Volume Profile nel trading: cos’è, come funziona e come usarlo

Indice
Il Volume Profile è uno strumento estremamente utile, ampiamente utilizzato nelle sale operative delle banche e delle principali istituzioni finanziarie. A differenza degli indicatori classici, lega il volume al prezzo e non al tempo, mostrando a quali livelli il mercato ha davvero concentrato gli scambi.
La prima cosa da dire è che il volume profile è la logica estensione del market profile, pensato e strutturato da un funzionario ed esperto trader indipendente del Board of Trade di Chicago, Peter Steidlmayer, e spiegato nel suo libro "Trading with market profile".
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Cos'è il Volume Profile
Esistono due modi per osservare le transazioni di volume totale in qualsiasi mercato. Come un esperto trader sa, si può attingere l'informazione volumetrica da un grafico nella rappresentazione tradizionale, ma questo lega il concetto del volume al tempo come variabile lineare.
In alternativa, si può eseguire lo studio del volume attraverso un diverso posizionamento degli istogrammi, cioè lungo l'asse verticale del prezzo. In questo caso si analizza l'attività totale in base ai livelli di prezzo a cui si è scambiato durante la sessione.
È proprio questo secondo approccio che permette di costruire il profilo del volume, che risulta quindi essere un istogramma delle quantità comprate e vendute a specifici livelli di prezzo. Ovviamente è possibile rilevarlo su diversi time frame, a seconda dell'operatività di ogni trader.
A differenza degli indicatori di volume basati sul tempo, come l'On Balance Volume (OBV), il volume profile risponde a una domanda diversa: non "quando" ma "a quale prezzo" è stato scambiato il volume. Il grafico consente di tenere traccia dei volumi come in una sorta di asta continua, dove il mercato cerca costantemente l'equilibrio tra bid e ask.
Market Profile: l'origine del Volume Profile
Sviluppato da Peter Steidlmayer negli anni '80, il Market Profile analizza le dinamiche borsistiche intraday. Nelle intenzioni originarie del suo ideatore si basava sulla scansione dei prezzi ogni mezz'ora, mappati in modo tale da assumere la configurazione sottostante.
La costruzione quotidiana del market profile è così determinata: viene assegnata una lettera a ciascun livello di prezzo registrato in un lasso di tempo impostato a priori. Di default il market profile prende in esame periodi di 30 minuti, anche se più recentemente la scansione è stata estesa a tutti i time frame.
Il primo periodo di 30 minuti di contrattazione viene segnato sul grafico, a ogni passaggio su ogni livello di prezzo, con la lettera A.
- 17.99 A
- 17.98 A
- 17.97 A
- 17.96 A
Successivamente, nella seconda mezz'ora di contrattazione, ogni passaggio su ogni livello di prezzo viene determinato con la lettera B, e così via fino alla fine delle contrattazioni.
- 17.99 AB
- 17.98 AB
- 17.97 AB
- 17.96 AB
- 17.95 B

Il market profile non è un indicatore di segnali operativi, ma un buon supporto alla lettura del mercato, da aggiungere a quanto già utilizzato da ogni trader. Riesce a determinare con buona approssimazione le aree di prezzo in cui si svolgono le principali attività di istituzionali e case d'affari.
Affiancare il market profile alle configurazioni classiche dell'analisi tecnica, in particolare in un'operatività di tipo discrezionale, può dare ottimi spunti che spesso spostano le probabilità di successo dalla parte dell'operatore retail.
Gli elementi chiave del Volume Profile: POC, Value Area e nodi di volume
Quando si "plotta" un volume profile è necessario acquisire familiarità con una terminologia precisa. Sono questi elementi a trasformare l'istogramma in una mappa operativa dei livelli di prezzo.
Point of Control (POC)
Il Point of Control (PoC) è il livello del grafico con l'attività di volume più scambiata. È di gran lunga l'area più pertinente da monitorare, perché aiuta a definire le zone in cui trovare i livelli di ingresso più convenienti.
È sorprendente osservare quante volte questo livello agisca da pavimento su un nuovo test: i trader più esperti tendono a considerare la zona del point of control come un'area di supporto o resistenza, il prezzo più equo accettato dal mercato.
Value Area (VA), VAH e VAL
La Value Area (VA) è la porzione di livelli di prezzo in cui è stata scambiata una percentuale specifica di tutto il volume. Per impostazione predefinita, lo standard vuole che i volumi ricompresi nella Value Area siano il 70% del totale tradato.
I confini della Value Area hanno un nome: Value Area High (VAH) e Value Area Low (VAL). Agiscono nativamente come livelli dinamici di resistenza (VAH) e supporto (VAL), delimitando la zona di equilibrio temporaneo della sessione.
High Volume Node (HVN) e Low Volume Node (LVN)
I nodi ad alto volume (High Volume Node) sono sottosequenze del PoC con attività elevata: pur non essendo rappresentativi come il PoC, indicano livelli dove i trader hanno fortemente capitalizzato la propria attività, quindi zone di forte accettazione del prezzo.
All'opposto, i Low Volume Node (LVN) sono livelli con scambi minimi o assenti. Rappresentano zone di rifiuto: il prezzo tende ad attraversarle molto rapidamente, il che le rende utili per individuare potenziali breakout.
Come leggere il Volume Profile nel trading
La capacità di leggere un volume profile si basa proprio sullo studio dell'anatomia delle aste di mercato. Negoziare i mercati, soprattutto da trader intraday, implica un'interazione costante con i grafici di volume.
Il trader è costantemente alla ricerca di aree a cui appoggiarsi per piazzare i suoi trade, e il supporto del volume profile può avere enorme valore per risalire alle tracce lasciate dai grossi operatori e alle dinamiche di accumulazione o distribuzione.
Nella pratica, il PoC funziona come livello di decisione: quando il prezzo vi si avvicina, tende a lateralizzare oppure a romperlo con forza. Una rottura con forte momentum segnala che il fair value di mercato sta cambiando. Un tool complementare per l'intraday è l'indicatore VWAP, che pondera il prezzo proprio per il volume.
Le forme del Volume Profile: a D, a P, a b e a I
L'istogramma può assumere forme diverse, e riconoscerne l'anatomia permette di capire in che fase si trova il mercato:
- Forma a "D": profilo simmetrico a campana. Indica un mercato in equilibrio, senza driver direzionali chiari, tipico delle fasi di consolidamento.
- Forma a "P": volumi concentrati nella parte alta. Segnala accettazione rialzista, con i compratori che spingono il valore verso l'alto.
- Forma a "b": configurazione speculare, con volumi massimi sul fondo del range. Indica accettazione ribassista e trend dominante al ribasso.
- Forma a "I" (sottile): profilo stretto che segnala un movimento fortemente direzionale, con pochi cluster di volume e scarso tempo per costruire posizioni.
Order flow e analisi volumetrica: la terza dimensione
Il prezzo è un dato, il volume è l'informazione: per esplorare il trading con i volumi bisogna essere disposti ad abbandonare, pro tempore, la via del prezzo e approfondire con studio e pratica la via del volume.
Con la telematizzazione delle borse, l'operatività è arrivata alla terza dimensione informativa, quella dell'order flow: la visualizzazione sia del flusso di ordini (il book) sia della tipizzazione degli eseguiti, cioè la sincronizzazione tra bid e ask.
Identificare correttamente uno scambio sul book significa tipizzare ogni singolo tick, ovvero attribuire tempo, prezzo, volume e lato del mercato (bid o ask) a ogni operazione. È questo il concetto fondante dell'analisi volumetrica e delle tecniche VSA.
Il trading con le tecniche di order flow consiste nell'osservazione degli scambi sul Time and Sale, a patto che la rappresentazione sia fatta dalla prospettiva di chi applica il mercato, cioè in modalità aggressiva e non di chi la subisce.
Indicatori di volume separati dal Volume Profile: PVI e NVI
Già nel 1976 Norman Fosback, nel suo libro "Logica del mercato azionario", riproponeva due indicatori di trading messi a punto quarant'anni prima da Paul Dysart, il PVI (Positive Volume Index) e l'NVI (Negative Volume Index), con l'intuizione visionaria di anteporre il volume al prezzo.
Il PVI e l'NVI sono entrambi basati sul volume degli scambi del giorno precedente e sul prezzo di mercato di un titolo. Quando il volume aumenta rispetto al giorno prima si aggiorna il PVI; quando diminuisce si aggiorna l'NVI. Questi calcoli mostrano come il volume influisce sul prezzo.
- Quando il PVI aumenta o diminuisce, significa che i cambiamenti di prezzo sono guidati da volumi elevati.
- Quando l'NVI aumenta o diminuisce, significa che i prezzi fluttuano con poca influenza del volume, fuori dal perimetro d'azione degli istituzionali.
I volumi rappresentano i flussi di denaro che arrivano in borsa: seguendo i volumi si intercetta il flusso dei capitali e, con buona approssimazione, le intenzioni degli operatori istituzionali, cioè quelli che il mercato lo fanno davvero.
Vantaggi e svantaggi del Volume Profile
Prima di integrarlo nella propria operatività conviene pesare punti di forza e limiti di questo strumento.
| ✅ Vantaggi | ❌ Svantaggi |
|---|---|
| Supporti e resistenze reali basati sull'attività di mercato, non su pivot arbitrari | Interpretazione complessa, poco adatta ai principianti senza pratica |
| Visualizzazione intuitiva del volume negoziato a ogni livello di prezzo | Non è infallibile: va combinato con altri strumenti di conferma |
| Rivela le zone di controllo dove è stato negoziato il maggior volume | Richiede piattaforme avanzate che supportino l'indicatore |
| Aiuta a individuare zone di alta e bassa liquidità | Dati di volume limitati su alcuni mercati (vedi Forex) |
Un limite da tenere presente riguarda i mercati privi di dati di volume centralizzati: nei mercati OTC come il Forex non esistono volumi ufficiali totalmente reali, per cui l'interpretazione va fatta con cautela usando il tick volume come proxy.
Volume Profile con ProRealTime: esempio pratico
Vediamo ora un'analisi del profilo del volume su un asset reale utilizzando la piattaforma ProRealTime.
- Asset da analizzare: coppia USD/BTC, uno degli asset più negoziati al mondo.
- Piattaforma: ProRealTime

Nel grafico il Volume Profile mostra dove si è concentrato il volume negoziato. Non mostra gli ordini pendenti né consente, da solo, di stabilire quanti ordini di acquisto o vendita siano presenti. Le aree 72.000–74.000 e 58.000–60.000 USD sono zone di attività storica
Dove invece i volumi sono scarsi, appena si presenta una spinta in una direzione il prezzo corre con grande velocità, come si osserva nei tratti più esplosivi del range.
Allo stesso modo, l'incremento del profilo del volume intorno ai 58.000 - 60.000 USD indica che rompere quel supporto sarà molto difficile e richiederà una grande forza di vendita, capace di superare il volume degli ordini di acquisto registrati.
Dove usare il Volume Profile: piattaforme e broker
Poiché il volume profile richiede piattaforme evolute, conviene operare con broker che offrono grafici avanzati e strumenti volumetrici. Tra quelli regolamentati e disponibili in Italia:
- ActivTrades mette a disposizione piattaforme professionali con strumenti grafici avanzati, adatte all'analisi dei volumi intraday.
- XTB, con la piattaforma xStation 5, integra strumenti di analisi grafica evoluti e uno storico dati utile per lo studio dei volumi.
In sintesi, il Volume Profile sposta l'analisi dal tempo al prezzo e mostra a quali livelli si è davvero concentrata la negoziazione. Point of Control, Value Area e nodi di volume permettono di leggere supporti, resistenze e le tracce lasciate dagli operatori istituzionali, che lasciano segni riconoscibili solo per brevi lassi di tempo.
Resta però uno strumento di contesto, non un generatore di segnali automatici: va combinato con l'analisi tecnica e testato in demo prima di operare con capitale reale. Per chi fa trading intraday, imparare a leggere i volumi è oggi un vantaggio competitivo concreto.
*Queste conclusioni sono frutto di studi approfonditi della materia e dell'High Frequency Trading da parte del team fondatore di Volcharts (Fabio Michettoni e Salvatore Scarano), attingendo a protocolli messi a punto in sedi accademiche e validati tramite test effettuati nelle sale di negoziazione istituzionali.

