I migliori ETF Covered Call

Indice
Gli ETF covered call permettono di mantenere il capitale investito in azioni e, allo stesso tempo, di incassare una rendita ricorrente quasi ogni mese. Sembra troppo bello per essere vero, ma è una strategia con regole precise e contropartite chiare.
Ecco i tre ETF covered call UCITS più rilevanti per un investitore che opera dall'Europa:
- JEPQ (JPMorgan Nasdaq Equity Premium Income) — il migliore per chi punta alla rendita massima sul Nasdaq-100.
- JEPG (JPMorgan Global Equity Premium Income) — il migliore per chi vuole diversificazione globale (MSCI World).
- Global X Nasdaq 100 Covered Call (QYLD) — il migliore per chi cerca la distribuzione più alta da una replica passiva.
In questo articolo vediamo cosa sono gli ETF covered call, come riescono a generare reddito passivo mensile e quali sono i migliori su cui iniziare a investire, con TER, rendimento e profilo di rischio aggiornati al 2026.
Per acquistare ETF covered call UCITS e confrontare prodotti a distribuzione mensile come JEPQ, JEPG o QYLD, puoi valutare broker come DEGIRO, BG Saxo, XTB ed eToro, verificando sempre ISIN, TER, liquidità e rischio della strategia.

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Cosa sono gli ETF covered call?
Un ETF covered call (o buy-write ETF) è un fondo quotato che possiede un paniere di azioni o replica un indice e, allo stesso tempo, vende opzioni call su quella stessa posizione. Il premio incassato per le opzioni viene distribuito come reddito periodico all'investitore.
In questo modo, l'ETF trasforma parte del potenziale di rivalutazione del sottostante in rendita in contanti, senza che il partecipante debba gestire opzioni in proprio.
Questi ETF UCITS distribuiscono il premio (e a volte premio più dividendi delle azioni in portafoglio) a cadenza mensile, il che li rende uno strumento pensato per chi cerca flussi periodici. La cornice UCITS è importante: significa che sono fondi armonizzati a livello europeo, regolati secondo gli standard MiFID II e accessibili ai risparmiatori italiani tramite i comuni broker.
Come funzionano gli ETF covered call?
Per capire come arrivano a generare una rendita ricorrente, conviene scomporre il meccanismo in tre passaggi:
- Portafoglio di attivi sottostanti: il fondo detiene un paniere di azioni (o, in alcuni casi, di indici sintetici) collegato a un indice o a un settore specifico, come il Nasdaq-100 o l'S&P 500. Grazie a questa base, l'ETF replica in tutto o in parte l'andamento del mercato.
- Vendita sistematica di opzioni call: sul portafoglio azionario, l'ETF vende opzioni call con uno strike leggermente superiore al livello di mercato. A scadenza mensile (o trimestrale, secondo le politiche del fondo) vengono scritti nuovi contratti per generare premi ricorrenti, seguendo le regole del prospetto senza spazio per l'improvvisazione.
- Incasso dei premi e distribuzione: per ogni call venduta il fondo incassa un premio che si accumula nel patrimonio. Questi premi vengono poi distribuiti periodicamente agli investitori sotto forma di "dividendo" aggiuntivo. La redditività del partecipante nasce quindi da due fonti: i dividendi tradizionali delle azioni e i premi delle opzioni.
I migliori ETF covered call con dividendi mensili
Vista la crescita di questo segmento, vediamo i migliori ETF covered call UCITS che si possono sottoscrivere dall'Europa. La tabella riassume i tre prodotti a confronto; sotto trovi la scheda dettagliata di ciascuno.
| ETF (ticker) | Indice sottostante | TER | Rendita da dividendo (12 mesi) | ||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|
| JPMorgan Nasdaq Equity Premium Income (JEPQ) | Nasdaq-100 | 0,35% | ~10,3% | ||||
| JPMorgan Global Equity Premium Income (JEPG) | MSCI World | 0,35% | ~8,7% | ||||
| Global X Nasdaq 100 Covered Call (QYLD) | CBOE Nasdaq-100 BuyWrite | 0,45% | ~10,3% |
| ETF (ticker) | Indice sottostante | TER | Rendita da dividendo (12 mesi) |
| JPMorgan Nasdaq Equity Premium Income (JEPQ) | Nasdaq-100 | 0,35% | ~10,3% |
| JPMorgan Global Equity Premium Income (JEPG) | MSCI World | 0,35% | ~8,7% |
| Global X Nasdaq 100 Covered Call (QYLD) | CBOE Nasdaq-100 BuyWrite | 0,45% | ~10,3% |
Tutti e tre distribuiscono i premi su base mensile. Dati di rendimento e costi aggiornati a giugno 2026 (fonte: justETF e documentazione dei gestori).
JPMorgan Nasdaq Equity Premium Income (JEPQ)
JEPQ replica il comportamento dell'indice Nasdaq-100 attraverso un portafoglio gestito attivamente, a cui aggiunge la vendita sistematica di opzioni call con strike di poco superiore al mercato per generare premi e distribuirli ogni mese.
- ISIN: IE000U9J8HX9
- TER: 0,35%
- Distribuzione: mensile, rendimento da dividendo ~10,3% (12 mesi)
- Patrimonio: circa 2.750 milioni di € (il più grande della categoria in UCITS)
- Replica: fisica, gestione attiva
L'obiettivo dichiarato è offrire reddito e crescita del capitale nel lungo periodo, ma con oscillazioni inferiori rispetto all'indice grazie al cuscinetto dei premi. Le prime dieci posizioni pesano circa metà del fondo e ricalcano i big tecnologici: Apple, Microsoft, Nvidia, Amazon e Alphabet. Per settori domina la tecnologia (intorno al 46%), seguita da comunicazione e consumi discrezionali.
A oltre un anno e mezzo dal lancio europeo, JEPQ ha un primo storico significativo: ha reso circa +26% negli ultimi 12 mesi (calcolo in euro, dividendi inclusi), con un costo dello 0,35% molto vicino al "fratello" sull'S&P 500 e sotto i concorrenti passivi più cari.
A chi conviene: a chi accetta la volatilità del settore tecnologico e preferisce un reddito mensile ricorrente a una pura strategia buy & hold sul Nasdaq-100, oppure a chi costruisce portafogli orientati alla liquidità (spese correnti, integrazione della pensione) consapevole che la rivalutazione del capitale resta limitata.
JPMorgan Global Equity Premium Income (JEPG)
JEPG replica in modo approssimativo la composizione dell'MSCI World tramite un portafoglio di titoli ad alta capitalizzazione e blue chip, diversificati per settori e aree geografiche. Sulla base globale si applica la stessa tecnica di vendita di call vicine al denaro (near-the-money) con scadenza mensile.
- ISIN: IE0003UVYC20
- TER: 0,35%
- Distribuzione: mensile, rendimento da dividendo ~8,7% (12 mesi)
- Patrimonio: circa 1.200 milioni di €
- Replica: fisica, gestione attiva
La composizione è dominata dagli Stati Uniti (intorno al 65%), seguiti da area euro e Giappone, con un'esposizione settoriale ripartita soprattutto tra tecnologia, finanza e salute. Tra le prime posizioni compaiono nomi come Deutsche Telekom, Microsoft e Berkshire Hathaway, segno di un approccio più difensivo rispetto a JEPQ.
Il rovescio della medaglia di questa impostazione globale è una rendita leggermente più bassa e una performance recente più contenuta: negli ultimi 12 mesi il prezzo è rimasto sostanzialmente piatto, dopo un 2024 positivo. È il prezzo della maggiore diversificazione rispetto all'esposizione concentrata sul Nasdaq.
A chi conviene: a chi cerca un'esposizione globale diversificata con reddito mensile e a chi ha un profilo moderato e vuole ridurre la volatilità di un portafoglio azionario, accettando di sacrificare parte del potenziale di rialzo.
Global X Nasdaq 100 Covered Call (QYLD)
A differenza dei due ETF JPMorgan a gestione attiva, il Global X Nasdaq 100 Covered Call replica passivamente l'indice CBOE Nasdaq-100 BuyWrite, che prevede la vendita mensile di opzioni call at-the-money sull'intero valore del portafoglio. Essendo ATM, i premi incassati sono più alti, ma la rinuncia al potenziale di rivalutazione è molto più marcata.
- ISIN: IE00BM8R0J59
- TER: 0,45%
- Distribuzione: mensile, rendimento da dividendo ~10,3% (12 mesi)
- Patrimonio: circa 630 milioni di €
- Replica: sintetica (swap), gestione passiva
Le prime dieci posizioni del paniere pesano oltre la metà del fondo e ricalcano il Nasdaq-100, con Nvidia, Microsoft e Apple in testa; per settori la tecnologia sfiora il 50%. La forte concentrazione tecnologica fa sì che la volatilità possa essere superiore a quella degli altri due ETF nelle fasi di calo degli indici.
È importante chiarire un equivoco frequente: l'ETF statunitense omonimo (QYLD di Global X, quotato negli USA) non è acquistabile dall'Italia per via della normativa europea sui KID.
Quello disponibile per i risparmiatori europei è la versione UCITS domiciliata in Irlanda con ISIN IE00BM8R0J59, perfettamente negoziabile tramite i broker autorizzati. Negli ultimi 12 mesi ha reso circa +19%, con un triennio in positivo.
A chi conviene: a chi vuole la distribuzione mensile più alta su un'esposizione 100% Nasdaq-100 tramite una replica passiva ed economica nella logica, accettando un potenziale di crescita molto limitato e una volatilità superiore.

Cosa succede agli ETF covered call nei diversi scenari di mercato?
Il rendimento di un ETF covered call si discosta da quello dell'indice sottostante a seconda della fase di mercato. Sono tre gli scenari da conoscere prima di investire.
- Mercato laterale o con rialzi moderati: se il prezzo delle azioni non supera lo strike alla scadenza, l'ETF mantiene le azioni e incassa l'intero premio. È lo scenario in cui questi ETF danno il meglio, perché aggiungono rendimento dove l'indice da solo farebbe poco.
- Mercato fortemente rialzista: se il prezzo supera lo strike, il guadagno viene limitato a quel livello. Il partecipante rinuncia alla rivalutazione extra oltre lo strike in cambio del premio già incassato, e tende quindi a sottoperformare l'indice.
- Mercato ribassista: in caso di cali, i premi delle opzioni agiscono da cuscinetto e attenuano la perdita. Se però il ribasso è molto intenso, le perdite di capitale possono comunque superare i premi ricevuti.
In sintesi, un ETF covered call tende a fare meglio del benchmark in due scenari su tre (mercati laterali e ribassisti), scambiando una parte del potenziale di crescita con rendite più stabili e prevedibili.

Quanto è cresciuto il mercato degli ETF covered call
Gli ETF covered call hanno conosciuto una crescita rapida negli ultimi anni, spinti dalla ricerca di strategie a reddito in un contesto di mercati volatili. La categoria del "reddito derivato" è passata da poco più di 44 miliardi di dollari a inizio 2023 a oltre 70 miliardi a metà 2024, e oggi i soli JEPI e JEPQ di JPMorgan superano insieme oltre 83 miliardi di dollari.
Negli Stati Uniti il fenomeno è più maturo, con decine di prodotti quotati. In Europa il segmento era agli inizi, ma si è ampliato in fretta: secondo i dati di justETF sono oggi disponibili oltre 40 ETF covered call in formato UCITS, con TER compresi tra circa 0,21% e 0,99%.
Accanto ai tre prodotti analizzati esistono alternative come JPMorgan US Equity Premium Income (sull'S&P 500), Global X S&P 500 Covered Call o UBS Euro Equity Defensive Put Write: oggi la scelta per l'investitore europeo è molto più ampia di un tempo.
Covered call fai-da-te o ETF covered call: cosa conviene?
Una domanda ricorrente è se convenga implementare in proprio una strategia covered call — comprando azioni e vendendo opzioni — oppure delegarla a un ETF UCITS che automatizza il processo. La tabella mette a confronto i due approcci sui punti decisivi.
| Aspetto | Covered call fai-da-te | ETF covered call UCITS | |||
|---|---|---|---|---|---|
| Capitale minimo | Alto: servono lotti da 100 azioni e margini | Basso: si comprano anche frazioni di ETF | |||
| Complessità | Richiede conoscenza di opzioni, greche e rollover | Minima: si compra e si mantiene la quota | |||
| Diversificazione | Limitata a poche azioni | Decine o centinaia di titoli nel paniere | |||
| Flessibilità strike | Massima: scegli scadenze e strike | Nessuna: decide il gestore secondo il prospetto | |||
| Fiscalità (Italia) | Premi e plusvalenze da dichiarare in dettaglio | Distribuzioni tassate come redditi di capitale | |||
| Liquidità | Dipende da azione e opzione | Alta, con spread ridotti in Borsa |
| Aspetto | Covered call fai-da-te | ETF covered call UCITS |
| Capitale minimo | Alto: servono lotti da 100 azioni e margini | Basso: si comprano anche frazioni di ETF |
| Complessità | Richiede conoscenza di opzioni, greche e rollover | Minima: si compra e si mantiene la quota |
| Diversificazione | Limitata a poche azioni | Decine o centinaia di titoli nel paniere |
| Flessibilità strike | Massima: scegli scadenze e strike | Nessuna: decide il gestore secondo il prospetto |
| Fiscalità (Italia) | Premi e plusvalenze da dichiarare in dettaglio | Distribuzioni tassate come redditi di capitale |
| Liquidità | Dipende da azione e opzione | Alta, con spread ridotti in Borsa |
Se hai tempo, competenze e capitale sufficienti, gestire una strategia covered call in proprio ha dei vantaggi: scegli strike, scadenza e dimensione di ogni posizione, adattando l'operazione al tuo profilo. La curva di apprendimento però è reale e i costi operativi possono rivelarsi più alti del previsto.
Per la maggior parte degli investitori al dettaglio, delegare la strategia a un ETF è la scelta più ragionevole: è più semplice, già diversificata ed elimina la gestione manuale di scadenze e ordini. Va ricordato un limite: in Europa non si accede agli ETF statunitensi che operano direttamente le opzioni, ma le versioni UCITS replicano la stessa strategia con commissioni contenute e senza dover gestire i contratti.
Conviene investire negli ETF covered call?
Gli ETF covered call sono uno strumento adatto a completare un portafoglio azionario, soprattutto in alcune situazioni specifiche.
- Cerchi redditi ricorrenti: in un contesto di mercati laterali o tassi in calo, la vendita di opzioni aggiunge una rendita che altrimenti non esisterebbe.
- Vuoi semplificare la gestione: valutare la volatilità implicita, scegliere gli strike e gestire i rollover non è alla portata di tutti; con un ETF la parte complessa la fa il gestore.
- Accetti di cedere parte del rialzo: chi punta a un forte rally del Nasdaq rinuncerà a un po' di upside, ma in cambio riceve una distribuzione mensile che può arrivare al 10%-12% annuo lordo.
- Gestisci la volatilità emotiva: vendere opzioni in modo sistematico significa accettare di "vendere allo strike" se il prezzo sale; mantenendo l'ETF, questa disciplina è automatica e demandata al prospetto.
A chi non ha ancora dimestichezza con la meccanica delle opzioni conviene iniziare proprio da un ETF covered call UCITS (come JEPQ o QYLD). Permette di familiarizzare con il comportamento della strategia prima di valutare un'implementazione manuale, che ha senso solo quando si padroneggiano volatilità implicita, rischio di assegnazione e rollover.
In sintesi, gli ETF covered call sono una soluzione interessante per molti portafogli: offrono redditi periodici, diversificazione e semplicità di esecuzione, con una rendita mensile difficile da ottenere con gli ETF tradizionali. Restano però strumenti che limitano il potenziale di crescita nei mercati molto rialzisti, e questa è la contropartita da accettare consapevolmente.
La scelta tra i tre prodotti dipende dal profilo di rischio e dall'obiettivo: JEPQ per il reddito sul Nasdaq, JEPG per la diversificazione globale, Global X per la distribuzione più alta. In tutti i casi vale la stessa regola: usarli come componente di reddito di un portafoglio già diversificato, non come unica esposizione azionaria.
Confrontare broker per ETF covered call: DEGIRO, BG Saxo, XTB ed eToro permettono di investire in ETF quotati sui mercati europei, ma la scelta dovrebbe partire da costi, disponibilità dell’ISIN, fiscalità, strumenti di analisi e facilità di gestione del portafoglio.

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