotto la voce utile (perdita) dell'esercizio: è il punto in cui i due prospetti si saldano.

Come analizzare lo stato patrimoniale: i principali indici

Lo stato patrimoniale non serve solo a fotografare il patrimonio: dai suoi valori si ricavano gli indici di bilancio che misurano la solidità dell'azienda. Tre sono particolarmente usati nell'analisi fondamentale.

  • Current ratio: rapporto tra attivo circolante e debiti a breve termine; misura la capacità di far fronte agli impegni correnti. Approfondiamo come si calcola nella guida al current ratio.
  • Rapporto di indebitamento: confronta i mezzi di terzi con i mezzi propri e segnala quanto l'azienda dipende dal capitale preso a prestito.
  • ROE: mette in relazione l'utile netto con il patrimonio netto e indica la redditività del capitale proprio. Vedi come si calcola il ROE.

Se usi il bilancio per selezionare azioni solide, confronta prima le condizioni dei broker: accesso ai mercati, costi di negoziazione, strumenti di analisi e regime fiscale possono incidere molto sull’operatività. Qui sotto trovi alcune piattaforme per investire in azioni dopo aver valutato i fondamentali dell’azienda.

Cerchi un broker per azioni?

In sintesi, lo stato patrimoniale riporta, alla data del bilancio, il valore delle attività e del capitale a disposizione di una società, organizzato in due sezioni che si equivalgono sempre. Conoscere le sue voci — immobilizzazioni, attivo circolante, patrimonio netto, debiti — è il primo passo per leggere la salute finanziaria di un'azienda.

Una volta compreso lo schema, il passo successivo è interpretarne i valori con gli indici di bilancio e confrontarli nel tempo e con i concorrenti del settore. È così che un prospetto contabile diventa uno strumento concreto di analisi e di decisione d'investimento.

FAQ