Hedging: cosa significa e come funziona nel trading

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L'hedging nel trading è una strategia di copertura finanziaria che serve a ridurre i rischi degli investimenti aprendo una posizione opposta a quella principale. In questa guida vediamo il significato di hedging, come funziona nella pratica e quali sono le tecniche più utilizzate per proteggere il capitale.
Per aprire una posizione opposta a quella principale servono strumenti che permettano di andare short: è qui che entrano in gioco i CFD.
Cos'è l'hedging: significato e definizione
Il modo più semplice per capire l'hedging è paragonarlo a un'assicurazione: proteggi il tuo investimento pagando un piccolo costo, così se le cose vanno male non perdi tutto il capitale. Allo stesso modo, in finanza l'hedging non elimina il rischio, ma lo riduce aprendo una posizione che compensa le eventuali perdite di quella principale.
L'hedging è una strategia di copertura finanziaria che ha lo scopo di controbilanciare i propri investimenti.
Detto in maniera più semplice, quando decidi di iniziare a investire, indipendentemente dalla tipologia di investimento che farai, devi considerare che ci saranno dei rischi: non è possibile investire senza rischi.
Questo non significa che tu debba correre per forza il rischio previsto per quell'investimento: utilizzando l'hedging potresti sacrificare parte del guadagno per ridurre i rischi.
Utilizzare una strategia di hedging vuol dire applicare una o più tecniche che permettono di fare un investimento opposto, al fine di ridurre i rischi dell'investimento principale.
Per non andare in perdita è necessario decidere l'importo giusto da investire in hedging e applicare le tecniche adeguate.
Come funziona l'hedging nel trading
Data la sua natura, l'hedging nel trading può essere utilizzato in modi diversi. Una strategia possibile consiste nell'accettare un guadagno leggermente inferiore se l'investimento principale va a buon fine, e una perdita contenuta se a realizzarsi è invece la posizione di copertura. In quest'ultimo caso, la perdita sarà comunque inferiore rispetto a non utilizzare hedging.
Un'altra strategia, di segno opposto, mira a ridurre il rischio quasi a zero, strutturando le posizioni in modo che entrambe possano generare un guadagno. Tuttavia, il rendimento sarà molto più basso rispetto a un investimento non protetto e la copertura resterà parziale: azzerare il rischio è impossibile, anche le strategie più sofisticate offrono solo una protezione incompleta.
Per chiarire questo punto, si può usare un esempio sportivo: immagina di scommettere su una partita prevedendo almeno 3 goal. Una copertura totale consisterebbe nello scommettere sull'opposto (massimo 2 goal): vinci sempre una delle due, ma il guadagno di una annulla la perdita dell'altra e resti con il costo delle commissioni. Una strategia di copertura "parziale" potrebbe invece puntare sul fatto che ci sarà al massimo 1 goal: la copertura costa meno, ma lascia scoperto il caso in cui la partita finisca con 2 goal, l'unico esito in cui perdi entrambe le scommesse.
Le strategie di hedging nel trading possono essere applicate a breve, medio o lungo termine. Alcuni investitori utilizzano coperture di breve durata nei periodi di incertezza, anche su investimenti pensati per il lungo termine.
Un esempio pratico: investire in una materia prima e, allo stesso tempo, coprirsi sull'andamento del suo prezzo. Se il prezzo scende, la posizione di hedging compensa la perdita dell'investimento principale.
Nel seguito approfondiremo le principali strategie di copertura e il loro utilizzo nel trading.
Vantaggi e svantaggi dell'hedging
Prima di applicare l'hedging alla propria strategia, è utile conoscere i suoi principali pro e contro.
- Protezione del capitale: riduce l'impatto di movimenti di mercato sfavorevoli sul valore del portafoglio.
- Flessibilità sulla volatilità: permette di restare investiti anche in mercati incerti, senza dover liquidare le posizioni.
- Diversificazione del rischio: aiuta a bilanciare l'esposizione tra asset ad alto e basso rischio.
- Costi aggiuntivi: aprire una posizione di copertura comporta premi, spread o commissioni che riducono il guadagno.
- Complessità: richiede una buona comprensione degli strumenti derivati e un monitoraggio costante.
- Rinuncia a parte del profitto: se l'investimento principale va bene, la copertura ne riduce comunque il rendimento.
Tipi di Hedging
Sono possibili molti tipi di operazioni di copertura, ma le più comuni consistono in prodotti correlati e derivati.
- Hedging o copertura valutaria: si utilizza per proteggersi dal rischio di cambio quando si investe in asset denominati in una valuta diversa dalla propria, ad esempio aprendo una posizione opposta sul cambio EUR/USD.
- Hedging o copertura di un portafoglio di azioni: può essere effettuata per diverse situazioni di mercato, ma nella maggior parte dei casi è effettuata da un singolo investitore quando gestisce un portafoglio di azioni per un periodo in cui non potrà monitorarlo adeguatamente.
- Hedging per bloccare una posizione: è il tipo di copertura più semplice che esista e si basa sull'esecuzione dell'operazione opposta una volta entrati nel mercato.
Differenza tra short hedge e long hedge
Le strategie di hedging si dividono principalmente in due categorie, a seconda della direzione della posizione che si vuole proteggere: lo short hedging e il long hedging.

Una strategia diffusa consiste nell'aprire due posizioni opposte dello stesso importo su una determinata attività per ridurre il rischio: in questo caso la direzione della tendenza e la volatilità osservata contano poco, perché l'equilibrio resta stabile qualunque cosa accada. È sufficiente attendere l'inizio di una tendenza affidabile per chiudere la posizione ormai obsoleta e mantenere aperta quella che si sta muovendo nella direzione giusta.
Un'altra strategia sfrutta i movimenti correttivi, relativamente frequenti negli investimenti in borsa online: si prende una posizione lunga su un asset e si piazza un ordine di posizione inversa sul prezzo in cui si prevede una correzione tecnica, al di sotto del suo target di lungo termine.
Se si utilizza la copertura per operare in borsa con CFD o con i contratti futures, l'obiettivo resta lo stesso: proteggere le proprie posizioni aprendone due di segno opposto. A differenza delle azioni reali, i CFD permettono di assumere facilmente posizioni short: prima di sceglierli conviene conoscere le differenze tra CFD e azioni, perché comportano leva finanziaria e non danno diritto a dividendi o voto in assemblea.
Short hedging
Lo short hedging è utilizzato da chi ha già una posizione lunga e teme un calo di prezzo: vendono un asset correlato per compensare un eventuale calo di prezzo della posizione principale.
Long hedging
Il long hedging è utilizzato dagli investitori che non hanno ancora preso posizione sul mercato e che desiderano assumere un'esposizione a lungo termine: acquistano in anticipo per fissare il prezzo d'ingresso e proteggersi da un rialzo prima di entrare.
Hedging con derivati: un esempio pratico
Un agricoltore vuole coprirsi dal rischio. I suoi aranci producono fino a 10.000 chili di arance all'anno e i costi di produzione sono di 3.000 euro. L'agricoltore vuole proteggersi da due rischi:
- Un cattivo raccolto che non copre i costi di produzione.
- Un buon raccolto che inonderà il mercato e farà scendere i prezzi.
Per farlo può ricorrere ai contratti a termine futures, accordi che fissano oggi il prezzo di una compravendita futura.
Per coprire i costi, vende futures sul raccolto non cresciuto per 3.000 chili di arance a un euro. Inoltre, acquista un'opzione call sulle arance (cioè l'eserciterà solo se lo desidera) per 3.000 chili di arance a 1,10 euro al chilo. Per questo motivo, l'agricoltore paga ora 300 euro. Quindi i suoi costi passano da 3.000 a 3.300 euro.
Se il raccolto va male e il prezzo sale, l'agricoltore esercita la call e compra a 1,10 euro le arance che deve consegnare a 1 euro: perde 0,10 euro al chilo, ma non di più. Se il raccolto è abbondante e il prezzo crolla, lascia scadere la call, perde i 300 euro di premio e incassa comunque i 3.000 euro dei futures, coprendo i costi di produzione.
Ecco la scheda del broker per operare con CFD su indici, valute e materie prime:
Quanto costa fare hedging
L'hedging non è mai gratuito: aprire una posizione di copertura comporta sempre un costo, che va sottratto all'eventuale guadagno dell'investimento principale. Tra le voci di spesa più comuni troviamo il premio pagato per un'opzione, il margine richiesto per un contratto future e lo spread applicato dal broker sui CFD.
Per questo motivo la copertura va dimensionata con attenzione: un hedging troppo ampio rischia di annullare il rendimento dell'investimento che si vuole proteggere, mentre uno troppo ridotto lascia una parte del portafoglio esposta al rischio.
Il costo della copertura dipende in buona parte dallo spread applicato: vale la pena confrontarlo.
Hedging e hedge fund: le differenze
A differenza dell'hedging, dove la copertura si utilizza nello svolgimento di un'attività finanziaria per ridurre o eliminare le possibili perdite causate da investimenti finanziari (ad esempio in strumenti derivati), l'hedge fund, noto anche come fondo speculativo, è un veicolo di investimento ad alto rischio in cui i gestori hanno piena libertà di decidere in cosa investire, quando e come. Si tratta indubbiamente di uno dei prodotti finanziari che possono offrire i rendimenti più elevati, ma al prezzo di un rischio enorme.
In sintesi, l'hedging è una strategia di copertura che non punta a massimizzare il guadagno, ma a ridurre le perdite aprendo una posizione opposta a quella principale. Esistono diverse tecniche, dalla copertura valutaria a quella con CFD, opzioni e futures, e nessuna elimina del tutto il rischio: anche le strategie più sofisticate offrono solo una protezione parziale.
Prima di applicare l'hedging alla propria strategia conviene valutare il costo dell'operazione, il tempo necessario per gestirla e il proprio livello di esperienza con gli strumenti derivati. Usato con criterio, l'hedging può aiutarti ad affrontare con più serenità le fasi di incertezza dei mercati, senza dover liquidare le posizioni che vuoi mantenere nel lungo periodo.


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