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Azioni doValue: nuovo piano 2027-2029, buyback e guidance 2026. Cosa aspettarsi dal titolo?

doValue presenta il piano 2027-2029: EBITDA target 330-350 mln, free cash flow 100-120 mln e buyback da 10 mln, ma taglia la guidance 2026 a 270-290 mln. Il titolo recupera dai minimi, mentre i target degli analisti restano sopra i prezzi di mercato.
Azioni doValue: cosa cambia con il nuovo piano 2027-2029 e come investire

Indice

Le azioni doValue tornano sotto i riflettori di Piazza Affari dopo il Capital Markets Day dell’8 ottobre 2026, nel quale il gruppo ha presentato il nuovo piano industriale 2027-2029. La società punta a una forte crescita delle digital collection, a un recupero di efficienza nel servicing dei crediti deteriorati e a una maggiore remunerazione degli azionisti attraverso dividendi e riacquisto di azioni proprie. Allo stesso tempo, però, il management ha ridotto le attese per il 2026 a causa di una ripresa delle collection italiane più lenta del previsto. 

Il mercato, almeno nella prima parte della seduta, ha accolto le novità in modo moderatamente positivo: intorno alle 13:00 dell’8 ottobre il titolo scambiava nell’area di 1,84 euro, in rialzo di circa l’1%, dopo aver raggiunto un massimo intraday di 1,895 euro. Il recupero recente non cancella però una performance ancora difficile: nell’ultimo mese doValue ha guadagnato circa il 12-14%, ma su base annuale resta in calo di circa il 40%. 

È proprio questa contrapposizione a rendere interessante il titolo in questa fase: da una parte il nuovo piano offre una traiettoria di crescita e generazione di cassa più chiara, dall’altra il 2026 continua a presentare alcune criticità operative che il mercato non sembra ancora considerare definitivamente superate.

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Perché le azioni doValue sono sotto i riflettori oggi?

La notizia principale è il nuovo piano “Ready · Set · Scale” 2027-2029, con il quale doValue vuole progressivamente trasformarsi da gruppo fortemente dipendente dal tradizionale servicing degli NPE in una piattaforma più diversificata, nella quale le digital collection assumono un peso crescente.

Per il 2029 il gruppo indica un EBITDA compreso tra 330 e 350 milioni di euro, con un margine che potrebbe arrivare al 40%, mentre il free cash flow ricorrente dovrebbe raggiungere 100-120 milioni. La società punta inoltre a generare fra 150 e 170 milioni di cassa cumulata nel triennio, al netto degli investimenti di trasformazione, dei costi di ristrutturazione e di alcuni esborsi collegati alle operazioni di M&A precedenti.

Il vero motore della crescita dovrebbe essere il segmento digital collection. Nella presentazione agli investitori, doValue indica per questa attività un EBITDA 2029 di 155-165 milioni di euro, con una crescita media annua vicina al 30%. Il servicing NPE dovrebbe invece contribuire per 120-130 milioni, mentre i servizi a valore aggiunto per ulteriori 50-60 milioni.

Questa evoluzione è particolarmente importante perché consente al gruppo di ridurre la dipendenza dal volume di crediti deteriorati affidati dalle banche, che negli ultimi anni è rimasto relativamente contenuto, e di aumentare invece il peso di ricavi legati a pratiche digitali ripetitive e altamente automatizzate.

Piano doValue 2027-2029: i numeri che interessano agli investitori

TargetObiettivo
EBITDA 2029330-350 mln €
Margine EBITDAfino al 40%
EBITDA Digital Collection155-165 mln €
EBITDA NPE120-130 mln €
EBITDA servizi a valore aggiunto50-60 mln €
Free cash flow ricorrente 2029100-120 mln €
Cassa cumulata 2027-2029150-170 mln €
Leva finanziaria target2,0x-2,5x
Distribuzione agli azionistifino all’80% dell’utile netto rettificato
Buyback annunciato10 mln €

Un altro elemento potenzialmente rilevante per le previsioni sulle azioni doValue riguarda infatti la politica di allocazione del capitale. La società prevede di distribuire fino all’80% dell’utile netto, escluse le componenti non ricorrenti, attraverso una combinazione di dividendi e buyback. Il CdA ha inoltre approvato un primo programma di acquisto di azioni proprie da 10 milioni di euro, equivalente a circa il 3% del capitale, che dovrebbe essere avviato entro la fine del 2026.

Il buyback può ridurre il numero di azioni disponibili sul mercato e aumentare, a parità di utili complessivi, l’utile attribuibile a ciascuna azione; non rappresenta però automaticamente una garanzia di rialzo del titolo.

Il punto debole: doValue taglia le previsioni per il 2026

La parte meno positiva del Capital Markets Day riguarda invece il breve termine. doValue aveva precedentemente indicato per il 2026 un EBITDA pro-forma vicino ai 300 milioni di euro, ma ha ora ridotto il target a 270-290 milioni.

I ricavi lordi sono attesi tra 770 e 790 milioni, contro un precedente obiettivo di circa 800 milioni, mentre la leva finanziaria netta è prevista fra 2,4x e 2,6x, rispetto a circa 2,3x indicato in precedenza.

La revisione è legata soprattutto all’Italia: il management segnala una debolezza delle collection e dell’acquisizione di nuovo business superiore alle attese, tanto da ridimensionare il recupero precedentemente previsto nel quarto trimestre. Al contrario, coeo continua a performare meglio delle attese, mentre Grecia e Spagna procedono sostanzialmente in linea con il budget. 

Per l’investitore questo è probabilmente il punto più importante dell’intero piano. I target del 2029 sono ambiziosi e potenzialmente favorevoli, ma prima di prezzarli pienamente il mercato dovrà probabilmente vedere segnali concreti di stabilizzazione del business italiano e soprattutto una riduzione della leva.

Come stanno andando le azioni doValue nel 2026?

L’andamento delle azioni doValue nel 2026 racconta bene la perdita di fiducia che ha preceduto il nuovo piano.

Il titolo ha toccato un massimo annuale di 3,14 euro l’8 gennaio, mentre il minimo è stato registrato a 1,576 euro il 2 settembre. Dai minimi il titolo ha quindi iniziato un recupero e nella seduta dell’8 ottobre è tornato nell’area 1,84-1,85 euro.

Il recupero dell’ultimo mese è quindi significativo, ma per ora va interpretato all’interno di un trend di medio periodo ancora molto penalizzante. La distanza dal massimo annuale rimane ampia e spiega perché il nuovo piano venga osservato con particolare attenzione: il mercato deve decidere se il calo del 2026 abbia già incorporato buona parte dei rischi oppure se la revisione della guidance lasci ancora spazio a ulteriori pressioni.

I risultati doValue del primo semestre 2026

Per capire perché il titolo abbia sofferto così tanto è utile guardare anche agli ultimi risultati pubblicati prima del Capital Markets Day.

Nel primo semestre 2026 doValue ha registrato ricavi lordi pari a 301,6 milioni di euro, in crescita del 7,2% su base annua. L’EBITDA esclusi gli elementi non ricorrenti è però sceso del 6,6% a 92,6 milioni, mentre il risultato netto rettificato si è ridotto a 2,2 milioni. Le collection complessive sono diminuite del 7,1%. 

C’è però anche un’altra parte della storia: nel solo secondo trimestre i ricavi sono aumentati di quasi il 30% a 181,3 milioni e l’EBITDA rettificato è salito del 20,7%, grazie soprattutto al consolidamento di coeo e alla buona redditività della regione ellenica. Inoltre, il gruppo ha acquisito 3,1 miliardi di euro di nuovo business nel semestre e coeo ha registrato ricavi semestrali pro-forma di 122 milioni, in crescita del 25%.

Per interpretare correttamente questi risultati è importante non fermarsi alla crescita dei ricavi, ma valutare anche redditività, generazione di cassa e indebitamento, alcuni degli indicatori fondamentali per la valutazione delle aziende quotate in Borsa.

La transizione è quindi già visibile nei numeri, ma procede insieme a un aumento dell’indebitamento: al 30 giugno il debito netto contabile risultava pari a circa 855 milioni e la leva a 3,1x, anche se il gruppo indica 2,6x su base pro-forma tenendo conto della prevista vendita del portafoglio coeo.

Azioni doValue: target price e previsioni degli analisti

Il consenso degli analisti rappresenta uno degli elementi più significativi per le previsioni sulle azioni doValue.

La pagina Investor Relations della società riporta sei broker che seguono il titolo, con target compresi fra 2,20 e 3,30 euro. La media è di circa 2,69 euro.

AnalistaGiudizioTarget price
IntermonteHold2,20 €
EquitaHold2,20 €
Kepler CheuvreuxBuy2,90 €
Intesa SanpaoloBuy2,90 €
MediobancaBuy2,65 €
Banca AkrosBuy3,30 €
Media—2,69 €

Con una quotazione nell’area di 1,84 euro, il target medio implicherebbe teoricamente un potenziale superiore al 40%. Tuttavia, questo dato deve essere interpretato con molta cautela: le ultime revisioni indicate dalla società risalgono ad agosto, dunque precedono il nuovo piano e, soprattutto, il taglio della guidance comunicato l’8 ottobre.

È quindi plausibile che nelle prossime sedute alcune case d’investimento aggiornino valutazioni, stime e target price. Per questo motivo il 2,69 euro non va considerato come una nuova valutazione successiva al Capital Markets Day, ma come un punto di riferimento precedente.

Azioni doValue: previsioni 2027-2029 e tre scenari possibili

Più che tentare di prevedere un prezzo preciso delle azioni doValue fra tre anni, è utile individuare gli scenari che potrebbero determinare una rivalutazione o un’ulteriore debolezza del titolo.

Cosa dovrebbe accadere: coeo e digital collection continuano a crescere, la vendita del portafoglio riduce il debito, l’Italia recupera e l’EBITDA converge verso i target

Possibile conseguenza: miglioramento del sentiment e possibile rivalutazione dei multipli

Tra questi fattori, probabilmente la leva finanziaria sarà uno degli indicatori più importanti da seguire. Il piano presuppone il ritorno verso un intervallo sostenibile di 2,0-2,5x e la società conta anche sulla vendita del portafoglio coeo per accelerare il deleveraging. Se questo processo dovesse procedere secondo le attese, anche la sostenibilità della remunerazione degli azionisti diventerebbe più visibile. 

Dividendo doValue e buyback: cosa cambia per gli azionisti?

doValue è tornata a distribuire capitale agli azionisti nel 2026. Secondo il calendario dei dividendi della Borsa Italiana, il dividendo relativo all’esercizio 2025 è stato pari a 0,0923 euro per azione, con stacco il 18 maggio 2026. 

Il nuovo piano non stabilisce però un dividendo fisso per i prossimi anni. La società afferma invece di voler mantenere una cedola sostenibile, calibrata sulla generazione di cassa e sulla leva finanziaria, affiancandola eventualmente ai buyback.

Il programma da 10 milioni annunciato nell’ottobre 2026 non dovrebbe impedire il pagamento di un dividendo nel 2027, ma l’importo dipenderà anche dalla liquidità e dalla leva finanziaria raggiunte dopo la vendita del portafoglio coeo. 

Comprare azioni doValue oggi conviene?

Alla luce del nuovo piano, le azioni doValue presentano oggi un profilo di rischio/rendimento molto diverso da quello di una società finanziaria difensiva.

Il titolo offre un potenziale scenario di turnaround sostenuto da crescita delle digital collection, miglioramento dei margini, deleveraging, buyback e ritorno del dividendo; allo stesso tempo, il taglio della guidance 2026 dimostra che i problemi operativi nel servicing italiano non sono ancora completamente risolti.

Per questo motivo, più che chiedersi semplicemente se le azioni doValue “saliranno o scenderanno”, potrebbe essere utile verificare nei prossimi trimestri tre elementi: andamento delle collection italiane, riduzione della leva e crescita effettiva della redditività di coeo. Se questi indicatori convergeranno verso gli obiettivi del piano, anche gli attuali target degli analisti potrebbero acquisire maggiore credibilità; in caso contrario, il mercato potrebbe continuare a richiedere uno sconto elevato.

Chi preferisce confrontare doValue con altre opportunità di Piazza Affari può consultare anche la nostra analisi sulle migliori azioni italiane del 2026.

Quali rischi monitorare prima di investire in doValue?

Il principale rischio nel breve periodo resta l’andamento dell’Italia, dove collection e nuovo business stanno recuperando più lentamente del previsto. A questo si aggiunge l’esigenza di ridurre la leva dopo le acquisizioni, oltre al normale rischio di esecuzione di un piano che affida una parte crescente della crescita a coeo e alle digital collection.

Va inoltre considerato che il modello tradizionale degli NPE deve affrontare il progressivo ammortamento dei portafogli legacy. doValue conta di compensare questo effetto con automazione, IA, semplificazione organizzativa e riduzione dei costi: il piano prevede infatti 65-70 milioni di efficienze lorde nel servicing NPE entro il 2029.

Il lato positivo è che il piano non presuppone una nuova crisi del credito o una forte crescita dei nuovi NPL per raggiungere i propri obiettivi: il management sostiene di aver costruito il business case prevalentemente sui clienti e sui mercati già esistenti. Questo rende il piano meno dipendente da un eventuale peggioramento macroeconomico, ma aumenta l’importanza dell’esecuzione interna.

Dove comprare azioni doValue

doValue è quotata su Euronext STAR Milan con ticker DOV e ISIN IT0005610958.

Per investire direttamente sul titolo è quindi necessario utilizzare un intermediario che consenta l'accesso all'azionario italiano. Fineco, ad esempio, permette di negoziare azioni su Euronext Milan; con il Conto Trading applica una commissione dello 0,19% del controvalore, con minimo di 2,95 euro e massimo di 19 euro secondo il tariffario attualmente pubblicato. 

Per un titolo relativamente volatile come doValue, oltre alle commissioni può essere utile valutare anche disponibilità del book, tipologie di ordine e possibilità di impostare ordini limite, evitando di considerare il solo costo nominale dell’operazione.

FAQ sulle azioni doValue