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Fondi pensione migliori: quali scegliere per la pensione integrativa

I migliori fondi pensione 2026 si dividono in azionari, obbligazionari e garantiti. La scelta dipende da età, orizzonte temporale e profilo di rischio. I contributi sono deducibili fino a 5.300 €/anno. Tra i più apprezzati: Sara Vita, Reale Mutua Teseo, UnipolSai e Poste Vita.
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Indice

  • Le riforme pensionistiche hanno progressivamente innalzato l'età di pensionamento: la pensione pubblica rischia di non essere più sufficiente a mantenere lo stesso tenore di vita al termine della carriera.
  • Secondo le proiezioni dell'INPS, i lavoratori nati dopo il 1980 potrebbero ricevere una pensione pari al 50-60% dell'ultimo stipendio.
  • Senza previdenza complementare, il rischio di un gap previdenziale significativo è concreto - e prima si inizia, maggiore sarà il capitale accumulato grazie alla capitalizzazione composta.

La pensione integrativa è uno strumento di previdenza complementare che consente di costruire una rendita aggiuntiva rispetto all'assegno INPS. In questa guida confrontiamo tipologie, costi, rendimenti 2025 e criteri per individuare i fondi pensionistici migliori del 2026, con attenzione a quale fondo pensione scegliere in base alla propria situazione lavorativa e anagrafica.

Confronta soluzioni di previdenza complementare, simula la rendita attesa e verifica la deducibilità fiscale prima di aderire.

Qual è il miglior fondo pensione?

Quindi, abbiamo visto i criteri per la scelta dei migliori fondi pensione. Adesso, cimentiamoci nella classifica dei migliori fondi pensione divisi per categoria: azionari, obbligazionari puri, obbligazionari misti, garantiti.

Fondo pensioneTipo
Sara Vita SpaAzionario
Società Reale MutuaObbligazionario puro
Unipol Sai Assicurazioni SpaObbligazionario misto
Arca fondi pensioneObbligazionario misto
Pensione integrativa Poste VitaGarantito

Performance 2025: i fondi pensione aperti più rendosi

Il 2025 è stato un anno positivo per la previdenza complementare: i comparti azionari globali hanno registrato le performance più elevate. Di seguito una selezione dei migliori rendimenti a 1 anno e 5 anni (elaborazioni su dati FIDA, aggiornati a febbraio 2026):

Fondo pensione apertoRendimento 2025 (1 anno)Rendimento 5 anni
Reale Teseo Linea Sviluppo Etica A19,15%56,58%
Generali Global Azionario Globale D15,89%53,67%
Eurorisparmio Azionario Europa A13,83%48,58%
Allianz Insieme Linea Azionaria12,96%56,04%
Allianz Previdenza Linea Azionaria11,81%48,67%

Fonte: elaborazioni su dati FIDA, febbraio 2026. I rendimenti passati non sono garanzia di risultati futuri. Il capitale investito è a rischio.

La scelta del miglior fondo pensione non deve basarsi solo sull'ultimo anno: un'analisi su 3-5-10 anni è sempre più indicativa della qualità e della consistenza della gestione.

Fondi pensione azionari

I fondi pensione azionari investono principalmente in azioni e sono progettati per chi cerca una crescita del capitale a lungo termine. Consentono di ottenere dei rendimenti elevati con rischi che però sono relativamente più alti.

Caratteristiche dei fondi pensione azionari

Sono ideali per chi ha un orizzonte temporale di almeno 10-15 anni, può sopportare le fluttuazioni del mercato e punta alla massima crescita del capitale nel lungo periodo. La gestione attiva o passiva incide sui costi: i comparti a gestione passiva tendono ad avere un ISC più basso rispetto a quelli a gestione attiva, tipicamente tra l'1,0% e l'1,8% annuo per i fondi aperti.

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Miglior fondo pensione azionario: Sara Vita Spa

Con Libero Domani, fondo pensione integrativo offerto da Sara Vita SPA, si ha la possibilità di accedere ad un fondo aperto, quindi accessibile a tutti: lavoratori autonomi, liberi professionisti, lavoratori dipendenti che optino per il versamento del loro TFR.

La contribuzione avviene tramite bonifici relativi al TFR relativamente alle quote maturate dai dipendenti, oppure con altre tipologie di contributi, sempre a carico della stessa azienda. Si tratta di un fondo sicuro e soggetto alla vigilanza della Commissione di Vigilanza sui Fondi Pensione COVIP.

Fondi pensione obbligazionari

I fondi pensione obbligazionari sono composti da strumenti obbligazionari e sono generalmente considerati meno rischiosi rispetto ai fondi azionari. Sono particolarmente indicati per chi si avvicina alla pensione (meno di 10 anni), oppure desidera una componente difensiva nel portafoglio previdenziale.

Miglior fondo pensione obbligazionario puro: Società Reale Mutua

Società Reale Mutua, con il fondo pensione Teseo, offre la possibilità di integrare la pensione pubblica con un piano adatto a tutte le esigenze. Vengono previsti 2 piani dedicati all'obbligazionario puro:

  • Linea Garantita Etica: adatta a chi ha un orizzonte temporale di breve-medio periodo, quindi 5 anni. Con un rendimento medio a 20 anni dell'1,08%.
  • Linea Prudenziale Etica: incentrata su chi ha esigenze di medio periodo, dai 5 ai 10 anni. Con un rendimento medio a 20 anni del 1,61%.

Fondi pensione obbligazionari misti

I fondi pensione obbligazionari misti sono quei fondi dove l'investimento è concentrato soprattutto in obbligazioni, con una parte residuale, comunque non superiore al 30%, investita invece in azioni. Investono principalmente in obbligazioni societarie e titoli di stato, e sono adatti a un orizzonte temporale di 7-15 anni e a un profilo di rischio moderato.

Miglior fondo pensione obbligazionario misto: Unipol Sai Assicurazioni Spa

Con UnipolSai si ha la possibilità di accedere ad un fondo pensione aperto, quindi accessibile a tutti, costituito attraverso il versamento dei TFR dei lavoratori o altre deduzioni dal reddito, con la possibilità di richiedere anche un'anticipazione di quanto già maturato nei casi previsti dalla legge. Il fondo è flessibile, con la possibilità di determinare di volta in volta l'importo che si desidera versare.

Miglior fondo pensione obbligazionario misto: Arca fondi pensione

Il fondo consente la possibilità di aderire sia in forma collettiva che in forma individuale. Si possono indirizzare anche i TFR e le altre forme di deduzioni dal reddito. Risulta inoltre possibile scegliere fra due modalità di erogazione: in forma di rendita e di capitale. Laddove si opti per la seconda opzione, viene corrisposto il 50% di quanto maturato in un'unica soluzione e la restante parte viene erogata periodicamente.

Miglior fondo pensione a capitale garantito

Il miglior fondo pensione a capitale garantito è pensato per chi vuole la massima protezione: questi fondi garantiscono, in tutto o in parte, la restituzione dei contributi versati alla scadenza del contratto, indipendentemente dall'andamento dei mercati.

Le caratteristiche distintive rispetto agli altri tipi di fondo:

  • Garanzia del capitale: rimborso garantito, totale o parziale, dei contributi versati alla scadenza.
  • Rendimento limitato: la protezione del capitale ha un costo; storicamente i rendimenti sono inferiori rispetto ai comparti azionari o bilanciati.
  • Adatti a: chi si avvicina alla pensione (meno di 5 anni all'uscita), chi ha alta avversione al rischio o chi vuole tutelare il capitale già accumulato.

È importante distinguere tra garanzia del capitale nominale e garanzia di un rendimento minimo garantito: le condizioni variano da fondo a fondo e vanno verificate nel KIID del prodotto prima dell'adesione.

Miglior fondo pensione garantito: Pensione integrativa Poste Vita

Con il fondo pensione integrativa Poste Vita si ha la possibilità di accedere a uno dei tre profili di investimento previsti dal piano, scegliere quanto versare su base mensile e con la possibilità di versare anche il TFR se si è lavoratori subordinati. Inoltre il fondo è estremamente flessibile, consentendo di scegliere quanto versare, di effettuare versamenti aggiuntivi, oltre che di sospendere il versamento dei contributi e riprenderlo in seguito.

Miglior fondo pensione per il TFR

Il TFR (Trattamento di Fine Rapporto) è uno degli asset più sottovalutati nella pianificazione previdenziale degli italiani. Per i lavoratori dipendenti del settore privato, rappresenta spesso la quota principale dei versamenti nel fondo pensione.

Come funziona il conferimento del TFR:

  • Al momento dell'assunzione, ogni lavoratore dipendente deve scegliere se lasciare il TFR in azienda o destinarlo alla previdenza complementare.
  • Se non esprime una scelta entro 6 mesi, il TFR viene automaticamente destinato al fondo pensione negoziale di categoria (se esiste) o al fondo pensione designato dal datore di lavoro.
  • Il TFR lasciato in azienda si rivaluta di un tasso fisso dell'1,5% annuo più il 75% dell'inflazione ISTAT. In un contesto di alta inflazione, questa rivalutazione risulta spesso inferiore all'inflazione reale.

Perché il fondo pensione è quasi sempre il miglior fondo pensione per il TFR:

  1. Rendimento potenzialmente superiore: un comparto bilanciato o azionario ha storicamente reso più della rivalutazione del TFR in azienda su orizzonti di 15+ anni.
  2. Vantaggi fiscali: il TFR versato al fondo pensione mantiene la tassazione agevolata sulle prestazioni (15-9% in base agli anni di partecipazione), spesso più favorevole della tassazione separata in busta paga.
  3. Contributo datoriale: nei fondi negoziali, conferire il TFR attiva il contributo del datore di lavoro, che altrimenti non si riceverebbe.

Per chi si avvicina alla pensione (meno di 10 anni), è preferibile destinare il TFR a un comparto obbligazionario o garantito, per limitare la volatilità nei pochi anni che mancano all'erogazione.

Vantaggi della pensione integrativa

Il funzionamento di un fondo pensione integrativo è relativamente semplice ma estremamente efficace. L'aderente versa contributi periodici - che possono provenire dallo stipendio, dal TFR accantonato o da versamenti volontari - i quali vengono poi investiti da professionisti sui mercati finanziari, sfruttando la logica della capitalizzazione composta.

I vantaggi principali sono:

  • Flessibilità dei versamenti: si può decidere quanto e quando contribuire.
  • Vantaggi fiscali: i contributi fino a 5.300 € annui sono deducibili dal reddito imponibile, riducendo l'IRPEF.
  • Personalizzazione della strategia: si può scegliere tra linee garantite, obbligazionarie, bilanciate o azionarie in base al proprio profilo di rischio.
  • Protezione del capitale nel lungo periodo: i fondi pensione sono vigilati dalla COVIP (Commissione di Vigilanza sui Fondi Pensione) e soggetti a una regolamentazione stringente.

Il Piano Pensione Moneyfarm è istituito da Allianz Global Life e distribuito da Moneyfarm; è sottoscrivibile completamente online, non prevede costi di adesione, applica un costo amministrativo annuo di 10 € e una commissione di gestione dell'1,25% sulle linee d'investimento

Percentuale dello stipendio da destinare alla pensione integrativa

Gli esperti consigliano di destinare tra il 5% e il 15% dello stipendio alla previdenza integrativa. Il 10% rappresenta il livello medio consigliato; il 15% o più è raccomandato per chi inizia tardi o desidera una rendita integrativa elevata. L'importante è mantenere costanza nei versamenti e sfruttare appieno la deducibilità fiscale.

Quanto versare per avere una pensione integrativa?

Non c'è una cifra standard da versare per avere una pensione integrativa. Questa dipende fondamentalmente da tre fattori:

  • L'importo della pensione a cui desideri accedere: maggiore è la somma desiderata, maggiori sono i versamenti necessari.
  • Le condizioni contrattuali: ogni fondo prevede meccanismi di calcolo peculiari. Alcuni fondi prevedono il versamento di una cifra fissa, altri consentono versamenti flessibili.
  • L'orizzonte temporale: un arco temporale più ampio permette versamenti mensili più ridotti a parità di risultato; chi inizia tardi dovrà versare somme più consistenti.

Un metodo pratico: versare almeno quanto necessario per sfruttare tutta la deduzione fiscale annua (5.300 € dal 2026), e integrare con il TFR. Più precoce è l'adesione, minore sarà lo sforzo mensile per ottenere una rendita soddisfacente.

Qui trovi delle indicazioni sul calcolo della pensione se smetto di lavorare.

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Detrazione ai fini Irpef dei versamenti fatti per la previdenza integrativa

I versamenti effettuati sono deducibili dal reddito imponibile IRPEF fino a un massimo di 5.300 € annui (limite aggiornato dalla Legge di Bilancio 2025, in vigore dal 1° gennaio 2026). Ciò significa che chi versa può ottenere un risparmio fiscale proporzionale alla propria aliquota.

Ad esempio, un lavoratore con aliquota del 35% che versa 5.300 € all'anno potrà recuperare 1.855 € in dichiarazione dei redditi. È uno dei principali motivi per cui la pensione integrativa è considerata uno degli investimenti più convenienti in Italia.

Consigli per scegliere il migliore fondo pensione

Per ricercare le recensioni sul fondo pensione selezionato ci si può affidare a siti come TrustPilot. Tuttavia, le opinioni soggettive degli utenti dovrebbero assumere un'importanza marginale nella valutazione: le recensioni soffrono di un bias negativo (chi è soddisfatto raramente lascia una valutazione) e la scelta del fondo giusto si basa su elementi oggettivi che lasciano poco margine alla soggettività.

Ti consigliamo di porre attenzione a 3 profili:

  • Durata: chiediti quanto tempo hai a disposizione e considera le condizioni contrattuali. Un arco temporale lungo permette di puntare su comparti più dinamici; chi è vicino alla pensione dovrebbe privilegiare soluzioni conservative.
  • Sicurezza: intesa sia come legittimità del fondo (conformità agli standard normativi, verificabile sul sito della COVIP) sia come rischio di perdita dell'investimento. A rendimenti potenziali maggiori si associano anche maggiori rischi.
  • Spese: l'ISC medio per i fondi pensione chiusi è dello 0,26%, mentre per i fondi pensione aperti si arriva anche all'1,23% o all'1,83%.

Un quarto elemento da non trascurare è inserire la pensione integrativa in un piano di investimento più ampio: la previdenza complementare è uno dei pilastri, ma va coordinata con eventuali altri strumenti di risparmio (liquidità, ETF, immobile) per costruire una strategia patrimoniale coerente.

Fondi pensione aperti, chiusi e negoziali

Prima di scegliere il miglior fondo pensione, è fondamentale distinguere tra le tre grandi categorie: i fondi aperti, i fondi chiusi (o negoziali) e i piani individuali pensionistici (PIP). La categoria di appartenenza influenza costi, rendimenti e accesso al contributo del datore di lavoro.

Fondi pensione aperti

I fondi pensione aperti sono accessibili a qualsiasi lavoratore, indipendentemente dalla categoria professionale o dal contratto collettivo di riferimento. Sono istituiti e gestiti da banche, assicurazioni e SGR.

Caratteristiche principali:

  • Accessibili a lavoratori dipendenti, autonomi e liberi professionisti.
  • Ampia gamma di linee di investimento (dal garantito all'azionario dinamico).
  • Costi più elevati rispetto ai fondi negoziali: l'Indicatore Sintetico dei Costi (ISC) si colloca generalmente tra lo 0,8% e l'1,8% annuo per i comparti azionari.
  • Il contributo del datore di lavoro non è previsto per contratto, salvo accordi individuali.

Tra i fondi aperti più diffusi: Allianz Insieme, Arca Previdenza, Sara Vita Libero Domani, Seconda Pensione (Amundi), Fondo pensione aperto Giustiniano.

Per aderire a un fondo pensione aperto, piattaforme come Fineco permettono di confrontare i prodotti disponibili e sottoscriverli online.

Fondi pensione chiusi (negoziali)

I fondi pensione chiusi, detti anche negoziali, sono riservati ai lavoratori di una specifica categoria professionale o settore, in base al contratto collettivo nazionale di lavoro (CCNL). Esempi: Cometa (metalmeccanici), Fonchim (chimici), Fopen (dipendenti del gruppo Enel).

Caratteristiche principali:

  • Costi significativamente più bassi: l'ISC medio per i fondi chiusi è circa lo 0,26% annuo, contro l'1,0-1,8% dei fondi aperti.
  • Il datore di lavoro è tenuto a versare un contributo aggiuntivo se il dipendente aderisce. Questo "contributo datoriale" è spesso il vantaggio economico più rilevante: è denaro che il lavoratore perderebbe rinunciando al fondo negoziale.
  • Governance no-profit, gestita pariteticamente da rappresentanti dei lavoratori e dei datori di lavoro.

Per un lavoratore dipendente con accesso a un fondo negoziale, il fondo chiuso è quasi sempre il fondo pensione più conveniente, grazie alla combinazione di contributo datoriale e costi ridotti. Per chi non ha un CCNL applicabile — lavoratori autonomi, liberi professionisti — i fondi aperti o i PIP rappresentano l'alternativa principale.

Scegliere il miglior fondo pensione non è una decisione da rimandare: ogni anno di ritardo si traduce in versamenti più elevati per raggiungere lo stesso obiettivo, o in una rendita finale inferiore. La variabile più importante non è quale fondo scegliere, ma quando iniziare.

Una volta presa la decisione di aderire, i criteri sono chiari: verificare se esiste un fondo negoziale applicabile al proprio contratto, confrontare i costi tramite l'ISC e valutare l'orizzonte temporale per scegliere il comparto più adatto. Con questi elementi, la scelta diventa un esercizio razionale, non un salto nel vuoto.

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