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OPAS Intesa su MPS: rilancio a 1,25 euro, Delfin aderisce e il 29 ottobre diventa decisivo

Intesa rilancia l’OPAS su MPS portando il cash a 1,25 euro per azione. Delfin aderirà con il 17,6% del capitale. Ora tutto ruota intorno all’assemblea MPS del 29 ottobre e al voto sulle operazioni Banco BPM e Banca Generali.
Cosa succede nella OPAS di Intesa su MPS e quali sono i risvolti per gli investitori

Indice

L’OPAS Intesa su MPS entra nella fase probabilmente più delicata da quando Intesa Sanpaolo ha annunciato l’operazione lo scorso 8 giugno. Nel fine settimana la banca guidata da Carlo Messina ha aumentato da 1 euro a 1,25 euro per azione MPS la componente cash dell’offerta, mantenendo invariato il rapporto di concambio di 1,6 azioni Intesa Sanpaolo per ogni azione Monte dei Paschi di Siena. Poche ore dopo è arrivata una notizia ancora più importante: Delfin, primo azionista di MPS con il 17,6%, ha assunto un impegno formale ad aderire all’OPAS con l’intera partecipazione detenuta.

La partita, tuttavia, è tutt’altro che conclusa. Intesa ha legato la prosecuzione dell’offerta a quello che accadrà nell’assemblea straordinaria di MPS del 29 ottobre 2026: se gli azionisti del Monte approveranno uno o più dei punti relativi alle OPS su Banco BPM e Banca Generali, ai relativi aumenti di capitale o alla riduzione volontaria del capitale funzionale alla distribuzione straordinaria, Intesa ha dichiarato che invocherà il mancato avveramento delle condizioni dell’OPAS, rendendo l’offerta definitivamente inefficace.

OPAS Intesa su MPS: cosa è cambiato con il rilancio

Quando Intesa Sanpaolo ha annunciato l’offerta l’8 giugno 2026, il corrispettivo previsto era pari a 1 euro in contanti più 1,6 azioni Intesa per ogni azione MPS. Sulla base dei prezzi precedenti all’annuncio, l’operazione incorporava inizialmente un premio del 12,5%.

Il consiglio di amministrazione straordinario di Intesa del 3 ottobre ha però modificato uno degli elementi centrali dell’OPAS, aggiungendo 25 centesimi per azione MPS alla componente cash. Il nuovo corrispettivo diventa quindi:

Offerta inizialeOfferta dopo il rilancio
Azioni Intesa per ogni azione MPS1,61,6
Componente cash1,00 €1,25 €
Valore ufficiale dell’operazione*30,6 mld €31,4 mld €

*Il controvalore ufficiale è calcolato utilizzando il prezzo Intesa del 5 giugno 2026, come indicato dalla società, e non rappresenta quindi necessariamente il valore di mercato corrente dell’offerta.

Intesa indica infatti un controvalore monetario complessivo di circa 31,4 miliardi di euro nell'ipotesi di adesione totalitaria: 27,6 miliardi tramite azioni Intesa e circa 3,8 miliardi in contanti. Il rialzo del cash non determina ulteriore diluizione per gli azionisti Intesa, perché il numero di nuove azioni da emettere resta invariato.

C’è inoltre un altro dettaglio importante. Il consiglio di Intesa dovrebbe decidere il 30 ottobre sull’acconto sul dividendo 2026. Qualora lo stacco avvenisse prima del pagamento dell’OPAS, la banca ha annunciato che il rapporto di concambio sarà aumentato per neutralizzare integralmente l’effetto economico del dividendo, evitando che gli azionisti MPS ricevano azioni Intesa ex dividendo senza compensazione.

Perché il 29 ottobre è la data decisiva per Intesa e MPS

La novità più importante non è però soltanto economica. Intesa ha trasformato l’assemblea prevista nel calendario delle trimestrali di MPS del 29 ottobre in un vero spartiacque tra due progetti industriali differenti.

MPS ha annunciato il 21 agosto due distinte offerte pubbliche di scambio sulla totalità delle azioni di Banco BPM e Banca Generali, mentre continua il processo di integrazione con Mediobanca. Le operazioni sono state sottoposte agli azionisti e richiedono, tra le altre cose, aumenti di capitale destinati ai concambi.

Intesa considera tali operazioni incompatibili con il proprio progetto. Per questo ha dichiarato esplicitamente che, qualora l’assemblea MPS approvasse uno o più dei punti straordinari relativi alle due OPS, ai relativi aumenti di capitale o alla riduzione del capitale funzionale alla distribuzione straordinaria, non rinuncerà alla relativa condizione di efficacia dell’offerta. In altre parole, in questo scenario l’OPAS Intesa su MPS decadrebbe.

Il voto assume quindi una dimensione molto più ampia rispetto alla semplice approvazione delle singole operazioni: gli azionisti del Monte saranno chiamati, indirettamente, a scegliere quale percorso strategico sostenere.

Delfin aderisce all’OPAS Intesa su MPS: perché è così importante

Il primo vero punto a favore di Intesa è arrivato il 4 ottobre. Delfin ha assunto un impegno di adesione relativo a tutte le 534.676.825 azioni MPS detenute, equivalenti al 17,6% del capitale.

L’accordo non riguarda soltanto la futura consegna dei titoli all’OPAS. Delfin si è impegnata anche a partecipare all’assemblea del 29 ottobre adottando comportamenti di voto coerenti con le condizioni dell’offerta di Intesa.

Il peso della decisione aumenta considerando gli orientamenti degli altri grandi soci. Secondo quanto riportato dal Corriere della Sera, Francesco Gaetano Caltagirone, titolare di circa il 13,5% di MPS, sarebbe contrario al progetto alternativo sostenuto dal management del Monte. Sommando le due partecipazioni, la quota potenzialmente contraria alle operazioni arriverebbe intorno al 31% del capitale.

È un dato particolarmente rilevante perché per alcune delle delibere straordinarie è richiesta una maggioranza qualificata. Tuttavia, prima di considerare definito l’esito dell’assemblea, sarà necessario osservare anche il comportamento dei fondi istituzionali e le indicazioni dei proxy advisor.

Come ha reagito la Borsa al rilancio di Intesa

La prima reazione del mercato è stata positiva soprattutto per i due titoli direttamente coinvolti. Nella seduta del 5 ottobre, nelle ore successive alla riapertura di Piazza Affari, MPS e Intesa Sanpaolo hanno entrambe registrato rialzi, mentre Mediobanca ha subito vendite decisamente più consistenti.

Banca Monte dei Paschi di Siena SpA (BMPS.MI)

Prezzo
11.348
Variazione
0.07 (0.62068%)
Intervallo giornaliero
11.154 — 11.446
Intervallo 52 settimane
6.75 — 12.084

Intorno alle 15:40 Intesa avanzava di circa l’1,2% e MPS dell’1%; Unipol guadagnava circa il 4%, mentre Mediobanca perdeva circa il 4%. Il movimento riflette il cambiamento delle probabilità attribuite dal mercato ai diversi scenari del risiko bancario.

Unipol Gruppo SpA (UNI.MI)

Prezzo
26.88
Variazione
1.09 (4.2264%)
Intervallo giornaliero
25.94 — 27.12
Intervallo 52 settimane
17.755 — 29.44

Mediobanca Banca di Credito Finanziario SpA (MB.MI)

Prezzo
26.11
Variazione
-1.3 (-4.7428%)
Intervallo giornaliero
25.18 — 27.07
Intervallo 52 settimane
14.98 — 29.22

La questione è particolarmente interessante anche guardando al valore implicito dell’offerta. Nella mattinata del 5 ottobre Intesa quotava intorno a 6,40 euro, mentre MPS si trovava intorno a 11,42 euro. Con questi prezzi, il nuovo corrispettivo dell’OPAS avrebbe avuto un valore teorico di circa 11,49 euro per azione MPS:

1,6 × 6,40 € + 1,25 € = 11,49 €

La differenza rispetto alla quotazione MPS era quindi ridotta a pochi decimi percentuali. È però una fotografia momentanea: poiché gran parte del corrispettivo è costituita da azioni Intesa, il valore effettivo dell’OPAS continua a muoversi insieme alla quotazione di Intesa Sanpaolo.

OPAS Intesa su MPS: conviene aderire?

È probabilmente la domanda più cercata dagli azionisti, ma non può avere una risposta valida in assoluto. A differenza di un’OPA interamente in contanti, l’OPAS Intesa su MPS espone infatti l’investitore anche all’andamento futuro delle azioni Intesa.

Chi possiede azioni MPS dovrà quindi confrontare, nel momento in cui sarà effettivamente possibile aderire, almeno tre alternative: mantenere le azioni MPS, venderle direttamente sul mercato oppure conferire i titoli nell’OPAS ricevendo 1,6 azioni Intesa più 1,25 euro cash per ogni azione MPS.

Dal punto di vista puramente matematico, uno dei parametri più utili sarà lo spread tra il prezzo di MPS e il valore teorico dell’offerta. Se il valore di 1,6 azioni Intesa più 1,25 euro risulterà superiore al prezzo di MPS, l’OPAS presenterà un premio di mercato; se sarà inferiore, il mercato starà prezzando uno sconto oppure altri rischi legati all’esecuzione dell’operazione.

Non bisogna però dimenticare che prezzo e convenienza non coincidono necessariamente. Un azionista che aderisce diventa infatti azionista Intesa Sanpaolo, con un’esposizione economica completamente diversa rispetto al mantenimento delle azioni MPS.

Cosa succede agli azionisti Intesa Sanpaolo

Anche per chi possiede già azioni Intesa l’operazione è importante. In caso di adesione totalitaria, la banca potrebbe emettere circa 4,86 miliardi di nuove azioni, equivalenti a circa il 21,6% del capitale su base fully diluted.

La diluizione è quindi un elemento da considerare, anche se Intesa punta a compensarla attraverso le sinergie generate dall’integrazione. La banca stima sinergie a regime per circa 2,9 miliardi di euro annui, suddivise tra circa 1,5 miliardi di sinergie di costo e 1,4 miliardi di sinergie di ricavo. Si tratta tuttavia di stime formulate dall’offerente e dipendenti dalla futura realizzazione del piano industriale.

Cosa succederebbe a MPS se l’OPAS di Intesa andasse a buon fine

L’operazione non prevede semplicemente l’assorbimento integrale del Monte all’interno di Intesa. Il progetto annunciato a giugno comprende infatti un accordo con Unipol Assicurazioni pensato anche per gestire preventivamente alcune delle problematiche antitrust.

In base all’accordo, una banca comprendente il marchio MPS, circa 635 filiali e gran parte delle strutture centrali necessarie a operare autonomamente verrebbe ceduta a Unipol per un corrispettivo indicativo compreso tra 3 e 3,5 miliardi di euro. Intesa manterrebbe invece circa 625 filiali MPS, oltre a Mediobanca e al relativo marchio.

L’operazione rimane comunque sottoposta al vaglio delle autorità. L’AGCM ha aperto il 14 settembre un’istruttoria per verificare gli effetti della concentrazione sulla concorrenza nei mercati bancari e assicurativi, mentre Intesa ha già ottenuto da IVASS l’autorizzazione preventiva relativa alle partecipazioni indirette in Generali, AXA MPS Assicurazioni Vita e AXA MPS Assicurazioni Danni.

I tre scenari da monitorare nelle prossime settimane

Il primo scenario è quello favorevole alla prosecuzione dell’OPAS Intesa: l’assemblea del 29 ottobre non approva le operazioni considerate incompatibili con l’offerta, Intesa mantiene in vita l’OPAS e il processo autorizzativo prosegue. In questo caso l’attenzione passerebbe rapidamente al documento definitivo di offerta, alla finestra di adesione e al raggiungimento della soglia minima prevista.

Le prossime date da seguire

Il 29 ottobre si terrà l’assemblea ordinaria e straordinaria di MPS chiamata a pronunciarsi sulle operazioni al centro dello scontro. Il 30 ottobre, invece, il consiglio Intesa Sanpaolo dovrebbe decidere sull’eventuale acconto sul dividendo 2026, evento che potrebbe determinare l’adeguamento tecnico del rapporto di concambio dell’OPAS.

In parallelo continueranno l’iter autorizzativo dell’operazione e l’esame dell’Antitrust. Solo dopo il completamento degli adempimenti previsti e la pubblicazione del documento di offerta approvato sarà possibile conoscere con precisione le date del periodo di adesione. Intesa aveva indicato una durata prevista compresa tra 15 e 40 giorni di Borsa aperta, salvo eventuali proroghe.

OPAS Intesa-MPS: perché la partita è ancora aperta

Il rilancio di Intesa e soprattutto l’impegno di Delfin hanno modificato sensibilmente gli equilibri dell’operazione, ma il passaggio decisivo deve ancora arrivare. Da qui al 29 ottobre il mercato dovrà valutare non soltanto il premio economico dell’OPAS, ma anche quale dei due progetti industriali riesca a raccogliere maggiore consenso tra gli azionisti MPS.

Per l’investitore, quindi, non basta osservare il prezzo del Monte: diventano centrali anche la quotazione Intesa, le decisioni dei grandi soci, il voto assembleare, l’iter Antitrust e gli eventuali nuovi sviluppi del piano MPS. Proprio per questo il dossier continuerà verosimilmente a essere uno dei temi più sensibili per l’intero comparto bancario italiano nelle prossime settimane.

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FAQ sull’OPAS Intesa su MPS