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Come calcolare il Tasso di Rendimento Immediato (TRI)

Il Tasso di Rendimento Immediato (TRI) misura il rendimento di un’obbligazione basato solo sulle cedole, senza considerare scadenza e rimborso del capitale. Si calcola come cedola diviso corso secco per 100. È un dato parziale: va integrato con il rendimento a scadenza (YTM).
Tasso di Rendimento Immediato: formula e calcolo del TRI

Indice

Il Tasso di Rendimento Immediato (TRI) è uno degli indicatori più rapidi per valutare un'obbligazione in base alle sue cedole. In questa guida vediamo cos'è, la formula per calcolarlo, un esempio pratico passo passo e perché va sempre affiancato al rendimento a scadenza (YTM).

Cos'è il Tasso di Rendimento Immediato (TRI)?

Il Tasso di Rendimento Immediato, indicato con la sigla TRI, è un indicatore che misura solo in parte il rendimento di un titolo. Considera infatti unicamente il reddito che deriva dallo stacco della cedola, cioè gli interessi periodici pagati dall'obbligazione.

Per cedola si intende l’interesse periodico pagato dall’obbligazione; la frequenza cedolare indica ogni quanto viene pagata, per esempio una volta l’anno o ogni sei mesi. Il TRI, quindi, non tiene conto della scadenza né del rimborso del capitale: per questo è una misura parziale del rendimento di un'obbligazione.

È comunque un buon punto di partenza per chi vuole investire in obbligazioni e confrontare rapidamente più titoli in base a quanto rendono le loro cedole rispetto al prezzo di acquisto.

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Formula per calcolare il TRI

La formula del TRI coincide con la sua stessa definizione. Indicando con C la cedola e con Cs il corso secco, si calcola così:

TRI = (C / Cs) × 100

Il Tasso di Rendimento Immediato è quindi il rapporto tra i frutti periodici e il capitale investito, espresso in percentuale. Poiché la formula contiene solo divisioni e moltiplicazioni, si può riscrivere anche come TRI = 100 × (C / Cs).

Il corso secco (Cs) è la quotazione dell’obbligazione al netto del rateo di interessi maturato. Il prezzo effettivamente regolato dall’investitore è invece il corso tel quel, cioè corso secco più rateo, oltre a eventuali commissioni e imposte.

Esempio di calcolo del TRI (semestrale e annuale)

Vediamo un esempio pratico con un'obbligazione a tasso fisso che paga una cedola semestrale. Ipotizziamo questi dati:

  • Valore nominale: 100 €
  • Cedola semestrale: 3 € (il titolo paga 3 € ogni sei mesi, cioè 6 € l'anno)
  • Corso secco: 98 €
  • Numero di cedole all'anno: 2
Esempio di calcolo del TRI su un'obbligazione

Partiamo dalla singola cedola. Il TRI relativo al semestre è il rapporto tra la cedola e il corso secco:

TRI semestrale = (3 / 98) × 100 = 3,06%

Per esprimere il rendimento su base annua ci sono due metodi. Con la capitalizzazione semplice si moltiplica il TRI semestrale per il numero di cedole: 3,06% × 2 = 6,12%.

Con la capitalizzazione composta, che tiene conto del reinvestimento della prima cedola, si usa invece la formula (1 + 3/98)² − 1 = 6,22%. La differenza tra i due metodi è piccola, ma il secondo è più preciso.

TRI e rendimento a scadenza (YTM): quando il TRI non basta

Il limite principale del TRI è che guarda solo alle cedole. Il Yield To Maturity, o rendimento a scadenza, considera invece anche il rimborso del capitale e la durata residua del titolo.

La differenza conta soprattutto quando il titolo quota sotto o sopra la pari. Se il corso secco è inferiore al valore nominale, il TRI sottostima il rendimento reale, perché ignora il guadagno in conto capitale al rimborso; se è superiore, lo sovrastima.

IndicatoreCosa consideraLimite
TRISolo il reddito cedolare (cedola / corso secco)Ignora scadenza e rimborso
YTMCedole, rimborso del capitale e durataCalcolo più complesso

Per una stima rapida il TRI è sufficiente, ma per valutare a fondo la redditività di un'obbligazione conviene sempre affidarsi allo YTM.

Ora che conosci il TRI, puoi valutare le obbligazioni con più consapevolezza e scegliere dove investire tra i migliori broker per acquistare obbligazioni:

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In sintesi, il Tasso di Rendimento Immediato è uno strumento rapido per capire quanto rende la cedola rispetto al prezzo pagato per l'obbligazione. Il suo pregio è la semplicità di calcolo; il suo limite è che ignora la scadenza e il rimborso del capitale.

Proprio per questo il TRI va usato come primo filtro e mai da solo: per una fotografia completa della redditività conviene affiancarlo al rendimento a scadenza. Letti insieme, i due indicatori aiutano a scegliere le obbligazioni più adatte ai tuoi obiettivi.

Domande frequenti sul TRI