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I migliori ETF sui semiconduttori 2026: confronto e come investire

I migliori ETF sui semiconduttori UCITS su Borsa Italiana sono VanEck SMH, iShares SEME, Amundi CHIP e HSBC HNSC, tutti con TER 0,35% e replica fisica. Il settore cavalca i trend di IA e data center, ma resta ciclico e ad alto rischio.
Migliori ETF sui semiconduttori: confronto 2026

Indice

Per chi vuole investire in semiconduttori senza dover selezionare i singoli titoli, gli ETF UCITS rappresentano lo strumento più accessibile e diversificato. In questo articolo presentiamo i migliori ETF sui semiconduttori acquistabili su Borsa Italiana, con un confronto di TER, AUM, indice di riferimento e metodo di replica aggiornato al 2026.

Ecco il verdetto rapido per profilo di investitore:

  • VanEck SMH: il più grande e liquido, ideale per chi cerca esposizione concentrata alle big USA del settore.
  • iShares SEME: il più diversificato a livello geografico, con small e mid cap e filtro ESG.
  • Amundi CHIP: alternativa ESG con la storia operativa più lunga (quotato dal 2007).
  • HSBC HNSC: esposizione al benchmark Nasdaq Global Semiconductor, focalizzata sulle grandi aziende USA.

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ETF sui semiconduttori su Borsa Italiana: confronto

La tabella seguente confronta i principali ETF UCITS sul settore dei semiconduttori disponibili su Borsa Italiana, con TER, patrimonio gestito (AUM) e indice replicato. Tutti adottano la replica fisica.

Nome dell'ETFTERAUMIndice
VanEck Semiconductor UCITS ETF0,35%~7,67 mld €MarketVector US Listed Semiconductor 10% Capped
iShares MSCI Global Semiconductors UCITS ETF0,35%~4,86 mld €MSCI ACWI IMI Semiconductors ESG
Amundi MSCI Semiconductors ESG Screened UCITS ETF0,35%~1,95 mld €MSCI ACWI Semiconductors ESG
HSBC Nasdaq Global Semiconductor UCITS ETF0,35%~251 mln €Nasdaq Global Semiconductor
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I migliori ETF sui semiconduttori: analisi dettagliata

Di seguito analizziamo i quattro principali ETF UCITS sui semiconduttori disponibili per gli investitori italiani. Tutti e quattro presentano un TER dello 0,35% e adottano la replica fisica.

VanEck Semiconductor UCITS ETF (SMH)

Gli ETF sui semiconduttori possono essere acquistati in Borsa, come nel caso del VanEck Semiconductor UCITS ETF, che cerca di replicare la performance del MarketVector US Listed Semiconductor 10% Capped Index.

CampoValore
Codice ISINIE00BMC38736
TickerSMH
TER0,35%
CommissioniNO
Valuta di DenominazioneUSD
EmittenteVanEck UCITS ETFs plc
BenchmarkMarketVector US Listed Semiconductor 10% Capped Index
Assets Under Managementca. 7,67 mld € (giugno 2026)
DividendiAccumulazione

Questo ETF è un fondo a strategia lunga che replica il sottostante comprando direttamente tutte le azioni della società (replica fisica totale).

Per effetto del cap al 10% sul singolo titolo, le prime posizioni del paniere hanno pesi simili: a giugno 2026 la più rilevante è AMD (~10%), seguita da Broadcom, Micron Technology, Taiwan Semiconductor, NVIDIA e ASML, tutte comprese tra l'8% e il 10%.

Con un patrimonio gestito di circa 7,67 miliardi di euro, il VanEck SMH è il più grande ETF sui semiconduttori disponibile su Borsa Italiana ed è adatto a chi cerca esposizione concentrata alle grandi aziende americane del settore. Il TER dello 0,35% equivale a 35 euro l'anno per ogni 10.000 euro investiti.

iShares MSCI Global Semiconductors UCITS ETF (SEME)

L'iShares MSCI Global Semiconductors UCITS ETF (ticker: SEME, ISIN: IE000I8KRLL9) replica l'indice MSCI ACWI IMI Semiconductors & Semiconductor Equipment ESG Screened Select Capped, che include aziende a grande, media e bassa capitalizzazione dei principali mercati sviluppati ed emergenti.

CampoValore
Codice ISINIE000I8KRLL9
TickerSEME
TER0,35%
EmittenteiShares / BlackRock
AUM~4,86 mld € (giugno 2026)
Quotato dalAgosto 2021
Metodo di replicaFisica
DividendiAccumulazione
DomicilioIrlanda

L'allocazione geografica privilegia gli Stati Uniti (circa il 58% del portafoglio), seguiti da Taiwan (~13%) e Paesi Bassi (~8%). Tra le principali aziende in portafoglio figurano NVIDIA, TSMC, Broadcom e ASML.

Rispetto al VanEck SMH, offre una copertura geografica più ampia (mercati emergenti inclusi) e un profilo di rischio leggermente inferiore (5/7 contro 7/7 del VanEck), grazie alla diversificazione su small e mid cap.

Amundi MSCI Semiconductors ESG Screened UCITS ETF (CHIP)

L'ETF di Amundi (ticker: CHIP, ISIN: LU1900066033) replica l'indice MSCI ACWI Semiconductors & Semiconductor Equipment Filtered, che include aziende a grande e media capitalizzazione dei mercati sviluppati ed emergenti con filtro ESG applicato.

CampoValore
Codice ISINLU1900066033
TickerCHIP
TER0,35%
EmittenteAmundi
AUM~1,95 mld € (giugno 2026)
Quotato dalMarzo 2007
Metodo di replicaFisica
DividendiAccumulazione
DomicilioLussemburgo

L'allocazione geografica vede Stati Uniti al primo posto (~66%), seguiti da Taiwan (~17%) e Paesi Bassi (~6%). Tra i titoli principali figurano NVIDIA e TSMC.

Quotato dal 2007, vanta la storia operativa più lunga tra i quattro ETF analizzati. Il filtro ESG esclude alcuni titoli presenti in altri indici, il che può portare a performance leggermente diverse rispetto all'indice padre non-ESG.

HSBC Nasdaq Global Semiconductor UCITS ETF (HNSC)

L'ETF di HSBC (ticker: HNSC, ISIN: IE000YDZG487) replica l'indice Nasdaq Global Semiconductor, che include le principali aziende del settore quotate su mercati globali.

CampoValore
Codice ISINIE000YDZG487
TickerHNSC
TER0,35%
EmittenteHSBC Asset Management
AUM~251 mln € (giugno 2026)
Quotato dalGennaio 2022
Metodo di replicaFisica
DividendiAccumulazione
Disponibilità su Borsa Italiana

L'HSBC HNSC replica un indice Nasdaq-based, con una composizione orientata alle grandi aziende americane del settore dei semiconduttori.

A parità di TER rispetto agli altri tre ETF, si distingue per il benchmark Nasdaq-specifico, utile per chi vuole esposizione diretta alle società tecnologiche USA del comparto chip o cerca ETF sull'indice Nasdaq più ampi. Con circa 251 milioni di euro in gestione, resta il più piccolo dei quattro ETF analizzati.

Andamento e rendimento degli ETF sui semiconduttori

Il settore dei semiconduttori ha registrato una delle migliori performance pluriennali dell'azionario globale, trainato dalla domanda di chip per investire nell'intelligenza artificiale, data center e cloud computing. Il rendimento storico degli ETF di settore ha superato a più riprese quello degli indici azionari ampi come l'MSCI World.

Questa crescita, però, non è lineare. Il comparto è fortemente ciclico: nel 2022 gli indici di settore hanno perso oltre il 30-40% prima di recuperare. Chi investe in questi ETF deve mettere in conto oscillazioni ampie e valutare l'andamento su un orizzonte di anni, non di mesi.

Le performance passate non garantiscono risultati futuri: a giugno 2026 le valutazioni del settore restano elevate, motivo per cui il momento di ingresso e la diluizione tramite un piano di accumulo incidono in modo significativo sul rendimento effettivo.

ETF a leva sui semiconduttori: cosa sapere

In termini di ETF a leva, è possibile trovare prodotti come il Direxion Daily Semiconductor Bull 3X Shares (SOXL) e il Direxion Daily Semiconductor Bear 3X Shares (SOXS): tendenza al rialzo e al ribasso rispettivamente.

Si tratta però di ETF statunitensi (non UCITS), non commercializzabili direttamente a investitori retail nell'Unione Europea. Sono strumenti altamente speculativi, destinati esclusivamente a trader esperti e a orizzonti temporali brevissimi.

Cosa sono gli ETF sui semiconduttori

Un ETF sui semiconduttori è un fondo indicizzato quotato in borsa che investe in un paniere di aziende attive nella filiera dei chip: dalla progettazione alla produzione, fino alla distribuzione. Per cosa sono gli ETF in generale, rimandiamo alla nostra guida dedicata.

I semiconduttori e la loro importanza nell'economia digitale

I semiconduttori appartengono alla famiglia dei semimetalli e per loro natura sono non isolanti e non conduttivi; sono usati principalmente in componenti elettronici e microelettronici. Alcuni dei principali semiconduttori sono il silicio, il germanio e il gallio.

Ogni smartphone, server, automobile elettrica e sistema di intelligenza artificiale dipende da questi materiali. Le principali aziende del settore - come NVIDIA, Taiwan Semiconductor (TSMC) e ASML - sono distribuite tra Asia, Europa e Stati Uniti, e molte di esse sono quotate al Nasdaq o su altre borse globali.

Trattandosi di materiali con una forte componente industriale, i semiconduttori sono legati anche all'andamento delle materie prime, motivo per cui alcuni investitori scelgono di diversificare con ETF sulle materie prime tecnologiche, oppure con ETF che uniscono esposizione al settore dei semiconduttori e delle risorse minerarie collegate.

Gli indici di riferimento del settore

Prima di analizzare i singoli ETF, è utile conoscere gli indici che questi fondi replicano:

  • PHLX SOX Semiconductor Sector Index: composto da circa 30 aziende che operano nel settore dei semiconduttori, dalla progettazione alla vendita, alla produzione e distribuzione.
  • MVIS US Listed Semiconductor 10% Capped Index: comprende le maggiori e più liquide società statunitensi che derivano almeno il 50% dei ricavi dal settore dei semiconduttori. Il cap al 10% limita il peso massimo di ogni singola società, riducendo la concentrazione su titoli NVIDIA o simili.
  • MSCI ACWI IMI Semiconductors & Semiconductor Equipment ESG Screened: indice globale che include large, mid e small cap dei mercati sviluppati ed emergenti, con filtro ESG. Replica sia iShares SEME che Amundi CHIP (in versione leggermente diversa).
  • Nasdaq Global Semiconductor: replicato dall'ETF HSBC HNSC, con focalizzazione sulle principali aziende del settore quotate su mercati globali.

Perché investire in semiconduttori nel 2026

Il settore dei semiconduttori è uno dei più rilevanti dell'economia digitale globale. Investire in semiconduttori tramite ETF permette di partecipare ai principali trend tecnologici senza selezionare i singoli titoli.

I principali driver di crescita sono:

  • Intelligenza artificiale e data center: la domanda di GPU e chip specializzati per il training di modelli AI è in forte espansione. Aziende come NVIDIA registrano crescite degli ordini senza precedenti, un trend che alimenta anche gli ETF su robotica e intelligenza artificiale.
  • Veicoli elettrici e guida autonoma: un'auto elettrica contiene fino a circa 3.000 chip, contro i 1.000-1.500 di un veicolo tradizionale.
  • EU Chips Act: l'Unione Europea ha approvato nel 2023 il Chips Act con l'obiettivo di raddoppiare la produzione europea di semiconduttori entro il 2030, portandola al 20% della produzione globale. Questo riduce la dipendenza da Asia e USA e può generare nuove opportunità nel settore europeo.
  • 5G e IoT: l'espansione delle reti 5G e dei dispositivi connessi aumenta strutturalmente la domanda di chip per le telecomunicazioni.

Prima di investire, è però importante valutare anche i rischi specifici di questo comparto, dettagliati qui sotto.

Vantaggi e svantaggi degli ETF sui semiconduttori

Vantaggi

  • Diversificazione settoriale: un singolo ETF offre esposizione a decine di aziende del settore, riducendo il rischio del singolo titolo.
  • Costi contenuti: un TER dello 0,35% è competitivo per un ETF tematico settoriale.
  • Replica fisica: quasi tutti gli ETF analizzati acquistano direttamente i titoli del paniere, senza ricorrere a swap o strumenti sintetici.
  • Accumulo automatico dei dividendi: la politica di accumulazione reinveste le cedole, ottimizzando l'interesse composto nel lungo termine.
  • Liquidità: i volumi di negoziazione su Borsa Italiana sono sufficienti per entrata e uscita rapida nelle posizioni.

Svantaggi

  • Rischio di concentrazione settoriale: la diversificazione è limitata al solo settore dei semiconduttori. In fasi di crisi tech, l'intero paniere può scendere simultaneamente.
  • Alta volatilità: il settore è ciclico e può registrare drawdown superiori al 40-50% in periodi di mercato sfavorevole.
  • Concentrazione geografica: ETF con un'esposizione predominante agli USA e a Taiwan, due mercati che insieme superano spesso il 75% del portafoglio.
  • Rischio valutario: la maggior parte dei titoli in portafoglio è denominata in dollari USA; senza copertura valutaria, le fluttuazioni EUR/USD influenzano i rendimenti in euro.

I principali rischi geopolitici e di concentrazione da valutare

Oltre alla volatilità di breve termine, un ETF sui semiconduttori porta con sé rischi strutturali che vale la pena conoscere prima di inserirlo in portafoglio.

Il primo è la concentrazione geografica della produzione. Una quota rilevante dei chip più avanzati esce dalle fonderie di Taiwan — in primis TSMC — un'area al centro delle tensioni tra Cina e Stati Uniti. Un evento di discontinuità in quella regione avrebbe effetti immediati sull'intero comparto.

A questo si aggiunge il rischio regolatorio: gli Stati Uniti hanno progressivamente ristretto l'export di chip e macchinari avanzati verso la Cina, coinvolgendo anche aziende europee come ASML. Sono decisioni di policy, difficili da prevedere e impossibili da coprire.

Infine, attenzione alla sovrapposizione con il resto del portafoglio: NVIDIA, TSMC e Broadcom pesano già in modo significativo negli indici globali come l'MSCI World o il Nasdaq 100. Chi detiene un ETF azionario globale ha già un'esposizione indiretta ai semiconduttori, e aggiungere un ETF tematico la amplifica più di quanto si percepisca.

Come investire in ETF semiconduttori su Borsa Italiana

Per acquistare ETF sui semiconduttori disponibili su Borsa Italiana, è necessario disporre di un conto titoli presso una banca o un broker online. Il processo è sostanzialmente identico all'acquisto di azioni ordinarie:

  1. Scegli un broker: seleziona un intermediario autorizzato che abbia accesso a Borsa Italiana. Confronta commissioni per ordine, canone annuale e gamma di ETF disponibili. Consulta la nostra guida ai migliori broker per ETF per una comparativa aggiornata.
  2. Apri il conto titoli: il processo è generalmente completabile online in pochi minuti con documento d'identità e codice fiscale.
  3. Cerca l'ETF per ISIN o ticker: utilizza l'ISIN (ad esempio IE00BMC38736 per il VanEck SMH) per trovare esattamente il prodotto desiderato ed evitare confusione con versioni in valute diverse.
  4. Imposta l'ordine: specifica quantità e tipologia di ordine (a mercato o con limite di prezzo). Per importi significativi, gli ordini con limite di prezzo riducono il rischio di execution a prezzi sfavorevoli.
  5. Considera un PAC: per ridurre l'effetto della volatilità, molti investitori optano per un piano di accumulo (PAC) che distribuisce gli acquisti nel tempo. Se vuoi approfondire come strutturare i tuoi investimenti, la nostra guida su come creare un portafoglio ETF può essere un punto di partenza utile.

Se non sai su quali parametri basarti, la nostra guida su come scegliere un ETF spiega come leggere TER, indice replicato e metodo di replica.

Aspetti fiscali: in Italia, i guadagni derivanti dalla vendita di ETF sono soggetti a un'aliquota del 26% sulle plusvalenze.

In sintesi, gli ETF analizzati coprono l'intero spettro degli strumenti UCITS disponibili su Borsa Italiana. A parità di TER (0,35%) e replica fisica, la scelta dipende soprattutto dall'indice preferito: il VanEck SMH per l'esposizione concentrata sulle big USA, iShares SEME o Amundi CHIP per una diversificazione geografica più ampia con filtro ESG.

Prima di procedere, assicurati di avere un broker adatto e una strategia chiara: un ETF settoriale come questo rende al meglio come componente satellite di un portafoglio già diversificato, non come investimento principale.

Domande frequenti sugli ETF sui semiconduttori