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Che cos’è lo spread bid-ask e perché incide sui tuoi costi

Lo spread bid-ask è la differenza tra il prezzo ask (lettera) e il prezzo bid (denaro): un costo implicito che paghi su ogni operazione. Si calcola come Ask − Bid e si allarga quando la liquidità cala o la volatilità sale.
Spread bid-ask: cos'è e come si calcola nel trading

Indice

Molti broker si presentano con la formula «zero commissioni», ma un'operazione a costo zero non esiste: quando la commissione esplicita sparisce, il compenso dell'intermediario si sposta dentro il prezzo. Quel compenso si chiama spread bid-ask.

  • Che cos'è: la differenza tra il miglior prezzo di vendita (ask, o lettera) e il miglior prezzo di acquisto (bid, o denaro).
  • Come si calcola: Ask − Bid in valore assoluto, oppure (Ask − Bid) / Ask in percentuale.
  • Quanto costa: lo spread moltiplicato per la dimensione dell'operazione; su un mini lotto forex, 1,2 pip valgono circa 1,20 $.
  • Cosa lo muove: liquidità, volatilità, orari di negoziazione e modello di pricing del broker.

Nelle sezioni che seguono ricostruiamo il meccanismo dal book di negoziazione fino al costo finale, con esempi su azioni, valute e obbligazioni e con gli spread che i broker dichiarano nei propri documenti ufficiali. Vuoi fare trading prestando attenzione anche ai costi impliciti? Con ActivTrades puoi operare su Forex e CFD consultando spread e swap pubblicati dal broker, così da valutare meglio il costo reale di ogni operazione.

Che cos'è lo spread bid-ask

Il mercato azionario è un mercato come tutti gli altri: perché una transazione avvenga devono incontrarsi un venditore e un acquirente. Nessuno può comprare se qualcuno non è disposto a vendere.

Da qui nasce la doppia quotazione. In qualsiasi momento un titolo ha due prezzi contemporanei, non uno: quello a cui il mercato è disposto a comprarlo e quello a cui è disposto a venderlo. Lo spread bid-ask è la distanza fra i due.

Vale per tutti gli strumenti quotati — azioni, indici, derivati, ETF — e per le valute. Se conosci già i tipi di ordini nel mercato azionario, sai che ogni ordine limite lasciato nel book contribuisce a formare uno dei due prezzi.

Secondo la definizione pubblicata da Borsa Italiana, per l'investitore il bid-ask spread è un costo di transazione implicito, distinto dalla commissione esplicita pagata all'intermediario. È implicito perché non compare in nessuna riga della rendicontazione: lo paghi dentro il prezzo.

Bid (denaro): il prezzo a cui puoi vendere

Il bid è il prezzo più alto che un acquirente è disposto a pagare in quel momento. Sul book italiano è indicato come denaro, cioè la proposta in acquisto.

Dal tuo punto di vista è il prezzo a cui puoi vendere subito: un ordine di vendita a mercato viene eseguito contro il miglior bid disponibile.

Ask (lettera): il prezzo a cui puoi comprare

L'ask è il prezzo più basso a cui un venditore accetta di vendere, indicato sul book italiano come lettera, cioè la proposta in vendita. Si trova anche con il nome inglese offer.

È il prezzo a cui puoi comprare subito. L'ask è sempre superiore al bid, perché chi compra vuole pagare meno e chi vende vuole incassare di più.

Best bid, best ask e quotazione BBO

Nel book convivono decine di proposte a prezzi diversi. Si chiama best bid la proposta in acquisto più alta e best ask la più bassa: sono le due che vedi in cima alla schermata e contro cui vengono eseguiti gli ordini a mercato.

La coppia best bid + best ask forma la quotazione nota come BBO (Best Bid and Offer). Lo spread bid-ask, in senso stretto, è la differenza fra questi due valori, non fra due proposte qualsiasi del book.

Osservare come si muovono le due code del book — cioè il flusso degli ordini — dice molto sulla profondità reale di un titolo.

Come si calcola lo spread bid-ask: formula ed esempi

La formula in valore assoluto è immediata:

Spread = Prezzo Ask − Prezzo Bid

In percentuale, che è il modo in cui i broker esprimono di solito lo spread applicato, la convenzione è la seguente:

Spread % = (Prezzo Ask − Prezzo Bid) / Prezzo Ask

Uno spread dello 0,05% su un'azione e uno dello 0,05% su un ETF sono confrontabili; 0,05 € di spread su titoli di prezzo diverso non lo sono. Per questo la percentuale è la misura corretta quando metti a confronto strumenti differenti.

Esempio su un'azione

Un titolo quota bid 9,95 € e ask 10,00 €. Lo spread assoluto è 0,05 € per azione; in percentuale è 0,05 / 10,00, cioè lo 0,50%.

Se compri e rivendi subito senza che il mercato si muova, quei 5 centesimi per azione sono già persi. Su 1.000 azioni il costo implicito dell'operazione è di 50 €, prima di qualsiasi commissione.

Esempio sul forex: pip e valore del pip

Nel mercato valutario lo spread si misura in pip, cioè la quarta cifra decimale di una coppia di valute (la seconda per le coppie quotate in yen giapponese e fiorino ungherese), secondo la definizione pubblicata da ActivTrades.

Il calcolo del costo segue la formula ufficiale del broker: Costo operazione = Spread × Dimensione dell'operazione × Valore del pip. Con uno spread di 1,2 pip su un mini lotto da 10.000 unità e un valore del pip di 1 $, il costo dell'operazione è di 1,20 $.

La dimensione del contratto conta quanto lo spread. Nella tabella specifiche di XTB il lotto standard su EUR/USD ha un valore nominale di 100.000 €, con dimensione del pip pari a 0,0001: lo stesso spread pesa dieci volte tanto rispetto a un mini lotto.

Esempio su un'obbligazione

Un titolo obbligazionario quota bid 99,50 e ask 100,00, prezzi espressi in percentuale del valore nominale. Lo spread è 0,50 punti di valore nominale.

Su un lotto da 10.000 € nominali significa 50 € di costo implicito. Sulle emissioni poco scambiate lo spread può superare il punto percentuale, un livello che erode il rendimento a scadenza di un titolo a breve termine.

Quanto ti costa davvero lo spread

Il conto è sempre lo stesso: spread moltiplicato per la dimensione della posizione. Cambia solo l'unità di misura dello strumento negoziato.

OperazioneSpread quotatoCosto implicito
1.000 azioni a 10,00 €0,05 € per azione50 €
1 mini lotto EUR/USD (10.000 unità)1,2 pip1,20 $
10.000 € nominali di obbligazione0,50 punti50 €
Come si calcola il costo dello spread bid-ask in tre passaggi

Al costo dello spread va poi sommata la commissione esplicita, quando esiste. Per valutare un broker conta un solo numero, e il costo totale è la somma delle due voci.

Per chi opera con frequenza elevata il peso è sproporzionato. Chi apre venti posizioni al giorno paga lo spread venti volte: è il motivo per cui i migliori broker per scalping si selezionano quasi solo su questo parametro.

Cosa fa allargare o restringere lo spread

Lo spread non è un valore fisso stampato sul listino: si muove durante la giornata e cambia da strumento a strumento. Tre forze lo governano: la liquidità disponibile, la volatilità attesa e il modello di pricing dell'intermediario.

Scala della liquidità e ampiezza dello spread bid-ask

Liquidità e volumi di scambio

Più operatori sono presenti sui due lati del book, più le proposte si affollano vicino al prezzo di riferimento e più lo spread si stringe. È il caso delle blue chip e delle principali coppie valutarie.

L'errore più comune è pensare che il legame fra liquidità e spread sia fisso. È una relazione dinamica: un titolo poco scambiato può stringere lo spread per giorni dopo una notizia rilevante, e un titolo liquidissimo può allargarlo in pochi minuti.

Contano insieme volumi di scambio, fiducia degli operatori e volatilità attesa, oltre alla tipologia di asset.

Volatilità, dati macro e decisioni delle banche centrali

La volatilità è il secondo fattore. Quando l'incertezza sui prezzi futuri sale — dati macroeconomici, decisioni di politica monetaria, tensioni geopolitiche — chi fornisce liquidità allarga lo spread per coprirsi dal rischio.

L'effetto è visibile a occhio nudo sul Forex nei minuti attorno alla pubblicazione dei dati macro: lo spread si dilata e poi rientra. Nelle fasi di crisi finanziaria anche i titoli normalmente liquidi restano con spread ampi per settimane.

Vale anche il contrario: nei periodi di bassa volatilità lo spread si comprime e l'esecuzione diventa più precisa. Strumenti come l'indice VIX e i calendari economici servono ad anticipare queste fasi.

Il ruolo dei market maker

I market maker sono intermediari — spesso banche d'investimento o società specializzate — che espongono in continuo un prezzo di acquisto e uno di vendita su un titolo. Il loro compito è garantire che ci sia sempre una controparte disponibile.

Il guadagno sta proprio nello spread: quotare 10,00 € in acquisto e 10,05 € in vendita significa incassare 5 centesimi su ogni scambio intermediato. In cambio il mercato ottiene continuità di prezzo e minori oscillazioni.

Quando il rischio aumenta, però, i market maker si ritirano o allargano le quotazioni. Per capire come cambia l'esecuzione a seconda del modello, vale la pena conoscere la differenza tra ECN e Market Maker.

Slippage: quando il prezzo eseguito non è quello atteso

Lo slippage è la differenza fra il prezzo atteso e quello di esecuzione. Non coincide con lo spread, ma nasce dalla stessa causa: la scarsità di controparti al miglior prezzo.

Succede quando il volume del tuo ordine supera quello disponibile in cima al book e devi "scalare il book" per trovare capienza.

Effetto dello slippage sul prezzo di esecuzione di un ordine

Esempio pratico: per comprare 1.000 azioni di una società poco scambiata potresti pagare una parte a 10 €, un'altra a 10,10 €, un'altra ancora a 10,20 €. Il prezzo medio effettivo sarà più alto di quello inizialmente visualizzato.

Azioni, forex e criptovalute a confronto

Le azioni delle grandi società (Apple, Amazon, Microsoft) sono scambiate ogni giorno da milioni di operatori: spread ridotti, elevata trasparenza e rischio di slippage quasi nullo anche su ordini di taglia media.

Le criptovalute emergenti stanno all'estremo opposto. La liquidità sottile le espone a forti oscillazioni di prezzo, spread ampi e slippage marcato anche su ordini di dimensioni contenute.

Se operi su questi mercati, i tre parametri da controllare prima di inserire un ordine sono volumi di scambio, livello dello spread e presenza di market maker.

Spread e broker "senza commissioni": dove si nasconde il costo

Nel mondo dei broker la gratuità non esiste. Quando un intermediario dichiara zero commissioni, il suo margine è dentro lo spread: compri a un ask leggermente più alto di quello di mercato e vendi a un bid leggermente più basso.

Non è una pratica scorretta di per sé ed è il modello di pricing standard di chi permette di fare trading con i CFD: l'intermediario si remunera incorporando il proprio margine nella quotazione. Il problema nasce quando il costo non è confrontabile.

La verifica è semplice: prendi l'ask, sottrai il bid, moltiplica per il numero di titoli o contratti. Quello è il tuo costo per spread, da sommare alle commissioni esplicite se il broker ne applica.

Gli spread dichiarati dai broker

I broker pubblicano le proprie condizioni nella documentazione ufficiale, ed è lì che conviene guardare invece che nelle pagine promozionali. Ecco cosa dichiarano tre operatori disponibili in Italia sulla coppia più scambiata al mondo:

BrokerSpread dichiarato su EUR/USDDove è pubblicato
ActivTradesSpread target di 0,5 pip (valore corrente 0,8 pip alla rilevazione)Pagina ufficiale Spread e swap
eToroA partire da 1 pipPagina ufficiale Spread sui CFD
XTBVariabile, senza valore fisso a listinoTabella specifiche CFD del 29 giugno 2026

Attenzione a come si leggono questi numeri: uno spread "target" o "a partire da" è il minimo in condizioni normali, non una garanzia. Gli stessi documenti precisano che in determinate condizioni di mercato gli spread possono risultare superiori.

Che queste tabelle esistano non è una cortesia commerciale: la pubblicazione preventiva di costi e oneri è un obbligo di trasparenza della MiFID II, che vincola gli intermediari operanti in Italia sotto la vigilanza CONSOB. È il motivo per cui conviene cercare il dato nel documento contrattuale e non nel banner della homepage.

Il confronto va fatto sullo strumento che intendi negoziare davvero, perché un broker competitivo sulle major valutarie può non esserlo su indici o azioni. Se il costo di ingresso è il tuo criterio principale, la selezione dei broker con gli spread più bassi parte proprio da qui.

Spread bid-ask, spread trading e spread BTP: tre cose diverse

In italiano la parola "spread" indica tre concetti che non hanno quasi nulla in comune, e la confusione è frequente.

Lo spread bid-ask è la distanza fra i due prezzi di uno stesso strumento in un dato momento. È un costo di transazione e si misura in centesimi, pip o punti percentuali.

La strategia spread trading è un'altra cosa: consiste nel comprare e vendere simultaneamente due strumenti correlati per guadagnare sulla variazione del differenziale fra i due. Si applica su futures, opzioni o coppie di azioni.

I due piani si incrociano su un punto pratico: uno spread ampio erode il margine dello spread trading, perché il costo di entrata e uscita si paga su due gambe invece che su una. Chi usa queste strategie sceglie strumenti con spread stretti.

Lo spread sui titoli di Stato, infine, è un differenziale di rendimento, non di prezzo: misura la distanza fra il rendimento del BTP italiano e quello del Bund tedesco di pari scadenza. Riguarda il rischio di credito di un Paese, non il costo di una singola operazione.

In sintesi, lo spread bid-ask è il costo che paghi anche quando la commissione è zero: la distanza fra ask e bid moltiplicata per la dimensione della posizione. Si calcola in un passaggio e si allarga quando la liquidità cala o la volatilità sale.

Prima di aprire una posizione, guarda lo spread quotato in quel momento e confrontalo con quello dichiarato dal broker nei documenti ufficiali. Su operazioni frequenti lo spread pesa più della commissione, e sugli strumenti poco liquidi conviene usare ordini limite invece che ordini a mercato.

Cerchi un broker per operare su Forex e CFD con costi più trasparenti? Prima di aprire una posizione, non guardare solo la commissione esplicita: verifica anche spread, swap e condizioni di esecuzione. ActivTrades pubblica i propri spread e swap per strumento, un punto utile per chi vuole confrontare il costo reale dell’operatività prima di fare trading.

Domande frequenti sullo spread bid-ask

Disclaimer:

Questo non è un consiglio di investimento; investire comporta un rischio di perdita e i risultati passati non sono un indicatore affidabile dei risultati futuri.