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Rendimento BTP decennale ai massimi dal 2023: oggi l’asta del Tesoro

Il rendimento del BTP decennale ha raggiunto il 4,589%, massimo dal 2023. Oggi il Tesoro torna sul mercato con un’asta fino a 8 miliardi: focus sul BTP 2036 e sulle prossime mosse dei tassi.
Rendimento BTP decennale: massimi storici dal 2023, oggi l'asta del Tesoro

Indice

Il rendimento del BTP decennale torna al centro dell’attenzione dei mercati. Nella seduta del 28 settembre il tasso del titolo di Stato italiano a 10 anni ha chiuso al 4,589%, in rialzo di circa 8 punti base e sui livelli più elevati da novembre 2023. Parallelamente, lo spread BTP-Bund si è attestato intorno ai 94 punti base, contro i 91 della seduta precedente.

Il movimento assume ancora più importanza perché arriva alla vigilia di un appuntamento chiave del calendario BTP: proprio oggi, 29 settembre, il Tesoro torna sul mercato con un’asta fino a 8 miliardi di euro che comprende anche una nuova tranche del BTP decennale con scadenza ottobre 2036.

Per chi vuole negoziare obbligazioni e titoli di Stato italiani, Fineco e Saxo consentono di accedere ai mercati obbligazionari direttamente dalla propria piattaforma.

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Rendimento BTP decennale oggi: perché sta salendo?

Il rialzo non riguarda soltanto l’Italia. La pressione interessa buona parte del mercato obbligazionario internazionale: il 28 settembre il Bund tedesco decennale ha raggiunto il 3,64%, mentre il Treasury statunitense a 10 anni si è spinto oltre il 5,2%. Il rendimento del BTP decennale al 4,58%-4,59% si inserisce quindi in un movimento più ampio dei tassi globali.

Alla base del movimento ci sono soprattutto le nuove preoccupazioni sull’inflazione in Italia, alimentate anche dall’aumento dei prezzi energetici, e il conseguente rischio che le banche centrali debbano mantenere una politica monetaria più restrittiva. Il petrolio elevato rappresenta in particolare una variabile da monitorare perché un ritorno delle pressioni inflazionistiche potrebbe ridimensionare le aspettative di allentamento monetario.

Per capire la velocità del movimento basta guardare alle ultime settimane: il 22 settembre il BTP decennale rendeva circa il 4,35%, mentre il 28 settembre ha chiuso al 4,589%. In meno di una settimana il rendimento è quindi aumentato di oltre 20 punti base.

Asta BTP oggi 29 settembre: cosa offre il Tesoro?

È proprio in questo scenario che arriva l’asta del 29 settembre. Il Ministero dell’Economia e delle Finanze mette sul mercato complessivamente fino a 8 miliardi di euro tra BTP e CCTeu.

L’offerta comprende:

TitoloScadenzaCedola annuaImporto offerto
BTP 5 annifebbraio 20323,95%3-3,5 miliardi €
BTP 10 anniottobre 20364,00%2,5-3 miliardi €
CCTeuaprile 2036Euribor 6M + spread1,25-1,5 miliardi €

Particolare attenzione è rivolta al BTP 1° ottobre 2036, ISIN IT0005729931, con cedola annua del 4%. L’asta rappresenta un test interessante perché arriva proprio mentre i rendimenti sul mercato secondario sono saliti rapidamente.

Il dato da osservare sarà soprattutto il rendimento di aggiudicazione: consentirà di capire a quali condizioni il mercato è disposto ad assorbire nuovo debito italiano dopo il recente aumento dei tassi.

BTP decennale: rendimento e spread raccontano due storie diverse

Un elemento particolarmente interessante dell’attuale fase di mercato è la differenza tra rendimento assoluto del BTP e spread BTP-Bund.

Il rendimento del decennale italiano è tornato sui massimi dal novembre 2023, ma lo spread rimane intorno ai 94 punti. Questo accade perché anche i rendimenti tedeschi stanno aumentando rapidamente: il Bund decennale ha raggiunto il 3,64%, massimo dal 2008.

In altre parole, il costo di finanziamento dell’Italia sta aumentando, ma il movimento recente non deriva esclusivamente da un aumento del premio per il rischio italiano. Una parte importante della salita riflette il rialzo generalizzato dei rendimenti obbligazionari europei e globali.

È una distinzione importante per interpretare correttamente il mercato: un BTP al 4,5%-4,6% accompagnato da uno spread relativamente contenuto racconta una situazione molto diversa rispetto allo stesso rendimento provocato da un improvviso allargamento del differenziale con la Germania.

BTP decennale: quanto rende netto?

Quando si parla di BTP decennale e rendimento netto bisogna distinguere il rendimento del benchmark di mercato dal rendimento effettivo di uno specifico titolo acquistato a un determinato prezzo.

I titoli di Stato italiani beneficiano di una tassazione agevolata del 12,5%, inferiore al 26% applicato alla maggior parte degli altri redditi finanziari. Tuttavia, non è corretto ottenere il rendimento netto semplicemente sottraendo il 12,5% dal rendimento lordo indicato dal mercato: il risultato effettivo dipende anche dal prezzo di acquisto, dalle cedole, dall'eventuale differenza tra prezzo di acquisto e valore di rimborso e dalla vita residua del titolo.

Per questo, chi confronta diversi BTP dovrebbe guardare al rendimento effettivo netto a scadenza del singolo titolo, non soltanto alla sua cedola.

Prezzi, scadenze e rendimenti permettono di confrontare i diversi titoli di Stato prima di operare sul mercato obbligazionario.

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Calendario BTP: le prossime date dopo l’asta di oggi

Conclusa l’asta del 29 settembre, l’attenzione si sposterà rapidamente su ottobre. Secondo il calendario delle emissioni, le principali date previste sono 13 ottobre per i BTP a medio-lungo termine, 27 ottobre per BTP Short Term e BTP€i e 29 ottobre per una nuova asta a medio-lungo termine.

A queste si aggiunge un appuntamento straordinariamente rilevante per il mercato retail: dal 19 al 23 ottobre 2026 il Tesoro ha programmato il primo collocamento contemporaneo di BTP Valore e BTP Valore Insieme, entrambi con durata di cinque anni ma caratterizzati da strutture cedolari differenti.

Cosa monitorare adesso sul rendimento del BTP decennale

Nel brevissimo periodo saranno soprattutto tre variabili a determinare la direzione del rendimento BTP decennale: l’esito dell’asta del 29 settembre, l’andamento dell’inflazione e le aspettative sulle prossime decisioni di BCE e Federal Reserve.

Particolare attenzione va inoltre riservata al petrolio e ai dati macroeconomici statunitensi ed europei. Se le pressioni inflazionistiche dovessero persistere, il mercato potrebbe continuare a incorporare tassi più elevati più a lungo; viceversa, segnali di raffreddamento dell’inflazione potrebbero ridurre la pressione sui rendimenti obbligazionari.

Per il momento, il dato più significativo resta quello raggiunto dal decennale italiano: 4,589% alla chiusura del 28 settembre, massimo da novembre 2023. L’asta di oggi rappresenta quindi il primo test concreto per capire come gli investitori stanno reagendo a questa nuova fase del mercato obbligazionario.

Per confrontare e negoziare BTP e altri strumenti obbligazionari è possibile utilizzare una piattaforma che offre accesso diretto al mercato dei titoli di Stato; tra i migliori broker per obbligazioni, senza dubbio ci sono Fineco e Saxo, due realtà che offrono agli investitori possibilità di investire in diversi asset con buone condizioni.

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FAQ sul rendimento del BTP decennale