Rendimento BTP decennale ai massimi dal 2023: oggi l’asta del Tesoro

Indice
Il rendimento del BTP decennale resta al centro dell’attenzione dei mercati. Nella mattinata del 1° ottobre il tasso del titolo di Stato italiano a 10 anni si è spinto fino al 4,68%-4,69%, aggiornando i massimi dal 2023, mentre lo spread BTP-Bund è salito intorno ai 106 punti base.
Il movimento è proseguito anche dopo l’asta del 29 settembre, nella quale il Tesoro ha collocato il BTP decennale con scadenza ottobre 2036 a un rendimento lordo del 4,58%. Il mercato secondario ha quindi continuato a richiedere rendimenti più elevati anche dopo il collocamento.
Per chi vuole seguire tutte le prossime emissioni, il riferimento resta il nostro calendario BTP, dove raccogliamo le date delle aste programmate dal Tesoro senza sovrapporle all’analisi specifica del rendimento del decennale.
Per chi vuole negoziare obbligazioni e titoli di Stato italiani, Fineco e Saxo consentono di accedere ai mercati obbligazionari direttamente dalla propria piattaforma.


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Rendimento BTP decennale oggi: perché sta salendo?
Il rialzo non riguarda soltanto l’Italia. Il 1° ottobre il rendimento del Bund tedesco a 10 anni si è portato intorno al 3,63%, mentre il Treasury statunitense decennale ha raggiunto il 5,34%, sui livelli più elevati da oltre vent’anni. Il BTP italiano, intorno al 4,69%, si inserisce quindi in una fase di forte pressione sui mercati obbligazionari globali.
Alla base del movimento ci sono soprattutto le nuove preoccupazioni sull’inflazione in Italia, alimentate anche dall’aumento dei prezzi energetici, e il conseguente rischio che le banche centrali debbano mantenere una politica monetaria restrittiva più a lungo del previsto.
La stima preliminare dell’inflazione armonizzata italiana di settembre ha indicato un aumento del 4,1% su base annua, in accelerazione rispetto al 3,2% di agosto. L’energia rappresenta una delle variabili principali da monitorare: se le pressioni sui prezzi dovessero persistere, le aspettative di un rapido allentamento monetario potrebbero ridursi ulteriormente.
Per capire la velocità del movimento basta guardare alle ultime settimane: il 22 settembre il BTP decennale rendeva circa il 4,35%, mentre il 28 settembre aveva chiuso al 4,589%. In meno di una settimana il rendimento era quindi aumentato di oltre 20 punti base.
La salita non si è fermata lì. Il 30 settembre il decennale ha chiuso intorno al 4,61% e il 1° ottobre si è spinto durante la mattinata fino al 4,68%-4,69%.
Asta BTP oggi 29 settembre: cosa offre il Tesoro?
L’asta del 29 settembre si è conclusa con l’assegnazione dell’intero ammontare massimo offerto dal Tesoro: 8 miliardi di euro tra BTP a 5 anni, BTP a 10 anni e CCTeu.
Particolare attenzione era rivolta al BTP 1° ottobre 2036, ISIN IT0005729931, con cedola annua del 4%. Il titolo è stato collocato con un rendimento lordo di aggiudicazione del 4,58% e un prezzo di 95,76.
| Titolo | Importo assegnato | Rendimento | Prezzo |
|---|---|---|---|
| BTP 5 anni febbraio 2032 | 3,5 miliardi € | 4,08% | 99,58 |
| BTP 10 anni ottobre 2036 | 3 miliardi € | 4,58% | 95,76 |
| CCTeu aprile 2036 | 1,5 miliardi € | 3,38% | 98,88 |
La domanda sul decennale ha raggiunto circa 4,68 miliardi di euro, a fronte dei 3 miliardi assegnati, con un rapporto di copertura di circa 1,56. L’asta ha quindi registrato una domanda superiore all’offerta, ma a condizioni di rendimento sensibilmente più elevate rispetto alle settimane precedenti.
Per il nuovo benchmark quinquennale abbiamo analizzato separatamente rendimento, cedola, ISIN e prossime possibili riaperture nell’approfondimento sulla prossima asta BTP a 5 anni.
BTP decennale: rendimento e spread raccontano due storie diverse
Un elemento particolarmente interessante dell’attuale fase di mercato è la differenza tra rendimento assoluto del BTP e spread BTP-Bund.
Il rendimento del decennale italiano è tornato sui massimi dal novembre 2023, ma lo spread rimane intorno ai 94 punti. Questo accade perché anche i rendimenti tedeschi stanno aumentando rapidamente: il Bund decennale ha raggiunto il 3,64%, massimo dal 2008.
In altre parole, il costo di finanziamento dell’Italia sta aumentando, ma il movimento recente non deriva esclusivamente da un aumento del premio per il rischio italiano. Una parte importante della salita riflette il rialzo generalizzato dei rendimenti obbligazionari europei e globali.
È una distinzione importante per interpretare correttamente il mercato: un BTP al 4,5%-4,6% accompagnato da uno spread relativamente contenuto racconta una situazione molto diversa rispetto allo stesso rendimento provocato da un improvviso allargamento del differenziale con la Germania.
BTP decennale: quanto rende netto?
Quando si parla di BTP decennale e rendimento netto bisogna distinguere il rendimento del benchmark di mercato dal rendimento effettivo di uno specifico titolo acquistato a un determinato prezzo.
I titoli di Stato italiani beneficiano di una tassazione agevolata del 12,5%, inferiore al 26% applicato alla maggior parte degli altri redditi finanziari. Tuttavia, non è corretto ottenere il rendimento netto semplicemente sottraendo il 12,5% dal rendimento lordo indicato dal mercato: il risultato effettivo dipende anche dal prezzo di acquisto, dalle cedole, dall'eventuale differenza tra prezzo di acquisto e valore di rimborso e dalla vita residua del titolo.
Per questo, chi confronta diversi BTP dovrebbe guardare al rendimento effettivo netto a scadenza del singolo titolo, non soltanto alla sua cedola.
Prezzi, scadenze e rendimenti permettono di confrontare i diversi titoli di Stato prima di operare sul mercato obbligazionario.


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Calendario BTP: le prossime date dopo l’asta di oggi
Dopo l’asta del 29 settembre, il prossimo appuntamento ordinario per i BTP a medio-lungo termine è previsto il 13 ottobre. Seguiranno il 27 ottobre l’asta di BTP Short Term e BTP€i e il 29 ottobre una nuova finestra dedicata ai titoli a medio-lungo termine.
A queste date si aggiunge un appuntamento particolarmente rilevante per il mercato retail: dal 19 al 23 ottobre 2026 il Tesoro ha programmato il primo collocamento contemporaneo di BTP Valore e BTP Valore Insieme, entrambi con durata di cinque anni ma caratterizzati da strutture cedolari differenti.
Per non sovrapporre qui tutte le date, le scadenze e le singole finestre di emissione, manteniamo il dettaglio aggiornato nel calendario BTP 2026.
Cosa monitorare adesso sul rendimento del BTP decennale
Nel brevissimo periodo saranno soprattutto tre variabili a determinare la direzione del rendimento BTP decennale: l’esito dell’asta del 29 settembre, l’andamento dell’inflazione e le aspettative sulle prossime decisioni di BCE e Federal Reserve.
Particolare attenzione va inoltre riservata al petrolio e ai dati macroeconomici statunitensi ed europei. Se le pressioni inflazionistiche dovessero persistere, il mercato potrebbe continuare a incorporare tassi più elevati più a lungo; viceversa, segnali di raffreddamento dell’inflazione potrebbero ridurre la pressione sui rendimenti obbligazionari.
Per il momento, il dato più significativo resta quello raggiunto dal decennale italiano: 4,589% alla chiusura del 28 settembre, massimo da novembre 2023. L’asta di oggi rappresenta quindi il primo test concreto per capire come gli investitori stanno reagendo a questa nuova fase del mercato obbligazionario.
Per confrontare e negoziare BTP e altri strumenti obbligazionari è possibile utilizzare una piattaforma che offre accesso diretto al mercato dei titoli di Stato; tra i migliori broker per obbligazioni, senza dubbio ci sono Fineco e Saxo, due realtà che offrono agli investitori possibilità di investire in diversi asset con buone condizioni.


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