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Rendimento BOT 12 mesi ultima asta: 2,967%, ma il 9 ottobre arriva il nuovo annuale

L’ultima asta BOT 12 mesi ha fissato un rendimento lordo del 2,967%. Il 9 ottobre arriva un nuovo annuale da 8 miliardi: sul MOT i BOT vicini ai 12 mesi rendono circa il 3,09%, ma il nuovo tasso sarà noto solo dopo l’asta.
Rendimento del BOT a 12 mesi nell'ultima asta è previsioni sulla nuova del 9 ottobre

Indice

Il rendimento dei BOT a 12 mesi torna al centro dell’attenzione dei risparmiatori italiani. Nell’ultima asta annuale conclusa, quella del 9 settembre 2026, il Tesoro ha collocato il nuovo BOT con scadenza settembre 2027 a un rendimento medio ponderato del 2,967% lordo, circa 20 punti base in più rispetto all’asta precedente. Il prezzo medio ponderato è stato pari a 97,080 e la domanda ha raggiunto 10,44 miliardi di euro a fronte di 7,5 miliardi offerti, con un rapporto di copertura di 1,39.

Ma per chi sta valutando un BOT oggi il dato di settembre rappresenta ormai soltanto il punto di partenza. Venerdì 9 ottobre è infatti prevista una nuova asta BOT a 12 mesi, la prima dopo il rialzo dei tassi deciso dalla BCE a settembre, mentre sul mercato secondario il rendimento dell’annuale già quotato si è riportato poco sopra il 3%.

La domanda diventa quindi particolarmente interessante: quanto potrebbe rendere il nuovo BOT a 12 mesi e quanto resterebbe realmente in tasca dopo tasse e commissioni?

Per chi vuole accedere direttamente alle aste dei Titoli di Stato, Fineco consente di sottoscrivere BOT sul mercato primario a partire da 1.000 euro nominali. La richiesta viene inserita prima dell’asta e il prezzo definitivo viene determinato dal collocamento del Tesoro.

Ultima asta BOT 12 mesi: rendimento, prezzo e domanda

L’ultima asta BOT 12 mesi già conclusa si è svolta il 9 settembre 2026. Il Tesoro ha collocato 7,5 miliardi di euro del nuovo BOT con ISIN IT0005730681, emissione 14 settembre 2026 e scadenza 14 settembre 2027.

Ultima asta BOT 12 mesiDato
Data asta9 settembre 2026
Scadenza14 settembre 2027
ISINIT0005730681
Importo offerto7,5 miliardi €
Importo richiesto10,44 miliardi €
Rapporto di copertura1,39
Prezzo medio ponderato97,080
Rendimento lordo2,967%
Variazione rispetto all’asta precedente+20 pb

Il movimento è significativo perché conferma un'inversione rispetto alla relativa stabilità osservata all’inizio dell’estate. A giugno il BOT annuale era stato collocato intorno al 2,694%, a luglio al 2,690%, mentre ad agosto il rendimento era salito al 2,768%. A settembre il salto al 2,967% ha quindi portato il rendimento dell’annuale quasi tre decimi di punto sopra i livelli di giugno.

Rendimento netto BOT 12 mesi ultima asta: quanto si guadagna con 10.000 euro?

Il rendimento netto del BOT 12 mesi dell’ultima asta non si ottiene semplicemente prendendo il 2,967% lordo e considerandolo come interesse accreditato sul conto. I BOT sono titoli zero coupon: vengono acquistati sotto la pari e rimborsati a 100, quindi il guadagno nasce dallo scarto tra prezzo di sottoscrizione e valore nominale.

Prendendo come riferimento l’ultima asta e un valore nominale di 10.000 euro, il prezzo medio di 97,080 corrisponde a circa 9.708 euro di controvalore del titolo. Alla scadenza il rimborso nominale sarebbe di 10.000 euro, con uno scarto lordo di circa 292 euro.

Sullo scarto di emissione dei Titoli di Stato si applica l’imposta sostitutiva agevolata del 12,5%. Considerando anche una commissione di sottoscrizione pari al massimo consentito per un BOT annuale, pari allo 0,15%, il guadagno effettivo dell’esempio si riduce a circa 240 euro, equivalente a un rendimento netto nell’ordine del 2,47%, prima dell'eventuale imposta di bollo e di ulteriori costi legati al deposito titoli.

Esempio su 10.000 € nominaliImporto indicativo
Prezzo BOT dell’ultima asta97,080
Controvalore titoli~9.708 €
Rimborso a scadenza10.000 €
Guadagno lordo~292 €
Tassazione sullo scarto~36,5 €
Commissione massima ipotizzata15 €
Guadagno netto stimato~240,5 €
Rendimento netto indicativo~2,47%

Il costo effettivo può però essere inferiore perché ogni intermediario può applicare commissioni più basse rispetto al tetto previsto. Fineco, per esempio, indica attualmente una commissione dello 0,10% per BOT con vita residua pari o superiore a 331 giorni.

Nuova asta BOT 12 mesi del 9 ottobre 2026: tutti i dettagli

Secondo il calendario delle aste di BOT e BTP, la prossima asta BOT 12 mesi è fissata per venerdì 9 ottobre 2026. Il Tesoro offrirà una nuova emissione annuale per complessivi 8 miliardi di euro, alla quale potrà aggiungersi un collocamento supplementare fino a 1,2 miliardi riservato agli Specialisti in Titoli di Stato.

Il nuovo BOT ha codice ISIN IT0005735094, una durata di 365 giorni, data di emissione e regolamento il 14 ottobre 2026 e scadenza il 14 ottobre 2027. Nella stessa giornata del 14 ottobre arriveranno inoltre a scadenza 9,9 miliardi di BOT annuali, un importo superiore agli 8 miliardi offerti nella nuova asta.

Nuova asta BOT ottobre 2026Dato
Data asta9 ottobre 2026
ISINIT0005735094
Emissione14 ottobre 2026
Scadenza14 ottobre 2027
Durata365 giorni
Importo offerto8 miliardi €
TranchePrima
Regolamento14 ottobre 2026
Importo supplementarefino a 1,2 miliardi €

Alla data di aggiornamento di questo articolo, 8 ottobre 2026, il rendimento della nuova asta non è quindi ancora conosciuto. È un punto importante perché il 2,967% appartiene all’emissione di settembre: indicarlo come rendimento della nuova emissione sarebbe scorretto.

Il nuovo BOT può superare il 3%? Cosa dice il mercato

Un'indicazione interessante arriva però dal mercato secondario.

Il BOT con scadenza 14 settembre 2027, cioè l’annuale emesso nell’asta precedente, il 7 ottobre quotava sul MOT intorno a 97,206. Borsa Italiana indicava un rendimento effettivo a scadenza nell’ordine del 3,09% lordo e del 2,70% netto.

Questo non significa che il BOT del 9 ottobre sarà necessariamente aggiudicato al 3,09%, perché il risultato dell’asta dipenderà dalle richieste presentate dagli operatori e dalle condizioni di mercato presenti nel momento del collocamento. È però un riferimento molto più aggiornato rispetto al 2,967% dell’asta di settembre e suggerisce che la soglia del 3% lordo sia tornata nell’area dei rendimenti espressi dal mercato sui BOT annuali.

A cambiare il quadro è stata anche la BCE. Il 10 settembre il Consiglio direttivo ha aumentato di 25 punti base i tre tassi ufficiali, portando il tasso sui depositi al 2,50%, quello sulle operazioni di rifinanziamento principali al 2,65% e il tasso sulle operazioni di rifinanziamento marginale al 2,90%, con effetto dal 16 settembre.

L’asta del 9 ottobre sarà dunque la prima emissione annuale di BOT successiva a quel rialzo, mentre la precedente asta si era svolta il 9 settembre, appena un giorno prima della decisione BCE. È uno dei motivi per cui il risultato di ottobre sarà particolarmente interessante per capire fino a che punto il nuovo scenario dei tassi sia stato trasferito sulla parte breve della curva italiana.

Come si sono mossi i rendimenti dei BOT a 12 mesi

L'andamento delle ultime aste mostra con chiarezza il cambio di direzione.

Asta BOT annualeRendimento lordo
Giugno 20262,694%
Luglio 20262,690%
Agosto 20262,768%
Settembre 20262,967%
Ottobre 2026da determinare il 9 ottobre

Tra giugno e settembre il rendimento dell’annuale è salito quindi di circa 27 punti base, con l'accelerazione più evidente proprio nell'ultima asta.

Il dato di ottobre consentirà di capire se il movimento sopra il 3% osservato sul mercato secondario si trasferirà anche sulle nuove emissioni del Tesoro oppure se la domanda degli investitori contribuirà a mantenere il rendimento dell'asta leggermente più basso.

BOT 12 mesi oggi: quando può avere senso per un investitore?

Un BOT annuale svolge soprattutto una funzione di gestione della liquidità su un orizzonte temporale definito. Chi sa di non aver bisogno di una determinata somma per circa dodici mesi può conoscere già al momento dell’acquisto quale sarà il valore rimborsato alla scadenza, mentre il rendimento viene determinato dal prezzo pagato. È uno dei tanti modi per realizzare un investimento sul breve periodo.

Questo rende il BOT molto diverso da un investimento azionario e anche da un ETF obbligazionario: non c’è una cedola da reinvestire e, se il titolo viene mantenuto fino alla scadenza, le oscillazioni intermedie di prezzo perdono gran parte della loro importanza. Resta naturalmente il rischio dell’emittente sovrano e, soprattutto per chi vende prima della scadenza, il rischio che il prezzo di mercato sia inferiore a quello pagato.

Il punto da valutare oggi è soprattutto il costo opportunità. Con rendimenti dei BOT annuali tornati vicino al 3% lordo, immobilizzare la liquidità per dodici mesi è diventato più remunerativo rispetto alla prima parte del 2026, ma bisogna comunque confrontare il risultato netto con quello disponibile su conti deposito, conti remunerati, ETF monetari e titoli di Stato con scadenze differenti.

Chi preferisce confrontare BOT, BTP e altre obbligazioni già negoziate sul mercato secondario può utilizzare un intermediario con accesso diretto al mercato obbligazionario. SAXO include nella propria offerta BTP, BOT e migliaia di obbligazioni governative e corporate.

BOT 12 mesi o conto deposito?

Il confronto con i conti deposito è particolarmente interessante perché un tasso nominale apparentemente più alto non implica necessariamente un rendimento netto superiore.

I BOT e gli altri Titoli di Stato italiani beneficiano infatti della tassazione agevolata al 12,5%, mentre sugli interessi dei conti deposito si applica generalmente il 26%. Per questo un BOT intorno al 3% lordo può risultare competitivo anche nei confronti di depositi che pubblicizzano tassi lordi leggermente superiori.

La differenza non si esaurisce però nel rendimento: un BOT può essere venduto sul mercato prima della scadenza, ma al prezzo disponibile in quel momento, mentre un conto deposito può prevedere condizioni di svincolo differenti. Per confrontare correttamente i due strumenti bisogna quindi guardare rendimento netto, costi, tassazione, liquidità e durata effettiva dell'investimento, non soltanto il tasso indicato nella pubblicità.

E il nuovo BTP Valore di ottobre?

C'è anche un'altra emissione del Tesoro da tenere d'occhio. Dal 19 al 23 ottobre 2026 è previsto il collocamento del nuovo BTP Valore, per la prima volta affiancato dal BTP Valore Insieme. Entrambi avranno una durata di cinque anni, mentre i relativi tassi minimi saranno comunicati il 16 ottobre.

BOT e BTP Valore non sono però alternative perfettamente sovrapponibili. Con il BOT si rimane sulla scadenza di un anno e sulla gestione della liquidità a breve termine; con il BTP Valore si accetta invece una durata molto superiore e, di conseguenza, una maggiore esposizione alle variazioni dei tassi se si decide di vendere prima della scadenza. Il confronto corretto non sarà quindi semplicemente “quale rende di più?”, ma per quanto tempo posso realmente lasciare investito il capitale?

Chi sta considerando l'acquisto di BOT annuali potrebbe valutare anche i BTP Short Term, titoli di Stato italiani con una durata originaria generalmente compresa tra 18 e 36 mesi, che prevedono il pagamento di cedole fisse semestrali. La differenza principale rispetto ai BOT riguarda quindi sia l'orizzonte temporale sia il meccanismo di remunerazione: i BOT non distribuiscono cedole e generano un rendimento attraverso lo scarto tra prezzo di acquisto e rimborso, mentre i BTP Short Term offrono flussi periodici e un rendimento effettivo che dipende anche dal prezzo di sottoscrizione.

Il confronto è particolarmente interessante nell'attuale contesto dei tassi. Accettare una scadenza più lunga può consentire di ottenere condizioni differenti rispetto a un BOT annuale, ma non garantisce necessariamente un rendimento superiore e comporta una maggiore sensibilità alle oscillazioni dei prezzi in caso di vendita anticipata.

Come comprare BOT a 12 mesi: asta o mercato secondario?

Ci sono due modi principali per acquistare un BOT. Il primo è partecipare alla fase di emissione, inoltrando la prenotazione attraverso una banca o un intermediario abilitato prima della chiusura prevista per il pubblico. Il risparmiatore non presenta direttamente un'offerta al Tesoro: è l'intermediario a partecipare all'asta e successivamente ad assegnare il titolo al cliente.

Il secondo consiste nell'acquistare un BOT già emesso sul mercato secondario, principalmente sul MOT di Borsa Italiana. In questo caso il prezzo è immediatamente visibile e il rendimento può essere calcolato sulla base del prezzo corrente e del tempo che manca alla scadenza.

La differenza è importante. In asta il rendimento definitivo non è conosciuto in anticipo; sul mercato secondario, invece, prezzo e rendimento sono osservabili prima dell'ordine, anche se possono cambiare continuamente durante la seduta. La semplicità di acquistare sul mercato secondario è poter contare su grandi broker per obbligazioni come i già citati Fineco e Saxo.

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Rendimento BOT 12 mesi: cosa guardare dopo l’asta del 9 ottobre

Il numero da osservare non sarà soltanto il rendimento medio ponderato. Per capire realmente come il mercato sta valutando il nuovo BOT sarà utile confrontarlo con il 2,967% di settembre, verificare il prezzo medio di aggiudicazione e osservare il rapporto tra domanda e offerta.

Un rendimento superiore al 3% confermerebbe il rialzo già visibile sul mercato secondario e il trasferimento delle nuove condizioni monetarie sulla parte breve della curva. Un rendimento più vicino ai livelli di settembre indicherebbe invece una domanda particolarmente sostenuta o un parziale rientro dei tassi di mercato.

In entrambi i casi, il rendimento dell’asta dovrà poi essere tradotto in rendimento netto effettivo, sottraendo tassazione e commissioni: è quel numero, più del semplice tasso lordo riportato nei titoli delle notizie, che permette di confrontare il BOT con le altre alternative disponibili per la liquidità a dodici mesi.

L’ultima asta ha già segnato un cambio di passo, con il rendimento BOT 12 mesi salito al 2,967%, ma l’emissione del 9 ottobre sarà probabilmente ancora più significativa perché sarà la prima annuale collocata dopo il rialzo dei tassi BCE di settembre.

Il mercato secondario sta già mostrando rendimenti leggermente superiori al 3%, ma sarà l’asta a stabilire il livello effettivo della nuova emissione. Per l’investitore, la verifica decisiva resterà quella sul rendimento netto dopo fiscalità e costi, confrontandolo con le alternative disponibili sullo stesso orizzonte temporale.

FAQ sul rendimento BOT 12 mesi