logo RankiaItalia

Recensione di Fisher Investments Italia sui principi base della diversificazione

principi base della diversificazione secondo fisher investments italia

Indice

Secondo l’esperienza di Fisher Investments Italia, la maggior parte degli investitori ha sentito parlare dei vantaggi della diversificazione e della sua vitale importanza nella strategia di portafoglio. A nostro avviso, questo è un pilastro fondamentale di qualsiasi strategia di portafoglio di successo, concepita per raggiungere gli obiettivi e soddisfare le esigenze a lungo termine di qualsivoglia investitore con un’efficace gestione del rischio.

Tuttavia, molto spesso le recensioni di Fisher Investments Italia sui portafogli degli investitori rivelano una certa confusione su come attuare la diversificazione nella pratica. Esaminiamo insieme questo aspetto, soffermandoci su alcuni punti chiave da tenere in considerazione.

Da dove iniziare

A nostro avviso, le strategie di investimento ben congegnate partono dalla valutazione degli obiettivi, delle esigenze, dell’orizzonte temporale (la durata del periodo in cui il portafoglio dovrà generare rendimenti per finanziare tali obiettivi ed esigenze) e della propensione al rischio dell’investitore.

Da qui si giunge a definire un’asset allocation – ovvero un mix di azioni, obbligazioni, liquidità e altri titoli – che sia commisurata ai fattori specifici dell’investitore. Secondo le recensioni di Fisher Investments Italia sulla storia dei mercati, questa è la decisione più importante che un investitore può prendere. Un celebre studio ha stabilito che oltre il 90% della variazione del rendimento a lungo termine di un portafoglio deriva esclusivamente dall’allocazione degli attivi (1), che è dunque un fattore fondamentale.

Tuttavia, l’asset allocation non equivale alla diversificazione. Troppi investitori, in base alla nostra esperienza, confondono i due concetti. La diversificazione è il passo successivo e consiste nel mitigare i rischi specifici di una singola azienda, settore o Paese ripartendo l’esposizione all’interno della stessa classe di attivi e combinando categorie che rispondono a fattori determinanti differenti. 

Diversificazione azionaria: settori, Paesi e società

Ad esempio, nei mercati azionari si contano 11 settori secondo i Global Industry Classification Standards (GICS) definiti dai fornitori di indici S&P Global e MSCI (2).

Il settore più ampio, quello tecnologico, rappresenta il 28% circa dell’indice MSCI World, che misura l’andamento di 23 mercati sviluppati a livello mondiale (3). Il settore più piccolo, quello immobiliare, rappresenta il 2% circa del totale, mentre i restanti nove si collocano tra questi due estremi (4).

A nostro avviso, un’efficace diversificazione azionaria consiste nell’avere, con ogni probabilità, una certa esposizione alla maggior parte di questi 11 settori. Inoltre, se l’esposizione di un portafoglio a un determinato settore supera nettamente il peso di quest’ultimo in un indice globale, si corre il rischio di un’eccessiva concentrazione settoriale.

Perché diversificare tra settori con catalizzatori diversi

Per bilanciare tutti questi aspetti, reputiamo di fondamentale importanza ripartire l’esposizione tra settori guidati da catalizzatori fondamentali differenti.

Ad esempio, le recensioni di Fisher Investments Italia sulla storia dei mercati indicano che il settore energetico reagisce più di ogni altra cosa ai prezzi del petrolio. Il settore presenta elevati costi fissi (la trivellazione dei pozzi, le relative attrezzature per il trasporto e la raffinazione del petrolio non sono certo economiche), pertanto è il prezzo a determinare la redditività di un’azienda. Nel frattempo, un’impresa del settore industriale potrebbe essere un grande consumatore di energia.

Com’è evidente, questi aspetti hanno effetti fondamentali diversi. Pertanto, riteniamo che combinare questi comparti, in linea con le aspettative economiche, sia una scelta logica e sensata.

Il rischio di concentrazione su singole aziende

Ancora più problematica, a nostro avviso, è la mancanza di diversificazione a livello aziendale.

Secondo l’esperienza di Fisher Investments Italia, troppi investitori detengono posizioni consistenti in singoli titoli o in un numero limitato di società. La diversificazione punta a mitigare questa tendenza distribuendo le posizioni all’interno di un settore o di un Paese, con l’obiettivo di ridurre il rischio che un imprevisto legato a una singola azienda (utili inferiori alle stime, rimpasti nel management, il fallimento del lancio di un prodotto, ecc.) possa affossare il titolo.

A nostro avviso, un portafoglio con un’unica posizione in un settore di piccole dimensioni come l’immobiliare può anche essere accettabile; tuttavia, in un comparto più ampio come quello della tecnologia, consideriamo che sia più saggio ripartire l’esposizione su molteplici titoli. 

Anche nell’obbligazionario riteniamo opportuno diversificare in base alla tipologia (obbligazioni societarie o governative), alla scadenza (breve o lunga) e al singolo emittente, proprio per gli stessi motivi. La detenzione di molte obbligazioni di uno stesso emittente accresce il rischio di perdita nel caso in cui qualcosa vada storto.

Il ruolo dei fondi

I fondi possono essere d’aiuto in questo senso, poiché la maggior parte di essi offre una diversificazione immediata a livello di titoli. Tuttavia, gli investitori che detengono fondi dovrebbero condurre un’analisi dettagliata delle posizioni e della strategia per valutare il reale grado di diversificazione aziendale e settoriale.

Secondo le recensioni di Fisher Investments Italia sulle prassi del settore, è errato presumere che la denominazione di un fondo descriva esattamente i dettagli del suo funzionamento. È dunque importante esaminare le posizioni, le prassi e la storia del fondo stesso. Inoltre, gli investitori che possiedono più fondi rischiano di incorrere sia in sovrapposizioni (concentrandosi involontariamente su un titolo perché detenuto da molteplici fondi), sia in contraddizioni (laddove un fondo acquista un titolo che un altro fondo vende). Pertanto, sebbene i fondi possano favorire la diversificazione, a nostro avviso non sono uno strumento miracoloso dal successo garantito.

Aspettative realistiche

Diversificare tra settori, Paesi e società significa, con ogni probabilità, detenere attivi che registrano risultati deludenti mentre altri offrono performance brillanti. È proprio questa la natura di un portafoglio ben strutturato: un dato di fatto che, a nostro avviso, gli investitori farebbero bene ad accettare.

Secondo le recensioni di Fisher Investments Italia sulla storia dei mercati, se tutti i titoli evidenziano un andamento simile e salgono di concerto, c’è anche il rischio che accada l’opposto. Una strategia ben congegnata e realmente diversificata dovrebbe presentare una varietà di rendimenti, alcuni dei quali occasionalmente soddisfacenti e altri occasionalmente deludenti. 

Ciò che conta, soprattutto, è l’andamento del portafoglio nel suo complesso. A giudizio di Fisher Investments Italia, la diversificazione consiste nel costruire un portafoglio complessivo con un’oculata gestione del rischio, prestando attenzione alle singole componenti.

Informazioni su Fisher Investments Italia

Segui le ultime novità sui mercati e gli aggiornamenti di Fisher Investments Italia:

Facebook: https://www.facebook.com/fisherinvestmentsitalia 

Twitter: https://twitter.com/FisherInvestIT 

LinkedIn: https://www.linkedin.com/company/fisher-investments-italia 

Fisher Investments Italia è la denominazione commerciale utilizzata dalla succursale di Fisher Investments Ireland Limited operante in Italia (“Fisher Investments Italia”). Fisher Investments Ireland Limited, una società a responsabilità limitata costituita in Irlanda, è iscritta, insieme alla sua denominazione commerciale Fisher Investments Europe, al Companies Registration Office (""Registro delle imprese"") irlandese con i numeri 623847 e 629724. Fisher Investments Europe è regolamentata dalla Banca Centrale d’Irlanda e ha sede legale presso: 24-26 City Quay, 3rd Floor, Dublin, D02 NY19, Irlanda Fisher Investments Europe affida una parte degli aspetti dell’attività giornaliera di consulenza di investimento e gestione di portafoglio e delle funzioni di trading alle proprie affiliate. 

Il presente documento contiene le opinioni generali di Fisher Investments Europe e non deve essere considerato alla stregua di una consulenza personalizzata in materia di investimento o di natura fiscale, né tantomeno come un riflesso delle performance dei clienti. Non è possibile garantire che Fisher Investments Europe manterrà queste opinioni, che potrebbero cambiare in qualsiasi momento in base a nuove informazioni, analisi o riconsiderazioni. Nulla nel presente deve essere inteso come una raccomandazione o una previsione delle condizioni di mercato. Al contrario, è da intendersi come l’illustrazione di una tesi. Le condizioni di mercato attuali e quelle future potrebbero presentare numerose differenze rispetto a quelle qui illustrate. Inoltre, non si forniscono garanzie in merito all’esattezza delle ipotesi formulate negli esempi qui presenti.

NOTE:

1.  “Determinants of Portfolio Performance”, Gary P. Brinson, CFA, Randolph Hood e Gilbert L. Beebower, Financial Analysts Journal, luglio-agosto 1986, https://www.jstor.org/stable/4478947

2. “The Global Industry Classification Standard (GICS)”, MSCI, all’08/05/2026.

3. Fonte: FactSet, al 30/04/2026.

4. Ibid.