Migliori azioni farmaceutiche del 2026 da comprare

Indice
Nel 2026 il pharma resta uno dei settori più osservati perché unisce domanda strutturale e innovazione, ma il mercato è molto più selettivo: premia chi ha pipeline credibile e ricavi ben diversificati. Con la pressione su prezzi e rimborsi (soprattutto negli USA) che diventa più concreta, i titoli migliori sono spesso quelli capaci di difendere margini e crescita anche in uno scenario regolatorio più rigido.
Dal 1° gennaio 2026 sono in vigore negli USA i primi prezzi negoziati da Medicare su 10 farmaci, e il programma prosegue: dal 2027 si applicheranno i prezzi negoziati su altri 15 farmaci (tra cui Ozempic, Wegovy e Rybelsus) e a gennaio 2026 il CMS ha annunciato i 15 farmaci del terzo ciclo, con prezzi validi dal 2028. Un passaggio che rende ancora più determinante scegliere aziende solide. In questo articolo trovate un'analisi delle migliori azioni farmaceutiche da comprare nel 2026, con criteri basati su solidità finanziaria, innovazione e capacità di difendere i margini.
La pressione sui prezzi negli USA non passa più solo da Medicare. La Casa Bianca ha raggiunto accordi Most Favored Nation con 26 aziende farmaceutiche. Sul fronte commerciale, la proclamazione Section 232 del 2 aprile 2026 prevede un dazio base del 100% sui farmaci brevettati interessati, ridotto al 20% per le aziende con piani di onshoring approvati. Per UE, Giappone, Corea del Sud e Svizzera/Liechtenstein l’aliquota è del 15%, mentre alcuni accordi specifici con le singole aziende prevedono condizioni più favorevoli, fino all’esenzione.
Migliori azioni farmaceutiche da comprare
| Titolo | Ticker | Motivo |
|---|---|---|
| Eli Lilly | LLY | Leader di mercato, GLP-1, crescita ricavi. |
| Novo Nordisk | NVO | Obesità e diabete restano centrali, ma il 2026 è più difficile: la guidance prevede una crescita adjusted delle vendite tra 0% e -6% a cambi costanti. |
| AstraZeneca | AZN | Pipeline profonda, oncologia, profilo bilanciato. |
| Merck & Co. | MRK | Oncologia e Keytruda, ma con nota su patent cliff. |
| Johnson & Johnson | JNJ | Difensiva, pharma + medtech, dividendo/qualità. |
| AbbVie | ABBV | Transizione post-Humira, Skyrizi/Rinvoq. |
| Amgen | AMGN | Big biotech matura, diversificazione e pipeline. |
| Roche Holding Ltd | RHHBY | Pharma + diagnostica, medicina personalizzata. |
| Novartis AG. | NVS | Focus post-Sandoz, pipeline e farmaci innovativi. |
| Sanofi | SAN | Vaccini e specialty care, pipeline in immunologia. |
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I titoli farmaceutici sono spesso considerati azioni growth, grazie al potenziale di profitti superiori alla media trainati dall'innovazione, ma alcuni possono risultare anche dei titoli difensivi: la ricerca di nuovi farmaci, unita alla domanda costante nel settore sanitario, offre un notevole potenziale di crescita a lungo termine.

In questa logica, oltre ai grandi nomi più seguiti come Eli Lilly, Novo Nordisk, AstraZeneca, Merck e Johnson & Johnson, nel 2026 merita attenzione anche Sanofi, che affianca al business dei vaccini una crescente specializzazione in immunologia e specialty care.
3 azioni farmaceutiche da seguire nel 2026
Negli ultimi trimestri alcune società hanno guidato il sentiment del settore grazie a driver molto chiari: cardiometabolico/obesità (GLP-1), oncologia e terapie specialistiche.
Eli Lilly, Novo Nordisk e AstraZeneca concentrano tre dei temi più importanti del settore nel 2026: obesità e cardiometabolico, oncologia e sviluppo di nuove terapie ad alto valore.
| Nome | Prezzo | % Variazione |
|---|---|---|
| LLY | — | — |
| NVO | — | — |
| AstraZeneca plc | 155.62 | -0.82% |
La sfida si è spostata anche sulle pillole anti-obesità. A settembre 2026 la pillola Wegovy di Novo Nordisk vale il 35% delle prescrizioni totali di Wegovy, mentre Foundayo (orforglipron) di Eli Lilly, lanciato ad aprile, ha deluso nel secondo trimestre con 98 milioni di dollari di vendite. Il 14 settembre 2026, però, Lilly ha dichiarato di aver conquistato oltre il 30% dei nuovi pazienti USA dei farmaci orali per l'obesità: la distanza tra i due gruppi si sta riducendo ed è un fattore da seguire nella tesi su entrambi i titoli.
Nel comparto neuroscienze, Eli Lilly ha ottenuto l'approvazione FDA per Kisunla (donanemab) nel trattamento dell'Alzheimer: nei dati dello studio cardine il farmaco ha mostrato un rallentamento del declino clinico rispetto al placebo. Il 25 settembre 2025 è arrivata anche l'autorizzazione della Commissione europea, limitata ai pazienti con Alzheimer sintomatico precoce ApoE4 eterozigoti o non portatori. È un'area ad alto potenziale ma molto sensibile a sicurezza, criteri di eleggibilità e rimborsi.
ELI LILLY AND COMPANY
Eli Lilly è una big pharma statunitense focalizzata su scoperta, sviluppo e commercializzazione di farmaci per la salute umana. Nel tempo ha concentrato il business sulla farmaceutica human health, dopo aver separato l'asset dell'animal health (Elanco).
Perché seguirla nel 2026:
- Domanda strutturale per terapie cardiometaboliche e croniche: driver di crescita e capacità di investimento in R&D.
- Pipeline e risultati clinici: il mercato premia chi porta dati solidi e nuove indicazioni, soprattutto in aree ad alta spesa sanitaria.
- Sensibilità al pricing USA: dal 1° gennaio 2026 sono in vigore i primi prezzi negoziati Medicare su 10 farmaci e la lista del terzo ciclo, con prezzi validi dal 2028, include anche farmaci di Lilly.
NOVO NORDISK A/S
Novo Nordisk è un gruppo healthcare danese con focus storico su diabete e, sempre di più, obesità, con presenza anche in cardiovascolare e malattie rare.
Perché seguirla nel 2026:
- Obesità/GLP-1: resta uno dei temi più affollati e monitorati (volumi, supply chain, nuove formulazioni e indicazioni). La pillola Wegovy, approvata dalla FDA a dicembre 2025, è già sul mercato.
- Guidance 2026 sotto pressione: Novo Nordisk prevede una crescita adjusted delle vendite compresa tra 0% e -6% a cambi costanti. Il 4 agosto ha comunque migliorato la precedente forchetta, che indicava un calo tra il 4% e il 12%.
- Pipeline in evoluzione: il mercato guarda a candidati e trial in obesità, cardiovascolare e altre aree emergenti.
- Pressione regolatoria e prezzi: nel 2026 la narrativa sulla sostenibilità della spesa sanitaria pesa di più, soprattutto negli USA, dove dal 2027 si applicheranno i prezzi Medicare negoziati su semaglutide (Ozempic, Wegovy e Rybelsus).
ASTRAZENECA
Più informazioni sulle Azioni AstraZeneca plc
- Apertura
- 156.76
- Chiusura precedente
- 156.9
- Intervallo giornaliero
- 154.81 — 157.2
- Intervallo 52 settimane
- 153.41 — 212.71
Più informazioni sulle Azioni AstraZeneca plc
AstraZeneca è una big pharma globale con focus su Oncologia, BioPharmaceuticals (inclusi CVRM e Respiratory & Immunology) e Rare Disease.
Perché seguirla nel 2026:
- Oncologia: area dove contano nuove combinazioni, ampliamenti di indicazione e dati di fase avanzata.
- Ampiezza di pipeline: la qualità dei catalizzatori clinici resta un driver centrale per il titolo.
- Profilo più bilanciato tra aree terapeutiche rispetto a player concentrati su un singolo trend.
Altre azioni farmaceutiche da tenere d'occhio
MERCK & CO., INC.
Più informazioni sulle Azioni Merck & Co
- Apertura
- 143.67
- Chiusura precedente
- 144.3
- Intervallo giornaliero
- 138.8 — 144.06
- Intervallo 52 settimane
- 82.01 — 156.92
Più informazioni sulle Azioni Merck & Co
Merck è una big pharma statunitense con un perno su medicinali, vaccini e biologici e una presenza rilevante anche nell'Animal Health.
Perché seguirla nel 2026:
- Oncologia: Keytruda resta un riferimento del settore, ma il mercato valuta sempre di più la seconda gamba di crescita.
- M&A e pipeline: negli ultimi anni il settore ha accelerato su acquisizioni mirate per rinforzare portafoglio e aree terapeutiche; nel 1° semestre 2026 ha chiuso oltre 50 operazioni, con Eli Lilly acquirente più attiva (oltre 25 mld $).
- Scenario prezzi: torna il tema 2026 legato a Medicare, agli accordi MFN e ai dazi USA sui farmaci, oltre che al repricing della spesa farmaceutica.
JOHNSON & JOHNSON
Più informazioni sulle Azioni Johnson & Johnson
- Apertura
- 256
- Chiusura precedente
- 256.03
- Intervallo giornaliero
- 252.87 — 256.11
- Intervallo 52 settimane
- 182.94 — 281.07
Più informazioni sulle Azioni Johnson & Johnson
Dopo la separazione della consumer health (Kenvue), Johnson & Johnson è oggi focalizzata su Pharmaceutical (Innovative Medicine) e MedTech.
Perché seguirla nel 2026:
- Profilo difensivo più puro: meno consumer, più pharma + medtech, un mix che riduce la dipendenza da una singola linea di business.
- Riorganizzazioni: a ottobre 2025 la società ha annunciato piani di separazione dell'ortopedia (DePuy Synthes) in una nuova entità, con timing stimato in 18–24 mesi. Secondo Bloomberg (settembre 2026) Apollo è in trattativa per rilevare l'unità in un'operazione da circa 20 mld $, alternativa allo spin-off in Borsa.
- Catalizzatori clinici: soprattutto in oncologia e immunologia, dove mantiene un posizionamento forte.
ABBVIE INC.
AbbVie è una big pharma con forte presenza in immunologia, oncologia ed estetica medicale. Dopo la perdita di esclusività di Humira negli USA, la narrativa si è spostata su Skyrizi e Rinvoq come principali motori di crescita.
Perché seguirla nel 2026:
- Transizione post-Humira: contano la tenuta della crescita ex-Humira e l'espansione di indicazioni dei successori.
- M&A in immunologia: il 3 settembre 2026 AbbVie ha completato l'acquisizione di Apogee Therapeutics (circa 10,9 mld $, 135,11 $ per azione), che porta in portafoglio zumilokibart, anti-IL-13 per la dermatite atopica, e rafforza l'immunologia oltre Skyrizi e Rinvoq.
- Visibilità sui ricavi: il mercato premia chi dimostra un'execution commerciale stabile.
- Prezzi e regole USA: il pricing resta un rischio trasversale, specie per i blockbuster.
Amgen
Più informazioni sulle Azioni Amgen Inc
- Apertura
- 399.03
- Chiusura precedente
- 403.04
- Intervallo giornaliero
- 397.03 — 403.49
- Intervallo 52 settimane
- 288 — 447.03
Più informazioni sulle Azioni Amgen Inc
Amgen è una large-cap biotech con focus su general medicine, rare diseases, inflammation e oncology, con pipeline e capacità di investimento tipiche di un big biotech maturo.
Perché seguirla nel 2026:
- Bilanciamento tra aree terapeutiche: riduce il rischio di puntare su un single theme.
- Pipeline e lifecycle management: il mercato guarda alla capacità di far maturare candidati in fasi avanzate.
- Contesto settoriale: prezzi e negoziazioni restano un fattore macro per tutte le big pharma/biotech.
Roche Holding Ltd
Roche è un gruppo svizzero distintivo perché combina Pharmaceuticals e Diagnostics: due anime che rafforzano la logica di medicina personalizzata e diagnostica companion.
Perché seguirla nel 2026:
- Oncologia e diagnostica: resta centrale l'integrazione tra test e terapie mirate.
- Diversificazione reale: diagnostica + pharma smorza parte della volatilità tipica delle sole pipeline.
- Attenzione ai payers: in un anno di pressione sui prezzi, il valore clinico dimostrabile conta di più.
Novartis AG.
Novartis oggi è più snella e concentrata: dopo lo spin-off di Sandoz (generici e biosimilari), ha rafforzato il focus su farmaci innovativi e crescita nei prescription drugs.
Perché seguirla nel 2026:
- Focus strategico più chiaro: meno dispersione, più R&D e farmaci innovativi.
- Catalizzatori clinici: continueranno a pesare risultati, approvazioni e ampliamenti di indicazione.
- Scenario prezzi USA: l'impatto sistemico delle negoziazioni Medicare è un tema di contesto.
Sanofi
Sanofi è un big pharma europeo che opera su business unit globali come Specialty Care, Vaccines e General Medicines. Il 30 aprile 2025 ha chiuso la cessione a CD&R del 50% di controllo di Opella, la sua divisione Consumer Healthcare.
Perché seguirla nel 2026:
- Vaccini e specialty care: aree dove la domanda è strutturale e spesso meno ciclica.
- Possibili pulizie di portafoglio: razionalizzazioni e partnership per aumentare focus e ritorno su R&D. La nuova CEO Belén Garijo ha annunciato una revisione della R&D e un'apertura a operazioni di M&A, dopo un secondo trimestre 2026 con vendite in crescita del 17,8% a cambi costanti (11,6 mld €), Dupixent oltre 5 mld € e guidance 2026 alzata.
- Contesto regolatorio: tra pressioni sui prezzi e allocazione della spesa, la chiarezza strategica è un punto chiave.
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I principali titoli farmaceutici americani
I titoli farmaceutici americani quotati a NYSE e NASDAQ dominano il settore per capitalizzazione globale. Eli Lilly, Merck & Co., Johnson & Johnson, AbbVie e Amgen coprono segmenti che spaziano dalla cardiometabolica all'oncologia fino alle malattie rare.
A questi si aggiunge Pfizer (PFE), uno dei nomi più riconoscibili del settore, con un portafoglio diversificato tra farmaci e vaccini. Dopo la fase di transizione post-Covid, resta nel radar di molti investitori per i dividendi e per l'espansione in oncologia (acquisizione Seagen).
Per un'esposizione più ampia al mercato USA senza scegliere i singoli titoli, anche gli ETF healthcare offrono una via diversificata, utile per chi non vuole concentrare il rischio su un solo nome o sta muovendo i primi passi nel investire negli Stati Uniti.
Azioni farmaceutiche e healthcare italiane da seguire nel 2026
Le società farmaceutiche pure quotate in Italia sono poche. Per ampliare il perimetro conviene quindi considerare anche diagnostica, CDMO e altri segmenti healthcare: tra i nomi quotati troviamo Recordati, DiaSorin, PharmaNutra, Fine Foods & Pharmaceuticals e Amplifon.
Se l'obiettivo è avere nomi investibili, il perimetro in Italia si concentra soprattutto su Recordati e DiaSorin (con Recordati oggetto di un'OPA finalizzata al delisting, vedi sotto), con realtà più piccole ma rilevanti come PharmaNutra e player healthcare collegati in ambito CDMO e dispositivi medici.
Recordati (REC.MI): uno dei pochissimi puri farmaceutici quotati in Italia, con focus su specialty e rare diseases. Nel FY 2025 ha riportato ricavi di €2.618,4 mln (+11,8%), EBITDA di €991,1 mln e un utile netto rettificato di €651,1 mln (+14,5%), con un dividendo 2025 di €1,34 per azione. Il quadro però è cambiato: il 22 maggio 2026 CVC e GBL hanno lanciato un'OPA da 10,7 mld € finalizzata al delisting, con l'adesione di Rossini (47%). Il prezzo è di €51,29 per azione e il periodo di adesione va dal 31 agosto al 15 ottobre 2026; il fondo Palliser contesta il prezzo e chiede almeno €60. Più che un titolo da comprare in ottica 2026, oggi Recordati è un'azione sotto OPA: chi la detiene deve valutare se aderire, tenendo conto del rischio di delisting.
- Apertura
- 52.3
- Chiusura precedente
- 52.6
- Intervallo giornaliero
- 52.25 — 52.6
- Intervallo 52 settimane
- 43.76 — 54.45
Più informazioni sulle Azioni Recordati Industria Chimica e Farmaceutica SpA
DiaSorin (DIA.MI): il riferimento italiano quotato per la diagnostica. Nel FY 2025 ha comunicato ricavi €1.195 mln e Adjusted EBITDA €394 mln; per il 2026 la guidance indica ricavi in crescita del 5-6% a cambi costanti e un margine EBITDA adjusted del 32-33%. Intercetta il filone diagnostica + innovazione.
- Apertura
- 75.06
- Chiusura precedente
- 74.9
- Intervallo giornaliero
- 74.72 — 76.74
- Intervallo 52 settimane
- 52.34 — 80.38
Più informazioni sulle Azioni DiaSorin SpA
PharmaNutra (PHN.MI): mid/small cap nota nella nutraceutica e nei medical device. Nel 2025 ha comunicato ricavi netti consolidati di €131,7 mln (+14%), coprendo l'angolo growth italiano del settore salute.
Fine Foods & Pharmaceuticals N.T.M. (FF.MI): qui il punto è la filiera. È un CDMO (produzione per conto terzi), che lega domanda farmaceutica, capacità produttiva e investimenti industriali. Nel 2025 ha registrato ricavi consolidati di €252 mln (+3,4%), ma il 1° semestre 2026 è stato più debole: ricavi di €124,8 mln (-3,1%) e una perdita netta di €2,4 mln dopo svalutazioni. La BU Pharma cresce (+12%), anche grazie all'acquisizione di Sofar da Alfasigma (consolidata dal 1° giugno 2026), mentre la Nutra cala (-10,9%), anche per l'effetto dei GLP-1 sui prodotti per il controllo del peso.
Amplifon (AMP.MI): non è farmaceutica, ma è uno dei nomi health italiani più grandi in Borsa, con ricavi consolidati di circa €2,4 miliardi (+6,6%) nel 2024; nel 1° semestre 2026 ha registrato ricavi per €1.185,7 mln (+1,3% a cambi costanti, organico +3,5%) e ha confermato gli obiettivi 2026. Intercetta tre driver: invecchiamento della popolazione, consolidamento del mercato e crescita internazionale.
- Apertura
- 11.705
- Chiusura precedente
- 11.555
- Intervallo giornaliero
- 11.66 — 12.16
- Intervallo 52 settimane
- 7.836 — 15.84
Più informazioni sulle Azioni Amplifon SpA
Tra i gruppi italiani più influenti nel pharma ma non quotati in Borsa rientrano Menarini, Chiesi e Angelini: utili come riferimento per il peso dell'industria italiana, ma non acquistabili come azioni.
Cosa significa investire nel settore farmaceutico?
Investire nelle azioni farmaceutiche significa entrare in un mercato che include le aziende che sviluppano, producono e commercializzano farmaci per il trattamento di diverse patologie.
Le azioni farmaceutiche sono spesso viste come una scelta solida, grazie alla stabilità e alla crescita a lungo termine che molte aziende garantiscono. Le big pharma come Pfizer, Novartis e Roche dominano il mercato, ma esistono anche aziende più piccole con un grande potenziale, trainate da innovazione e nuove scoperte.
L'impatto della pandemia da Covid-19 ha evidenziato l'importanza di queste aziende, accelerando ricerca e innovazione soprattutto nei vaccini. Molte big pharma sono inoltre attive nei dispositivi medici, che complementano i trattamenti farmaceutici.
Perché investire in azioni farmaceutiche
L'importanza del settore farmaceutico lo rende un asset interessante per gli investitori di lungo periodo: la domanda è strutturale e l'innovazione continua a creare valore nel tempo.
In Italia il comparto resta un pilastro industriale: dopo i 56 miliardi del 2024, secondo Farmindustria nel 2025 la produzione farmaceutica ha raggiunto 74 miliardi di euro, con un export in forte crescita (+28,5%). Già nel 2024 il surplus estero di farmaci e vaccini era indicato oltre 21 miliardi.
Nel 2026, però, la pressione su prezzi e rimborsi diventa più concreta, soprattutto negli USA, tra prezzi negoziati da Medicare, accordi MFN e dazi sui farmaci importati: il mercato premia aziende con pipeline solida, ricavi diversificati e capacità di difendere i margini.
A differenza delle azioni cicliche, legate al ciclo economico, molte azioni farmaceutiche tendono a essere più difensive, perché la domanda di cure resta stabile anche quando l'economia rallenta.
Rischi e vantaggi di investire nel settore farmaceutico
Vantaggi
- Domanda strutturale: farmaci e cure restano necessari anche nelle fasi di rallentamento economico, rendendo molte società più difensive.
- Innovazione e crescita: pipeline solide e nuove approvazioni creano vantaggi competitivi e aumentano ricavi e margini nel tempo.
- Flussi di cassa e dividendi: molte big pharma generano cassa in modo stabile e distribuiscono dividendi. Chi punta sulla cedola può approfondire gli aristocratici dei dividendi.
- Trend di lungo periodo: invecchiamento della popolazione, cronicità e medicina personalizzata sostengono la spesa sanitaria.
- Diversificazione: per alcuni gruppi (pharma + medtech/diagnostica) il mix di business riduce la dipendenza da un singolo prodotto.
Rischi
- Scadenza brevetti (patent cliff): l'ingresso di generici e biosimilari può ridurre rapidamente vendite e margini.
- Rischio clinico: trial negativi, problemi di sicurezza o ritardi regolatori possono penalizzare il titolo in modo brusco.
- Pressione su prezzi e rimborsi: cambi normativi e negoziazioni con i sistemi sanitari possono comprimere la redditività.
- Concorrenza e disruption: nuove classi terapeutiche o competitor più efficienti possono erodere quote di mercato.
- Rischi legali e reputazionali: cause e contenziosi possono creare overhang sul titolo.
- Esecuzione su AI e digital: la tecnologia è un vantaggio, ma richiede investimenti e non sempre dà risultati misurabili.
Per inquadrare meglio il lato negativo conviene capire prima quali sono i rischi di investire nel mercato azionario in generale, perché molti si applicano anche al pharma.
Come investire in azioni farmaceutiche con Fineco
Fineco si distingue per l'ampia gamma di servizi e l'attenzione all'innovazione tecnologica, con strumenti come l'app, la piattaforma di trading online FinecoX e l'assistente virtuale.
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Quali sono le aziende farmaceutiche quotate in borsa?
Le aziende farmaceutiche quotate in borsa considerate big pharma sono quelle con capitalizzazione significativa e ampia influenza nel settore. La maggior parte è quotata a NYSE e NASDAQ negli USA o sulle principali borse europee. Le più grandi al mondo includono:
- Eli Lilly (USA): farmaci per diabete e per la perdita di peso.
- Novo Nordisk (Danimarca): focalizzata su diabete e obesità.
- Johnson & Johnson (USA): conglomerato farmaceutico e sanitario.
- Merck (USA): farmaci per malattie croniche e vaccini.
- AbbVie (USA): terapie biologiche e malattie autoimmuni.
- Roche (Svizzera): farmaci oncologici e diagnostica.
- AstraZeneca (Regno Unito): diverse aree terapeutiche, inclusa l'oncologia.
- Novartis (Svizzera): trattamenti per un'ampia gamma di malattie.
- Pfizer (USA): farmaci per malattie infettive, cardiovascolari e altro.
- Amgen (USA): prodotti biotecnologici per malattie gravi.
Queste aziende rappresentano la spina dorsale dell'industria farmaceutica globale, con investimenti elevati in R&D e una presenza operativa in molti Paesi.
Tendenze nel settore farmaceutico 2026
- Malattie rare e terapie avanzate: selezione più dura ma interesse alto. Terapie geniche e a RNA restano tra le aree più seguite, ma contano prove di efficacia solide, scalabilità produttiva e sostenibilità economica.
- Prezzi e rimborsi: dal 1° gennaio 2026 sono in vigore i primi Maximum Fair Prices negoziati da Medicare su 10 farmaci; dal 2027 toccherà ad altri 15 (tra cui Ozempic/Wegovy/Rybelsus, Ibrance, Xtandi e Otezla) e la lista del terzo ciclo, valida dal 2028, include per la prima volta anche farmaci di Parte B (tra cui Verzenio, Kisqali, Cosentyx, Erleada, Botox, Xolair ed Entyvio). Più attenzione quindi a potere di prezzo e diversificazione dei ricavi.
- Dazi e accordi MFN negli USA: dopo gli accordi Most Favored Nation con 26 aziende, dal 31 luglio 2026 sono in vigore per le 17 aziende dell'Annex III i dazi Section 232 sui farmaci brevettati importati (Il dazio base è del 100%, scende al 20% per le aziende con piani di onshoring approvati e può essere ridotto ulteriormente negli accordi specifici conclusi con le singole società). Per le big pharma europee il riferimento è l'aliquota del 15% prevista per UE, Giappone, Corea e Svizzera.
- Obesità e cardiometabolico: non solo boom GLP-1, ma seconda ondata su nuove formulazioni, aderenza e dati real-world. Le formulazioni orali sono già arrivate: la FDA ha approvato la pillola Wegovy di Novo Nordisk (dicembre 2025) e, il 1° aprile 2026, Foundayo (orforglipron) di Eli Lilly, primo GLP-1 orale a piccola molecola per l'obesità.
- AI e dati: cresce l'uso di AI per identificare target e molecole, e aumenta il peso delle evidenze su dati reali (RWE) nei dossier regolatori.
- Europa: si rafforza il quadro UE con le Joint Clinical Assessments (HTA/JCA), operative dal 12 gennaio 2025, che spingono ad allineare prima design degli studi e comparatori. Il 28 settembre 2026 il Consiglio UE ha adottato il nuovo pharma package. Il testo prevede 8 anni di protezione dei dati più 1 anno di protezione di mercato, che può essere esteso fino a due anni aggiuntivi al ricorrere delle condizioni previste, tra cui determinati requisiti di innovazione e il soddisfacimento di un bisogno medico non coperto. Il regolamento e la direttiva devono ancora essere adottati formalmente dal Parlamento europeo.
- Produzione più smart: automazione e smart factories per ridurre tempi e colli di bottiglia nella supply chain.
In sintesi, le migliori azioni farmaceutiche del 2026 premiano chi unisce pipeline solida e ricavi diversificati: Eli Lilly e Novo Nordisk guidano il tema cardiometabolico, AstraZeneca e Merck l'oncologia, mentre tra le azioni farmaceutiche italiane quotate DiaSorin resta il nome più solido, dato che Recordati è oggetto dell'OPA di CVC e GBL finalizzata al delisting.
Prima di comprare conviene valutare ogni titolo alla luce del patent cliff e della pressione sui prezzi negli USA (Medicare, accordi MFN e dazi), diversificando tra più nomi o tramite un ETF healthcare. Se preferisci il regime amministrato, Fineco consente di investire su migliaia di azioni internazionali e gestisce direttamente la fiscalità italiana. Il Conto Trading applica una commissione dello 0,19% sul controvalore, con minimo 2,95 € e massimo 19 €.
FAQ
Disclaimer:
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