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Migliori broker sostituto d’imposta 2026

I broker sostituto d’imposta semplificano la gestione fiscale per gli investitori trattenendo e versando le tasse sui guadagni di capitale. Scopri i migliori broker per il trading in Italia.
Miglior Broker sostituto d'imposta

Se investi in Borsa o in ETF, e vivi in Italia, sicuramente ti sarai chiesto come funziona la tassazione dei profitti. In questo caso, una delle opzioni più semplici per evitare complicazioni è scegliere un broker con sostituto d’imposta, ovvero un intermediario che si occupa direttamente di trattenere e versare le imposte dovute allo Stato italiano.

In questo articolo trovi un elenco aggiornato dei broker che operano come sostituto d’imposta nel 2026, un confronto dei servizi offerti e un focus sulle soluzioni più utilizzate da chi investe in ETF o utilizza un conto titoli.

Confronto rapido

Se l’obiettivo è investire con zero frizioni fiscali, queste sono le opzioni più immediate:

  • Fineco: soluzione “banca + conto titoli”, adatta a chi compra azioni/ETF e vuole un ecosistema completo.
  • Trade Republic: piattaforma essenziale per ETF/azioni e PAC, con operatività in regime amministrato per i residenti fiscali in Italia.
  • ActivTrades: più orientato al trading (CFD e operatività speculativa), con possibilità di regime amministrato per clienti italiani.
  • GIMME5: approccio semplice e “da accumulo” tramite fondi, pensato per chi parte con importi contenuti e vuole delegare la fiscalità.

Questi broker offrono anche strumenti utili per monitorare le operazioni fiscali e i crediti d’imposta accumulati. Ma procediamo con ordine e vediamo di cosa si tratta.

I migliori broker sostituto di imposta in Italia

Abbiamo scelto i migliori broker con regime amministrato per il trading in Italia. Li analizziamo uno alla volta, vedendo quali sono le differenze e i vantaggi di ognuno.

ActivTrades

caratteristiche di activtrades come sostituto d'imposta

Su ActivTrades come sostituto d'imposta il punto chiave è scegliere l’impostazione corretta: il sostituto d’imposta è un’opzione da attivare, e conviene verificarla subito per evitare di trovarsi poi in dichiarativo “per errore”. È più adatto a un uso da trading (strumenti speculativi inclusi), ma con l’idea di mantenere la gestione fiscale demandata al broker.

Fineco

fineco regime amministrato

Con Fineco il vantaggio del regime amministrato è pratico: il broker calcola e versa le imposte sui risultati e aggiorna lo zainetto fiscale, senza obbligarti a ricostruire le operazioni a fine anno. È una scelta sensata se vuoi un conto titoli “classico” con reportistica ordinata e fiscalità gestita in modo continuativo.

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Trade Republic sostituto d'imposta

La banca ha aperto la succursale italiana a Milano (Piazza Gae Aulenti 1, Torre B) e, dal 30 gennaio 2025, Trade Republic opera in regime amministrato per i residenti fiscali in Italia.

caratteristiche di trade republic come sostituto d'imposta

In regime amministrato, Trade Republic ti toglie dal tavolo la parte più delicata: tassazione di plus/minus e adempimenti legati all’operatività, con una gestione integrata per chi è residente fiscale in Italia. Ha senso se il tuo focus è comprare azioni/ETF (anche con PAC) e vuoi una fiscalità automatizzata senza passaggi extra.

Gimme5

caratteristiche gimme5 come regime amministrato

Con GIMME5 il regime amministrato è pensato per semplificare davvero: la piattaforma gestisce imposte e rendicontazione in automatico, senza chiederti di rincorrere calcoli e scadenze. È coerente se cerchi un approccio da accumulo su fondi con fiscalità “chiavi in mano”, più che un broker da operatività attiva.

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Broker in regime amministrato: cosa cambia davvero

Il broker con ritenuta alla fonte, tra i vari broker italiani o banche italiane per il trading, è un intermediario finanziario che si occupa della gestione fiscale degli investimenti per conto del cliente. In pratica, è il broker a calcolare, trattenere e versare le imposte dovute sui guadagni realizzati attraverso il trading o l’investimento online.

Con il regime amministrato, in sintesi:

  • le plusvalenze vengono tassate automaticamente (aliquota standard 26% per la maggior parte degli strumenti);
  • le minusvalenze vengono registrate e rese disponibili per la compensazione secondo le regole fiscali;
  • l’investitore non deve ricostruire operazioni e risultati nel quadro “investimenti/trading” della dichiarazione (restano eventuali eccezioni legate alla situazione personale).

Questa è la differenza concreta: meno adempimenti e meno rischio di errori “burocratici”.

Normalmente, infatti, queste imposte andrebbero dichiarate nella propria dichiarazione dei redditi, ma scegliendo un broker che opera come sostituto d’imposta questa incombenza viene completamente delegata all’intermediario che trattiene la percentuale di tasse dovute e le versa direttamente allo Stato.

Tale pagamento può essere effettuato alla fine dell'anno fiscale, inserendo i redditi da capital gain nella propria dichiarazione dei redditi.

Regime amministrato vs dichiarativo

Per chiarire ulteriormente le differenze tra queste e gli altri regimi fiscali, dai un'occhiata alla tabella di seguito:

tabella con differenze regime amministrato e dichiarativo

Pro e contro del regime amministrato

Vantaggi

  • Meno burocrazia: niente inserimenti legati alle operazioni di investimento nel 730 o nel Redditi PF, perché il broker calcola e versa le imposte dovute.
  • Minusvalenze gestite automaticamente: lo zainetto fiscale viene aggiornato e le compensazioni avvengono secondo le regole italiane.
  • Conformità normativa: la gestione fiscale è allineata alla normativa italiana, riducendo il rischio di errori operativi.
  • Maggiore chiarezza operativa: l’impatto fiscale delle operazioni risulta più immediato grazie alla rendicontazione del broker.
  • È una soluzione molto apprezzata da chi investe saltuariamente e da chi costruisce un portafoglio in ETF e azioni senza voler gestire la parte fiscale in autonomia.

Svantaggi

  • Meno flessibilità fiscale: se usi più intermediari o strumenti complessi, il regime dichiarativo può permettere una pianificazione più “globale”.
  • Trading molto attivo meno efficiente: la tassazione “operazione per operazione” può ridurre la possibilità di pianificare a fine anno e rendere più rigida la gestione fiscale durante l’anno.
  • Vincolo di scelta dell’intermediario: non tutti i broker (soprattutto esteri) offrono il sostituto d’imposta; questo può limitare l’accesso a determinate piattaforme o mercati.

👉🏼 Tasse su investimenti: come funzionano. Scoprilo nel video

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FAQ

Disclaimer:

Questo non è un consiglio di investimento; investire comporta un rischio di perdita e i risultati passati non sono un indicatore affidabile dei risultati futuri.
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