Trade Republic è sostituto d’imposta? Come funziona il regime amministrato

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Dal 30 gennaio 2025 Trade Republic opera in Italia attraverso una succursale locale e offre il regime amministrato: ne beneficiano i nuovi clienti e i clienti esistenti che hanno completato la migrazione all’offerta italiana. Fino ad allora gli utenti dovevano gestire le proprie posizioni fiscali in autonomia con il regime dichiarativo. Ora è il broker a occuparsi di calcolo, trattenuta e versamento delle imposte.
Questo aggiornamento si traduce in un vantaggio immediato per gli investitori: meno burocrazia, meno rischio di errori e maggiore comodità. Oltre alla funzione fiscale, Trade Republic ha introdotto anche un conto con IBAN italiano, perfettamente integrato con il sistema bancario nazionale.
Se il motivo principale per cui stai valutando Trade Republic è il regime amministrato, Fineco è una delle alternative più solide in Italia. A differenza dei broker esteri in regime dichiarativo, Fineco agisce da sostituto d’imposta e gestisce automaticamente la fiscalità sugli investimenti: plusvalenze, dividendi, imposta di bollo e tassazione agevolata sui titoli di Stato vengono trattati direttamente dalla piattaforma.
Trade Republic è sostituto d'imposta? Cosa significa per gli investitori
Quando si parla di Trade Republic sostituto d'imposta, si fa riferimento al fatto che il broker, dal 2025, è autorizzato a calcolare, trattenere e versare direttamente le tasse sugli investimenti dei propri clienti italiani. In pratica, non sei più tu a dover compilare i quadri fiscali della dichiarazione dei redditi: sarà Trade Republic ad agire come intermediario fiscale nei tuoi confronti.
A rendere possibile questo passaggio è l’apertura della succursale italiana di Trade Republic Bank GmbH, attraverso la quale vengono svolte, tra le altre, le attività di custodia e amministrazione degli strumenti finanziari e la raccolta di depositi con IBAN italiano, sotto la vigilanza della Banca d’Italia.
Per l'investitore italiano i vantaggi sono evidenti:
- non deve più compilare i quadri RT, RM e RW;
- non deve più calcolare in autonomia le imposte;
- non è più soggetto all'IVAFE per conti esteri.
Prima del 2025, chi usava Trade Republic era in regime dichiarativo e quindi obbligato a gestire tutto da solo. Con il regime amministrato, Trade Republic calcola, trattiene e versa per conto del cliente le imposte dovute sugli investimenti rientranti nel servizio fiscale della succursale italiana.
👉 In altre parole, per chi investe in Italia significa avere un broker che non solo offre accesso ai mercati a costi contenuti, ma che si occupa anche della parte fiscale, garantendo più tempo da dedicare alle strategie di investimento.
I depositi, inoltre, sono protetti fino a 100.000 € dal sistema di garanzia tedesco e la liquidità è custodita presso banche di primo livello come Deutsche Bank, J.P. Morgan e HSBC. Trade Republic conta oggi oltre 10 milioni di clienti in 18 paesi europei, di cui circa un milione in Italia.
Come funziona il regime amministrato di Trade Republic
Con il regime amministrato, Trade Republic applica automaticamente il trattamento fiscale previsto alle operazioni coperte dal servizio. Per gli interessi sulla liquidità associata a un IBAN italiano, il broker specifica espressamente di applicare un prelievo fiscale alla fonte del 26%.
Il meccanismo è del tutto automatico: l'imposta viene trattenuta quando realizzi una plusvalenza. Se vendi un titolo con un guadagno di 1.000 €, il broker trattiene subito 260 € e ti accredita 740 €, senza che tu debba fare nulla.
Quali tasse trattiene Trade Republic: azioni, dividendi, titoli di Stato e cripto
Non tutti gli strumenti seguono la stessa aliquota. Ecco come Trade Republic applica la tassazione in regime amministrato:
- Azioni, ETF e fondi: plusvalenze tassate al 26%, trattenuto e versato dal broker.
- Dividendi: ritenuta del 26%; sui dividendi esteri può applicarsi una doppia imposizione, con eventuale credito d'imposta a favore dell'investitore.
- Titoli di Stato italiani ed equiparati (BOT, BTP, CCT): aliquota agevolata al 12,5%.
- Criptovalute: la fiscalità delle crypto va trattata separatamente. Trade Republic include plusvalenze e redditi da criptovalute tra le voci che possono richiedere la dichiarazione manuale e mette a disposizione del cliente la relativa documentazione fiscale.
In tutti questi casi non devi indicare nulla nella dichiarazione dei redditi: calcolo, trattenuta e versamento avvengono in automatico.

Regime amministrato o dichiarativo: cosa cambia con Trade Republic
La differenza tra i due regimi sta in chi gestisce le imposte e in quanta flessibilità fiscale conservi. La tabella riassume i punti chiave:
| Aspetto | Regime amministrato | Regime dichiarativo |
|---|---|---|
| Calcolo e versamento imposte | A carico del broker (sostituto d'imposta) | A carico dell'investitore |
| Quadri fiscali da compilare | Nessuno (il broker versa direttamente le imposte) | RT, RM, RW (per investimenti esteri) |
| Compensazione minusvalenze | Solo all'interno dello stesso broker | Possibile tra diversi conti e broker |
| Semplicità per l'utente | Alta: zero burocrazia | Bassa: gestione autonoma o tramite commercialista |
| Flessibilità fiscale | Limitata | Maggiore possibilità di ottimizzazione |
| Costi indiretti | Eventuali costi inclusi nel servizio | Possibili spese extra per commercialista |
Come passare al regime amministrato: la migrazione dei vecchi clienti
La novità riguarda sia i nuovi clienti, che aprono direttamente un conto in regime amministrato con IBAN italiano, sia i vecchi clienti, invitati a migrare con una procedura guidata in app. Per i clienti esistenti, l’accesso all’offerta italiana richiede il completamento del processo di migrazione previsto da Trade Republic. La migrazione comporta, ove applicabile, l’attivazione dell’IBAN italiano, un nuovo conto di custodia e l’applicazione delle condizioni italiane, incluso il regime amministrato.
Per i vecchi clienti già attivi prima del 30 gennaio 2025, la migrazione al regime amministrato avviene in modo semplice:
- Ricezione di una notifica in app o via email;
- Accettazione dei nuovi Termini e Condizioni;
- Attivazione automatica del nuovo conto con IBAN italiano e passaggio al regime amministrato.
Dal punto di vista dichiarativo, questo implica due passaggi:
- Nel 730/2025 andranno dichiarati i redditi relativi al 2024 e all'eventuale parte di 2025 maturata prima della migrazione.
- Nel 730/2026 potrebbero rientrare ulteriori redditi 2025 se la migrazione non è avvenuta a inizio anno.
Dopo il passaggio al regime amministrato, i redditi sui quali Trade Republic applica il prelievo fiscale alla fonte sono di norma già fiscalmente assolti. È comunque necessario verificare le eventuali voci che Trade Republic segnala come soggette a dichiarazione manuale.
Trade Republic e dichiarazione dei redditi
Il cambio di regime porta grandi novità nella dichiarazione dei redditi. Dal momento in cui il conto passa all'amministrato, non è più necessario riportare in dichiarazione le operazioni svolte sulla piattaforma. Trade Republic fa da sostituto d'imposta e gestisce direttamente le trattenute.
Restano però da dichiarare i redditi maturati prima della migrazione, in particolare quelli del 2024 e quelli del 2025 fino al momento del passaggio. In questi casi l'investitore dovrà compilare i quadri fiscali come in passato.
Un discorso a parte riguarda la tassazione dei dividendi esteri, che possono subire una doppia imposizione: Trade Republic applica il 26% e l'investitore potrà beneficiare di eventuali crediti d'imposta. Le criptovalute su Trade Republic richiedono invece un trattamento separato: il broker le include tra le voci che possono dover essere riportate manualmente nella dichiarazione e mette a disposizione del cliente una panoramica delle relative transazioni.
Vuoi scoprire tutti i vantaggi di Trade Republic? Leggi la nostra recensione su Trade Republic e approfondisci i dettagli della piattaforma, la sua offerta di investimento e il regime fiscale.
Report fiscale Trade Republic: cos'è e a cosa serve
Il report fiscale Trade Republic è il riepilogo annuale dell'operatività, utile soprattutto a chi ha operato in regime dichiarativo prima della migrazione. Raccoglie in modo ordinato i dati necessari per la dichiarazione, riducendo tempo e rischi di errori per te o per il commercialista.
Dopo il passaggio all'amministrato non è più indispensabile, ma resta utile per verificare le trattenute applicate e la performance complessiva del portafoglio (lo trovi nella sezione Profilo → Imposte).
- Plus/minusvalenze (quadro RT),
- Redditi soggetti a tassazione separata (quadro RM),
- Monitoraggio estero e IVAFE (quadro RW, se rilevante),
- Redditi di capitale / redditi diversi e imposte trattenute.
Grazie a questo riepilogo, l'investitore (o il suo commercialista) può compilare in modo rapido e preciso i quadri fiscali della dichiarazione, senza ricostruire manualmente tutte le operazioni.
Trade Republic indica che il resoconto fiscale viene messo a disposizione qualche mese dopo la chiusura dell’anno. Esempio: per le operazioni 2024 il file è disponibile nel 2025; se hai operato tra 1/1/2025 e la data di migrazione, avrai un report anche per quella frazione di 2025.
Il documento può essere scaricato direttamente dall'app di Trade Republic, nella sezione dedicata ai documenti fiscali. Il report fiscale annuale è disponibile in PDF nell’app; dal 2026 Trade Republic consente inoltre di esportare un report fiscale dettagliato in formato foglio di calcolo. Conservarlo ogni anno resta una buona pratica: garantisce uno storico ordinato delle imposte applicate.
Vantaggi e svantaggi del regime amministrato su Trade Republic
Il principale vantaggio del regime amministrato è la semplicità. Non serve più rivolgersi a un commercialista per gestire la fiscalità degli investimenti, con un risparmio di tempo e di costi. Le imposte vengono trattenute e versate automaticamente, riducendo al minimo il rischio di errori o omissioni.
Rispetto al regime dichiarativo, in cui era possibile compensare guadagni e perdite tra diversi conti, l'amministrato è meno flessibile. Tuttavia, per la maggior parte degli investitori retail la comodità di non gestire la burocrazia fiscale compensa questa limitazione.
Oltre alla semplicità di gestione, è importante ricordare due aspetti pratici della fiscalità su Trade Republic:
- Aliquota ridotta sui titoli di Stato: mentre azioni, ETF e criptovalute sono tassati al 26%, i titoli di Stato italiani ed equiparati (BOT, BTP, CCT) beneficiano della tassazione agevolata al 12,5%, interessante per chi cerca strumenti a basso rischio.
- Recupero delle minusvalenze: nel regime amministrato la compensazione tra guadagni e perdite avviene solo all'interno dello stesso intermediario, entro i 4 anni previsti dalla legge. Potrai compensare minusvalenze e plusvalenze maturate su Trade Republic, ma non quelle generate su altri conti o broker.
Ci sono però due aspetti da valutare con attenzione prima di scegliere questo regime:
- Tassazione immediata: l'imposta del 26% viene trattenuta subito a ogni plusvalenza, mentre in regime dichiarativo la si versa l'anno successivo, potendo reinvestire l'intero importo nel frattempo.
- Per azioni ed ETF, Trade Republic offre oggi due modalità di esecuzione: Best Price, che confronta in tempo reale i prezzi disponibili sulle borse rilevanti, e Direct Price, che permette di scegliere direttamente una delle sedi di negoziazione disponibili.
Per completezza di informazioni, ecco una breve lista di pro e contro di questo regime fiscale:
Pro del regime amministrato
- Le imposte vengono calcolate, trattenute e versate automaticamente dal broker (sostituto d'imposta).
- Non serve compilare quadri fiscali (RT, RM, RW) né pagare l'IVAFE per conti esteri.
- Riduce il rischio di errori, omissioni o sanzioni fiscali.
- Maggiore comodità per investitori retail che non vogliono occuparsi della burocrazia.
Contro del regime amministrato
- Le minusvalenze possono essere compensate solo con plusvalenze maturate presso lo stesso broker.
- Meno flessibilità rispetto al regime dichiarativo, che permette compensazioni trasversali tra conti diversi.
- L'imposta è trattenuta subito a ogni guadagno, riducendo la liquidità reinvestibile.
Altri broker sostituto d'imposta in Italia: come si posiziona Trade Republic
Il regime amministrato non è una novità assoluta: in Italia operano già diversi broker sostituto d'imposta, che semplificano la dichiarazione per i loro clienti. Le differenze riguardano soprattutto costi, piattaforme e tipologia di servizi. Ecco i principali:
- Fineco: banca italiana con piattaforma completa che integra conto corrente, trading e servizi bancari. Ottima per chi cerca un ecosistema unico e affidabile.
- ActivTrades: broker internazionale che consente di scegliere il regime amministrato, operando come sostituto d'imposta per i clienti italiani.
L'ingresso di Trade Republic come sostituto d'imposta porta un vantaggio ulteriore: unisce la semplicità del regime amministrato a un broker digitale focalizzato su costi bassi.
Per una singola operazione Trade Republic applica 1 € di costi di regolamento esterno, a cui possono aggiungersi costi e spread di terze parti; non applica invece una commissione d’ordine proporzionale al controvalore.
Chi diversifica su più broker può trovare in Fineco un'alternativa più adatta. Per capire come si tassano gli investimenti negli altri casi, vedi come funzionano le tasse sul trading online in Italia.
In sintesi, dal 30 gennaio 2025 Trade Republic offre in Italia il regime amministrato e agisce da sostituto d’imposta per gli investimenti gestiti attraverso la succursale italiana. Per le operazioni coperte dal prelievo fiscale alla fonte, il broker calcola, trattiene e versa automaticamente le imposte applicabili; alcune voci possono tuttavia richiedere ancora la dichiarazione manuale.
Per la maggior parte degli investitori retail questa semplicità vale ampiamente la minore flessibilità fiscale. Chi opera con volumi elevati o diversifica su più intermediari può invece preferire il dichiarativo, che consente di compensare le minusvalenze tra conti diversi. La scelta dipende dal tuo profilo operativo.