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BTP 2041 al 4,84%: quotazione, cedola 3,95% e cosa cambia dopo l’asta

Il BTP 3,95% ottobre 2041 ha reso il 4,84% nell’asta del 13 ottobre a un prezzo di 91,13. Il 15 ottobre quota intorno a 91,8. È un titolo lungo, con cedola interessante ma forte sensibilità ai tassi: il rendimento effettivo conta più del semplice 3,95%.
BTP 2041: scadenza a febbraio e a ottobre, cosa cambia

Indice

Il BTP 2041 è tornato improvvisamente al centro dell’attenzione degli investitori. Nell’asta del 13 ottobre il Tesoro ha collocato una nuova tranche del BTP 3,95% con scadenza 1 ottobre 2041, ISIN IT0005694630, per 1,5 miliardi di euro. Le richieste hanno raggiunto quasi 2,4 miliardi, con un rapporto di copertura pari a 1,60, mentre il rendimento lordo di aggiudicazione è salito al 4,84% e il prezzo è stato fissato a 91,13.

Il dato assume ancora più rilievo se confrontato con la precedente asta dello stesso titolo del 10 luglio, quando il rendimento si era fermato al 4,23%: nell’arco di tre mesi il mercato ha quindi richiesto circa 61 punti base in più per prestare denaro allo Stato italiano sulla stessa scadenza.

E non è finita qui. Il 14 ottobre, nella riapertura supplementare riservata agli Specialisti in titoli di Stato, non sono arrivate richieste per i 300 milioni aggiuntivi disponibili sul BTP 2041. Un dato che va però interpretato con cautela: non significa che gli investitori retail abbiano “rifiutato” il titolo, perché il collocamento supplementare segue una procedura distinta ed è riservato agli operatori specialisti. 

Nel frattempo, sul mercato secondario il movimento è già cambiato nuovamente. Nel pomeriggio del 15 ottobre il BTP 3,95% ottobre 2041 quota intorno a 91,8 sul MOT, in rialzo di oltre l’1% rispetto alla seduta precedente, dopo essere arrivato fino a 92,07 durante la giornata. 

BTP 2041 3,95%: caratteristiche e rendimento dopo l’asta

Quando oggi si parla di BTP 2041, il titolo che sta attirando maggiormente l’attenzione è il BTP a tasso fisso con cedola annua del 3,95% e scadenza 1 ottobre 2041, identificato dall’ISIN IT0005694630.

La sesta tranche è stata collocata il 13 ottobre e regolata il 15 ottobre, all'interno di un calendario BTP particolarmente intenso. Per avere un quadro coerente, è importante distinguere i dati dell’asta da quelli del mercato secondario: il rendimento del 4,84% è infatti quello ottenuto in asta, mentre prezzo e rendimento cambiano continuamente dopo la quotazione sul MOT. 

CaratteristicaBTP 3,95% ottobre 2041
ISINIT0005694630
Emissione originaria10 febbraio 2026
Scadenza1 ottobre 2041
Cedola annua lorda3,95%
Cedola semestrale1,975%
Lotto minimo1.000 €
Tranche del 13 ottobreSesta
Prezzo di aggiudicazione91,13
Rendimento lordo in asta4,84%
Importo assegnato1,5 miliardi €
Domanda2,398 miliardi €
Rapporto di copertura1,60
Prezzo di riferimento 14 ottobre90,58
Rendimento effettivo lordo al 14 ottobre4,90%
Rendimento effettivo netto al 14 ottobre4,36%
Duration modificata10,69
Tassazione12,5%

Fonte dati di mercato: Borsa Italiana; risultati d’asta: Banca d’Italia. La tassazione agevolata del 12,5% è quella prevista per i titoli di Stato italiani.

Perché il BTP 2041 rende il 4,84% se la cedola è del 3,95%?

Questo è probabilmente il punto più importante per interpretare correttamente il BTP 2041 3,95%. Cedola e rendimento non sono la stessa cosa.

La cedola rimane fissata al 3,95% annuo del valore nominale per tutta la durata del titolo. Tuttavia, nell’asta del 13 ottobre il BTP è stato collocato a 91,13, quindi ampiamente sotto il valore nominale di 100 che sarà rimborsato alla scadenza. Proprio la combinazione tra cedole incassate e differenza tra prezzo di acquisto e valore di rimborso porta il rendimento effettivo al 4,84%.

Su 10.000 euro nominali, il titolo corrisponde a 395 euro lordi di cedole all’anno, divisi in due pagamenti da 197,50 euro. Applicando alla sola cedola l’aliquota del 12,5%, il flusso annuale diventa circa 345,63 euro netti, ossia 172,81 euro per semestre.

Al prezzo d’asta di 91,13, 10.000 euro nominali corrispondono invece a un prezzo secco teorico di 9.113 euro, al quale vanno aggiunti il rateo maturato ed eventuali costi applicati dall’intermediario. Se il titolo viene mantenuto fino al 1° ottobre 2041, il rimborso avviene a 100, salvo naturalmente il rischio emittente: anche lo scarto tra 91,13 e 100 contribuisce quindi al rendimento complessivo.

Questo spiega perché concentrarsi soltanto sulla frase “BTP 2041 cedola 3,95%” rischia di essere fuorviante: per confrontare il titolo con altre obbligazioni bisogna guardare soprattutto il rendimento effettivo a scadenza.

Quotazione BTP 2041 oggi: il prezzo torna sopra 91

Dopo l’asta, il BTP 1 ottobre 2041 ha continuato a muoversi rapidamente sul mercato secondario. Il prezzo ufficiale del 14 ottobre è stato pari a 90,927, con un prezzo di riferimento di 90,58. Su quest’ultimo livello Borsa Italiana indicava un rendimento effettivo del 4,90% lordo e del 4,36% netto.

Nella seduta del 15 ottobre il quadro si è però invertito: nel pomeriggio il titolo è salito intorno a 91,8, dopo aver toccato un massimo intraday di 92,07. Il movimento ricorda una regola fondamentale del mercato obbligazionario: quando il prezzo sale, il rendimento scende; quando il prezzo scende, il rendimento aumenta.

Il BTP 2041 rimane comunque molto distante dai livelli raggiunti nei mesi precedenti. Nel 2026 Borsa Italiana registra infatti un massimo di 102,62 e un minimo di 89,23: un intervallo di oltre 13 punti che mostra quanto possa essere volatile un’obbligazione con una scadenza ancora così lontana. 

Perché il prezzo del BTP 2041 è sceso così tanto?

Il BTP 2041 è nato soltanto pochi mesi fa. L’emissione originaria risale al febbraio 2026 e avvenne a un prezzo di 99,990, praticamente alla pari, con cedola del 3,95% e rimborso fissato al 1° ottobre 2041. 

Il fatto che oggi il titolo si trovi intorno a 91 non dipende quindi da una modifica delle sue caratteristiche, ma soprattutto dal cambiamento delle condizioni di mercato. Da allora i rendimenti obbligazionari a lungo termine sono aumentati e il mercato ha iniziato a incorporare una traiettoria dei tassi più restrittiva.

La BCE ha aumentato i tassi di riferimento di 25 punti base nella riunione di settembre, spiegando che l’aumento dei prezzi dell’energia e le conseguenti pressioni inflazionistiche stavano modificando le prospettive per l’inflazione e per i tassi. Anche i verbali della riunione sottolineano come l’attenzione dei mercati si sia progressivamente spostata verso l’aumento dei rendimenti a lungo termine. 

Il movimento non riguarda quindi soltanto il singolo BTP ottobre 2041. Il 14 ottobre il rendimento del BTP decennale italiano si trovava al 4,54%, mentre lo spread BTP-Bund aveva chiuso a 108 punti base.

Asta supplementare BTP 2041: perché il 14 ottobre non ci sono state richieste?

Un altro dato che ha attirato l’attenzione nelle ultime ore riguarda l’asta supplementare del 14 ottobre. Il Tesoro aveva messo a disposizione degli Specialisti fino a 300 milioni di euro aggiuntivi del BTP 3,95% ottobre 2041, ma non sono state presentate richieste. La stessa situazione si è verificata anche per gli altri due titoli dell’asta.

È però importante non leggere questo risultato come un improvviso crollo della domanda per i BTP. L’asta ordinaria del giorno precedente aveva registrato richieste per quasi 2,4 miliardi contro 1,5 miliardi assegnati e un rapporto di copertura di 1,60.

Il collocamento supplementare è invece una finestra opzionale riservata agli operatori specialisti, i quali possono acquistare ulteriori titoli alle condizioni stabilite nell’asta. L’assenza di ordini indica quindi che gli specialisti non hanno ritenuto necessario aumentare ulteriormente le proprie assegnazioni a quelle condizioni, ma non equivale a dire che il mercato retail non sia interessato al BTP 2041.

BTP ottobre 2041 o BTP marzo 2041? Attenzione a non confonderli

Chi cerca semplicemente BTP 2041 può imbattersi in più titoli. In particolare, accanto al BTP 3,95% con scadenza ottobre 2041 esiste il BTP 1,8% marzo 2041, ISIN IT0005421703.

Sono due obbligazioni con una scadenza simile, ma con caratteristiche e prezzi molto diversi. Utilizzando per entrambi i dati di riferimento del 14 ottobre è possibile fare un confronto omogeneo. 

BTP 3,95% ottobre 2041

BTP 1,8% marzo 2041

ISIN

IT0005694630

IT0005421703

Scadenza

01/10/2041

01/03/2041

Cedola annua

3,95%

1,80%

Prezzo di riferimento 14/10

90,58

69,32

Rendimento lordo

4,90%

4,83%

Rendimento netto

4,36%

4,54%

Duration modificata

10,69

11,70

Il dato interessante è che, nonostante una cedola molto diversa, il rendimento lordo dei due BTP 2041 è oggi piuttosto vicino. Il BTP marzo 2041 compensa infatti la cedola dell’1,8% con un prezzo decisamente più basso, mentre il BTP ottobre 2041 distribuisce una quota maggiore del rendimento attraverso le cedole periodiche.

Anche la duration è diversa: il BTP marzo 2041, avendo cedole inferiori, presenta una sensibilità leggermente maggiore ai movimenti dei tassi. Per questo il confronto non dovrebbe essere effettuato guardando semplicemente a quale dei due “paga la cedola più alta”.

Esiste inoltre un BTP€i con scadenza nel settembre 2041, ma trattandosi di un titolo indicizzato all’inflazione dell’area euro ha una struttura diversa e non è particolarmente utile inserirlo nello stesso confronto.

La duration del BTP 2041 è il dato da non sottovalutare

Borsa Italiana indica per il BTP 3,95% ottobre 2041 una duration modificata di 10,69. 

È probabilmente il numero più utile per capire perché il prezzo del titolo possa oscillare così tanto. In termini molto semplificati, una duration modificata di 10,69 significa che un movimento di un punto percentuale dei rendimenti può produrre una variazione del prezzo nell’ordine del 10,7% in direzione opposta, prima di considerare la convexity e gli altri fattori di mercato.

Con una variazione dei rendimenti di 50 punti base, quindi, l’impatto teorico sarebbe dell’ordine del 5%. Non si tratta di una previsione del prezzo, ma rende bene l’idea della sensibilità ai tassi di un BTP con quasi quindici anni di vita residua, che incide ovviamente in maniera diversa rispetto ai BTP a 5 anni.

Questo è il motivo per cui un titolo di Stato a lunga scadenza può essere relativamente prevedibile per chi lo acquista con l’intenzione di mantenerlo fino al rimborso, ma molto meno stabile per chi potrebbe aver bisogno di venderlo tra uno, due o cinque anni.

BTP 2041: conviene comprarlo adesso?

Più che chiedersi se il BTP 2041 conviene in senso assoluto, bisogna distinguere tra rendimento a scadenza e possibile andamento del prezzo nei prossimi mesi.

ScenarioPossibile effetto sul BTP 2041
Rendimenti di mercato in caloIl prezzo del BTP tende a salire
Rendimenti sostanzialmente stabiliCedole e rendimento a scadenza diventano la componente dominante
Rendimenti ancora in aumentoIl prezzo può subire nuove pressioni, soprattutto per l’elevata duration

Per un investitore che dispone di un orizzonte coerente con il 2041, il rendimento ottenibile sotto la pari assume un peso maggiore rispetto alle oscillazioni quotidiane della quotazione. Al contrario, chi potrebbe dover vendere il titolo molto prima della scadenza deve considerare attentamente il rischio tasso, perché il prezzo può muoversi sensibilmente anche senza alcun cambiamento nella capacità dello Stato italiano di rimborsare il debito.

È proprio qui che il BTP 2041 si distingue da titoli a tre, cinque o sette anni: il rendimento superiore non è gratuito, ma rappresenta anche la remunerazione richiesta dal mercato per assumere quasi quindici anni di duration e incertezza sui tassi.

Cosa monitorare ora sulla quotazione del BTP 2041

Nelle prossime settimane il prezzo del BTP 3,95% ottobre 2041 dipenderà soprattutto dall’evoluzione dei rendimenti obbligazionari europei. Il mercato continuerà a osservare inflazione, prezzi dell’energia e aspettative sulla politica monetaria della BCE, perché un ulteriore rialzo dei rendimenti a lunga scadenza eserciterebbe pressione sul prezzo, mentre un raffreddamento delle aspettative sui tassi potrebbe favorire un recupero.

Per chi segue il titolo quotidianamente, quindi, ha più senso osservare insieme quotazione BTP 2041, rendimento effettivo, Bund tedesco e spread BTP-Bund, piuttosto che concentrarsi soltanto sulla cedola del 3,95%.

L’altro elemento importante è l’orizzonte temporale. A 91-92 il BTP si trova ancora sensibilmente sotto la pari: per chi arriva fino al 2041 questo scarto entra nella formazione del rendimento finale, mentre per chi vende prima il risultato dipenderà dal prezzo disponibile sul mercato in quel momento.

Domande frequenti sul BTP 2041