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Recensione di Fisher Investments sulla fallacia della finestra rotta

broken window fallacy

Indice

La Coppa del Mondo FIFA 2026 ha davvero portato centinaia di milioni di dollari nelle casse delle città ospitanti? Alcuni commentatori che seguiamo ne sono convinti e ritengono che l’evento abbia impresso una spinta all’economia globale. È davvero così? Secondo la teoria economica della fallacia della finestra rotta, formulata dall’economista francese Frédéric Bastiat nel XIX secolo, questi eventi si limitano a spostare o rimpiazzare la domanda, non a crearla. Dal nostro punto di vista, gli investitori dovrebbero tenere a mente questo aspetto ogni volta che gli esperti sostengono che un evento straordinario di grande portata possa favorire o ostacolare la crescita.

Quando i grandi eventi sembrano creare crescita

Fisher Investments ha constatato che questa linea di pensiero può assumere diverse forme. Come osservato in precedenza, questo genere di dibattito accompagna in genere grandi eventi isolati ad altissimo richiamo, come la Coppa del Mondo FIFA o l’“Eras Tour” di Taylor Swift. In un’ottica positiva, i commentatori che seguiamo sostengono che turisti e fan portino nuova spesa dall’esterno, dando impulso alle economie locali grazie all’aumento del volume d’affari registrato da ristoranti, hotel e altre attività ricettive.

La ricostruzione dopo le calamità naturali

Un’altra variante di questa linea di pensiero si basa sulla ricostruzione che fa seguito alle calamità naturali. Cicloni, alluvioni, tsunami e altri disastri naturali provocano devastazioni tragiche, eppure Fisher Investments ha rilevato che diversi commentatori presentano la successiva opera di ricostruzione come un presunto “risvolto positivo” (un'interpretazione decisamente fuori luogo, dal nostro punto di vista). La distruzione genera una domanda di architetti, imprese edili, idraulici e altre aziende che operano nel settore delle riparazioni e della ricostruzione. I sostenitori di questa tesi ritengono che ciò equivalga alla creazione di nuova domanda, e dunque vi scorgono un elemento favorevole nonostante la tragedia.

La vetrina rotta di Bastiat: ciò che si vede e ciò che non si vede

Tuttavia, l’economista francese Frédéric Bastiat ha smentito questa tesi diverso tempo fa. Nel suo saggio That Which Is Seen, and That Which Is Not Seen (Ciò che si vede e ciò che non si vede), Bastiat parla di un ragazzo che rompe il vetro della vetrina di un fornaio. I passanti vi scorgono un risvolto positivo: la riparazione della vetrina farà guadagnare sei franchi al vetraio locale, il quale li spenderà poi presso altre attività della zona, generando crescita. Bastiat, tuttavia, ribatte a questa argomentazione, sottolineando che, se la vetrina non fosse stata rotta, il fornaio avrebbe avuto una vetrina intatta e sei franchi da spendere per qualcos’altro, come un paio di scarpe. Pertanto, il guadagno del vetraio va a discapito del calzolaio, senza che questo effetto sia visibile. L’idea centrale di Bastiat è che eventi isolati come questo siano un gioco a somma zero, in quanto creano vincitori e vinti. Non generano una crescita vera e propria, poiché la spesa si limita a rimpiazzare ciò che è andato perso.

Perché il ragionamento vale ancora oggi

A distanza di quasi 200 anni, il concetto è ancora valido. Per capire come, consideriamo gli esempi citati in precedenza. Senza la Coppa del Mondo o l’Eras Tour, i fan avrebbero destinato la propria spesa per l’intrattenimento ad altro, magari recandosi al museo, al teatro o al centro commerciale della propria città. La domanda viene semplicemente ridistribuita, non creata ex novo. Certo, il beneficio per le imprese locali può sembrare più evidente quando arrivano i visitatori a riempire ristoranti e attrazioni turistiche. Tuttavia, molti trascurano il fatto che questa gente spende denaro in un luogo diverso dal proprio territorio. La perdita “che non si vede” è proprio la mancata spesa nell’economia di origine dei turisti.

Nel caso dei disastri naturali, i vantaggi economici della ricostruzione vanno principalmente a rimpiazzare le perdite subite. Sebbene governi e imprese investano somme ingenti per riparare i danni – l’aspetto positivo che tutti vedono – tale spesa è destinata principalmente a rimpiazzare le abitazioni e le attività commerciali distrutte a seguito della catastrofe naturale. Ecco quindi il lato negativo che non si vede: in nessuno dei due scenari si genera nuova crescita economica.

Cosa significa per gli investitori

Fisher Investments ritiene che gli investitori farebbero bene a rammentare questo ragionamento, che permette di contestualizzare il clamore che accompagna tali eventi. Torniamo ad esempio al 2014, quando il Brasile ha ospitato la Coppa del Mondo FIFA. Alcuni media sostenevano che i mondiali avrebbero stimolato la crescita, spingendo forse alcuni investitori ad acquistare titoli sui mercati del Paese ospitante. Tuttavia, questo grande evento non ha impresso slancio alle azioni brasiliane, che nell’arco dell’anno hanno ceduto il 2,8% in reais brasiliani, sottoperformando nettamente i mercati emergenti (5,2%) e le azioni dei mercati sviluppati globali (9,8%). La nostra ricerca suggerisce che altri fattori (ad esempio, il calo dei prezzi delle materie prime a livello globale e le difficoltà politiche) abbiano avuto un’influenza maggiore sui rendimenti brasiliani.

In alternativa, si pensi alla tesi secondo cui la ricostruzione a seguito dell’uragano Harvey del 2017 avrebbe dato nuova linfa alla crescita economica degli Stati Uniti. Alcuni investitori potrebbero aver cercato di approfittarne acquistando titoli statunitensi del settore industriale o di quello dei materiali, ma entrambi i comparti hanno sottoperformato rispetto al mercato americano nel suo insieme fino alla fine di quella fase rialzista. A nostro avviso, chi conosce la fallacia della finestra rotta sarebbe stato più incline a guardare oltre questo clamore, sapendo che tali eventi hanno di solito un impatto economico irrilevante, e dunque avrebbe resistito meglio alla tentazione di investire di conseguenza. Inoltre, dal momento che questi eventi sono ben noti, persino le imprese che potrebbero trarre vantaggio dal reindirizzamento della spesa ottengono raramente un beneficio significativo: secondo le analisi di Fisher Investments, infatti, sono le sorprese a muovere maggiormente i mercati.

Pertanto, la prossima volta che i media presenteranno un evento sportivo, una serie di concerti o le opere di ricostruzione come un volano per l’economia, suggeriamo di evitare il clamore e di tenere a mente gli insegnamenti di Bastiat. A nostro avviso, anche i mercati azionari conoscono bene questo meccanismo. Ecco perché, stando alla nostra ricerca, è raro che reagiscano a questi eventi. Raccomandiamo agli investitori di fare altrettanto.

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L’investimento nei mercati finanziari comporta un rischio di perdita e non è possibile garantire il rimborso totale o parziale del capitale investito. Le performance passate non sono una garanzia né un indicatore affidabile di performance future. Il valore degli investimenti e i relativi rendimenti sono soggetti alle fluttuazioni dei mercati finanziari mondiali e dei tassi di cambio internazionali.

Fisher Investments Ireland Limited è una società a responsabilità limitata costituita in Irlanda e regolamentata dalla Banca Centrale d’Irlanda. Fisher Investments è la denominazione commerciale di Fisher Investments Ireland Limited e delle sue succursali in Spagna e in Italia. Fisher Investments Ireland Limited e la sua denominazione commerciale Fisher Investments sono iscritte al Companies Registration Office (registro delle imprese) irlandese con i numeri 623847 e 772424. La sede legale di Fisher Investments in Irlanda è: 3rd floor, 24-26 City Quay, Dublin Docklands, Dublin, D02 NY19 Irlanda.

Il presente documento contiene le opinioni generali di Fisher Investments e non deve essere considerato alla stregua di una consulenza personalizzata in materia di investimento o di natura fiscale, né tantomeno come un riflesso delle performance dei clienti. Non è possibile garantire che Fisher Investments manterrà queste opinioni, che potrebbero cambiare in qualsiasi momento in base a nuove informazioni, analisi o riconsiderazioni. Nulla nel presente deve essere inteso come una raccomandazione o una previsione delle condizioni di mercato. Al contrario, è da intendersi come l’illustrazione di una tesi. Le condizioni di mercato attuali e quelle future potrebbero presentare numerose differenze rispetto a quelle qui illustrate. Inoltre, non si forniscono garanzie in merito all’esattezza delle ipotesi formulate negli esempi qui presenti.

NOTE:

1. “World Cup Predicted to Spark $45B Global Economic Boom — Like ‘Taylor Swift Effect’ on Steroids”, Ariel Zilber, The New York Post, 19/06/2026.

2. “How Natural Disasters Affect U.S. GDP”, Ryan Sweet, Moody’s Analytics, 31/08/2017.

3. “That Which Is Seen, and That Which Is Not Seen”, Claude Frédéric Bastiat, 25/11/2022. Accesso tramite Mises Institute.

4. “Here’s How the World Cup Will Boost Brazil’s Economy”, Katie Holliday, CNBC, 29/05/2014.

5. Fonte: FactSet, al 15/07/2026. Rendimenti dell’indice MSCI Brasile con dividendi lordi e degli indici MSCI Mercati Emergenti e MSCI World (dividendi netti inclusi), in reais brasiliani, dal 31/12/2013 al 31/12/2014. Le fluttuazioni valutarie tra il real brasiliano e l’euro potrebbero provocare variazioni al rialzo o al ribasso del rendimento degli investimenti.

6. Vedi nota 2.

7. Fonte: FactSet, al 15/07/2026. Rendimenti degli indici S&P 500, S&P 500 Industrials e S&P 500 Materials (dividendi reinvestiti), in dollari USA, dal 04/09/2017 al 19/02/2020. Le fluttuazioni valutarie tra l’euro e il dollaro USA potrebbero provocare variazioni al rialzo o al ribasso del rendimento degli investimenti. Un mercato rialzista è un lungo periodo di incrementi generalizzati dei corsi azionari.