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Michael Burry: portfolio, patrimonio e la storia del genio di The Big Short

Michael Burry, reso celebre da The Big Short, previde la crisi del 2008 e fece guadagnare oltre 700 milioni ai suoi investitori. Oggi il portfolio di Scion punta su sanità e consumi e scommette contro l’AI. Patrimonio stimato: circa 300 milioni di dollari.
Uomo in ufficio con vista panoramica dalla finestra.

Indice

Michael Burry ha raggiunto fama e fortuna scommettendo contro i titoli ipotecari prima dello scoppio della crisi del 2008, un meccanismo immortalato nel film The Big Short (La grande scommessa). Oggi il suo portfolio, gestito attraverso Scion, resta uno dei più osservati dagli investitori che cercano di intercettare in anticipo la prossima grande scommessa contro il mercato.

Chi è Michael Burry?

Un uomo con un occhio protesico e la sindrome di Asperger, che ha studiato medicina invece di intraprendere una carriera nella finanza, ma che ha finito per gestire un fondo di investimento. Un dirigente che indossava magliette e camminava a piedi nudi nel suo ufficio, mentre ascoltava heavy metal a tutto volume e analizzava i bilanci.

Nato nel 1971 a San Jose, in California, all'età di due anni perse l'occhio sinistro a causa di un retinoblastoma. Si laureò in economia e pre-med alla UCLA e conseguì un dottorato in medicina (M.D.) alla Vanderbilt University.

Fu un trentenne senza alcuna formazione finanziaria classica, il cui occhio vide ciò che nessun altro vedeva.

Michael Burry e "La Grande Scommessa": come previde la crisi del 2008

È il grande protagonista di The Big Short, il film — cinque nomination agli Oscar e interpretato da Christian Bale — che racconta come l'investitore si accorse che il mercato dei mutui subprime era un gigantesco castello di carte e anticipò così la crisi economica del 2008. Tutti dicevano che l'immobiliare fosse il mercato più sicuro, ma Burry scommise contro di esso.

Nel 2005 Burry comprò dei CDS (credit default swap) su alcune obbligazioni ipotecarie subprime. Era convinto che sarebbero esplosi entro due anni, quando i tassi d'interesse tenuti artificialmente bassi sarebbero saliti. Questi CDS non esistevano ancora: Goldman Sachs e Deutsche Bank crearono lo strumento apposta per l'operazione di Burry.

Nel 2007 i mutui subprime andarono in default come previsto. A metà del 2008 il fondo aveva ottenuto un rendimento netto cumulato del 489,34% dalla fondazione.

Burry guadagnò personalmente circa 100 milioni di dollari e fece incassare oltre 700 milioni ai suoi investitori. Dopo di che chiuse il fondo Scion Capital.

Non male per chi aveva iniziato con un blog di consigli finanziari scritti nel tempo libero, mentre lavorava in ospedale. Burry fondò Scion Capital nel 2000, a circa 29 anni, con prestiti studenteschi e familiari; tre anni dopo gestiva già circa 600 milioni di dollari.

Quel hedge fund fu un successo negli otto anni di attività. Nel primo anno rese il 55% operando short sui titoli tecnologici sopravvalutati dalla bolla dotcom. Il talento emerse anche nel 2002, quando il fondo guadagnò circa il 16% mentre l'indice S&P 500 perdeva oltre il 22% (dati riportati nel libro The Big Short di Michael Lewis).

Michael Burry portfolio: le azioni di Scion oggi

Dopo aver chiuso Scion Capital nel 2008, Burry riaprì l'attività nel 2013 con il nome di Scion Asset Management, la società con cui ha continuato a gestire il proprio capitale. È attraverso i documenti 13F depositati presso la SEC che il portfolio di Michael Burry diventa pubblico ogni trimestre.

L'ultima trimestrale disponibile risale al terzo trimestre 2025 (30 settembre 2025) e mostra un portafoglio concentrato su poche azioni:

Azienda (ticker)SettorePeso sul portafoglioValore stimato
Molina Healthcare (MOH)Sanità43,49%~23,9 mln $
Lululemon Athletica (LULU)Beni di consumo32,35%~17,8 mln $
SLM Corp – Sallie Mae (SLM)Finanza24,16%~13,3 mln $

Accanto a queste posizioni "long", nello stesso trimestre Burry aveva accumulato opzioni put su azioni Palantir e Nvidia, una scommessa ribassista sul valore nozionale più pesante dell'intero portafoglio, oltre ad alcune call su Pfizer. La sua è da sempre una strategia concentrata su un numero ristretto di titoli, che gli consente un'analisi dettagliata di ciascuna posizione.

Il patrimonio di Michael Burry

Il patrimonio netto di Michael Burry è stimato intorno ai 300 milioni di dollari (stime 2025-2026), a cui si aggiunge il capitale gestito tramite Scion. La cifra è il frutto di decenni di operazioni contrarian andate a segno più spesso di quanto il mercato si aspettasse.

La base di questa fortuna resta la grande scommessa del 2008: il rendimento cumulato del 489,34% e le centinaia di milioni incassati dagli investitori. Negli anni successivi Burry ha diversificato verso beni reali — oro, terreni agricoli e risorse idriche — visti come protezione contro l'inflazione.

Michael Burry e GameStop: la scintilla dello short squeeze

Michael Burry ha involontariamente acceso la scintilla che ha portato alla frenesia di GameStop nel gennaio 2021. Aveva acquistato una partecipazione in GameStop nel 2019, ritenendo il titolo sottovalutato, e aveva scritto tre lettere ai dirigenti esortandoli a riacquistare azioni proprie.

Non poteva immaginare che i suoi sforzi avrebbero motivato migliaia di day trader del forum Reddit Wall Street Bets a orchestrare uno short squeeze, facendo salire le azioni GameStop fino al 2.500% in poche settimane. La battaglia tra piccoli investitori e hedge fund che avevano venduto allo scoperto il titolo catturò l'attenzione mondiale e stimolò le indagini delle autorità.

Miliardari come Mark Cuban ed Elon Musk fecero il tifo per i nuovi arrivati; almeno un hedge fund short sul titolo ebbe bisogno di un salvataggio e Robinhood arrivò a limitare per giorni l'acquisto del titolo. Le azioni crollarono poco dopo e oggi valgono una frazione dei massimi del gennaio 2021.

Lo stile di investimento di Michael Burry

Burry si distingue per strategie che divergono profondamente dal sentimento comune, come dimostrò prima della crisi subprime. Si definisce fondamentalmente un investitore value, sulla scia della lezione di Benjamin Graham: cerca azioni sottovalutate con un ampio margine di sicurezza.

Alla base c'è un'analisi fondamentale rigorosa di bilanci, flussi di cassa e prospettive di crescita, che si traduce spesso in posizioni controcorrente. Burry è anche un critico feroce della FED, di cui contesta la gestione delle spinte inflazionistiche degli ultimi anni.

Michael Burry e l'inflazione: le previsioni sull'economia USA

Nel 2022 Burry lanciò una nuova previsione, mostrando come i risparmi personali negli Stati Uniti fossero crollati da oltre il 25% del PIL nella primavera 2021 a circa il 3,8%, con il rischio di scendere sotto l'1,5%, un minimo storico, entro fine anno.

Secondo Burry, gli americani stavano "bruciando" i propri risparmi per far fronte all'inflazione di cibo, energia e casa, con una recessione probabile una volta esaurite le riserve di liquidità. È la stessa logica ribassista che oggi lo porta a scommettere contro la bolla dell'intelligenza artificiale, con put su azioni Nvidia e altri titoli tech considerati sopravvalutati.

In sintesi, Michael Burry è una figura geniale e prudente, con uno sguardo orientato al lungo termine e alle previsioni scomode. Sarà ricordato per aver adottato una strategia short nel pieno dell'euforia pre-2008, con le conseguenze catastrofiche per il sistema finanziario che tutti conosciamo.

La sua storia insegna che il vero vantaggio nasce dallo studio dei fondamentali e dalla fiducia nelle proprie convinzioni, anche quando sono impopolari. Chi vuole ispirarsi al suo metodo può iniziare imparando a comprare azioni in borsa e a valutare un'azienda prima di costruire il proprio portafoglio.

Domande frequenti su Michael Burry