Riunione BCE 29 ottobre: tassi fermi al 2,50% e Lagarde si dimette. Prossima riunione il 17 dicembre

Indice
Il 29 ottobre 2026 la BCE ha lasciato i tassi invariati: il tasso sui depositi resta al 2,50%, quello sulle operazioni di rifinanziamento principali al 2,65% e quello sui prestiti marginali al 2,90%. Ma la notizia del giorno è un'altra: poche ore dopo la decisione, Christine Lagarde ha annunciato le dimissioni con effetto dal 7 febbraio 2027, circa nove mesi prima della scadenza naturale del mandato. La prossima riunione BCE è il 16-17 dicembre, con nuove proiezioni e un rialzo dei tassi ancora sul tavolo.
Nel comunicato la BCE avverte che la maggiore entità e durata dello shock energetico, insieme agli effetti indiretti e di secondo impatto, «faranno verosimilmente salire l'inflazione e indebolire la crescita». Allo stesso tempo, l'inflazione di fondo è finora rimasta sostanzialmente stabile e i salari non hanno reagito in modo significativo: per questo Francoforte ha scelto di fermarsi, senza vincolarsi a un percorso prestabilito per le prossime riunioni.
| Riunione BCE del 29 ottobre in sintesi | Dato |
|---|---|
| Decisione | Tassi invariati, come atteso da 70 economisti su 73 (sondaggio Reuters) |
| Tasso sui depositi | 2,50% (rifinanziamento principale 2,65%, prestiti marginali 2,90%) |
| Messaggio sull'inflazione | Lo shock energetico farà «verosimilmente salire l'inflazione e indebolire la crescita» |
| Christine Lagarde | Si dimette con effetto dal 7 febbraio 2027 (mandato in scadenza il 31 ottobre 2027) |
| Prossima riunione | 16-17 dicembre 2026, con nuove proiezioni macroeconomiche |
| Attesa per dicembre | Rialzo di 25 punti base secondo 64 economisti su 73 |
| Inflazione area euro | 3,8% a settembre (core 2,5%, servizi 3,2%) |
Le riunioni della Banca Centrale Europea restano uno degli appuntamenti macroeconomici più importanti per mercati e investitori: le decisioni sui tassi influenzano mutui e credito, rendimenti obbligazionari, valutazioni azionarie e andamento dell'euro. Qui trovi cosa ha deciso la BCE e perché, cosa succede con l'addio di Lagarde, cosa aspettarsi a dicembre e il calendario completo del 2026.
Vuoi valutare le opportunità offerte dal mercato obbligazionario in una fase di tassi più elevati? Fineco permette di operare su Titoli di Stato italiani ed esteri e obbligazioni corporate. Prima di investire è comunque importante considerare durata, rischio di credito e sensibilità del prezzo alle variazioni dei tassi.
Perché la BCE ha lasciato i tassi fermi il 29 ottobre
Dopo due rialzi da 25 punti base, a giugno e a settembre, la BCE si è fermata nonostante un'inflazione quasi doppia rispetto all'obiettivo del 2%. Le ragioni sono tre.
1. I mercati hanno già stretto le condizioni finanziarie
Dalla riunione di settembre i rendimenti dei titoli di Stato europei sono saliti con forza. Il 21 ottobre il rendimento del decennale francese ha superato il 5% per la prima volta dal 2002 e lo spread con il Bund tedesco ha oltrepassato i 170 punti base, livelli che non si vedevano dalla crisi del debito di inizio anni 2010. In alcune sedute il debito francese ha reso più di quello italiano, un fatto quasi senza precedenti. Secondo una stima di ING, il solo aumento dei rendimenti tedeschi da settembre equivale per l'economia a un rialzo dei tassi di circa 25 punti base, e a circa 50 punti base per la Francia.
Lo aveva riconosciuto anche il capo economista della BCE, Philip Lane, che il 13 ottobre ha definito l'aumento dei tassi a lungo termine una stretta "materiale" di cui la banca centrale deve tenere conto.
2. Il credito sta già rallentando
L'indagine trimestrale della BCE sul credito bancario (Bank Lending Survey) di ottobre mostra un ulteriore irrigidimento dei criteri di concessione dei prestiti e un calo della domanda di credito in tutti i segmenti, da famiglie a imprese. È il segnale che i rialzi di giugno e settembre stanno già arrivando all'economia reale.
3. Salari e inflazione di fondo non sono ancora esplosi
Secondo la BCE l'inflazione di fondo è rimasta finora sostanzialmente stabile e i salari non hanno reagito in modo significativo allo shock energetico. Finché gli effetti di secondo impatto restano contenuti, Francoforte può permettersi di aspettare la riunione di dicembre, quando avrà a disposizione le nuove proiezioni.
Lagarde si dimette: quando lascia e chi sceglie il successore
Il 29 ottobre Christine Lagarde ha comunicato al Consiglio direttivo e al presidente del Consiglio europeo António Costa l'intenzione di lasciare la presidenza della BCE il 7 febbraio 2027. Il suo mandato, iniziato il 1° novembre 2019 e non rinnovabile, sarebbe scaduto il 31 ottobre 2027. «Lascio questa istituzione con un senso di buon lavoro fatto e una BCE pronta per il futuro», ha dichiarato in un breve video.
Le motivazioni non sono state esplicitate nel comunicato. Secondo Bloomberg, Lagarde vuole avere maggiore libertà di parola al di fuori della politica monetaria, sullo sfondo delle elezioni presidenziali francesi della prossima primavera.
Il successore sarà nominato dal Consiglio europeo a maggioranza qualificata, su raccomandazione del Consiglio dell'UE e dopo aver consultato il Parlamento europeo e il Consiglio direttivo della BCE, come prevede l'articolo 283 del Trattato sul funzionamento dell'UE. «La corsa è aperta», ha commentato la portavoce della Commissione europea. Fino a febbraio la linea di politica monetaria non dovrebbe cambiare: le decisioni restano collegiali e dipendono dai dati.
Cosa cambia per mutui e risparmi con l'addio di Lagarde
Nell'immediato, nulla: le rate dei mutui e i rendimenti di conti deposito e BOT dipendono da Euribor, tassi IRS e decisioni del Consiglio direttivo, non dalla persona del presidente. Nel medio periodo conta invece il profilo di chi arriverà: un presidente percepito come più restrittivo o più accomodante può spostare le attese sui tassi, e quindi anche lo spread BTP-Bund.
Prossima riunione BCE: cosa aspettarsi il 17 dicembre
La prossima riunione di politica monetaria è in calendario il 16 e 17 dicembre 2026, con la decisione comunicata giovedì 17 alle 14:15. Sarà l'ultima del 2026 e, soprattutto, quella con le nuove proiezioni macroeconomiche: i rialzi di quest'anno sono arrivati proprio a giugno e a settembre, le riunioni con le stime aggiornate.
Nel sondaggio Reuters di ottobre, 64 economisti su 73 prevedono un rialzo di 25 punti base a dicembre, che porterebbe il tasso sui depositi al 2,75%. Sul punto di arrivo le opinioni si dividono: 40 economisti su 70 vedono il picco al 2,75%, mentre 24 si aspettano il 3,00%. Prima di dicembre arriveranno due dati decisivi:
- 30 ottobre: stima preliminare Istat dell'inflazione italiana di ottobre, dopo il 4,2% di settembre.
- 4 novembre: stima flash Eurostat dell'inflazione dell'area euro di ottobre, dopo il 3,8% di settembre.
Se l'inflazione di fondo e quella dei servizi dovessero continuare a salire, il segnale per un rialzo a dicembre si rafforzerebbe. Un ulteriore aumento dei rendimenti di mercato, al contrario, potrebbe convincere la BCE a prendere altro tempo.
Quando si riunisce il consiglio direttivo della BCE
Ci sono due tipi di riunioni del Consiglio Direttivo della Banca Centrale Europea (BCE):
- Riunioni per le decisioni di politica monetaria: si svolgono ogni 6 settimane. In queste occasioni il Consiglio Direttivo valuta la situazione economica e finanziaria e decide sui tassi di interesse e sulle altre misure di politica monetaria. L'ultima riunione si è conclusa il 29 ottobre 2026 con tassi invariati. La prossima riunione BCE è prevista per il 16-17 dicembre 2026, con la decisione comunicata il 17 dicembre alle 14:15.
- Riunioni per decisioni di altro tipo: si tengono ogni 2 settimane e coprono temi non direttamente legati alla politica monetaria, come la supervisione bancaria, la stabilità finanziaria e le questioni organizzative della BCE.
Riunione BCE settembre 2026: l'ultimo rialzo dei tassi
Il 10 settembre 2026, durante la riunione tenuta a Berlino, il Consiglio direttivo della BCE ha deciso di alzare di 25 punti base tutti e tre i tassi di riferimento. I nuovi livelli, validi dal 16 settembre e confermati il 29 ottobre, sono:
- tasso sui depositi: 2,50%;
- operazioni di rifinanziamento principali: 2,65%;
- operazioni di rifinanziamento marginale: 2,90%.
Si è trattato del secondo aumento dei tassi nel 2026. L'11 giugno la BCE aveva già effettuato una stretta di 25 punti base, portando il tasso sui depositi al 2,25%, mentre il 23 luglio aveva deciso di fermarsi per valutare gli effetti dello shock energetico.
Perché la BCE aveva aumentato i tassi
Il principale elemento dietro alla decisione di settembre è il ritorno delle pressioni inflazionistiche legate all'energia, provocato dal conflitto in Medio Oriente. Ad agosto 2026 l'inflazione dell'area euro era risalita al 3,2%, dal 2,9% di luglio, con la componente energetica al 14,3%. A settembre il quadro è peggiorato ancora:
| Componente | Agosto 2026 | Settembre 2026 |
|---|---|---|
| Inflazione complessiva | 3,2% | 3,8% |
| Energia | 14,3% | 18,9% |
| Servizi | 3,0% | 3,2% |
| Inflazione di fondo (core) | 2,4% | 2,5% |
| Italia (indice armonizzato) | 3,2% | 4,2% |
A settembre sono salite anche l'inflazione dei servizi e quella core: è il segnale che la BCE teme di più, perché indica che i prezzi dell'energia possono trasferirsi progressivamente ai costi di produzione, ai servizi, ai salari e alle aspettative di inflazione.
Previsioni BCE su inflazione e crescita
Le ultime proiezioni macroeconomiche per l'area euro, pubblicate a settembre, indicano un'inflazione complessiva media del 3,0% nel 2026, del 2,5% nel 2027 e del 2,1% nel 2028. Per l'inflazione al netto di energia e alimentari la BCE prevede il 2,5% nel 2026, il 2,6% nel 2027 e il 2,3% nel 2028.
Il PIL dell'area euro dovrebbe crescere dello 0,9% nel 2026, dell'1,4% nel 2027 e dell'1,5% nel 2028. Con il comunicato del 29 ottobre, però, la BCE ha segnalato che lo shock energetico più ampio e duraturo potrebbe portare a un'inflazione più alta e a una crescita più debole: le nuove stime del 17 dicembre diranno di quanto.
Calendario BCE 2026
Ecco tutte le riunioni di politica monetaria del 2026, con le decisioni prese e il livello del tasso sui depositi dopo ciascuna riunione.
| Riunione | Decisione | Tasso sui depositi |
|---|---|---|
| 4-5 febbraio 2026 | Tassi invariati | 2,00% |
| 18-19 marzo 2026 | Tassi invariati | 2,00% |
| 29-30 aprile 2026 | Tassi invariati | 2,00% |
| 10-11 giugno 2026 | Rialzo di 25 punti base | 2,25% |
| 22-23 luglio 2026 | Tassi invariati | 2,25% |
| 9-10 settembre 2026 | Rialzo di 25 punti base | 2,50% |
| 28-29 ottobre 2026 | Tassi invariati; Lagarde annuncia le dimissioni dal 7 febbraio 2027 | 2,50% |
| 16-17 dicembre 2026 | Ultima riunione dell'anno, con nuove proiezioni (atteso rialzo di 25 punti base) | Da definire |
Prossimi appuntamenti da seguire
- 30 ottobre 2026, ore 11: stima preliminare Istat dell'inflazione italiana di ottobre.
- 4 novembre 2026: stima flash Eurostat dell'inflazione dell'area euro di ottobre.
- 18 novembre 2026: dati definitivi Eurostat sull'inflazione di ottobre.
- 17 dicembre 2026, ore 14:15: ultima decisione di politica monetaria dell'anno, con le nuove proiezioni macroeconomiche.
- 7 febbraio 2027: data delle dimissioni di Christine Lagarde.
Per tutte le date della settimana consulta il calendario macroeconomico. Se vuoi restare aggiornato sui movimenti delle politiche monetarie scopri quando è la prossima riunione FED: il 28 ottobre la Federal Reserve ha lasciato i tassi fermi al 3,75-4%.
Tassi BCE e inflazione: cosa cambia per gli investitori
La pausa di ottobre non cambia il contesto per obbligazioni, azioni, credito e mutui: i tassi restano sui livelli più alti dal 2025 e il mercato sconta un nuovo rialzo a dicembre. Per gli investitori obbligazionari, tassi di mercato più elevati possono comportare rendimenti maggiori sulle nuove emissioni, ma anche pressioni sui prezzi dei titoli già in circolazione. Per una selezione aggiornata dei titoli di Stato italiani puoi consultare i migliori BTP da comprare oggi.
Per i BTP conta anche lo spread. Le tensioni sul debito francese hanno fatto salire i rendimenti in tutta l'area euro, e in alcune sedute il decennale francese ha reso più del BTP. Sul fronte italiano il quadro dei giudizi delle agenzie è stabile: puoi approfondire nel nostro articolo sul rating dell'Italia nel 2026.
La sensibilità è generalmente maggiore per le obbligazioni con duration elevata: a parità delle altre condizioni, più lunga è la durata finanziaria di un titolo, maggiore tende a essere la sua reazione a una variazione dei tassi. Per questo motivo è importante valutare durata, rendimento a scadenza e qualità creditizia prima di investire in titoli di Stato.
Per il mercato azionario, tassi più elevati possono aumentare il costo del capitale e ridurre il valore attuale degli utili futuri. L'effetto tende a essere più evidente sui settori e sulle società le cui valutazioni dipendono maggiormente dalla crescita attesa nel lungo periodo. Banche e società finanziarie possono invece beneficiare in alcune fasi di margini di interesse più elevati, anche se condizioni finanziarie più restrittive possono ridurre la domanda di credito e aumentare il rischio di insolvenza.
Cosa succede a mutui e prestiti
Le decisioni della BCE non vengono trasferite automaticamente e nella stessa misura a tutti i mutui, ma influenzano il costo del denaro e le condizioni alle quali le banche raccolgono e prestano capitale. Secondo i dati citati dalla BCE a settembre, i tassi sui nuovi mutui nell'area euro erano rimasti intorno al 3,5% a giugno e luglio; da allora l'indagine sul credito bancario di ottobre ha registrato criteri di concessione più severi e una domanda di prestiti in calo.
Per chi ha un mutuo a tasso variabile, l'effetto dipende principalmente dal parametro di indicizzazione e dalle condizioni del contratto: la pausa di ottobre non ferma l'Euribor, che riflette già le attese di un rialzo a dicembre. Per i nuovi mutui a tasso fisso contano soprattutto le aspettative del mercato sui tassi futuri e l'andamento dei rendimenti obbligazionari.
Da chi è formato il consiglio direttivo della BCE
Il consiglio direttivo della BCE è l'organo fondamentale nei processi decisionali di politica monetaria. È composto dai sei membri del Comitato esecutivo e dai governatori delle banche centrali nazionali dei paesi dell’area euro.
- Il Comitato esecutivo: comprende il Presidente della BCE, oggi Christine Lagarde fino al 7 febbraio 2027, il Vicepresidente e altri quattro membri. Sono tutti nominati dal Consiglio europeo per un mandato non rinnovabile di otto anni.
- Governatori delle banche centrali nazionali: sono i governatori delle banche centrali dei 21 Paesi dell'area dell'euro, inclusa la Bulgaria dal 1° gennaio 2026.
Il Consiglio direttivo è il principale organo decisionale della BCE, responsabile della politica monetaria dell'area dell'euro: fissa i tassi di interesse e gestisce gli strumenti con cui mantenere la stabilità dei prezzi.
Qual è il mandato principale della BCE?
La Banca Centrale Europea ha come obiettivo principale quello di mantenere la stabilità dei prezzi nell'area dell'euro, cioè un'inflazione bassa, stabile e prevedibile intorno al 2% nel medio termine.

Si noti nel grafico come, dopo diversi anni in cui l’inflazione era rimasta sotto controllo, spesso sotto il 2% e in alcuni momenti anche vicino allo zero o negativa, nel 2022 sia arrivata su livelli a doppia cifra. Dopo la successiva fase di rientro, nel 2026 il quadro è tornato più instabile: l’inflazione dell’area euro è risalita fino al 3,8% di settembre, il livello più alto da settembre 2023 e ben sopra il target BCE del 2%.
Dopo i rialzi aggressivi del 2022-2023, la fase di tagli avviata nel 2024 e la successiva pausa, nel 2026 la BCE è tornata a rialzare i tassi, l'11 giugno e il 10 settembre, per poi fermarsi il 29 ottobre: un percorso non lineare, che dipende dall’evoluzione di inflazione, energia, salari e crescita.
I 3 tassi di interesse controllati dalla BCE
Sebbene si parli sempre del controllo dei tassi di interesse, la verità è che la BCE controlla 3 tassi:
- Marginal Deposit Facility: è il tasso di interesse che le banche ricevono per depositare fondi presso la BCE da un giorno all'altro. Oggi è al 2,50%.
- Tasso di rifinanziamento principale (MRO): il principale tasso al quale la BCE presta denaro alle banche attraverso le operazioni settimanali. Oggi è al 2,65%.
- Operazioni di rifinanziamento marginale (MLF): il tasso al quale le banche possono prendere a prestito dalla BCE, in ultima istanza, utilizzando come garanzia le attività idonee. Oggi è al 2,90%.
Che ruolo giocano le banche centrali nei mercati?
La banca centrale svolge diverse funzioni. In primis, fissa i tassi di interesse ai quali concedere prestiti alle banche commerciali della zona euro. Le decisioni di politica monetaria hanno un effetto diretto sull'offerta di moneta e sull'inflazione e, di conseguenza, sui mercati finanziari. La BCE svolge poi una funzione di vigilanza, contribuendo con le autorità nazionali a garantire la sicurezza e la solidità del sistema bancario. Qui puoi leggere l'intervista a Nicola Para sul ruolo della BCE nei mercati.
Ogni volta che si avvicina una riunione, gli investitori si trovano di fronte alla domanda cruciale: dove investire? In periodi di incertezza sulla politica monetaria le azioni difensive, meno sensibili al ciclo economico, diventano spesso più interessanti, mentre le decisioni della BCE possono offrire opportunità a chi sa selezionare le migliori azioni da comprare.
Cerchi un broker per investire?


Prodotti offerti
Azioni, ETF, CFD, Forex, Commodities, Criptovalute, Piano d'Accumulo del Capitale
Azioni, ETF, Fondi di Investimento, Opzioni, Futures, Commodities, CFD, Forex, Piano d'Accumulo del Capitale
Regolamento
Cyprus Securities and Exchange Commission, Komisja Nadzoru Finansowego (KNF), The Financial Conduct Authority (FCA)
Commissione Nazionale per le Società e la Borsa (CONSOB)
👉🏼 Riunione BCE: come influenza i mercati. Guarda il video
FAQ
Disclaimer: