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Prossima asta BTP 5 anni: oggi debutta il nuovo titolo al 3,95%. Quanto può rendere?

Il 29 settembre debutta il nuovo BTP a 5 anni con scadenza febbraio 2032 e cedola del 3,95%. Il rendimento effettivo sarà determinato dall’asta, con il quinquennale italiano sul secondario vicino al 4% alla vigilia del collocamento.
Prossima asta BTP quinquennale: rendimenti attesi, cedola e come acquistarli

Indice

La prossima asta BTP 5 anni è uno degli appuntamenti più interessanti di questo finale di settembre: oggi, martedì 29 settembre 2026, il Tesoro porta infatti sul mercato un nuovo BTP quinquennale, con scadenza il 1° febbraio 2032 e cedola annua lorda fissata al 3,95%. Non si tratta quindi della riapertura di un titolo già esistente, ma della prima tranche di una nuova emissione destinata a diventare il riferimento sulla parte a cinque anni della curva italiana.

L'asta arriva inoltre in un momento particolarmente interessante per il mercato obbligazionario. Il rendimento del BTP a 5 anni sul mercato secondario si è riportato intorno al 4% alla vigilia del collocamento, dopo essere salito sensibilmente nel corso di settembre, mentre nell'ultima asta del precedente quinquennale, il 28 agosto, il rendimento di aggiudicazione si era fermato al 3,44%. Il risultato dell'asta del 29 settembre permetterà quindi di capire a quale rendimento gli investitori sono disposti a finanziare oggi il Tesoro italiano su questa scadenza.

Fineco consente di partecipare alle aste di BTP e altri Titoli di Stato dal mercato primario a partire da 1.000 euro nominali. Per BTP, CCT e BTP€i non sono previste commissioni di sottoscrizione in asta.

Prossima asta BTP 5 anni: quando è e quale titolo viene emesso?

Come si legge nel calendario delle aste dei BTP, l'appuntamento è fissato per 29 settembre 2026, con regolamento dell'operazione il 1° ottobre 2026. Il protagonista è un nuovo BTP a 5 anni che avrà scadenza il 1° febbraio 2032 e una cedola nominale annua del 3,95%, corrisposta normalmente in due pagamenti semestrali.

Il Tesoro offrirà tra 3 e 3,5 miliardi di euro del nuovo quinquennale; trattandosi della prima tranche, è inoltre prevista un'asta supplementare riservata agli specialisti per un massimo di 1,05 miliardi. Il codice ISIN viene attribuito in occasione dell'emissione.

CaratteristicaNuovo BTP 5 anni
Data asta29 settembre 2026
Emissione1° ottobre 2026
Scadenza1° febbraio 2032
TranchePrima
Cedola annua lorda3,95%
Prima cedola1° febbraio 2027
Importo offerto3-3,5 miliardi €
Asta supplementarefino a 1,05 miliardi €
ISINattribuito all'emissione

C'è inoltre una particolarità da tenere presente. Poiché il titolo viene emesso il 1° ottobre ma la prima cedola viene pagata già il 1° febbraio 2027, il primo periodo cedolare è più breve del normale: la prima cedola corta ha un tasso lordo dell'1,320245%, calcolato su 123 giorni rispetto a un semestre convenzionale di 184 giorni. Successivamente le cedole saranno corrisposte il 1° febbraio e il 1° agosto di ogni anno.

Quanto rende il BTP 5 anni?

È qui che occorre distinguere un dato già noto da uno che conosceremo soltanto dopo l'asta. Il 3,95% è la cedola nominale annua, non necessariamente il rendimento effettivo del nuovo BTP.

Il rendimento dipende infatti dal prezzo di aggiudicazione. Se un titolo con valore nominale 100 viene acquistato sotto la pari, il rendimento effettivo tende a essere superiore alla cedola; se invece viene acquistato sopra 100, tende a essere inferiore. Alla vigilia dell'asta il rendimento di mercato del BTP italiano sulla scadenza a cinque anni si collocava intorno al 4,04%, un riferimento utile per capire le condizioni con cui il nuovo titolo arriva sul mercato, ma non una previsione del rendimento che sarà stabilito oggi.

Per questo motivo, chi cerca il rendimento BTP 5 anni oggi deve fare attenzione a non confondere tre numeri diversi:

  • cedola del nuovo BTP: 3,95% lordo annuo;
  • rendimento del quinquennale sul mercato secondario: circa 4,04% alla chiusura del 28 settembre;
  • rendimento di aggiudicazione della nuova asta: sarà determinato dal prezzo risultante dall'asta del 29 settembre.

Il confronto è particolarmente interessante perché mostra quanto siano cambiate le condizioni di mercato nelle ultime settimane.

Rendimento BTP 5 anni: come è cambiato nelle ultime aste

La dinamica delle aste del 2026 aiuta a capire meglio il contesto. Dopo aver raggiunto il 3,48% nell'asta di marzo, il rendimento del BTP quinquennale era progressivamente sceso fino al 3,03% di giugno, per poi tornare a salire: 3,39% a luglio e 3,44% nell'asta del 28 agosto.

Asta BTP 5 anniRendimento lordo
29 aprile 20263,32%
28 maggio 20263,16%
26 giugno 20263,03%
30 luglio 20263,39%
28 agosto 20263,44%
29 settembre 2026da determinare

Il movimento registrato sul mercato secondario durante settembre suggerisce però uno scenario molto diverso rispetto a quello dell'asta precedente. Il rendimento del quinquennale, secondo i dati disponibili alla chiusura del 28 settembre, è arrivato al 4,043%, dopo essere stato intorno al 3,56% alla fine di agosto.

Ciò non significa automaticamente che il nuovo titolo sarà collocato esattamente a quel rendimento, ma rende il risultato dell'asta particolarmente significativo: permetterà di verificare se il repricing osservato sul mercato secondario verrà confermato anche sul nuovo benchmark.

Cedola 3,95% e rendimento: quanto rimane al netto delle tasse?

I Titoli di Stato italiani beneficiano di una tassazione agevolata del 12,5%, inferiore all'aliquota del 26% normalmente applicata a molti altri redditi finanziari.

Considerando soltanto la cedola nominale del 3,95%, l'importo corrispondente dopo l'applicazione dell'imposta del 12,5% sarebbe pari a circa 3,456% annuo sul valore nominale.

Questo valore, tuttavia, non coincide con il rendimento netto effettivo a scadenza. Quest'ultimo dipenderà anche dal prezzo pagato per acquistare il BTP, dallo scarto rispetto al valore di rimborso pari a 100 e dagli eventuali costi sostenuti dall'investitore.

È quindi più corretto attendere il prezzo di aggiudicazione prima di stabilire quanto rende effettivamente il nuovo BTP febbraio 2032.

Quanto rende un investimento di 10.000 euro nel nuovo BTP?

Possiamo invece calcolare fin da subito la componente cedolare.

Su 10.000 euro nominali, una cedola annua del 3,95% equivale, a regime, a 395 euro lordi all'anno. Applicando la tassazione del 12,5% prevista per i Titoli di Stato italiani, la componente cedolare sarebbe di circa 345,63 euro netti annui, senza considerare prezzo di acquisto, eventuale capital gain o loss alla scadenza e altri costi.

Anche in questo caso bisogna quindi evitare di interpretare 345,63 euro come il guadagno complessivo annuo dell'investimento: se il BTP viene aggiudicato sotto o sopra 100, il rendimento effettivo cambia.

Nuovo BTP 2032 o precedente BTP a 5 anni?

L'asta del 29 settembre segna anche il passaggio dal precedente benchmark, il BTP 3,15% con scadenza 1° giugno 2031, al nuovo titolo con scadenza febbraio 2032.

Il vecchio quinquennale aveva una cedola nominale decisamente più bassa, pari al 3,15%, ma questo non significa automaticamente che oggi sia meno redditizio. Sul mercato secondario il suo prezzo si adegua alle nuove condizioni dei tassi e, acquistandolo sotto la pari, l'investitore può ottenere un rendimento superiore alla sola cedola.

È uno dei motivi per cui, quando si confrontano due BTP, guardare soltanto la cedola può essere fuorviante. Il parametro più significativo per un investitore che intenda mantenere il titolo fino alla scadenza è generalmente il rendimento effettivo a scadenza, insieme naturalmente alla durata residua e al rischio di oscillazione del prezzo prima del rimborso.

BTP a 5 anni o BTP a 10 anni: cosa cambia nell'asta del 29 settembre?

Nella stessa asta il Tesoro offre anche la terza tranche del BTP a 10 anni con scadenza 1° ottobre 2036, cedola annua del 4% e codice ISIN IT0005729931, per un importo compreso tra 2,5 e 3 miliardi di euro. Completa l'offerta un CCTeu con scadenza aprile 2036; nel complesso, il Tesoro può collocare fino a 8 miliardi di euro.

La differenza di cedola tra quinquennale e decennale appare quindi minima — 3,95% contro 4% — ma ancora una volta la cedola da sola non basta a effettuare il confronto. Il titolo decennale presenta una durata sensibilmente superiore e, di conseguenza, normalmente una maggiore sensibilità delle quotazioni alle variazioni dei tassi di interesse.

Per un investitore che potrebbe avere necessità di vendere il titolo prima della scadenza, questo elemento è particolarmente rilevante.

Come comprare il BTP a 5 anni in asta?

I risparmiatori non presentano direttamente un'offerta al Tesoro, ma possono richiedere la sottoscrizione attraverso una banca o un intermediario autorizzato che partecipa al collocamento.

Per l'asta del 29 settembre 2026, il termine indicato per le prenotazioni da parte del pubblico era il 28 settembre; le offerte degli operatori vengono invece presentate il giorno dell'asta e il regolamento è previsto per il 1° ottobre.

Questo significa che chi non ha prenotato il titolo entro il termine stabilito non può normalmente decidere la mattina stessa dell'asta di partecipare tramite il canale retail. Dopo l'emissione, tuttavia, il BTP potrà essere acquistato sul mercato secondario, ovvero attraverso quelli che sono i migliori broker per obbligazioni, dove il suo prezzo varierà continuamente in funzione di domanda, offerta e andamento dei rendimenti.

Fineco permette di partecipare alle aste dei Titoli di Stato direttamente dall'area riservata e di negoziare successivamente BTP e altre obbligazioni sui mercati MOT ed EuroMOT. La sottoscrizione dei BTP in asta parte da 1.000 euro nominali e, per i titoli di Stato a medio-lungo termine, Fineco indica l'assenza di commissioni di sottoscrizione.

Anche Saxo consente di investire in BTP, BOT e altre obbligazioni governative e corporate attraverso le proprie piattaforme. Per le obbligazioni denominate in euro, il profilo Bronze prevede attualmente una commissione di 7 euro per ordini inferiori a 50.000 euro, mentre per importi superiori si applica una commissione percentuale variabile in funzione del profilo del cliente.

Saxo
Fineco

Regolamento

Commissione Nazionale per le Società e la Borsa (CONSOB)

Commissione Nazionale per le Società e la Borsa (CONSOB)

Prodotti offerti

Azioni, ETF, Opzioni, Futures, CFD, Titoli di Stato, Commodities, Piano d'Accumulo del Capitale

Azioni, ETF, Fondi di Investimento, Opzioni, Futures, Commodities, CFD, Forex, Piano d'Accumulo del Capitale

Comprare in asta o aspettare il mercato secondario?

Non esiste una risposta valida in assoluto, perché le due modalità implicano dinamiche differenti.

Acquistando in asta, il risparmiatore sottoscrive il titolo al prezzo determinato dal collocamento e partecipa alla nuova emissione fin dall'inizio. Sul mercato secondario, invece, il BTP può essere comprato e venduto in qualsiasi seduta di negoziazione, ma il prezzo cambia continuamente.

Aspettare il mercato secondario permette quindi di conoscere già il prezzo iniziale stabilito dall'asta e osservare le prime quotazioni, ma espone anche al rischio che il titolo si muova rapidamente in una direzione sfavorevole. Allo stesso modo, comprare in asta significa non conoscere in anticipo il prezzo esatto di aggiudicazione.

In entrambi i casi, ciò che conta non è soltanto la cedola, bensì il rendimento effettivo rispetto al prezzo pagato.

Perché l'asta del 29 settembre è importante per il mercato dei BTP?

La nuova emissione arriva dopo un settembre caratterizzato da una risalita significativa dei rendimenti sulla parte intermedia della curva italiana. Tra il 1° e il 28 settembre, il rendimento del BTP a cinque anni indicato sul mercato è passato da circa 3,58% a oltre il 4%.

Il risultato dell'asta offre quindi agli investitori tre informazioni particolarmente interessanti: il livello di rendimento richiesto al nuovo benchmark, il prezzo al quale verrà collocato e la domanda raccolta dal Tesoro.

Proprio il rapporto tra quantità richiesta e quantità offerta — spesso indicato come bid-to-cover — sarà uno dei parametri da osservare quando verranno pubblicati i risultati definitivi dell'asta.

Quando sarà la prossima asta BTP a 5 anni?

Il Tesoro pubblica annualmente un calendario delle aste e comunica successivamente, prima di ciascun appuntamento, quali titoli e quali tranche saranno effettivamente offerti.

Non tutte le aste a medio-lungo termine comprendono necessariamente un BTP a cinque anni: il MEF può scegliere tra nuovi benchmark e riaperture di titoli già in circolazione in funzione del programma di finanziamento e delle condizioni di mercato.

Per questo motivo, dopo l'asta del 29 settembre 2026, sarà necessario verificare il successivo comunicato del Tesoro per sapere quando il nuovo BTP febbraio 2032 verrà nuovamente offerto.

Prossima asta BTP 5 anni: cosa monitorare adesso

L'elemento centrale dell'appuntamento del 29 settembre sarà il rendimento di aggiudicazione del nuovo BTP febbraio 2032. La cedola del 3,95% è già nota, mentre il prezzo stabilito dall'asta determinerà il rendimento effettivo iniziale del titolo.

Il confronto più immediato sarà con il 3,44% ottenuto dal precedente quinquennale nell'asta del 28 agosto e con i rendimenti intorno al 4% raggiunti dalla scadenza a cinque anni sul secondario alla vigilia del nuovo collocamento.

Una volta pubblicati i risultati, sarà quindi possibile valutare non soltanto quanto rende il nuovo BTP a 5 anni, ma anche quale segnale l'asta manda sul costo di finanziamento dell'Italia e sull'appetito degli investitori per il debito pubblico italiano.

Saxo
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FAQ sulla prossima asta BTP 5 anni