Borsa
Retail investor: significato e differenze con l’investitore istituzionale

Il termine retail investor, o investitore retail in italiano, indica chi investe i propri risparmi sui mercati finanziari per obiettivi personali, senza agire per conto di terzi.
Ma qual è il suo significato preciso e in cosa si distingue dall'investitore istituzionale? In questo articolo esploriamo la definizione, le caratteristiche e le principali differenze tra queste due categorie di investitori.
Per investire come retail investor oggi è possibile confrontare piattaforme con costi contenuti e strumenti accessibili come XTB, DEGIRO, Fineco e Scalable Capital.

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Retail investor significato: chi è e cosa fa
Per comprendere il significato di retail investor, bisogna partire da una distinzione fondamentale: questi soggetti gestiscono i propri capitali - non quelli di altri - per scopi di risparmio o investimento diretto.
Tutti coloro che comprano e vendono debito, azioni o altri strumenti finanziari attraverso un broker, una banca o un altro intermediario possono essere definiti investitori retail. Questi soggetti non operano per conto di terzi: è in questo controllo diretto che risiede il significato del retail investor, il quale si assume il rischio finanziario in prima persona. Spesso investono per obiettivi personali come la pensione o l'istruzione dei figli, utilizzando i migliori broker con commissioni ridotte.
A causa del loro ridotto potere d'acquisto, infatti, gli investitori retail devono spesso pagare commissioni più alte sui propri investimenti, motivo per cui cercano di ammortizzare le spese.
Investitore retail e MiFID II: la classificazione europea
Nell'ordinamento europeo e italiano, la Direttiva MiFID II (Markets in Financial Instruments Directive) classifica i clienti finanziari in tre categorie: clienti al dettaglio (retail), clienti professionali e controparti qualificate.
L'investitore retail è il soggetto che riceve il livello di protezione più elevato, in quanto considerato non professionale sul piano finanziario. Questo si traduce in obblighi più stringenti per broker e intermediari: obbligo di fornire informazioni chiare e comprensibili, obbligo di valutare l'adeguatezza degli strumenti proposti e accesso a meccanismi di reclamo e rimborso. In Italia, la vigilanza su questi obblighi è affidata alla CONSOB.
Scegliere un broker regolamentato Consob e trasparente nelle informazioni è uno dei primi passi per operare come investitore retail in modo consapevole.
Chi è l'investitore istituzionale
Possiamo definire gli investitori istituzionali come tutti quegli investitori che investono grandi quantitativi di denaro agendo per conto di terzi: altre compagnie, persone fisiche. Alcuni esempi di fondi istituzionali sono: fondi pensione, fondi comuni, gestori di denaro, compagnie di assicurazione, banche d'investimento, trust aziendali, dotazioni, hedge fund e anche alcuni investitori di private equity.
Gli investitori istituzionali rappresentano circa l'85% degli scambi alla Borsa di New York. Muovono grandi blocchi di azioni e hanno un'enorme influenza sui movimenti del mercato azionario. Dispongono al loro interno di team di analisti ed esperti di finanza con una profonda comprensione dei meccanismi che regolano il mercato, il che si traduce in una capacità di calcolo e previsione superiore rispetto a quella dell'investitore medio.
A causa delle loro dimensioni, gli investitori istituzionali possono spesso negoziare tassi migliori sui loro investimenti. Hanno anche la possibilità di accedere a investimenti che i normali investitori non hanno, come le opportunità con grandi acquisti minimi.
Quali sono le principali differenze fra investitori retail e istituzionali?
Retail investor e investitore istituzionale si distinguono su cinque dimensioni chiave:
| Aspetto | Retail investor | Investitore istituzionale | |||
|---|---|---|---|---|---|
| Esperienza e analisi | Decisioni spesso influenzate dall'emotività | Team di analisti specializzati | |||
| Dimensione transazioni | Portafoglio personale, importi ridotti | Blocchi fino a 100.000 azioni o più | |||
| Accesso alle informazioni | Limitato (asimmetria informativa) | Accesso privilegiato a report e dati | |||
| Regolamentazione | Massima protezione (MiFID II, CONSOB) | Minori tutele, maggiore autonomia operativa | |||
| Impatto sul mercato | Marginale | Può influenzare direttamente prezzi e liquidità |
| Aspetto | Retail investor | Investitore istituzionale |
| Esperienza e analisi | Decisioni spesso influenzate dall'emotività | Team di analisti specializzati |
| Dimensione transazioni | Portafoglio personale, importi ridotti | Blocchi fino a 100.000 azioni o più |
| Accesso alle informazioni | Limitato (asimmetria informativa) | Accesso privilegiato a report e dati |
| Regolamentazione | Massima protezione (MiFID II, CONSOB) | Minori tutele, maggiore autonomia operativa |
| Impatto sul mercato | Marginale | Può influenzare direttamente prezzi e liquidità |
- l primo aspetto è quello dell'esperienza e capacità di analisi. Gli investitori istituzionali si servono di analisti ed esperti dei mercati per prendere le migliori decisioni di investimento, il che si traduce in scelte più razionali. L'emotività ha spesso un ruolo determinante nelle decisioni del retail investor, mentre negli istituzionali i meccanismi decisionali sono strutturati e impersonali.
- Un secondo elemento riguarda la tipologia e dimensione delle transazioni. Gli investitori istituzionali effettuano operazioni che possono coinvolgere anche blocchi di 100.000 azioni contemporaneamente, raccogliendo masse di denaro per conto di terzi. L'investitore retail gestisce esclusivamente il proprio portafoglio, con quantitativi molto più ridotti, ritrovandosi ad investire da 100 in su, con PAC per investire mensilmente piccole somme o altre strategie semplificate.
- Il terzo aspetto è quello dell'asimmetria informativa. Gli investitori istituzionali, in quanto specialisti della finanza, hanno accesso a informazioni, analisi e report che non sono disponibili all'investitore retail.
- Il quarto aspetto riguarda la regolamentazione. Il soggetto retail è considerato un attore debole nel mercato finanziario. Per questo la normativa - in Europa attraverso MiFID II, in Italia attraverso la CONSOB - prevede per questa categoria le tutele più elevate.Il quinto e ultimo fattore è l'impatto sul mercato. Muovendo grandi masse di denaro, gli investitori istituzionali hanno spesso la possibilità di influenzare direttamente prezzi e liquidità del mercato - una possibilità che l'investitore retail non ha.
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