Prossima riunione BCE: 29 ottobre 2026, pausa o nuovo rialzo dei tassi?

Indice
La prossima riunione della BCE è in programma il 28 e 29 ottobre 2026: la decisione sui tassi sarà comunicata giovedì 29 ottobre, seguita dalla conferenza stampa di Christine Lagarde. Oggi il tasso sui depositi è al 2,50%, dopo il rialzo di 25 punti base deciso il 10 settembre, e la domanda per mercati e risparmiatori è una sola: pausa o nuovo aumento?
Il quadro si è complicato dopo settembre. Secondo la stima flash di Eurostat del 2 ottobre, l'inflazione dell'area euro è salita al 3,8% a settembre, dal 3,3% di agosto. Il verbale della riunione di settembre, pubblicato l'8 ottobre, non indica un percorso prestabilito: gli analisti consultati dalla BCE si aspettavano uno stop al 2,50%, mentre i mercati scontavano altri due o tre rialzi entro la fine del 2027.
Le riunioni della Banca Centrale Europea (BCE) restano uno degli appuntamenti macroeconomici più importanti per mercati e investitori. Le decisioni sui tassi possono influenzare direttamente mutui e credito, rendimenti obbligazionari, valutazioni azionarie e andamento dell'euro.
Nella riunione del 10 settembre 2026 la BCE ha deciso di aumentare di 25 punti base i tre tassi di interesse di riferimento, realizzando il secondo rialzo dell'anno dopo quello di giugno e la pausa di luglio.
Dal 16 settembre 2026, il tasso sui depositi presso la banca centrale è salito al 2,50%, quello sulle operazioni di rifinanziamento principali al 2,65% e quello sulle operazioni di rifinanziamento marginale al 2,90%.
Dietro alla decisione c'è soprattutto il nuovo aumento dell'inflazione provocato dai prezzi energetici. Ad agosto, secondo la stima flash di Eurostat, l'inflazione dell'area euro era salita al 3,3%, dal 2,9% di luglio, mentre la BCE prevede che rimanga sopra il proprio obiettivo del 2% ancora per un periodo prolungato.
In questo articolo vediamo quando è la prossima riunione BCE e cosa aspettarsi, cosa ha deciso la BCE a settembre e perché, e il calendario completo del 2026 con le decisioni prese finora.
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Quando si riunisce il consiglio direttivo della BCE
Ci sono due tipi di riunioni del Consiglio Direttivo della Banca Centrale Europea (BCE):
- Riunioni per le decisioni di politica monetaria: queste riunioni si svolgono ogni 6 settimane. In queste occasioni, il Consiglio Direttivo della BCE valuta la situazione economica e finanziaria e prende decisioni sui tassi di interesse e su altre misure di politica monetaria per mantenere la stabilità dei prezzi nella zona euro. L'ultima riunione di politica monetaria si è conclusa il 10 settembre 2026. La prossima riunione BCE è prevista per il 28-29 ottobre 2026, con la decisione sui tassi comunicata il 29 ottobre.
- Riunioni per decisioni di altro tipo: queste riunioni si tengono ogni 2 settimane. Coprono una vasta gamma di argomenti che non sono direttamente legati alle decisioni di politica monetaria, come la supervisione bancaria, la stabilità finanziaria e altre questioni amministrative e organizzative della BCE.
Riunione BCE settembre 2026: nuovo rialzo dei tassi di 25 punti base
Il 10 settembre 2026, durante la riunione tenuta a Berlino, il Consiglio direttivo della BCE ha deciso di alzare di altri 25 punti base tutti e tre i tassi di riferimento. I nuovi livelli, validi dal 16 settembre, sono:
- tasso sui depositi: 2,50%;
- operazioni di rifinanziamento principali: 2,65%;
- operazioni di rifinanziamento marginale: 2,90%.
Si tratta del secondo aumento dei tassi nel 2026. L'11 giugno la BCE aveva già effettuato una stretta di 25 punti base, portando il tasso sui depositi al 2,25%. Nella successiva riunione del 23 luglio aveva invece deciso di fermarsi e mantenere invariati i tassi, in attesa di valutare meglio gli effetti dello shock energetico.
Il deterioramento del quadro inflazionistico durante l'estate ha però spinto Francoforte a intervenire nuovamente.
Perché la BCE ha aumentato nuovamente i tassi
Il principale elemento dietro alla decisione di settembre è il ritorno delle pressioni inflazionistiche legate all'energia.
Ad agosto 2026 l'inflazione dell'area euro è risalita al 3,3%, dal 2,9% di luglio. La componente energetica ha registrato un aumento annuo del 14,3%, contro il 10,3% del mese precedente. Il quadro delle principali componenti è il seguente:
- energia: +14,3%;
- servizi: +3,0%;
- beni industriali non energetici: +1,2%;
- alimentari, alcol e tabacco: +1,2%.
L'inflazione al netto di energia e alimentari è invece scesa leggermente, dal 2,5% al 2,4%. È un elemento importante. Le pressioni inflazionistiche non sono uniformemente diffuse nell'economia: la componente energetica resta il principale motore del rialzo, mentre l'inflazione dei servizi ha rallentato. La BCE teme però che prezzi dell'energia elevati per un periodo prolungato possano progressivamente trasferirsi ai costi di produzione, ai beni, ai servizi, ai salari e alle aspettative di inflazione.
Cosa ha detto Lagarde sui prossimi tassi BCE
Christine Lagarde non ha indicato una traiettoria prestabilita per i prossimi mesi. La BCE continuerà a decidere riunione per riunione, sulla base dei nuovi dati relativi a inflazione, crescita, salari, condizioni finanziarie e trasmissione della politica monetaria. Questo significa che il rialzo di settembre non implica automaticamente un nuovo aumento a ottobre.
Il quadro, tuttavia, è diventato più restrittivo rispetto all'inizio dell'anno. La BCE ritiene infatti che l'inflazione possa restare ben sopra il 2% ancora per diversi mesi, soprattutto a causa del costo dell'energia. Allo stesso tempo, l'inflazione di fondo e quella dei servizi stanno mostrando segnali più moderati. Sarà proprio l'equilibrio tra questi due elementi a determinare le prossime mosse.
Nuove previsioni BCE su inflazione e crescita
In occasione della riunione di settembre, la BCE ha pubblicato anche nuove proiezioni macroeconomiche per l'area euro. Nello scenario di base, l'inflazione complessiva dovrebbe attestarsi in media al:
- 3,0% nel 2026;
- 2,5% nel 2027;
- 2,1% nel 2028.
Rispetto alle previsioni di giugno, la stima per il 2026 è rimasta invariata, mentre quelle relative al 2027 e al 2028 sono state riviste al rialzo. Per l'inflazione al netto di energia e alimentari, la BCE prevede invece:
- 2,5% nel 2026;
- 2,6% nel 2027;
- 2,3% nel 2028.
La BCE si aspetta che l'inflazione complessiva rimanga ben al di sopra dell'obiettivo durante la prima metà del 2027 e torni verso il 2% intorno alla fine del 2027. Le prospettive sulla crescita sono invece leggermente migliorate. Il PIL dell'area euro dovrebbe crescere dello:
- 0,9% nel 2026;
- 1,4% nel 2027;
- 1,5% nel 2028.
Le stime per il 2026 e il 2027 sono state riviste al rialzo rispetto a giugno, soprattutto grazie a una capacità di tenuta dell'economia europea superiore alle aspettative. La BCE continua comunque a vedere rischi al rialzo per l'inflazione e rischi al ribasso per la crescita.
Focus: prossima mossa BCE (ottobre 2026)
La prossima riunione della BCE si terrà il 28 e 29 ottobre 2026.
Dopo due rialzi da 25 punti base tra giugno e settembre, l'attenzione si sposta ora sulla possibilità che Francoforte decida di fermarsi oppure proseguire con una politica monetaria più restrittiva. Non esiste, al momento, una decisione già definita. Tre elementi saranno particolarmente importanti:
- l'evoluzione dei prezzi energetici,
- il trasferimento degli aumenti dell'energia sull'inflazione di fondo
- e la dinamica dei salari.
Ad agosto l'inflazione core al 2,4% e i servizi al 3,0% mostravano un quadro meno problematico del dato generale. A settembre, però, l'inflazione dell'area euro è salita al 3,8% e quella dei servizi al 3,2%: un segnale che rende meno scontata una pausa. Se lo shock energetico perderà intensità, la BCE potrebbe avere più spazio per mantenere i tassi invariati.
Al contrario, una nuova accelerazione dell'inflazione o segnali di effetti di secondo impatto sui prezzi potrebbero rafforzare l'ipotesi di una politica monetaria ancora più restrittiva. La BCE ha comunque chiarito di non volersi vincolare in anticipo a un determinato percorso dei tassi.
Di seguito vi proponiamo il calendario 2026 delle riunioni da monitorare per non perdere neanche un appuntamento con la BCE.
Calendario BCE 2026
Ecco tutte le riunioni di politica monetaria del 2026, con le decisioni prese finora e il livello del tasso sui depositi dopo ciascuna riunione.
| Riunione | Decisione | Tasso sui depositi |
|---|---|---|
| 4-5 febbraio 2026 | Tassi invariati | 2,00% |
| 18-19 marzo 2026 | Tassi invariati | 2,00% |
| 29-30 aprile 2026 | Tassi invariati | 2,00% |
| 10-11 giugno 2026 | Rialzo di 25 punti base | 2,25% |
| 22-23 luglio 2026 | Tassi invariati | 2,25% |
| 9-10 settembre 2026 | Rialzo di 25 punti base | 2,50% |
| 28-29 ottobre 2026 | Prossima decisione (29 ottobre) | In attesa |
| 16-17 dicembre 2026 | Ultima riunione dell'anno | Da definire |
Prossimi appuntamenti da seguire prima della BCE
- 16 ottobre 2026: l'Istat pubblica il dato definitivo sull'inflazione italiana di settembre e il MEF comunica i tassi minimi dei nuovi BTP Valore.
- 29 ottobre 2026: decisione della BCE sui tassi e conferenza stampa di Christine Lagarde.
- 17 dicembre 2026: ultima decisione di politica monetaria dell'anno, con le nuove proiezioni macroeconomiche.
Se vuoi restare aggiornato sui movimenti delle politiche monetarie scopri quando è la prossima riunione FED.
Tassi BCE e inflazione: cosa cambia per gli investitori
Il nuovo rialzo dei tassi modifica nuovamente il contesto per obbligazioni, azioni, credito e mutui. Per gli investitori obbligazionari, tassi di mercato più elevati possono comportare rendimenti maggiori sulle nuove emissioni, ma anche pressioni sui prezzi dei titoli già in circolazione. Per una selezione aggiornata dei titoli di Stato italiani puoi consultare i migliori BTP da comprare oggi.
La sensibilità è generalmente maggiore per le obbligazioni con duration elevata: a parità delle altre condizioni, più lunga è la durata finanziaria di un titolo, maggiore tende a essere la sua reazione a una variazione dei tassi. Per questo motivo diventa particolarmente importante valutare durata, rendimento a scadenza e qualità creditizia prima di investire in titoli di Stato.
Per il mercato azionario, tassi più elevati possono invece aumentare il costo del capitale e ridurre il valore attuale degli utili futuri. L'effetto tende a essere più evidente sui settori e sulle società le cui valutazioni dipendono maggiormente dalla crescita attesa nel lungo periodo.
Banche e società finanziarie possono invece beneficiare in alcune fasi di margini di interesse più elevati, anche se condizioni finanziarie più restrittive possono contemporaneamente ridurre la domanda di credito e aumentare il rischio di insolvenza.
Cosa succede a mutui e prestiti
Le decisioni della BCE non vengono trasferite automaticamente e nella stessa misura a tutti i mutui, ma influenzano il costo del denaro e le condizioni alle quali le banche raccolgono e prestano capitale.
Secondo i dati citati dalla stessa BCE nella riunione di settembre, i tassi sui nuovi mutui nell'area euro erano rimasti intorno al 3,5% a giugno e luglio. Un orientamento monetario più restrittivo può esercitare nuove pressioni sui costi di finanziamento, soprattutto se anche i tassi di mercato continuano a salire.
Per chi ha un mutuo a tasso variabile, l'effetto dipende principalmente dal parametro utilizzato per l'indicizzazione e dalle condizioni previste dal contratto. Per i nuovi mutui a tasso fisso, invece, sono particolarmente importanti le aspettative del mercato sui tassi futuri e l'andamento dei rendimenti obbligazionari.
Da chi è formato il consiglio direttivo della BCE
Il consiglio direttivo della BCE è l'organo fondamentale nei processi decisionali di politica monetaria. È composto dai sei membri del Comitato esecutivo e i governatori delle banche centrali nazionali dei paesi dell’area euro.
- Il Comitato esecutivo: questo comitato comprende il Presidente della BCE - in questo caso Christine Lagarde - il Vicepresidente e altri quattro membri. Sono tutti nominati dai capi di Stato o di governo dei Paesi dell'area dell'euro per un mandato non rinnovabile di otto anni.
- Governatori delle banche centrali nazionali: sono i governatori delle banche centrali dei 21 Paesi dell'area dell'euro, inclusa la Bulgaria dal 1° gennaio 2026. Ciascuno di questi governatori rappresenta la propria banca centrale nazionale all'interno del Consiglio direttivo.
Il Consiglio direttivo è il principale organo decisionale della BCE, responsabile della formulazione della politica monetaria per l'area dell'euro. Ciò include decisioni quali la fissazione dei tassi di interesse e, in generale, la gestione dell'offerta di moneta per mantenere la stabilità dei prezzi e sostenere le politiche economiche generali dell'Unione europea.
Qual è il mandato principale della BCE?
La Banca Centrale Europea (BCE) ha come obiettivo principale quello di mantenere la stabilità dei prezzi nell'area dell'euro, il che significa mantenere l'inflazione bassa, stabile e prevedibile, cosa che non è avvenuta negli ultimi anni, motivo per cui abbiamo assistito a tanti movimenti e aspettative di rialzi e tagli dei tassi di interesse.

Si noti nel grafico come, dopo diversi anni in cui l’inflazione era rimasta sotto controllo, spesso sotto il 2% e in alcuni momenti anche vicino allo zero o negativa, nel 2022 sia arrivata su livelli a doppia cifra. Dopo la successiva fase di rientro, nel 2026 il quadro è tornato più instabile: l’inflazione dell’area euro è risalita fino al 3,8% di settembre, ben sopra il target BCE del 2%.
Ciò ha costretto la BCE ad alzare i tassi di interesse in modo aggressivo per tutto il 2022 e il 2023, poiché non stava adempiendo al suo unico mandato, che era quello di mantenere la stabilità dei prezzi e quindi eliminare l'inflazione.
Dopo la fase di tagli avviata nel 2024 e la successiva pausa, l’11 giugno 2026 la BCE ha invece rialzato i tassi di 25 punti base, segnalando che il percorso di normalizzazione non è lineare e dipende dall’evoluzione di inflazione, energia, salari e crescita.
I 3 tassi di interesse controllati dalla BCE
Sebbene si parli sempre del controllo dei tassi di interesse, la verità è che la BCE controlla 3 tassi:
- Marginal Deposit Facility: è il tasso di interesse che le banche ricevono per depositare fondi presso la BCE da un giorno all'altro. Questo tasso cerca di influenzare le banche a depositare o ritirare la liquidità in eccesso.
- Tasso di rifinanziamento principale (MRO): il principale tasso di interesse che la BCE applica settimanalmente per prestare denaro alle banche attraverso le operazioni di mercato aperto.
- Operazioni di rifinanziamento marginale (MLF): il tasso al quale le banche possono prendere a prestito dalla BCE, in ultima istanza, utilizzando come garanzia le attività idonee.
A seguito della decisione del 10 settembre 2026, dal 16 settembre i tre tassi sono:
- tasso sui depositi: 2,50%;
- operazioni di rifinanziamento principali: 2,65%;
- operazioni di rifinanziamento marginale: 2,90%.
Che ruolo giocano le banche centrali nei mercati?
La banca centrale svolge diverse funzioni. In primis, fissa i tassi di interesse ai quali concedere prestiti alle banche commerciali della zona euro. Le decisioni di politica monetaria hanno un effetto diretto sull'offerta di moneta e l'inflazione. Il che, a sua volta, influenza i mercati finanziari. All'annuncio di politiche monetarie restrittive si associa un atteggiamento volta alla prudenza o alla vendita da parte dei mercati finanziari e viceversa. La BCE svolge poi una funzione di controllo, contribuendo all'accertamento dei controlli su istituzioni e mercati congiuntamente alle autorità nazionali e garantendo la sicurezza e la solidità del sistema bancario. Qui puoi leggere l'intervista a Nicola Para sul ruolo della BCE nei mercati.
La Banca Centrale Europea (BCE) svolge un ruolo fondamentale nell'orientare l'economia dell'Eurozona. Ogni volta che si avvicina una delle sue riunioni, gli investitori si trovano di fronte alla domanda cruciale: dove investire? Le decisioni prese dalla BCE possono avere un impatto significativo sulle performance delle azioni nel mercato europeo. Molti si rivolgono alle migliori azioni dell'Eurostoxx come barometro per valutare la reazione del mercato alle notizie provenienti dalla BCE. In periodi di incertezza o di attese di cambiamenti nella politica monetaria, le azioni difensive, notoriamente meno sensibili alle fluttuazioni economiche, diventano particolarmente attraenti. Tuttavia, le decisioni della BCE possono anche offrire opportunità per coloro che sanno dove cercare, rendendo la selezione delle migliori azioni da comprare un esercizio tanto sfidante quanto gratificante.
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