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Prezzo di chiusura: cos’è, come si calcola e a cosa serve

Il prezzo di chiusura è il valore che chiude la seduta di un titolo. Su Euronext Milan nasce dall’asta di chiusura fra le 17:30 e le 17:35:59 e diventa il prezzo di riferimento, diverso dal prezzo ufficiale, che è la media ponderata dell’intera giornata.
Prezzo di chiusura: come si calcola nell'asta di chiusura

Indice

Il prezzo di chiusura è il numero che chiude la giornata di un titolo: lo ritrovi sui grafici, nel calcolo degli indici e nell'estratto conto del tuo broker. Sembra il dato più banale della seduta, ma nei mercati regolamentati italiani non è l'ultimo scambio della giornata.

In questa guida vediamo che cos'è esattamente, come lo determina l'asta di chiusura di Borsa Italiana, in cosa si distingue da prezzo di riferimento e prezzo ufficiale e perché il prezzo di chiusura aggiustato può essere diverso da quello che leggi sul grafico.

Il prezzo di riferimento e il prezzo ufficiale li pubblica Borsa Italiana, ma per vederli sui tuoi titoli serve un conto con accesso diretto al mercato.

Che cos'è il prezzo di chiusura di un titolo

Il prezzo di chiusura è il valore a cui uno strumento finanziario risulta scambiato al termine di una seduta di negoziazione. È il punto di riferimento standard per misurare la performance giornaliera di un'azione, di un ETF o di un indice.

Quel valore nasce dall'incontro fra domanda e offerta nella parte finale della sessione di trading, e riflette il consenso degli operatori sul valore del titolo in quel momento. Nei mercati order driven come quelli gestiti da Borsa Italiana non è però il residuo casuale dell'ultimo contratto: è il prezzo che emerge da un'asta dedicata.

Ad esempio, nel caso dell'indice S&P 500, il prezzo di chiusura non indica soltanto l'andamento delle maggiori società statunitensi: è anche il parametro su cui si regolano derivati, ETF e fondi collegati all'indice.

Quattro caratteristiche lo rendono il dato più usato dell'intera seduta:

  • Standardizzato: insieme a prezzo di apertura, massimo e minimo forma i quattro valori che descrivono la giornata di ogni asset negoziato in borsa.
  • Comparabile: si confronta con le chiusure precedenti o con l'apertura dello stesso giorno per misurare la variazione del titolo.
  • Adatto al lungo periodo: filtra il rumore intraday, e per questo è la base delle serie storiche usate dagli investitori.
  • Sensibile alle operazioni societarie: dividendi e split ne modificano il valore storico, come vediamo più avanti.

Durante la seduta il prezzo cambia continuamente, perché i movimenti dei titoli seguono la legge della domanda e dell'offerta. Per inquadrare il prezzo di chiusura conviene quindi partire da come funziona la borsa valori e dalle fasi in cui si articola una giornata di contrattazioni.

Come si calcola il prezzo di chiusura: l'asta di chiusura

Il prezzo di chiusura si forma negli ultimi minuti della giornata attraverso un meccanismo d'asta: gli ordini vengono raccolti ma non eseguiti subito, finché il sistema non individua il prezzo che rende scambiabile la quantità maggiore di strumenti.

Secondo il glossario di Borsa Italiana, il prezzo di asta di chiusura è determinato «secondo le regole generali previste per il calcolo del prezzo teorico d'asta» fissate nel Regolamento dei mercati. Vale per Euronext Milan, Euronext STAR Milan, Euronext MIV Milan, MOT ed ETFplus.

Le fasi dell'asta di chiusura su Euronext Milan

Su Euronext Milan la negoziazione continua termina alle 17:30 e l'asta di chiusura occupa la finestra successiva, fino alle 17:35:59. La sequenza è questa:

  1. Pre-asta: gli operatori inseriscono, modificano o cancellano proposte senza che venga concluso alcun contratto. Il sistema calcola e diffonde in tempo reale il prezzo teorico d'asta.
  2. Chiusura dell'asta: il sistema abbina automaticamente gli acquisti a prezzo uguale o superiore con le vendite a prezzo uguale o inferiore, secondo priorità di prezzo e di tempo.
  3. Fase TAL (17:36–17:40): il Trading At Last, l'intervallo in cui si possono ancora immettere ordini al prezzo di chiusura appena determinato.
Fasi dell'asta di chiusura su Euronext Milan

Un dettaglio poco noto: il momento esatto in cui termina la pre-asta è estratto a sorte dal sistema all'interno dell'ultimo minuto della fase. Serve a evitare che un singolo intermediario sposti il prezzo con un ordine dell'ultimo istante, senza lasciare agli altri il tempo di reagire.

C'è anche un freno di sicurezza. Se il prezzo teorico si discosta dal prezzo statico oltre la variazione massima ammessa, Borsa Italiana attiva un'asta di volatilità e la conclusione dei contratti slitta di un intervallo definito nelle Istruzioni al Regolamento.

Nelle altre sedi il principio è lo stesso, ma le regole cambiano. Sul NASDAQ il prezzo di chiusura ufficiale nasce dal Closing Cross delle 16:00 di New York, con una fase di pubblicazione degli sbilanciamenti che precede l'incrocio.

Perché l'asta conta più di un singolo scambio

Concentrare gli ordini in un'unica asta produce tre effetti utili a tutto il mercato:

  • Un prezzo meno manipolabile: l'ultimo valore di giornata non dipende dai due operatori che hanno chiuso per caso l'ultimo contratto.
  • Trasparenza: durante la pre-asta tutti gli operatori vedono in tempo reale come si sta formando il prezzo teorico.
  • Un riferimento ufficiale: su quel valore si calcolano gli indici, si valorizzano i portafogli e si determina il NAV dei fondi comuni a fine giornata.

Prezzo di chiusura, prezzo di riferimento e prezzo ufficiale

Qui nasce la confusione più frequente fra chi investe in Italia: a fine seduta Borsa Italiana pubblica tre prezzi diversi, e non sono sinonimi. Cambiano il metodo di calcolo e l'uso.

Prezzo

Come si calcola

A cosa serve

Prezzo di asta di chiusura

Prezzo a cui vengono conclusi i contratti nell'asta di chiusura

È il "prezzo di chiusura" in senso stretto: l'ultimo prezzo della seduta

Prezzo di riferimento

Coincide con il prezzo di asta di chiusura; se manca, è la media ponderata dei contratti dell'intervallo finale (10 minuti) della negoziazione continua

Garantisce che un prezzo di chiusura esista sempre, anche nelle sedute senza asta valida

Prezzo ufficiale

Media ponderata di tutti gli scambi della seduta, esclusi quelli della fase al prezzo di asta di chiusura e le operazioni concordate

Rappresenta il valore medio della giornata, usato per valorizzazioni e statistiche

La differenza è pratica, non accademica. Se confronti la chiusura letta sulla piattaforma del tuo broker con quella pubblicata da un'altra fonte e i numeri non tornano, nella maggior parte dei casi stai mettendo a confronto un prezzo di asta di chiusura con un prezzo ufficiale.

Su ETFplus e sugli altri strumenti del MOT la logica è identica, ma la sequenza di riserva cambia: quando l'asta non produce un prezzo, il riferimento si costruisce sulle migliori proposte presenti sul book, dando più peso alle più recenti.

Orari di chiusura delle principali borse mondiali

Ogni mercato finanziario ha orari di apertura e chiusura specifici, e queste differenze cambiano il momento in cui si forma il prezzo di chiusura.

Borsa

Fine negoziazione continua

Asta di chiusura

Euronext Milan (Borsa Italiana)

17:30 (ora italiana)

17:30–17:35:59, poi fase TAL 17:36–17:40

London Stock Exchange (SETS)

16:30 (ora di Londra)

16:30–16:35, poi closing price crossing 16:35–16:40

NYSE e NASDAQ

16:00 (ora di New York)

Asta di chiusura alle 16:00

Tokyo Stock Exchange

15:25 (ora di Tokyo)

Closing auction 15:25–15:30

Per seguire le chiusure di più piazze dallo stesso conto serve un intermediario con accesso ai principali mercati internazionali.

Attenzione al fuso orario: le 17:30 di Milano sono le 11:30 di New York, quindi quando la Borsa Italiana determina la sua chiusura Wall Street è aperta da due ore. Per chi opera su più piazze conviene tenere sotto controllo il calendario di borsa e gli orari di negoziazione.

Il mercato valutario (Forex) è l'eccezione: opera in continuo dal lunedì al venerdì e non ha un prezzo di chiusura ufficiale. I broker adottano per convenzione un orario di riferimento, di norma le 17:00 di New York, per chiudere la candela giornaliera.

Restano però le fasce in cui la liquidità si concentra, quando i grandi centri finanziari si sovrappongono:

  • Asia: Tokyo, 00:00–09:00 GMT.
  • Europa: Londra, 07:00–16:00 GMT.
  • America: New York, 12:00–21:00 GMT.

Il passaggio da un centro all'altro moltiplica i volumi e crea i momenti più liquidi della giornata. Per seguire le chiusure di più mercati serve un broker con accesso diretto alle principali borse internazionali.

Prezzo di chiusura aggiustato: dividendi, split e operazioni societarie

Le operazioni societarie modificano il numero o il valore delle azioni in circolazione, e lo fanno di solito a mercati chiusi. Le due più frequenti sono la divisione di azioni e il pagamento di dividendi.

Per questo esiste il prezzo di chiusura aggiustato (adjusted close): la versione corretta del prezzo di chiusura, che tiene conto di dividendi, split e contro-split azionari e altre modifiche al capitale.

L'aggiustamento serve a rendere confrontabile una serie storica. Senza di esso il grafico di un titolo che ha staccato un dividendo mostrerebbe un gradino verso il basso che non corrisponde a nessuna perdita per l'azionista.

Due esempi rendono l'idea:

  • Dividendo: un titolo chiude a 21,90 € e il giorno dopo stacca un dividendo di 1,00 € per azione. Nella serie storica la chiusura precedente viene riportata a 20,90 €, così la discesa del prezzo non viene letta come una perdita.
  • Split 2:1: un titolo chiude a 40,00 € e raddoppia il numero di azioni in circolazione. Lo split raddoppia il numero di azioni e dimezza il prezzo, senza modificare il valore complessivo della posizione. Nella serie storica le chiusure precedenti vengono dimezzate, così il grafico non mostra un crollo del 50% che non è mai avvenuto.

Sulle piattaforme di trading trovi spesso entrambi i valori: il close è il prezzo effettivamente registrato dal mercato, l'adjusted close quello ricalcolato. Per confrontare rendimenti su più anni si usa sempre il secondo.

Perché l'apertura di domani non coincide con la chiusura di oggi

Il prezzo di chiusura non è un punto di partenza garantito. Fra la fine di una seduta e l'inizio della successiva il mercato continua a incorporare informazioni, e la differenza fra i due valori si chiama gap di apertura.

Le cause più frequenti sono tre: le trimestrali pubblicate a mercati chiusi, le notizie macroeconomiche o geopolitiche della notte e le contrattazioni after-hours sulle piattaforme che consentono di operare oltre l'orario ufficiale.

Alcuni broker offrono infatti orari di negoziazione estesi su una selezione di azioni. Quelle contrattazioni possono muovere il prezzo, ma non modificano il prezzo di chiusura ufficiale già fissato dalla borsa.

L'ampiezza del gap è a sua volta un'informazione: uno scarto largo fra chiusura e apertura segnala che nella notte è arrivata notizia nuova, ed è uno dei modi più immediati per misurare la volatilità in finanza di un titolo.

Chi vuole posizionarsi su questi movimenti senza comprare il titolo può ricorrere a strumenti a leva come il trading di CFD, tenendo presente che il rischio cresce insieme all'esposizione.

A cosa serve il prezzo di chiusura nell'analisi

Il prezzo di chiusura è il dato su cui poggia buona parte dell'analisi quantitativa dei mercati. Gli usi principali sono tre:

  1. Analisi tecnica: è il valore che chiude ogni candela giapponese del grafico e l'input di quasi tutti gli indicatori, dalle medie mobili all'RSI.
  2. Benchmark di performance: consente di confrontare titoli, indici e portafogli su periodi omogenei, perché è un dato rilevato sempre nello stesso momento della giornata.
  3. Misura del rischio: la volatilità storica si calcola come deviazione standard dei rendimenti fra chiusure successive, e da lì derivano beta e indicatori di rischio.

Molti analisti preferiscono le chiusure ai massimi e minimi intraday proprio perché filtrano il rumore: i livelli di supporti e resistenze tracciati sulle chiusure tengono meglio di quelli disegnati sulle ombre delle candele.

Un altro uso passa spesso inosservato. La chiusura è il prezzo con cui si valorizzano i fondi comuni e si calcola il NAV di fine giornata: anche chi non fa trading, ma ha un fondo o un piano di accumulo, vede il proprio patrimonio aggiornato su prezzi di chiusura.

Per gli investitori a lungo termine la serie delle chiusure è la fotografia più pulita del trend. I trader a breve la usano invece come riferimento per valutare i gap e le discrepanze del post-mercato.

Dove trovare il prezzo di chiusura di un titolo

Il prezzo di chiusura è un dato pubblico e si trova in tre posti, con livelli di precisione diversi:

  • Il sito della borsa: per i mercati italiani Borsa Italiana pubblica, per ogni titolo, prezzo di riferimento e prezzo ufficiale della seduta. È la fonte più attendibile.
  • La piattaforma del broker: mostra la chiusura e in genere anche la serie storica scaricabile, utile per fare analisi in autonomia.
  • I data provider finanziari: offrono serie lunghe e il valore adjusted close, indispensabile per i confronti pluriennali.

Prima di confrontare due fonti, verifica quale dei tre prezzi stai leggendo: la distanza fra prezzo di riferimento e prezzo ufficiale sullo stesso titolo non è trascurabile nelle sedute più volatili.

La scelta dipende da costi, mercati coperti, strumenti di analisi e regime fiscale applicato al conto.

Fineco
BG Saxo

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In sintesi, il prezzo di chiusura è molto più dell'ultimo numero della giornata: su Euronext Milan nasce da un'asta dedicata fra le 17:30 e le 17:35:59, diventa il prezzo di riferimento del titolo e si distingue dal prezzo ufficiale, che è la media ponderata dell'intera seduta.

Sapere quale dei tre prezzi stai guardando cambia il risultato di un'analisi, di un confronto o di una verifica sull'estratto conto. Il primo controllo è sempre la fonte del dato, il secondo se si tratta di un prezzo grezzo o aggiustato per dividendi e split.

Domande frequenti sul prezzo di chiusura