OPA Recordati: CVC alza l’offerta a 53 euro. Cosa succede adesso?

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L’OPA su Recordati entra nella fase decisiva. Il 6 ottobre 2026 Respighi BidCo, il veicolo attraverso il quale CVC Capital Partners e Groupe Bruxelles Lambert (GBL) stanno cercando di portare fuori da Piazza Affari il gruppo farmaceutico italiano, ha aumentato il prezzo dell’offerta da 51,29 a 53 euro per azione e, contemporaneamente, ha prorogato il periodo di adesione dal 15 al 23 ottobre 2026.
Non si tratta però soltanto di un piccolo ritocco del prezzo. Respighi BidCo ha definito i 53 euro la propria “best and final offer”, escludendo quindi ulteriori aumenti del corrispettivo, mentre il mercato ha immediatamente riallineato la quotazione di Recordati al nuovo livello: nel corso della seduta del 6 ottobre il titolo è salito fino a 53,15 euro, stabilizzandosi poi intorno a 52,95 euro, in rialzo dell’1,44%.
Il nuovo prezzo riapre però una questione che accompagna l’operazione fin dall’inizio: 53 euro sono sufficienti per convincere gli azionisti di minoranza? Il fondo attivista Palliser Capital aveva infatti chiesto un prezzo di almeno 60 euro, mentre anche i quattro amministratori indipendenti di Recordati avevano giudicato finanziariamente inadeguata l’offerta originaria. La partita, quindi, non riguarda più soltanto il valore dell’OPA, ma soprattutto le adesioni che CVC e GBL riusciranno a raccogliere nelle prossime settimane.
Con XTB è possibile negoziare anche le azioni Recordati (REC.IT) e monitorarne l’andamento durante questa fase dell’OPA.
OPA Recordati 2026: il nuovo prezzo sale a 53 euro
La principale novità riguarda naturalmente il prezzo dell’OPA Recordati. Respighi BidCo riconoscerà 53 euro in contanti per ciascuna azione apportata all’offerta, rispetto ai 51,29 euro stabiliti inizialmente.
Occorre però distinguere questo valore dai 53,71 euro citati in alcune comunicazioni. I 53,71 euro rappresentano il valore equivalente “cum dividend”, ottenuto sommando ai 53 euro dell’OPA il saldo dividendo 2025 di 0,71 euro per azione, già distribuito agli azionisti nel maggio 2026. Chi aderisce oggi all’offerta riceverà quindi 53 euro per azione, non 53,71 euro aggiuntivi.
Tenendo conto del dividendo, il valore complessivo di 53,71 euro incorpora un premio del 16,61% rispetto al prezzo ufficiale di Recordati del 25 marzo 2026, ultimo giorno di Borsa precedente alla comunicazione della manifestazione di interesse non vincolante di CVC. Rispetto alle medie dei prezzi precedenti, il premio è invece pari al 15,88% su un mese, al 13,51% su tre mesi, al 10,06% su sei mesi e al 6,68% su dodici mesi.
In caso di adesione totalitaria delle 198.525.562 azioni oggetto dell’offerta, l’esborso massimo previsto sulla base del nuovo corrispettivo raggiungerebbe circa 10,52 miliardi di euro.
Quando scade l’OPA Recordati?
Insieme all’aumento del prezzo, CVC e GBL hanno deciso di concedere agli azionisti più tempo per decidere. L’OPA Recordati, iniziata il 31 agosto, non terminerà più il 15 ottobre ma alle 17:30 del 23 ottobre 2026.
Il nuovo calendario prevede il pagamento del corrispettivo il 2 novembre 2026. Qualora trovasse applicazione la riapertura dei termini, questa si svolgerebbe invece dal 3 al 9 novembre, con pagamento delle azioni apportate durante questa seconda finestra previsto per il 17 novembre.
| Data | Evento |
|---|---|
| 31 agosto 2026 | Inizio dell’OPA |
| 6 ottobre 2026 | Offerta aumentata da 51,29 a 53 euro |
| 23 ottobre 2026 | Nuova scadenza del periodo di adesione |
| 2 novembre 2026 | Pagamento del corrispettivo |
| 3-9 novembre 2026 | Eventuale riapertura dei termini |
| 17 novembre 2026 | Eventuale secondo pagamento |
OPA Recordati: a quanto sono arrivate le adesioni?
Questo è probabilmente il dato più interessante da interpretare. Al 5 ottobre 2026 erano state apportate all’OPA 98.840.701 azioni Recordati, pari a circa il 49,79% dei titoli oggetto dell’offerta.
A prima vista potrebbe sembrare che quasi metà degli azionisti abbia già deciso di aderire. In realtà, la lettura è più complessa perché nel totale rientra il pacchetto di 97.912.463 azioni detenute da Rossini, equivalente al 46,82% del capitale Recordati, per il quale era già stato sottoscritto un impegno irrevocabile ad aderire all’OPA. Rossini è la società attraverso cui CVC controllava già Recordati prima dell’operazione.
Di conseguenza, il dato del 49,79% non misura da solo il consenso degli azionisti di minoranza alla proposta di CVC e GBL: una parte molto rilevante delle adesioni era sostanzialmente già prevista dalla struttura dell’operazione.
Nel frattempo il consorzio ha accumulato ulteriori partecipazioni e strumenti sul capitale. Secondo Intermonte, al 6 ottobre la posizione riconducibile all’offerente arriverebbe complessivamente a circa il 56,8% del capitale, mentre la soglia minima prevista dall’OPA resta fissata al 66,67%. Significa che la partita decisiva riguarda ancora una quota nell’ordine di una decina di punti percentuali. La condizione del 66,67% è comunque rinunciabile dall’offerente.
Perché la soglia del 66,67% è così importante?
Il raggiungimento di almeno due terzi del capitale, cioè il 66,67%, rappresenta una delle principali condizioni previste per il perfezionamento dell’OPA. È una soglia importante perché garantirebbe a CVC e GBL una posizione particolarmente forte anche nelle decisioni societarie straordinarie.
La condizione può tuttavia essere rinunciata dall’offerente. Se la soglia non venisse raggiunta e Respighi BidCo decidesse di non rinunciarvi, l’offerta non diventerebbe efficace secondo i termini previsti e le azioni apportate verrebbero restituite ai rispettivi titolari. In questo scenario verrebbe meno uno dei principali punti di riferimento che, negli ultimi mesi, ha sostenuto la quotazione Recordati intorno al prezzo dell’OPA.
È questo uno dei rischi da considerare per chi sceglie di non aderire confidando in valutazioni superiori: se l’operazione non dovesse andare a buon fine, il titolo potrebbe tornare a essere valutato principalmente sulla base dei fondamentali e delle condizioni di mercato, senza più il “pavimento” rappresentato dal prezzo dell’offerta.
E cosa succede se CVC e GBL superano il 90%?
Il secondo livello da monitorare è il 90% del capitale. Raggiungere questa soglia renderebbe molto più semplice completare il progetto dichiarato fin dall’inizio da CVC e GBL: il delisting di Recordati da Euronext Milan.
Il documento dell’offerta prevede infatti meccanismi differenti in funzione della partecipazione raggiunta. Superate determinate soglie possono trovare applicazione gli obblighi di acquisto previsti dal TUF e, arrivando almeno al 95%, anche il diritto di acquisto sulle azioni residue. In sostanza, più la partecipazione dell’offerente si avvicina alla totalità del capitale, più aumenta la probabilità che Recordati esca definitivamente dalla Borsa.
Barclays considera il delisting lo scenario più probabile, pur sottolineando che resta da capire se il nuovo prezzo sarà sufficiente a convincere un numero di azionisti tale da avvicinare la partecipazione complessiva alla soglia del 90%.
Per seguire l’evoluzione del titolo durante l’OPA, Recordati è disponibile su XTB con ticker REC.IT. La vicinanza tra prezzo di mercato e corrispettivo dell’offerta rende particolarmente importante distinguere tra normale investimento azionario e strategie speculative legate all’esito dell’operazione.
Perché CVC ha deciso di aumentare l’offerta su Recordati?
Il rilancio arriva dopo diverse settimane di pressioni da parte di alcuni azionisti di minoranza. In particolare Palliser Capital, fondo attivista azionista di Recordati, aveva pubblicamente contestato il prezzo iniziale di 51,29 euro e chiesto al consiglio di amministrazione di ritirare il proprio sostegno all’operazione.
Secondo Palliser, per riconoscere correttamente il valore della società il corrispettivo avrebbe dovuto essere portato ad almeno 60 euro per azione. Le critiche riguardavano non soltanto la valutazione, ma anche la governance dell’operazione e le conseguenze per gli azionisti che decidessero di restare nel capitale in presenza di un successivo delisting. Come visto anche nelle recenti operazioni che hanno interessato Piazza Affari, tra cui l’operazione MPS-Mediobanca, il prezzo offerto e il comportamento degli azionisti di minoranza possono diventare centrali nelle fasi finali di un’OPA.
Il tema aveva già diviso anche il consiglio di amministrazione di Recordati. A luglio la maggioranza del CdA aveva giudicato congruo il prezzo iniziale di 51,29 euro, sulla base anche della fairness opinion di Lazard; i quattro amministratori indipendenti, assistiti invece da Rothschild & Co, avevano però ritenuto all’unanimità il prezzo finanziariamente inadeguato e l’offerta nel suo complesso non congrua.
Il passaggio a 53 euro riduce parte di questa distanza, ma non la elimina: rispetto ai 60 euro indicati da Palliser, l’offerta finale di Respighi BidCo resta inferiore di 7 euro per azione, pari a circa l’11,7%.
I risultati di Recordati spiegano le contestazioni sul prezzo?
Una parte del dibattito sulla valutazione dipende anche dalla performance operativa della società. Nel primo semestre 2026, Recordati ha registrato ricavi per 1,41 miliardi di euro, in crescita del 6,6% rispetto allo stesso periodo del 2025, mentre l’EBITDA è aumentato dell’8,8% a 540,2 milioni e l’utile netto rettificato del 6,7% a 349,9 milioni. L’utile netto contabile è salito del 24,8%, raggiungendo 269,7 milioni di euro.
Nel più ampio panorama delle azioni farmaceutiche, Recordati si distingue quindi per una crescita ancora sostenuta, un elemento che contribuisce ad alimentare il dibattito sulla valutazione proposta nell’OPA.
Particolarmente dinamico è stato il segmento Rare Diseases, con ricavi semestrali di 603,9 milioni, in aumento del 17,1%, sostenuti soprattutto dalla crescita di Isturisa. La società ha inoltre confermato per il 2026 una guidance compresa tra 2,73 e 2,80 miliardi di euro di ricavi, EBITDA tra 995 milioni e 1,03 miliardi e utile netto rettificato tra 655 e 685 milioni.
Sono numeri che aiutano a comprendere perché una parte degli investitori ritenga che il valore di Recordati debba essere giudicato non soltanto sulla base del premio rispetto alla quotazione di marzo, ma anche considerando le prospettive di crescita futura della società.
Perché le azioni Recordati quotano a 53 euro?
La reazione del mercato alla nuova offerta è stata immediata. Dopo aver chiuso il 5 ottobre a 52,20 euro, Recordati ha raggiunto un massimo intraday di 53,15 euro nella seduta del 6 ottobre e ha poi scambiato intorno a 52,95 euro.
La vicinanza quasi perfetta ai 53 euro dell’OPA non è casuale. Quando esiste un’offerta in contanti con una probabilità elevata di successo, il prezzo del titolo tende normalmente ad avvicinarsi al corrispettivo offerto. Lo scarto residuo incorpora il tempo necessario per arrivare al pagamento, il rischio che le condizioni dell’operazione non vengano soddisfatte e l’eventuale possibilità di scenari alternativi.
Il fatto che Respighi BidCo abbia definito l’attuale proposta “migliore e finale” riduce sensibilmente l’aspettativa di un nuovo rilancio da parte dello stesso offerente. Per questo, dopo la fiammata iniziale sopra i 53 euro, il mercato è tornato sostanzialmente in linea con il prezzo dell’OPA.
Conviene aderire all’OPA Recordati?
Non esiste una risposta uguale per tutti gli azionisti, perché la decisione dipende dall’orizzonte temporale, dal prezzo al quale le azioni sono state acquistate e soprattutto dalla valutazione che si attribuisce a Recordati dopo l’OPA. Una valutazione simile si presenta anche in altre operazioni recenti di Piazza Affari, come nell’OPAS di Poste Italiane su TIM, dove per gli azionisti diventa centrale capire non soltanto il prezzo offerto, ma anche cosa può accadere scegliendo di non aderire.
| Scenario | Cosa significa per l’azionista |
|---|---|
| Aderire all’OPA | Si accetta un prezzo certo di 53 euro per azione, con pagamento previsto il 2 novembre, se le condizioni dell’offerta vengono soddisfatte. |
| Non aderire e Recordati resta quotata | Si continua a detenere il titolo, esponendosi all’andamento futuro dell’azienda e del mercato. |
| Non aderire e arriva il delisting | L’azionista può trovarsi coinvolto nei successivi meccanismi di acquisto, squeeze-out o fusione finalizzata al delisting, a seconda della quota raggiunta. |
| OPA non efficace | Viene meno il riferimento dei 53 euro e il titolo torna a essere valutato dal mercato senza il supporto immediato dell’offerta. |
Per chi ritiene che il valore stand-alone di Recordati sia significativamente superiore ai 53 euro, l’adesione significa rinunciare all’eventuale crescita futura della società. Chi privilegia invece la certezza del prezzo deve considerare che il nuovo corrispettivo è stato dichiarato definitivo e che l’obiettivo esplicito dei promotori resta quello di togliere Recordati dalla Borsa.
È proprio questa contrapposizione tra certezza dei 53 euro oggi e potenziale valore futuro della società a rappresentare il vero nodo dell’OPA.
OPA Recordati e delisting: cosa aspettarsi ora
Da qui al 23 ottobre l’attenzione si concentrerà soprattutto sul ritmo delle adesioni. Il primo livello da osservare è il 66,67%, soglia minima prevista dall’offerta, anche se rinunciabile. Successivamente sarà fondamentale capire quanto CVC e GBL riusciranno ad avvicinarsi al 90%, quota che renderebbe molto più lineare il percorso verso il delisting.
La revisione dell’offerta da 51,29 a 53 euro dimostra che le resistenze degli azionisti di minoranza hanno avuto un peso, ma la definizione del nuovo prezzo come “best and final” indica anche che CVC e GBL non intendono continuare una gara al rialzo. Il confronto fra i 53 euro offerti, i 60 euro richiesti da Palliser e le prospettive operative di Recordati resterà quindi centrale fino alla conclusione dell’operazione.
Per gli investitori, più che tentare di prevedere un ulteriore rialzo dell’offerta, diventa ora importante osservare adesioni, soglie raggiunte e comportamento del titolo rispetto ai 53 euro, perché saranno questi elementi a indicare quanto il mercato consideri probabile il successo definitivo dell’OPA Recordati.
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