Come investire nello sport: azioni di società sportive quotate

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Lo sport muove decine di miliardi di euro l'anno tra diritti televisivi, sponsorizzazioni, merchandising e biglietteria, ma in borsa non esiste un unico "titolo sportivo" da comprare. L'esposizione al settore passa da quattro canali distinti, con profili di rischio molto diversi tra loro.
- Club quotati: Juventus, Manchester United, Borussia Dortmund e Lazio, titoli piccoli e volatili legati ai risultati sul campo.
- Marchi sportivi: Nike, Adidas e Puma, multinazionali del consumo esposte al ciclo economico più che allo sport.
- Leghe, eventi e diritti: Formula One Group, TKO (UFC e WWE) e Madison Square Garden Sports.
- ETF tematici: non esiste un ETF puramente sportivo in formato UCITS; il sostituto più vicino riguarda gli e-sport.
Vediamo quali società si possono comprare oggi da un conto italiano, con capitalizzazione e ricavi aggiornati, quanto costa negoziarle e come funziona la fiscalità italiana su questi titoli.
Prima di scegliere un singolo titolo sportivo, puoi usare MyPortfolio per vedere come questa esposizione si inserirebbe nel tuo portafoglio complessivo.
Quali sono i modi per investire nello sport?
Prima di scegliere un titolo conviene capire a cosa ci si espone davvero: il business di un club non assomiglia a quello di un marchio di abbigliamento, anche se entrambi vivono di sport. Aiuta avere chiaro cosa sono le azioni e come analizzarle prima di confrontare i quattro canali.
| Canale | Cosa compri davvero | Esempi quotati |
|---|---|---|
| Club sportivi | I ricavi di una singola squadra: diritti TV, botteghino, sponsor e plusvalenze sui cartellini | Juventus, Manchester United, Borussia Dortmund, Lazio |
| Marchi sportivi | Un'azienda di beni di consumo globale, esposta a moda, costi di produzione e domanda retail | Nike, Adidas, Puma |
| Leghe, eventi e diritti | Il proprietario di un campionato o di un evento, che monetizza diritti media e sponsorizzazioni | Formula One Group, TKO, Madison Square Garden Sports |
| ETF tematici | Un paniere diversificato di società affini al settore, senza il rischio del singolo titolo | VanEck Video Gaming and eSports UCITS |
La differenza pratica è netta. Chi compra azioni di un club scommette su una singola azienda di dimensioni ridotte, il cui fatturato dipende da una qualificazione europea o da una cessione. Chi compra Nike o Adidas investe nel consumo globale, non nel risultato di una partita.
Azioni delle squadre di calcio quotate in borsa
Ci sono molte squadre di calcio quotate in borsa, ma anche di basket, rugby e baseball. In Europa i club negoziabili con una liquidità apprezzabile restano però pochi, e quasi tutti hanno una capitalizzazione di mercato modesta rispetto ai titoli dei listini principali.
| Club | Borsa (ticker) | Capitalizzazione | Ricavi (ttm) |
|---|---|---|---|
| Manchester United | NYSE (MANU) | 3,60 mld $ | 903,6 mln $ |
| Juventus | Euronext Milan (JUVE) | 851,6 mln € | 478,2 mln € |
| Borussia Dortmund | Xetra (BVB) | 357,6 mln € | 562,2 mln € |
| S.S. Lazio | Euronext Milan (SSL) | 110,4 mln € | 99,4 mln € |
Dati di mercato aggiornati al 7 settembre 2026. Delle tre società italiane storicamente quotate ne restano due: Juventus e Lazio sono le uniche negoziabili su Euronext Milan.
Il quadro dei conti spiega perché questi titoli restano di nicchia. Nessuno dei quattro club distribuisce dividendi e tre su quattro chiudono l'ultimo esercizio disponibile in perdita: Juventus a -77,5 milioni di euro, Manchester United a -23,9 milioni di dollari e Lazio a -27,4 milioni di euro.
Il caso Borussia Dortmund mostra bene la volatilità del segmento: con 562 milioni di euro di ricavi, cioè più della Juventus, capitalizza appena 358 milioni. Il mercato prezza il club sotto il suo giro d'affari annuo, una situazione rara tra le società quotate.
Azioni dei marchi sportivi: Nike, Adidas e Puma
Chi cerca esposizione allo sport senza il rischio concentrato di una singola squadra guarda ai tre grandi marchi di abbigliamento tecnico. Sono aziende con decenni di storia in borsa, capitalizzazioni molto superiori a quelle dei club e, in due casi su tre, un dividendo.
Nike (NKE)
Fondata nel 1964 con il nome di Blue Ribbon Sports e ribattezzata Nike nel 1971, l'azienda statunitense è quotata al NYSE dal 1980. La strategia di marketing si è costruita sulla sponsorizzazione di atleti di primo piano e di squadre, un investimento pesante che ha reso il marchio il primo al mondo per fatturato.
Nell'ultimo anno la capitalizzazione si è quasi dimezzata (-48,4%) mentre i ricavi sono rimasti piatti: il mercato sta scontando la compressione dei margini e la perdita di quote nel segmento sneaker, non un crollo del giro d'affari. Il rendimento da dividendo sopra il 4% è la conseguenza diretta della caduta del prezzo. Approfondimento: Come investire in Nike.
Adidas (ADS)
Adidas nasce nel 1949 in Germania ed è il secondo marchio sportivo per fatturato dopo Nike. È quotata alla Borsa di Francoforte e, a differenza della concorrente americana, chiude l'ultimo periodo con ricavi e utili entrambi in crescita.
La storia del marchio è inseparabile da quella di Puma: i due nascono dalla rottura tra i fratelli Dassler nel dopoguerra. Abbiamo raccontato la rivalità tra Adidas e Puma come opportunità di investimento in un articolo dedicato.
Puma (PUM)
Quotata alla Borsa di Francoforte dal 1986, Puma è la più piccola delle tre e quella con i conti più in difficoltà. Il marchio è cresciuto sponsorizzando atleti come Pelé, Boris Becker e Maradona, ma oggi fatica a difendere la propria quota di mercato.
Il titolo è in perdita e con ricavi in calo a doppia cifra, eppure guadagna il 19,2% da inizio anno: il mercato sta prezzando le attese su un piano di rilancio, non i conti attuali. È il profilo più speculativo dei tre, adatto solo a chi accetta uno scenario di turnaround incerto. Chi valuta questa opzione può partire dalla nostra guida su investire in azioni Puma.
Se vuoi investire in azioni internazionali come Nike, Adidas o Puma, puoi confrontare anche l’offerta di XTB e i relativi costi di negoziazione.
Azioni di leghe, eventi e scommesse sportive
Il segmento più redditizio dello sport quotato non sono le squadre, ma chi possiede i diritti degli eventi. Sono società che incassano da contratti media pluriennali e sponsorizzazioni globali, con ricavi molto più prevedibili di quelli di un club.
| Società | Borsa (ticker) | Cosa possiede | Capitalizzazione |
|---|---|---|---|
| TKO Group Holdings | NYSE (TKO) | UFC e WWE | 35,21 mld $ |
| Formula One Group | Nasdaq (FWONK) | Diritti commerciali della Formula 1 | 23,88 mld $ |
| DraftKings | Nasdaq (DKNG) | Piattaforma di scommesse sportive negli USA | 11,92 mld $ |
| Madison Square Garden Sports | NYSE (MSGS) | New York Knicks (NBA) e New York Rangers (NHL) | 9,42 mld $ |
TKO è il gruppo nato dalla fusione tra UFC e WWE: 5,30 miliardi di dollari di ricavi (+5,1%), 229,6 milioni di utile netto e un dividendo di 3,16 $ per azione, pari a un rendimento dell'1,70%. È l'unica società di questo gruppo che remunera l'azionista in contanti.
Formula One Group, controllata di Liberty Media, ha chiuso con 4,04 miliardi di dollari di ricavi (+8,7%) e 222 milioni di utile netto. Madison Square Garden Sports è il veicolo che permette di comprare due franchigie americane con un solo titolo, e in un anno ha raddoppiato la capitalizzazione (+100,2%) con 1,15 miliardi di ricavi.
DraftKings è il caso opposto: cresce del 15% nei ricavi ma chiude ancora in perdita per 166,9 milioni, e la capitalizzazione si è quasi dimezzata in dodici mesi. È un titolo growth sul mercato delle scommesse legali negli Stati Uniti, non un'esposizione allo sport in senso stretto.
Si può investire nello sport con gli ETF?
A oggi non esiste un ETF UCITS puramente sportivo acquistabile dall'Italia. Chi cerca un paniere diversificato invece del singolo titolo deve accontentarsi di un tema adiacente, con una composizione che di sportivo ha solo la parte competitiva.
L'alternativa più vicina è il VanEck Video Gaming and eSports UCITS ETF (ISIN IE00BYWQWR46), che segue il MarketVector Global Video Gaming & eSports Screened e investe in società che ricavano almeno metà del fatturato da videogiochi, e-sport o hardware e software collegati.
- TER: 0,55% annuo
- Patrimonio: circa 527 milioni di €
- Domicilio e replica: Irlanda, replica fisica totale
- Politica dei dividendi: ad accumulazione
- Data di lancio: 24 giugno 2019
Va detto con chiarezza: non è un ETF sullo sport tradizionale. Non contiene club di calcio né marchi di abbigliamento tecnico, e la sua correlazione con il settore passa dal gaming competitivo.
Chi vuole esposizione ai marchi sportivi tramite fondi deve cercarla dentro gli ETF sui beni di consumo discrezionali, dove Nike e Adidas pesano poche unità percentuali. Chi muove i primi passi può partire dalla guida su come investire in ETF.
Vantaggi e svantaggi di investire nel settore sportivo
Vantaggi
- Domanda strutturale e fidelizzazione del pubblico difficili da replicare in altri settori
- Ricavi ricorrenti da diritti media e sponsorizzazioni pluriennali
- Catalizzatori ricorrenti: Mondiali, Olimpiadi, calendario delle leghe
- Possibilità di calibrare il rischio, dal marchio globale al singolo club
- Società di diritti ed eventi con margini più stabili dei club
Svantaggi
- Marchi sportivi esposti a costi di produzione, dazi e domanda retail
- Il legame emotivo con una squadra spinge a decisioni non fondate sui numeri
- Risultati sportivi imprevedibili che si riflettono sul prezzo del titolo
- Bilanci spesso in perdita e assenza quasi totale di dividendi nei club
- Club quotati con capitalizzazioni ridotte e scambi poco liquidi
Il rischio meno evidente è l'ultimo della colonna di destra. Comprare azioni della propria squadra è la forma più diffusa di bias emotivo in questo settore: l'affezione al club porta a ignorare bilanci che, letti su qualsiasi altra azienda, sconsiglierebbero l'acquisto.
Quanto pesano le imposte italiane sulle azioni sportive
Le plusvalenze realizzate vendendo azioni sono redditi diversi e scontano l'aliquota del 26%; i dividendi sono redditi di capitale e vengono tassati con la stessa aliquota. Su questo punto le azioni sportive non fanno eccezione rispetto a qualsiasi altro titolo azionario.
La differenza la fa l'imposta sulle transazioni finanziarie, la cosiddetta Tobin tax, che grava sulle azioni delle società italiane. Dal 1° gennaio 2026 l'aliquota è salita dallo 0,10% allo 0,20% sul saldo netto degli acquisti di fine giornata nei mercati regolamentati, e allo 0,40% per le operazioni fuori mercato.
L'imposta si applica solo alle società italiane con capitalizzazione media superiore a 500 milioni di euro nel mese di novembre dell'anno precedente, ed è a carico del solo acquirente. Il Ministero dell'Economia pubblica ogni anno l'elenco delle società sottocapitalizzate esenti: comprare Juventus o comprare Lazio può quindi comportare un trattamento fiscale diverso a parità di operazione.
Sui dividendi esteri, come quelli di Nike o TKO, la ritenuta si applica prima nel Paese di origine e poi in Italia sull'importo netto. Le convenzioni contro le doppie imposizioni permettono di ridurre il prelievo estero, ma vanno attivate.
Chi opera in regime amministrato riceve tutto già liquidato dall'intermediario; chi usa un broker senza sostituto d'imposta deve dichiarare le operazioni in autonomia, come spiegato nella guida sulle tasse sul trading online in Italia.
In sintesi, investire nello sport non vuol dire comprare "lo sport": significa scegliere tra quattro esposizioni molto diverse fra loro, cioè club quotati piccoli e volatili, marchi globali di consumo, proprietari di diritti ed eventi, oppure un ETF che al tema si avvicina solo passando dagli e-sport.
Per un portafoglio diversificato le società di diritti ed eventi e i grandi marchi offrono bilanci più solidi, mentre i club restano una scommessa da dosare con attenzione. Il settore va trattato come una quota satellite del portafoglio, non come il suo nucleo.
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Domande frequenti su come investire nello sport
Disclaimer:
Questo non è un consiglio di investimento; investire comporta un rischio di perdita e i risultati passati non sono un indicatore affidabile dei risultati futuri.