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Miglior piano di accumulo per bambini: come scegliere e alternative

piano di accumulo per bambini

Pensare al futuro dei propri figli significa, prima o poi, porsi una domanda semplice ma tutt’altro che banale: come posso aiutarli concretamente quando ne avranno bisogno?

Università, formazione, un’esperienza all’estero o semplicemente un primo sostegno economico per iniziare la vita adulta sono obiettivi che hanno tutti un elemento in comune: richiedono tempo e pianificazione. È proprio qui che entra in gioco il piano di accumulo per bambini

Non vederlo come uno strumento miracoloso, ma come metodo razionale per costruire capitale nel tempo, sfruttando una risorsa che spesso sottovalutiamo: gli anni che abbiamo davanti. Capire qual è il miglior piano di accumulo per bambini non significa scegliere un prodotto standard, ma imparare a valutare obiettivi, orizzonte temporale, rischio e costi.

Come funziona un PAC per minorenni

Un Piano di Accumulo di Capitale (PAC) consiste nell’investire una somma fissa con cadenza regolare, tendenzialmente mensile, su uno o più strumenti finanziari. In generale, la scelta di questo asset si addice a chi vuole ridurre il rischio di un investimento unico per costruire invece capitale in modo graduale e disciplinato, riuscendo a sfruttare la volatilità dei mercati anche come un vantaggio operativo.

Cosa cambia nel caso dei bambini:

  • il genitore o tutore è intestatario e responsabile dell’investimento;
  • il capitale è vincolato all’obiettivo futuro;
  • l’orizzonte temporale è spesso lungo, e questo è un enorme vantaggio.

In poche parole: si tratta di uno strumento semplice, ma estremamente efficace se usato correttamente.

Come scegliere il miglior PAC per i figli

Obiettivo e orizzonte temporale

Il primo errore che molti genitori fanno è partire dallo strumento invece che dall’obiettivo. Prima ancora di chiedersi dove investire, è necessario chiarire perché.

Stiamo accumulando per:

  • finanziare l’università;
  • creare un capitale da consegnare al compimento dei 18 anni;
  • offrire maggiore libertà di scelta, come un viaggio post-diploma o un’esperienza formativa all’estero.

Una volta chiarito questo punto, l’orizzonte temporale diventa evidente. Andando a spanne, un neonato offre 15-18 anni di tempo, un bambino di 8 anni ne offrirà circa 10, mentre un adolescente di 15 ti lascerà un margine di tempo più ridotto.

Con questa impostazione, sarà proprio il tempo a determinare la strategia.

Profilo di rischio e coerenza con il tempo a disposizione

Uno dei concetti chiave che emerge spesso quando si parla di investimenti per i figli è la confusione tra rischio e pericolo. Il rischio, infatti, se gestito correttamente e rapportato al tempo disponibile, non è un nemico, anzi, è spesso una componente necessaria per proteggere il capitale dall’inflazione e farlo crescere nel lungo periodo.

Per un PAC avviato alla nascita:

  • le oscillazioni di breve periodo sono poco rilevanti;
  • la componente azionaria può avere un ruolo importante;
  • la volatilità diventa uno strumento, non un problema.

Man mano che l’obiettivo si avvicina, il rischio va invece ridotto progressivamente, rendendo il portafoglio più prudente. La coerenza tra tempo e rischio è ciò che distingue un buon piano da uno improvvisato. In generale:

  • orizzonti lunghi ➡️ maggiore esposizione a strumenti azionari;
  • orizzonti brevi ➡️ approccio più conservativo e difensivo.

Costi da controllare

Come in tutti i tipi di investimento, i costi sono un aspetto importante da tenere sempre sotto controllo.

Commissioni di gestione elevate, costi di ingresso, penali di uscita o strutture poco trasparenti possono compromettere seriamente il risultato finale, soprattutto su orizzonti lunghi.

Un piano che rende “un po’ meno” ogni anno può sembrare innocuo, ma nel tempo può tradursi in decine di migliaia di euro in meno per il futuro del bambino.

Il miglior piano di accumulo per bambini è anche quello che lascia lavorare il capitale con i costi più bassi possibili.

Le principali soluzioni disponibili

PAC su ETF

Gli ETF, fondi a gestione passiva, sono spesso la soluzione più efficiente per chi investe nel lungo periodo.

Vantaggi

  • costi molto contenuti;
  • elevata diversificazione;
  • trasparenza;
  • flessibilità totale.

Svantaggi

  • richiede una minima consapevolezza;
  • non sempre proposta dalle banche tradizionali.

Un PAC su ETF ben costruito consente di replicare l’andamento dei mercati globali e sfruttare appieno l’orizzonte temporale lungo tipico dei piani per figli.

Esempio di simulazione con pochi euro al mese

Immagina di iniziare a investire 100 euro al mese dalla nascita del bambino. 

Supponendo un rendimento medio annuo del 6% (dato realistico per un ETF azionario globale), dopo 18 anni il capitale finale accumulato potrebbe superare i 36.000 euro, a fronte di un capitale versato di 21.600 euro.

Questo esempio mostra come anche un investimento di piccoli importi, se fatto con metodo e continuità, può tradursi in un risultato significativo.

PAC su fondi comuni

I fondi comuni, fondi a gestione attiva, sono una soluzione molto diffusa in ambito bancario perchè di solito sinonimo di retrocessioni e quindi di conflitto di interesse.

Vantaggi

  • semplicità percepita;
  • gestione delegata.

Svantaggi

  • costi spesso elevati;
  • risultati non sempre coerenti con il rischio assunto;
  • scarsa trasparenza.

Non tutti i fondi sono inefficienti, ma è fondamentale analizzare principalmente la voce costi.

Piani assicurativi e polizze dedicate ai minori

Le polizze miste (vita e risparmio) o piani assicurativi vengono presentati come “sicuri” o “pensati per i bambini” ma è molto importante valutarli con attenzione, possono avere senso solo in casi specifici e dopo un’attenta valutazione.

Vantaggi

  • struttura semplice;
  • protezione assicurativa accessoria.

Svantaggi

  • rigidità;
  • costi elevati;
  • rendimenti spesso modesti;
  • vincoli temporali stringenti.

Alternative a breve termine

Per investimenti a breve termine, inferiori ai 3-4 anni non si cerca più la crescita ma la stabilità e gli strumenti più adatti sono:

  • conti correnti;
  • conti deposito
  • strumenti monetari;
  • obbligazioni a breve scadenza.

Sono soluzioni di parcheggio della liquidità, non strumenti di crescita reale del capitale.

Esempi pratici di piano di accumulo per minori

Vediqamo di seguito tre scenari molto diversi, che contemplano tre orizzonti temporali ed altrettante scelte ottimali.

👉 Neonato: orizzonte 15-18 anni

In questo scenario il tempo è il vero protagonista. Anche piccoli importi investiti con regolarità possono trasformarsi in un capitale significativo.

La strategia può essere orientata alla crescita, con una forte diversificazione e una gestione progressiva del rischio negli ultimi anni. Il migliore strumento in questo caso è un ETF azionario globale che replica indici come:

  • FTSE All World
  • MSCI World
  • S&P500

Un’alternativa se vogliamo intestare l’investimento direttamente al minore è il Buono Fruttifero Postale dedicato ai minori, un prodotto di risparmio pensato per i giovani fino ai 18 anni

Può essere sottoscritto da genitori, parenti o amici maggiorenni, sia in forma cartacea che dematerializzata. Il rendimento è crescente nel tempo, con un massimo del 5,00% annuo lordo; parte da un rendimento del 2% annuo fino ad arrivare appunto al 5% annuo dopo i 15 anni, non ha costi di sottoscrizione o rimborso, e beneficia di una tassazione agevolata del 12,5%. Inoltre, il buono è esente da imposta di successione.

👉 Bambino 6-10 anni: orizzonte 8-12 anni

Qui il tempo è ancora favorevole, ma va già considerata una pianificazione più attenta. L’equilibrio tra crescita e protezione diventa centrale, soprattutto negli anni finali.

Anche in questo caso può essere adatto un ETF azionario globale oppure un Buono Fruttifero Postale dedicato ai minori.

👉 Ragazzo 14-16 anni: orizzonte 2-4 anni

Quando l’obiettivo è vicino, il focus cambia completamente: la priorità diventa la conservazione del capitale, riducendo l’esposizione a strumenti volatili.

In questo caso possono tornare utili gli strumenti finanziari come conti corrente e conti deposito.

Errori da evitare

Quando si investe per un figlio, anche le scelte fatte con le migliori intenzioni possono rivelarsi poco efficienti nel tempo. Cerchiamo di analizzare gli errori da evitare.

Un errore frequente è puntare solo sulla sicurezza, scegliendo strumenti a capitale garantito: se da un lato rassicurano, dall’altro rischiano di non proteggere il capitale dall’inflazione, riducendone il valore reale proprio quando servirà. Nel lungo periodo, una parte di strumenti orientati alla crescita è spesso necessaria.

Un altro aspetto sottovalutato riguarda l’intestazione diretta degli investimenti al minore. Questa scelta può introdurre vincoli legali, blocchi operativi e poca flessibilità nella gestione. In molti casi è più efficiente mantenere gli strumenti intestati al genitore, con una chiara finalità a favore del figlio.

Infine, affidarsi esclusivamente alle soluzioni bancarie tradizionali può limitare le possibilità: i prodotti standard non sempre sono personalizzati, hanno costi elevati e raramente tengono conto dell’orizzonte temporale reale. Oggi esistono alternative più trasparenti ed efficienti, ignorarle significa lasciare sul piatto dei soldi.

FAQ

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