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WACC: significato, cos’è e come calcolarlo

Il WACC (Weighted Average Cost of Capital) è il costo medio ponderato tra equity e debito, al netto delle imposte, che un’azienda sostiene per finanziarsi. Si usa come tasso di sconto nel DCF e come soglia minima di rendimento: se il ROIC supera il WACC, l’impresa crea valore.
Analisi dati aziendali con grafici e diagrammi.

Indice

Il WACC (Weighted Average Cost of Capital) è il costo medio del capitale che un’impresa sostiene per finanziarsi con equity e debito, pesati a valori di mercato e con il debito considerato al netto delle imposte. Rappresenta il rendimento minimo che gli investimenti operativi devono generare, a parità di rischio, per non distruggere valore.

Nella pratica un analista lo usa come tasso di sconto per attualizzare i flussi di cassa operativi destinati a tutti i finanziatori (FCFF): passare da un WACC dell’8% al 9% può ridurre di parecchi punti percentuali il valore stimato di un’azienda, a parità di flussi, crescita e altre ipotesi. Per questo capire come si costruisce è decisivo prima di ogni valutazione.

Per applicare il WACC a società quotate servono bilanci, dati di mercato e ipotesi coerenti. Le piattaforme possono aiutare a reperire dati societari e confrontare i titoli, ma il WACC deve comunque essere stimato e verificato dall’analista.

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Cos'è il WACC e cosa indica

Il costo medio ponderato del capitale, o WACC (Weighted Average Cost of Capital), permette di determinare qual è il costo del capitale di un’azienda tenendo conto della percentuale di contributo di ciascuna fonte di finanziamento.

In altre parole risponde a una domanda semplice: quanto costa complessivamente all’impresa il denaro che utilizza, sommando ciò che chiedono gli azionisti e ciò che chiedono i creditori?

Per calcolare il WACC servono cinque variabili:

  1. Equity (E) a valore di mercato
  2. Debito (D) a valore di mercato
  3. Costo dell'equity (Ke) — es. stimato con il CAPM
  4. Costo del debito (Kd) — es. YTM di obbligazioni o finanziamenti
  5. Aliquota fiscale (T) coerente con il modello (post-tax)

Costo del capitale proprio (Ke) e costo del debito (Kd)

Il costo del capitale di debito consiste nei costi collegati a quella parte di capitale, presa in prestito, che dovrà essere ripagata entro una certa data futura.

Un esempio: per comprare una casa senza avere l'intera somma ci si rivolge alla banca per un mutuo. La banca presta il denaro, ma in cambio chiede interessi periodici. Quell'interesse rappresenta il costo del debito.

Allo stesso modo, quando un'azienda emette obbligazioni acquisisce risorse da usare per le operazioni di finanziamento, che comportano un costo: gli interessi.

Va considerata anche la tassazione. Gli interessi sul debito possono essere deducibili dal reddito imponibile, quindi il costo del debito viene spesso valutato al netto delle imposte. Il beneficio effettivo, però, dipende dalla normativa applicabile e dalla capacità dell’impresa di utilizzare la deduzione: in Italia l’articolo 96 del TUIR limita la deducibilità degli interessi passivi netti.

Il costo del capitale proprio rappresenta invece il rendimento che gli investitori si aspettano per il rischio assunto. Gli azionisti cercano un rendimento che compensi adeguatamente il rischio dell'investimento in quella specifica azienda.

È un fattore centrale nelle scelte aziendali: quando un’impresa avvia un nuovo progetto, vuole essere sicura che generi un rendimento adeguato. Se il progetto è finanziato con debito ed equity, il confronto corretto è con un WACC coerente con il rischio del progetto; Ke riguarda invece il solo capitale proprio. Per stimarlo si utilizzano modelli come il CAPM.

Come stimare il costo del capitale proprio con il CAPM

Il costo del capitale proprio non è un dato di bilancio: va stimato. Con il CAPM si ottiene sommando al tasso privo di rischio un premio per il rischio di mercato, moltiplicato per il coefficiente beta del titolo.

Come tasso privo di rischio in Italia si usa in genere il rendimento del BTP decennale. Il coefficiente beta misura quanto il rendimento dell'azione reagisce ai movimenti del mercato: un beta superiore a 1 implica un Ke più alto e, di conseguenza, un WACC maggiore.

Formula del WACC e come si calcola

Con le cinque variabili viste sopra possiamo costruire la formula del WACC:

Formula del WACC

Dove:

  • Kd è il costo del debito, calcolato come media ponderata dei tassi di interesse delle passività finanziarie.
  • Ke è il costo del capitale, ossia quanto gli azionisti richiedono per il loro investimento.

Supponiamo che un’azienda abbia tre debiti finanziari: il primo di 20 milioni al 10%, il secondo di 30 milioni al 12% e uno di 50 milioni all’8%. Il costo del debito (Kd) è la media ponderata dei tre tassi:

CreditoPesoTassoContributo a Kd
20 milioni20%10%2,0%
30 milioni30%12%3,6%
50 milioni50%8%4,0%
Totale (Kd)100%9,6%
Calcolo del costo del debito Kd

Il 9,6% è la media ponderata del costo delle passività finanziarie, che possono essere prestiti bancari, obbligazioni o qualsiasi altro meccanismo di finanziamento con un tasso di interesse.

L'aliquota fiscale entra nell'equazione per incorporare lo scudo fiscale, cioè il risparmio d'imposta che deriva dal pagamento degli interessi sul debito. Quando aumentano gli interessi, il profitto ante imposte diminuisce e quindi le tasse pagate si riducono. Per riflettere questo risparmio si moltiplica il costo del debito per (1 − aliquota fiscale).

Seguendo l’esempio, con un’aliquota del 30% e un costo del debito del 9,6%, il costo dopo lo scudo fiscale è 9,6% × (1 − 0,30) = 6,72%. La differenza teorica è di 2,88 punti percentuali, ipotizzando che il beneficio fiscale sia interamente utilizzabile.

Restano da definire i pesi di ciascuna fonte. La quota finanziata con capitale proprio è Equity / (Debt + Equity), mentre Debt / (Debt + Equity) indica la quota di debito; la somma delle due componenti è sempre 100%.

Immaginiamo un’azienda con 100 milioni di debito a valore di mercato e 50 milioni di equity a valore di mercato: il debito pesa 100 / (100 + 50) = 66,67% e l’equity il 33,33%. Con un costo dell’equity del 12% e il debito post-imposte al 6,72%, il WACC risulta:

ComponentePesoCostoContributo al WACC
Debito (al netto delle imposte)67%6,72%4,50%
Capitale proprio (equity)33%12%3,96%
WACC100%8,46%
Calcolo del WACC

Usando i pesi esatti, il WACC è dell’8,48%. Il debito al netto delle imposte contribuisce con 4,48 punti percentuali, mentre l’equity aggiunge 4,00 punti.

WACC alto o basso: come interpretarlo

Il livello del WACC dipende in gran parte dal rischio percepito. Contano soprattutto due elementi:

  • Il settore di attività: non è lo stesso operare nell'alimentare, nel finanziario o nel petrolifero. Ogni comparto ha un diverso profilo di rischio e rendimento.
  • La struttura del capitale: aumentando il debito, inizialmente il beneficio fiscale può ridurre il WACC; oltre una certa soglia aumentano però beta, rischio di insolvenza e costo del debito, e il WACC può tornare a salire.

WACC basso

  • Finanziamento meno costoso e soglia più bassa per creare valore. Non significa automaticamente che l’azione sia conveniente.

WACC alto

  • Rendimento richiesto più elevato per compensare rischio operativo, finanziario o di mercato. Riduce il valore attuale a parità di flussi.

Un WACC basso indica che l’azienda ottiene capitali a costo contenuto: può dipendere da un basso rischio percepito, da condizioni di mercato favorevoli o da una struttura finanziaria efficiente.

Un WACC alto segnala che finanziarsi è costoso: può riflettere rischio elevato, condizioni di mercato sfavorevoli o una struttura del capitale più onerosa. Il confronto ha senso soprattutto tra aziende dello stesso settore, nella stessa valuta e con metodologie coerenti

A cosa serve il WACC

L'obiettivo del WACC è scontare i flussi di cassa futuri quando si analizza un progetto di investimento. Rappresenta inoltre il livello di rendimento richiesto per un dato livello di rischio, un fattore centrale nella finanza aziendale.

Per questo il WACC entra in gioco quando un progetto è finanziato impegnando capitale e risorse aziendali anche tramite prestiti. Il tasso di sconto dell'investimento si ottiene come media ponderata tra il costo opportunità del capitale (COK) e il tasso di interesse fissato dal debito.

Un'azienda può usare come tasso di sconto un COK o un WACC, a seconda del tipo di capitale impiegato. In entrambi i casi si generano i valori attuali delle entrate future: scontati dall'investimento iniziale, danno il VAN (valore attuale netto). Se il VAN è positivo il progetto è redditizio; se è negativo, non lo è.

Grazie alla facilità di calcolo e interpretazione, il WACC consente di valutare aziende di qualsiasi dimensione ed è utile fin dalla costituzione di un'impresa, quando occorre definire la provenienza delle risorse tra capitale proprio e di prestito. Viene impiegato anche nella modellizzazione finanziaria, come benchmark comparativo e come strumento di valutazione nelle operazioni di fusione e acquisizione.

WACC e analisi fondamentale

Questo indicatore gioca un ruolo centrale nell'analisi fondamentale delle aziende, per diversi motivi:

  1. Valutazione delle aziende: il WACC è il tasso di sconto del modello di flusso di cassa scontato (DCF), uno degli approcci più diffusi per stimare il valore intrinseco di un'impresa.
  2. Decisioni di investimento: se il rendimento atteso di un progetto supera il WACC, l'investimento crea valore per gli azionisti; se è inferiore, tende a distruggerlo.
  3. Struttura del capitale: tenendo conto sia del costo del debito sia dell'equity, aiuta a capire come variazioni nei livelli di debito o di capitale proprio influenzino il costo complessivo.
  4. Comparazione e benchmarking: un WACC molto più alto della media di settore può segnalare un rischio maggiore o una struttura finanziaria meno efficiente.
  5. Indicatore di rischio: poiché incorpora sia il rischio specifico dell'azienda (tramite il beta) sia quello del debito, riassume il rischio percepito dal mercato.

Il WACC è quindi uno strumento essenziale per stimare il valore intrinseco di un'azienda e comprenderne la posizione finanziaria e il profilo di rischio.

WACC e ROIC: quando l'azienda crea valore

Il ROIC (Return on Invested Capital) e il WACC sono due concetti che si incontrano nella valutazione della performance aziendale.

Il ROIC misura il rendimento generato sull'intero capitale investito, sia debito sia equity, e si calcola dividendo il reddito operativo al netto delle imposte (NOPAT) per il capitale investito totale. Un ROIC elevato indica un ritorno significativo sugli investimenti effettuati.

Relazione tra ROIC e WACC

Il confronto tra ROIC e WACC è cruciale per capire con quale efficacia un'azienda usa il capitale a disposizione. Idealmente il ROIC dovrebbe essere superiore al WACC: significa che il ritorno sugli investimenti supera il costo del capitale usato per finanziarli, cioè che l'impresa sta creando valore.

  • Se ROIC > WACC: l'azienda genera valore aggiunto, perché il ritorno supera il costo del capitale.
  • Se ROIC < WACC: l'azienda non copre il costo del capitale e potrebbe non creare valore sufficiente, segnale di gestione inefficiente o investimenti poco produttivi.

Questa relazione è uno degli indicatori più usati da investitori e analisti per valutare la salute finanziaria e la sostenibilità di lungo periodo di un'impresa.

In sintesi, il WACC riassume in un unico numero quanto costa a un'azienda finanziarsi con capitale proprio e debito: più è basso, più margine ha l'impresa per generare valore con i propri investimenti. È il ponte tra la struttura finanziaria e le decisioni operative.

Per un investitore è soprattutto un termine di paragone: confrontato con il ROIC dice se l'azienda crea o distrugge valore, e come tasso di sconto nel DCF determina il valore intrinseco di un titolo. Un WACC accurato conta più di una stima precisa dei flussi.

Domande frequenti sul WACC