Prossima asta BTP 5 anni: rendimento 4,08% e prossima data

Indice
La prossima asta BTP 5 anni non è ancora stata annunciata nei dettagli dal Tesoro. L'ultimo appuntamento, quello del 29 settembre 2026, si è però chiuso con un dato importante: il nuovo BTP con scadenza 1° febbraio 2032 e cedola del 3,95% è stato collocato a un rendimento lordo del 4,08%.
Il prezzo di aggiudicazione è stato pari a 99,58, con 3,5 miliardi di euro assegnati a fronte di richieste per circa 5,39 miliardi. Dal 30 settembre il titolo è inoltre negoziabile sul MOT con codice ISIN IT0005733636.
Per il prossimo BTP quinquennale bisogna ora guardare alle aste di fine ottobre. Il calendario del Tesoro prevede un nuovo appuntamento con i titoli a medio-lungo termine il 29 ottobre, ma sarà il comunicato pubblicato in prossimità dell'asta a confermare se verrà effettivamente riaperto il BTP febbraio 2032.
Prossima asta BTP 5 anni: quando è e quale titolo viene emesso?
Al 1° ottobre 2026 non è ancora possibile affermare che il prossimo BTP a 5 anni verrà collocato con certezza il 29 ottobre.
Il calendario ufficiale prevede due aste di titoli a medio-lungo termine nel mese: il 13 e il 29 ottobre. La composizione di ciascuna asta, però, viene comunicata soltanto pochi giorni prima e il Tesoro può scegliere quali scadenze offrire in funzione del proprio programma di finanziamento e delle condizioni di mercato.
Per il quinquennale, quindi, il prossimo appuntamento da seguire è soprattutto quello di fine mese. Il comunicato relativo all'asta del 29 ottobre dovrebbe chiarire se il nuovo BTP febbraio 2032 verrà riaperto con una seconda tranche.
Chi vuole tenere sotto controllo anche tutte le altre emissioni può consultare il nostro calendario delle aste BTP 2026.
Risultato dell'ultima asta BTP 5 anni
Il 29 settembre il Tesoro ha inaugurato un nuovo benchmark quinquennale, destinato a sostituire progressivamente il precedente BTP giugno 2031 come riferimento sulla parte a cinque anni della curva italiana.
Caratteristica | BTP febbraio 2032 |
|---|---|
Data asta | 29 settembre 2026 |
Regolamento | 1° ottobre 2026 |
Scadenza | 1° febbraio 2032 |
ISIN | IT0005733636 |
Tranche | Prima |
Cedola annua lorda | 3,95% |
Prezzo di aggiudicazione | 99,58 |
Rendimento lordo in asta | 4,08% |
Importo assegnato | 3,5 miliardi € |
Domanda | 5,389 miliardi € |
Rapporto domanda/offerta | circa 1,54 |
Il dato più significativo è probabilmente il rendimento. Il 4,08% rappresenta un aumento di circa 63 punti base rispetto al 3,44% registrato nell'asta del precedente quinquennale del 28 agosto.
Il titolo è stato collocato leggermente sotto la pari, a 99,58. Proprio questa differenza tra prezzo e valore di rimborso contribuisce a portare il rendimento effettivo sopra la cedola nominale del 3,95%.
Quanto rende il BTP 5 anni?
Dopo l'asta possiamo finalmente distinguere tra numeri che prima erano soltanto indicativi.
La cedola del nuovo BTP è pari al 3,95% lordo annuo. Il rendimento lordo all'emissione, invece, è risultato pari a circa il 4,08%, perché il titolo è stato aggiudicato sotto 100.
Sono due grandezze diverse.
La cedola determina gli interessi corrisposti sul valore nominale del titolo. Il rendimento tiene conto anche del prezzo pagato e del rimborso finale a 100.
La distinzione è già diventata visibile sul mercato secondario. Nella prima giornata di negoziazione sul MOT, il 30 settembre, il nuovo BTP ha raggiunto un prezzo di riferimento di 100,50. A quel prezzo Borsa Italiana indicava un rendimento effettivo lordo a scadenza del 3,88%.
Il motivo è semplice: quando il prezzo di un'obbligazione sale, a parità di cedole e rimborso finale, il suo rendimento tende a scendere.
Per questo il 4,08% non deve essere interpretato come un rendimento garantito a chi acquista oggi il BTP sul mercato. È il rendimento ottenuto in occasione dell'asta del 29 settembre.
Rendimento BTP 5 anni: come è cambiato nelle ultime aste
La dinamica delle aste del 2026 aiuta a capire meglio il contesto. Dopo aver raggiunto il 3,48% nell'asta di marzo, il rendimento del BTP quinquennale era progressivamente sceso fino al 3,03% di giugno, per poi tornare a salire: 3,39% a luglio e 3,44% nell'asta del 28 agosto.
| Asta BTP 5 anni | Rendimento lordo |
|---|---|
| 29 aprile 2026 | 3,32% |
| 28 maggio 2026 | 3,16% |
| 26 giugno 2026 | 3,03% |
| 30 luglio 2026 | 3,39% |
| 28 agosto 2026 | 3,44% |
| 29 settembre 2026 | 4,08% |
Tra giugno e settembre il rendimento d'asta è quindi aumentato di oltre un punto percentuale.
Non significa che il rischio di credito dell'Italia sia cambiato nella stessa misura. I rendimenti dei BTP dipendono anche dal livello generale dei tassi, dall'andamento degli altri titoli governativi europei, dalle aspettative sull'inflazione e dalla domanda degli investitori.
Quello che l'asta del 29 settembre conferma è che il Tesoro, sulla scadenza a cinque anni, sta finanziandosi a condizioni sensibilmente più onerose rispetto all'inizio dell'estate.
Cedola 3,95% e rendimento: quanto rimane al netto delle tasse?
I Titoli di Stato italiani beneficiano di una tassazione agevolata del 12,5%, inferiore all'aliquota del 26% normalmente applicata a molti altri redditi finanziari.
Considerando soltanto la cedola nominale del 3,95%, l'importo corrispondente dopo l'applicazione dell'imposta del 12,5% sarebbe pari a circa 3,456% annuo sul valore nominale.
Questo valore, tuttavia, non coincide con il rendimento netto effettivo a scadenza. Quest'ultimo dipenderà anche dal prezzo pagato per acquistare il BTP, dallo scarto rispetto al valore di rimborso pari a 100 e dagli eventuali costi sostenuti dall'investitore.
È quindi più corretto attendere il prezzo di aggiudicazione prima di stabilire quanto rende effettivamente il nuovo BTP febbraio 2032.
Quanto rende un investimento di 10.000 euro nel nuovo BTP?
Con 10.000 euro di valore nominale, la cedola annua a regime del 3,95% corrisponde a:
395 euro lordi all'anno.
Applicando esclusivamente l'imposta del 12,5%, rimangono circa:
345,63 euro netti all'anno di cedole.
C'è però una particolarità nel primo pagamento.
Il titolo ha godimento dal 1° ottobre 2026 e la prima cedola sarà pagata il 1° febbraio 2027. Poiché il primo periodo è più corto di un semestre completo, il relativo tasso lordo è dell'1,320245%.
Su 10.000 euro nominali significa circa 132,02 euro lordi per la prima cedola, prima della tassazione.
Dalla cedola successiva il titolo entra invece nel normale ciclo semestrale.
Ancora una volta, queste cifre descrivono soltanto il flusso delle cedole. Non rappresentano da sole il rendimento complessivo dell'investimento.
Nuovo BTP 2032 o precedente BTP a 5 anni?
L'asta del 29 settembre segna anche il passaggio dal precedente benchmark, il BTP 3,15% con scadenza 1° giugno 2031, al nuovo titolo con scadenza febbraio 2032.
A prima vista il nuovo titolo può sembrare più interessante perché paga una cedola del 3,95%. Ma confrontare due BTP soltanto attraverso la cedola porta facilmente a conclusioni sbagliate.
Il BTP giugno 2031, per esempio, il 30 settembre quotava intorno a 96,6 sul MOT e presentava un rendimento effettivo lordo vicino al 4%. La cedola è quindi più bassa, ma anche il prezzo di acquisto è sensibilmente inferiore a 100.
Il nuovo febbraio 2032, nello stesso momento, quotava invece intorno a 100,5.
La scelta tra i due dipende quindi dal rendimento effettivo, dalla scadenza residua, dal prezzo e dall'orizzonte temporale dell'investitore, non semplicemente dall'importo della cedola.
BTP a 5 anni o BTP a 10 anni: cosa cambia nell'asta del 29 settembre?
Nella stessa asta il Tesoro offre anche la terza tranche del BTP a 10 anni con scadenza 1° ottobre 2036, cedola annua del 4% e codice ISIN IT0005729931, per un importo compreso tra 2,5 e 3 miliardi di euro. Completa l'offerta un CCTeu con scadenza aprile 2036; nel complesso, il Tesoro può collocare fino a 8 miliardi di euro.
La differenza di cedola tra quinquennale e decennale appare quindi minima — 3,95% contro 4% — ma ancora una volta la cedola da sola non basta a effettuare il confronto. Il titolo decennale presenta una durata sensibilmente superiore e, di conseguenza, normalmente una maggiore sensibilità delle quotazioni alle variazioni dei tassi di interesse.
Per un investitore che potrebbe avere necessità di vendere il titolo prima della scadenza, questo elemento è particolarmente rilevante.
Come comprare il BTP a 5 anni in asta?
I risparmiatori non presentano direttamente un'offerta al Tesoro, ma possono richiedere la sottoscrizione attraverso una banca o un intermediario autorizzato che partecipa al collocamento.
Per l'asta del 29 settembre 2026, il termine indicato per le prenotazioni da parte del pubblico era il 28 settembre; le offerte degli operatori vengono invece presentate il giorno dell'asta e il regolamento è previsto per il 1° ottobre.
Questo significa che chi non ha prenotato il titolo entro il termine stabilito non può normalmente decidere la mattina stessa dell'asta di partecipare tramite il canale retail. Dopo l'emissione, tuttavia, il BTP potrà essere acquistato sul mercato secondario, ovvero attraverso quelli che sono i migliori broker per obbligazioni, dove il suo prezzo varierà continuamente in funzione di domanda, offerta e andamento dei rendimenti.
Fineco permette di partecipare alle aste dei Titoli di Stato direttamente dall'area riservata e di negoziare successivamente BTP e altre obbligazioni sui mercati MOT ed EuroMOT. La sottoscrizione dei BTP in asta parte da 1.000 euro nominali e, per i titoli di Stato a medio-lungo termine, Fineco indica l'assenza di commissioni di sottoscrizione.
Anche Saxo consente di investire in BTP, BOT e altre obbligazioni governative e corporate attraverso le proprie piattaforme. Per le obbligazioni denominate in euro, il profilo Bronze prevede attualmente una commissione di 7 euro per ordini inferiori a 50.000 euro, mentre per importi superiori si applica una commissione percentuale variabile in funzione del profilo del cliente.


Regolamento
Commissione Nazionale per le Società e la Borsa (CONSOB)
Commissione Nazionale per le Società e la Borsa (CONSOB)
Prodotti offerti
Azioni, ETF, Opzioni, Futures, CFD, Titoli di Stato, Commodities, Piano d'Accumulo del Capitale
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Comprare in asta o aspettare il mercato secondario?
Non esiste una risposta valida in assoluto, perché le due modalità implicano dinamiche differenti.
Acquistando in asta, il risparmiatore sottoscrive il titolo al prezzo determinato dal collocamento e partecipa alla nuova emissione fin dall'inizio. Sul mercato secondario, invece, il BTP può essere comprato e venduto in qualsiasi seduta di negoziazione, ma il prezzo cambia continuamente.
Aspettare il mercato secondario permette quindi di conoscere già il prezzo iniziale stabilito dall'asta e osservare le prime quotazioni, ma espone anche al rischio che il titolo si muova rapidamente in una direzione sfavorevole. Allo stesso modo, comprare in asta significa non conoscere in anticipo il prezzo esatto di aggiudicazione.
In entrambi i casi, ciò che conta non è soltanto la cedola, bensì il rendimento effettivo rispetto al prezzo pagato.
Perché l'asta del 29 settembre è importante per il mercato dei BTP?
La nuova emissione arriva dopo un settembre caratterizzato da una risalita significativa dei rendimenti sulla parte intermedia della curva italiana. Tra il 1° e il 28 settembre, il rendimento del BTP a cinque anni indicato sul mercato è passato da circa 3,58% a oltre il 4%.
Il risultato dell'asta offre quindi agli investitori tre informazioni particolarmente interessanti: il livello di rendimento richiesto al nuovo benchmark, il prezzo al quale verrà collocato e la domanda raccolta dal Tesoro.
Proprio il rapporto tra quantità richiesta e quantità offerta — spesso indicato come bid-to-cover — sarà uno dei parametri da osservare quando verranno pubblicati i risultati definitivi dell'asta.
Quando sarà la prossima asta BTP a 5 anni?
Il Tesoro pubblica annualmente un calendario delle aste e comunica successivamente, prima di ciascun appuntamento, quali titoli e quali tranche saranno effettivamente offerti.
Non tutte le aste a medio-lungo termine comprendono necessariamente un BTP a cinque anni: il MEF può scegliere tra nuovi benchmark e riaperture di titoli già in circolazione in funzione del programma di finanziamento e delle condizioni di mercato.
Per questo motivo, dopo l'asta del 29 settembre 2026, sarà necessario verificare il successivo comunicato del Tesoro per sapere quando il nuovo BTP febbraio 2032 verrà nuovamente offerto.
Prossima asta BTP 5 anni: cosa monitorare adesso
L'elemento centrale dell'appuntamento del 29 settembre sarà il rendimento di aggiudicazione del nuovo BTP febbraio 2032. La cedola del 3,95% è già nota, mentre il prezzo stabilito dall'asta determinerà il rendimento effettivo iniziale del titolo.
Il confronto più immediato sarà con il 3,44% ottenuto dal precedente quinquennale nell'asta del 28 agosto e con i rendimenti intorno al 4% raggiunti dalla scadenza a cinque anni sul secondario alla vigilia del nuovo collocamento.
Una volta pubblicati i risultati, sarà quindi possibile valutare non soltanto quanto rende il nuovo BTP a 5 anni, ma anche quale segnale l'asta manda sul costo di finanziamento dell'Italia e sull'appetito degli investitori per il debito pubblico italiano.


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