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Prossima riunione BCE 2026: politica monetaria in stand-by con inflazione al target e ripresa incerta

Per l’ultima riunione del 2025 la BCE ha mantenuto i tassi invariati (deposit facility al 2,00%), ribadendo che l’inflazione è in avvicinamento al target nel medio termine, mentre lo scenario di crescita resta esposto a fragilità e rischi esterni.
Sede della Banca Centrale Europea a Francoforte di notte.

Ci sono diversi attori in grado di influenzare i mercati finanziari e la BCE, fra questi, ricopre sicuramente un ruolo di primo piano. Per questo motivo, da investitore, è importante restare aggiornati sui meeting, le occasioni in cui vengono determinate le politiche finanziarie della banca centrale. Vediamo, di seguito, il calendario delle riunioni BCE 2026.

Quando si riunisce il consiglio direttivo della BCE

Ci sono due tipi di riunioni del Consiglio Direttivo della Banca Centrale Europea (BCE):

  • Riunioni per le decisioni di politica monetaria: queste riunioni si svolgono ogni 6 settimane. In queste occasioni, il Consiglio Direttivo della BCE valuta la situazione economica e finanziaria e prende decisioni sui tassi di interesse e su altre misure di politica monetaria per mantenere la stabilità dei prezzi nella zona euro. L'ultima riunione si è tenuta il 18 dicembre ed è stata l'ultima del 2025.
  • Riunioni per decisioni di altro tipo: queste riunioni si tengono ogni 2 settimane. Coprono una vasta gamma di argomenti che non sono direttamente legati alle decisioni di politica monetaria, come la supervisione bancaria, la stabilità finanziaria e altre questioni amministrative e organizzative della BCE.

Prossima riunione BCE 2026

La prossima riunione della BCE sarà il 4-5 febbraio 2026, la prima dell'anno. Non solo investitori e analisti, ma anche i cittadini dell'Eurozona tengono d'occhio il calendario della Banca Centrale Europea. Le decisioni del Consiglio Direttivo, guidato da Christine Lagarde, possono infatti avere un impatto significativo sui portafogli delle famiglie.

Ogni riunione BCE è quindi attesa con trepidante attesa e preceduta da una raffica di previsioni sulle mosse dell'istituto di Francoforte. Le parole di Lagarde e del Consiglio Direttivo vengono analizzate con attenzione per decifrare il loro significato e le possibili implicazioni per l'economia e i mercati finanziari.

Di seguito vi proponiamo il calendario 2026 delle riunioni da monitorare per non perdere neanche un appuntamento con la BCE.

Focus: prossima mossa BCE

Guardando alla prossima riunione (4-5 febbraio 2026), il mercato cercherà soprattutto segnali su tre variabili: la traiettoria dell’inflazione dei servizi, l’evoluzione dei salari e la tenuta della crescita domestica in un contesto internazionale ancora volatile (commercio globale e fiducia dei mercati). È su questi punti che la BCE deciderà se confermare una pausa prolungata o riaprire il dossier dell’orientamento dei tassi.

Calendario BCE 2026

Dopo questa ultima riunione, vediamo adesso le prossime riunione BCE del 2026 in tema di politica monetaria.

  • 4-5 febbraio 2026;
  • 18-19 marzo 2026;
  • 29-30 aprile 2026;
  • 10-11 giugno 2026;
  • 22-23 luglio 2026;
  • 9-10 settembre 2026;
  • 28-29 ottobre 2026;
  • 26-17 dicembre 2026.

Se vuoi restare aggiornato sui movimenti delle politiche monetarie scopri quando è la prossima riunione FED.

Ultima riunione della BCE: tassi fermi e focus su inflazione e servizi

Nell’ultima riunione dell’anno (18 dicembre 2025) la BCE ha scelto la continuità: tassi invariati e comunicazione improntata alla prudenza, con un approccio guidato dai dati e decisioni valutate “riunione per riunione”, senza pre-impegnarsi su un percorso dei tassi. In pratica, la BCE lascia aperte tutte le opzioni e lega le prossime mosse a come evolveranno inflazione, salari e condizioni del credito.

Nel dettaglio, i tre tassi di riferimento restano:

  • deposit facility 2,00%
  • rifinanziamento principale (MRO) 2,15%
  • prestiti marginali (MLF) 2,40%

Sul fronte macro, le nuove proiezioni presentano un quadro leggermente più costruttivo rispetto a settembre: la BCE vede una crescita più solida (trainata soprattutto dalla domanda interna) e un’inflazione complessiva che rientra verso il target nel medio termine.

Per il PIL dell’Eurozona le stime indicano +1,4% nel 2025, +1,2% nel 2026, +1,4% nel 2027 e +1,4% nel 2028. Sui prezzi, l’inflazione headline è prevista al 2,1% nel 2025, 1,9% nel 2026, 1,8% nel 2027 e 2,0% nel 2028: il punto rilevante è che il rientro viene confermato, ma non in modo perfettamente lineare.

A latere, resta confermato anche il “dietro le quinte” della normalizzazione: portafogli APP e PEPP in riduzione in modo graduale e prevedibile (niente reinvestimenti dei titoli in scadenza), con la possibilità di utilizzare strumenti anti-frammentazione se la trasmissione della politica monetaria venisse compromessa da movimenti disordinati sui mercati.

Focus: inflazione dei servizi e salari, il vero nodo per le prossime mosse

Il passaggio più importante della riunione riguarda la composizione dell’inflazione.

A novembre l’inflazione complessiva è rimasta al 2,1%, ma i servizi sono saliti al 3,5%, mentre i beni sono rimasti molto contenuti (0,5%). È un segnale che la disinflazione procede, ma con un “nocciolo duro” ancora legato alle componenti più persistenti dell’economia, tipicamente collegate a domanda interna e dinamiche del lavoro.

Qui entra in gioco il secondo tema chiave: i salari. La crescita dei compensi per dipendente è stata indicata attorno al 4,0% su base annua, anche se gli indicatori prospettici suggeriscono un rallentamento nei prossimi trimestri. Tradotto in chiave operativa: finché servizi e salari non mostrano un rientro più netto, la BCE tende a mantenere una postura più cauta - non perché il target sia lontano, ma perché la “qualità” del rientro conta quanto il livello complessivo dell’inflazione.

👉 Vuoi capire meglio il linguaggio dei banchieri centrali? Scopri nel prossimo articolo la differenza tra “Hawkish” e “Dovish” in politica monetaria.

Da chi è formato il consiglio direttivo della BCE

Il consiglio direttivo della BCE è l'organo fondamentale nei processi decisionali di politica monetaria. È composto dai sei membri del Comitato esecutivo e i governatori delle banche centrali nazionali dei paesi dell’area euro.

  • Il Comitato esecutivo: questo comitato comprende il Presidente della BCE - in questo caso Christine Lagarde - il Vicepresidente e altri quattro membri. Sono tutti nominati dai capi di Stato o di governo dei Paesi dell'area dell'euro per un mandato non rinnovabile di otto anni.
  • Governatori delle banche centrali nazionali: sono i governatori delle banche centrali dei 20 Paesi dell'area dell'euro. Ciascuno di questi governatori rappresenta la propria banca centrale nazionale all'interno del Consiglio direttivo.

Il Consiglio direttivo è il principale organo decisionale della BCE, responsabile della formulazione della politica monetaria per l'area dell'euro. Ciò include decisioni quali la fissazione dei tassi di interesse e, in generale, la gestione dell'offerta di moneta per mantenere la stabilità dei prezzi e sostenere le politiche economiche generali dell'Unione europea.

Qual è il mandato principale della BCE?

La Banca Centrale Europea (BCE) ha come obiettivo principale quello di mantenere la stabilità dei prezzi nell'area dell'euro, il che significa mantenere l'inflazione bassa, stabile e prevedibile, cosa che non è avvenuta negli ultimi anni, motivo per cui abbiamo assistito a tanti movimenti e aspettative di rialzi e tagli dei tassi di interesse.

tasso di inflazione BCE
Tasso di inflazione | Fonte: BCE

Si noti nel grafico come, dopo diversi anni in cui l'inflazione era sotto controllo, sempre al di sotto del 2% - a volte addirittura dello 0% o addirittura negativa -, nel 2022 sia schizzata al 10%, per poi scendere nuovamente a circa il 2,2% nei mesi attuali.

Ciò ha costretto la BCE ad alzare i tassi di interesse in modo aggressivo per tutto il 2022 e il 2023, poiché non stava adempiendo al suo unico mandato, che era quello di mantenere la stabilità dei prezzi e quindi eliminare l'inflazione.

Tuttavia, a partire da settembre 2024, Christine Lagarde ha posto fine al periodo di tassi massimi e ha già dato ordine per il secondo taglio dei tassi di 25 punti.

I 3 tassi di interesse controllati dalla BCE

Sebbene si parli sempre del controllo dei tassi di interesse, la verità è che la BCE controlla 3 tassi:

  1. Marginal Deposit Facility: è il tasso di interesse che le banche ricevono per depositare fondi presso la BCE da un giorno all'altro. Questo tasso cerca di influenzare le banche a depositare o ritirare la liquidità in eccesso.
  2. Tasso di rifinanziamento principale (MRO): il principale tasso di interesse che la BCE applica settimanalmente per prestare denaro alle banche attraverso le operazioni di mercato aperto.
  3. Operazioni di rifinanziamento marginale (MLF): il tasso al quale le banche possono prendere a prestito dalla BCE, in ultima istanza, utilizzando come garanzia le attività idonee.

Che ruolo giocano le banche centrali nei mercati?

La banca centrale svolge diverse funzioni. In primis, fissa i tassi di interesse ai quali concedere prestiti alle banche commerciali della zona euro. Le decisioni di politica monetaria hanno un effetto diretto sull'offerta di moneta e l'inflazione. Il che, a sua volta, influenza i mercati finanziari. All'annuncio di politiche monetarie restrittive si associa un atteggiamento volta alla prudenza o alla vendita da parte dei mercati finanziari e viceversa. La BCE svolge poi una funzione di controllo, contribuendo all'accertamento dei controlli su istituzioni e mercati congiuntamente alle autorità nazionali e garantendo la sicurezza e la solidità del sistema bancario. Qui puoi leggere l'intervista a Nicola Para sul ruolo della BCE nei mercati.

La Banca Centrale Europea (BCE) svolge un ruolo fondamentale nell'orientare l'economia dell'Eurozona. Ogni volta che si avvicina una delle sue riunioni, gli investitori si trovano di fronte alla domanda cruciale: dove investire? Le decisioni prese dalla BCE possono avere un impatto significativo sulle performance delle azioni nel mercato europeo. Molti si rivolgono alle migliori azioni dell'Eurostoxx come barometro per valutare la reazione del mercato alle notizie provenienti dalla BCE. In periodi di incertezza o di attese di cambiamenti nella politica monetaria, le azioni difensive, notoriamente meno sensibili alle fluttuazioni economiche, diventano particolarmente attraenti. Tuttavia, le decisioni della BCE possono anche offrire opportunità per coloro che sanno dove cercare, rendendo la selezione delle migliori azioni da comprare un esercizio tanto sfidante quanto gratificante.

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