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Migliori azioni farmaceutiche del 2026 da comprare

Nel 2026 il pharma resta uno dei settori più osservati perché unisce domanda strutturale e innovazione, ma il mercato è molto più selettivo: premia soprattutto chi ha pipeline credibile e ricavi ben diversificati. In più, con la pressione su prezzi e rimborsi (soprattutto negli USA) che diventa più concreta, i titoli migliori sono spesso quelli capaci di difendere margini e crescita anche in uno scenario regolatorio più rigido.
Ricercatore analizza pillola con grafici digitali.

Nel panorama economico globale, il settore farmaceutico rappresenta da sempre una delle industrie più solide e redditizie. L'incessante ricerca scientifica e la crescente necessità di sviluppare nuovi farmaci per far fronte a malattie emergenti o croniche rendono questo settore estremamente attrattivo per gli investitori.

Il 2026 non fa eccezione: tra innovazione clinica e pressione sui prezzi, il settore continua a restare centrale nei portafogli. Negli Stati Uniti, ad esempio, dal 1° gennaio 2026 entrano in vigore i primi prezzi negoziati da Medicare su una selezione di farmaci, un passaggio che rende ancora più importante puntare su aziende con pipeline solida e ricavi ben diversificati.

In questo articolo, vi presenteremo un elenco delle migliori aziende farmaceutiche da monitorare nel 2026, tenendo conto di solidità finanziaria, innovazione, pipeline e capacità di adattarsi ai cambiamenti regolatori e di mercato.

Migliori azioni farmaceutiche da comprare

TitoloTicker
Eli Lilly
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LLY
Novo Nordisk
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NVO
AstraZeneca
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AZN
Merck & Co.
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MRK
Johnson & Johnson
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JNJ
AbbVie
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ABBV
Amgen
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AMGN
Roche Holding Ltd
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RHHBY
Novartis Inc.
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NVS
Sanofi
Vedi su →Interactive Brokers
SAN

I titoli farmaceutici sono spesso considerate azioni growth, grazie al loro potenziale di generare profitti superiori alla media grazie all'innovazione continua e al lancio di nuovi prodotti. La ricerca e sviluppo di nuovi farmaci, unita alla domanda costante nel settore sanitario, offre un notevole potenziale di crescita a lungo termine per gli investitori.

Perché investire in azioni farmaceutiche

L’importanza del settore farmaceutico per l’umanità lo rende un asset interessante per gli investitori di lungo periodo: la domanda è strutturale e l’innovazione (nuove terapie, diagnostica, medicina personalizzata) continua a creare valore nel tempo.

In Italia il comparto resta un pilastro industriale: dopo i 52 miliardi di produzione nel 2023, nel 2024 la produzione ha toccato oltre 56 miliardi e l’export ha raggiunto nuovi record, con un surplus estero di farmaci e vaccini indicato oltre 21 miliardi.

Nel 2026, però, c’è un elemento in più da tenere a mente: la pressione su prezzi e rimborsi diventa più concreta (soprattutto negli USA), quindi il mercato tende a premiare aziende con pipeline solida, ricavi ben diversificati e capacità di difendere margini anche in uno scenario regolatorio più rigido.

A differenza delle azioni cicliche quindi, più legate ai consumi e al ciclo economico, molte azioni farmaceutiche tendono a essere più difensive, perché la domanda di cure e medicinali resta relativamente stabile anche quando l’economia rallenta.

TOP 3 titoli farmaceutici che sono cresciuti di più in Borsa

Negli ultimi trimestri, alcune società hanno guidato il sentiment del settore grazie a driver molto chiari: cardiometabolico/obesità (GLP-1), oncologia e terapie specialistiche.

In particolare, Eli Lilly e Novo Nordisk restano spesso al centro dell’attenzione per i farmaci legati a diabete e obesità, mentre AstraZeneca continua a essere seguita per la profondità della pipeline, soprattutto in oncologia.

Nel comparto neuroscienze, Eli Lilly ha ottenuto l’approvazione FDA per Kisunla (donanemab) nel trattamento dell’Alzheimer: nei dati dello studio cardine il farmaco ha mostrato un rallentamento del declino clinico rispetto al placebo. È un’area ad alto potenziale ma anche molto sensibile a sicurezza, criteri di eleggibilità e rimborsi.

ELI LILLY AND COMPANY

Eli Lilly è una big pharma statunitense focalizzata sulla scoperta, sviluppo, produzione e commercializzazione di farmaci per la salute umana. Nel tempo ha concentrato il business sulla farmaceutica human health, dopo aver separato l’asset dell’animal health (Elanco).

Perché seguirla nel 2026:

  • Domanda strutturale per terapie cardiometaboliche e croniche (driver di crescita e capacità di investimento in R&D).
  • Pipeline e risultati clinici: nel 2026 il mercato tende a premiare chi porta dati solidi e nuove indicazioni, soprattutto in aree ad alta spesa sanitaria.
  • Sensibilità al pricing USA: dal 1° gennaio 2026 entrano in vigore i primi prezzi negoziati Medicare su 10 farmaci (tema prezzi più rilevante per tutto il settore).

NOVO NORDISK A/S

Novo Nordisk è un gruppo healthcare danese con focus storico su diabete e, sempre di più, obesità, con presenza anche in cardiovascolare e malattie rare (rare blood/endocrine disorders).

Perché seguirla nel 2026:

  • Obesità/GLP-1: nel 2026 continua a essere uno dei temi più affollati e monitorati (volumi, supply chain, nuove formulazioni/indicazioni).
  • Pipeline in evoluzione: il mercato guarda a candidati e trial in obesità, cardiovascolare e altre aree emergenti.
  • Pressione regolatoria e prezzi: 2026 è un anno in cui la narrativa su sostenibilità della spesa sanitaria pesa di più (soprattutto negli USA).

ASTRAZENECA

AstraZeneca è una big pharma globale con focus R&D e commerciale su Oncologia, BioPharmaceuticals (inclusi CVRM e Respiratory & Immunology) e Rare Disease.

Perché seguirla nel 2026:

  • Oncologia: area dove contano molto nuove combinazioni, ampliamenti di indicazione e dati di fase avanzata.
  • Ampiezza di pipeline: nel 2026 la qualità dei catalizzatori clinici resta un driver centrale per il titolo.
  • Profilo più bilanciato tra aree terapeutiche rispetto a player molto concentrati su un singolo trend.

Altre azioni farmaceutiche da tenere d'occhio

MERCK & CO., INC.

Merck è una big pharma statunitense con un perno su medicinali/vaccini/biologici e una presenza rilevante anche nell’Animal Health.

Perché seguirla nel 2026:

  • Oncologia (Keytruda resta un riferimento del settore, ma il mercato valuta sempre di più la seconda gamba di crescita).
  • M&A/pipeline: negli ultimi anni il settore ha accelerato su acquisizioni mirate per rinforzare portafoglio e aree terapeutiche.
  • Scenario prezzi: anche qui torna il tema 2026 legato a Medicare e al repricing della spesa farmaceutica.

JOHNSON & JOHNSON

Dopo la separazione della consumer health (Kenvue), Johnson & Johnson è oggi focalizzata su Pharmaceutical (Innovative Medicine) e MedTech.

Perché seguirla nel 2026:

  • Profilo difensivo più puro: meno consumer, più pharma + medtech (mix che può ridurre la dipendenza da una singola linea di business).
  • Riorganizzazioni: nel 2026 il mercato può continuare a prezzare scelte di semplificazione (J&J ha annunciato piani di separazione dell’ortopedia in una nuova società, con timing stimato 18–24 mesi dall’annuncio).
  • Catalizzatori clinici: soprattutto in oncologia e immunologia, dove la società mantiene un posizionamento forte.

ABBVIE INC.

AbbVie è una big pharma con forte presenza in immunologia, oncologia ed estetica medicale. Dopo la perdita di esclusività di Humira negli USA (tema già assorbito dal mercato), la narrativa si è spostata su Skyrizi e Rinvoq come principali motori di crescita.

Perché seguirla nel 2026:

  • Transizione post-Humira: nel 2026 contano la tenuta della crescita ex-Humira e l’espansione di indicazioni dei successori.
  • Visibilità su ricavi: il mercato tende a premiare chi dimostra execution commerciale stabile.
  • Prezzi/regole USA: torna il tema 2026 del pricing come rischio trasversale (specie per blockbuster).

Amgen

Amgen è una large-cap biotech con focus su quattro aree: general medicine, rare diseases, inflammation e oncology, con pipeline e capacità di investimento tipiche di un big biotech maturo.

Perché seguirla nel 2026:

  • Bilanciamento tra aree terapeutiche (riduce il rischio di single theme).
  • Pipeline e lifecycle management: nel 2026 il mercato guarda molto alla capacità di far maturare candidati in fasi avanzate.
  • Contesto settoriale: prezzi/negoziazioni e sostenibilità della spesa restano un fattore macro per tutte le big pharma/biotech.

Roche Holding Ltd

Roche è un gruppo svizzero con un posizionamento distintivo perché combina Pharmaceuticals e Diagnostics: due anime che, nel lungo periodo, rafforzano la logica di medicina personalizzata e diagnostica companion.

Perché seguirla nel 2026:

  • Oncologia e diagnostica: nel 2026 è ancora centrale l’integrazione tra test e terapie mirate.
  • Diversificazione reale: diagnostica + pharma può smorzare parte della volatilità tipica delle sole pipeline.
  • Attenzione ai payers: in un anno in cui la pressione sui prezzi cresce, il valore clinico dimostrabile (diagnostica + outcome) conta di più.

Novartis Inc.

Novartis oggi è più snella e concentrata: dopo lo spin-off di Sandoz (generici/biosimilari), la società ha rafforzato il focus su farmaci innovativi e crescita in prescription drugs.

Perché seguirla nel 2026:

  • Focus strategico più chiaro: meno dispersione, più R&D e farmaci innovativi.
  • Catalizzatori clinici: il mercato nel 2026 continuerà a pesare risultati, approvazioni e ampliamenti di indicazione.
  • Scenario prezzi USA: come per gli altri big, l’impatto sistemico delle negoziazioni Medicare è un tema di contesto.

Sanofi

Sanofi è un big pharma europeo che opera su business unit globali come Specialty Care, Vaccines, General Medicines e Consumer Healthcare (self-care).

Perché seguirla nel 2026:

  • Vaccini e specialty care: aree dove la domanda è strutturale e spesso meno ciclica.
  • Possibili pulizie di portafoglio: nel settore è frequente vedere razionalizzazioni (vendite/partnership) per aumentare focus e ritorno su R&D.
  • Contesto regolatorio: nel 2026, tra pressioni sui prezzi e allocazione della spesa sanitaria, la chiarezza strategica è un punto chiave.

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Quali sono le Big Pharma?

Le aziende considerate parte delle "big pharma", cioè le più grandi aziende farmaceutiche a livello globale, sono quelle con una significativa capitalizzazione di mercato e un ampio raggio d'influenza nel settore e sono sostanzialmente quelle che abbiamo elencato tra le migliori nei precedenti paragrafi. Alcune delle più grandi al mondo includono:

  • Eli Lilly (Stati Uniti): nota per i suoi farmaci per il diabete e i nuovi trattamenti per la perdita di peso.
  • Novo Nordisk (Danimarca): focalizzata su farmaci per il diabete e l'obesità.
  • Johnson & Johnson (Stati Uniti): un conglomerato che produce una vasta gamma di prodotti farmaceutici e sanitari.
  • Merck (Stati Uniti): specializzata in farmaci per varie malattie croniche e vaccini.
  • AbbVie (Stati Uniti) - Conosciuta per il suo impegno nelle terapie biologiche e per il trattamento di malattie autoimmuni.
  • Roche (Svizzera): focalizzata su farmaci oncologici e diagnostica.
  • AstraZeneca (Regno Unito): attiva in diverse aree terapeutiche, inclusa l'oncologia.
  • Novartis (Svizzera): offre trattamenti per una vasta gamma di malattie.
  • Pfizer (Stati Uniti): ampia gamma di farmaci per malattie infettive, cardiovascolari, e altro.
  • Amgen (Stati Uniti): concentrata su prodotti biotecnologici per malattie gravi.

Queste aziende rappresentano la spina dorsale dell'industria farmaceutica globale, con investimenti significativi in ricerca e sviluppo, portando all'innovazione continua di nuovi farmaci e terapie. La presenza di queste aziende è globale, con operazioni e filiali in molti paesi, riflettendo il loro impatto e la portata delle loro attività nel settore sanitario.

Azioni health Italia nel 2026

Le big pharma italiane più grandi per fatturato spesso non sono quotate, quindi non sono acquistabili direttamente in Borsa.

Se invece l’obiettivo è avere nomi investibili, il perimetro in Italia si concentra soprattutto su Recordati e DiaSorin, con alcune realtà più piccole ma rilevanti come PharmaNutra e player healthcare collegati come in ambito CDMO e dispositivi medici.

  • Recordati (REC.MI). È uno dei pochissimi puri farmaceutici quotati in Italia: nel FY 2024 ha riportato ricavi consolidati €2.341,6 mln (+12,4%) e un utile netto €320,8 mln. In ottica 2026 è rilevante perché unisce profilo difensivo e crescita, con focus su specialty/rare diseases.
  • DiaSorin (DIA.MI). È il riferimento italiano quotato per la diagnostica: nel FY 2024 ha comunicato ricavi €1.185 mln (+3% vs 2023) e Adjusted EBITDA €394 mln (+5%), con indicazioni prospettiche (guidance) già impostate su crescita ex-Covid. In chiave 2026 è uno dei titoli più citati, perché intercetta il filone diagnostica + innovazione.
  • PharmaNutra (PHN.MI). Mid/small cap molto nota nel segmento nutraceutica e medical device: nel 2024 ha comunicato ricavi da vendite €115,5 mln (+15,2%). Permette di coprire l’angolo di azioni growth italiano nel settore salute, con un messaggio chiaro: crescita trainata da sviluppo commerciale e spinta all’internazionalizzazione.
  • Fine Foods & Pharmaceuticals N.T.M. (FF.MI). Qui il punto non è la big pharma, ma la filiera: è un CDMO (produzione per conto terzi), tema che lega domanda farmaceutica, capacità produttiva e investimenti industriali. Nel report 2024 risultano ricavi della capogruppo ~€218 mln (con variazioni limitate vs anno precedente).
  • Amplifon (AMP.MI). Non è farmaceutica, ma è uno dei nomi health italiani più grandi e riconoscibili in Borsa: nel 2024 ha riportato ricavi consolidati €2.409,241 mld (+6,6%). Nel 2026 è un titolo health che si presta bene a intercettare l'interesse degli azionisti grazie a tre driver semplici: invecchiamento della popolazione, consolidamento del mercato e crescita internazionale.

Tra i gruppi italiani più influenti nel pharma, ma non quotati in Borsa, rientrano Menarini, Chiesi e Angelini: sono utili come riferimento per capire il peso dell’industria italiana, ma non sono acquistabili come azioni.

Cosa significa investire nel settore farmaceutico?

Investire nelle azioni farmaceutiche significa entrare in un mercato che include le aziende farmaceutiche che sviluppano, producono e commercializzano farmaci per il trattamento di diverse patologie.

Le azioni farmaceutiche sono spesso viste come una scelta solida, grazie alla stabilità e alla crescita a lungo termine che molte aziende farmaceutiche garantiscono. Le big pharma come Pfizer, Novartis e Roche dominano il mercato, ma esistono anche molte piccole aziende farmaceutiche con un grande potenziale di crescita, grazie a innovazioni e nuove scoperte.

Le big pharma e altre aziende farmaceutiche sono anche molto coinvolte nel settore dei dispositivi medici, che complementano i trattamenti farmaceutici.

L'impatto della pandemia da Covid-19 ha evidenziato l'importanza di queste aziende farmaceutiche, accelerando la ricerca e l'innovazione, soprattutto nella produzione di vaccini e trattamenti per il Covid-19. Investire in questo settore significa fare affidamento su aziende con solida esperienza, ma anche sulla possibilità di scoprire nuove tecnologie e trattamenti, specialmente nel campo dei dispositivi medici.

Tendenze nel settore farmaceutico 2026


  • Prezzi e rimborsi: nel 2026 la variabile pricing pesa di più. Non è più solo un rischio teorico, dal 1° gennaio 2026 entrano in vigore i primi Maximum Fair Prices negoziati da Medicare su 10 farmaci. Per gli investitori questo significa maggiore attenzione a potere di prezzo, valore clinico dimostrabile e diversificazione dei ricavi.
  • Obesità e cardiometabolico, non solo boom GLP-1, ma seconda ondata: nel 2026 il focus si sposta su nuove formulazioni (anche orali), aderenza, dati real-world e sostenibilità dei sistemi sanitari, con un’accelerazione di trial e competizione tra big pharma.
  • AI e dati: da promessa a impatto reale su R&D. Cresce l’uso di AI (anche generativa) per identificare target e molecole, e aumenta il peso delle evidenze su dati reali (RWE) nei dossier regolatori e nel posizionamento clinico/commerciale dei farmaci.
  • Europa: più standardizzazione delle valutazioni cliniche (HTA/JCA). Si rafforza l’impatto del nuovo quadro UE con le Joint Clinical Assessments, che spinge le aziende ad allineare prima design degli studi, comparatori e outcome per accelerare l’accesso ai mercati.
  • Produzione più smart e supply chain più robusta. Aumenta la spinta verso automazione e smart factories per ridurre tempi e colli di bottiglia (tema diventato strutturale dopo gli shock degli ultimi anni).
  • Malattie rare e terapie avanzate: selezione più dura, ma interesse alto. Terapie geniche/RNA e advanced therapies restano tra le aree più seguite, ma nel 2026 contano sempre di più prove di efficacia solide, scalabilità produttiva e sostenibilità economica (non basta più la sola novità tecnologica).

Rischi e vantaggi di investire nel settore farmaceutico

Vantaggi

  • Domanda strutturale: farmaci e cure restano necessari anche nelle fasi di rallentamento economico, rendendo molte società più “difensive”.
  • Innovazione e crescita: pipeline solide e nuove approvazioni possono creare vantaggi competitivi e aumentare ricavi/margini nel tempo.
  • Flussi di cassa e dividendi: molte big pharma generano cassa in modo relativamente stabile e possono distribuire dividendi o finanziare buyback/R&D.
  • Trend di lungo periodo: invecchiamento della popolazione, cronicità e medicina personalizzata sostengono la spesa sanitaria nel tempo.
  • Diversificazione: per alcuni gruppi (pharma + medtech/diagnostica) il mix di business può ridurre la dipendenza da un singolo prodotto.

Rischi

  • Scadenza brevetti (patent cliff): ingresso di generici/biosimilari con possibile calo rapido di vendite e margini sui farmaci di punta.
  • Rischio clinico: trial negativi, problemi di sicurezza o ritardi regolatori possono penalizzare il titolo in modo brusco.
  • Pressione su prezzi e rimborsi: cambi normativi e negoziazioni con i sistemi sanitari possono comprimere la redditività.
  • Concorrenza e disruption: nuove classi terapeutiche o competitor più efficienti possono erodere quote di mercato.
  • Rischi legali/reputazionali: cause, contenziosi e crisi di fiducia possono creare overhang sul titolo.
  • Esecuzione sull’AI/digital: la tecnologia può essere un vantaggio, ma richiede investimenti e non sempre si traduce in risultati misurabili.

Azioni anticicliche: le azioni farmaceutiche

Alcuni tipi di aziende non risentono molto dei cicli economici. I titoli di queste società non sono ciclici e sono noti come titoli difensivi o investimenti a prova di recessione. Tendono ad avere performance simili sia durante le contrazioni che le espansioni economiche. Il settore farmaceutico è tra questi.

Perché investire in settori anticiclici

  1. Aiutano a ridurre la volatilità del portafoglio: i titoli difensivi presenti in molti portafogli agiscono per ridurre la volatilità del portafoglio. Durante le recessioni economiche, gli investitori si affidano ai titoli difensivi per proteggersi da ulteriori perdite.
  2. Rappresentano un'opzione valida per gli investitori meno esperti: per gli investitori che non conoscono bene il mercato azionario, i titoli difensivi sono una buona opzione per iniziare. Riducono il rischio in modo sostanziale, offrendo al contempo una ricompensa adeguata.
  3. Fornisce un flusso di reddito costante (attraverso i dividendi). I titoli difensivi sono anche un buon mezzo per ottenere un reddito a parte il trading di azioni. In genere offrono i migliori dividendi sia nei mercati in rialzo che in quelli in ribasso, garantendo agli investitori un flusso di reddito costante.

Da ultimo va considerato che, ci sono periodi in cui i mercati non sono né ribassisti né rialzisti, ma altamente volatili. In tali circostanze, i titoli difensivi sono uno dei migliori investimenti per proteggere il capitale dell'investitore e ridurre il rischio.

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FAQ

Disclaimer:

Questo non è un consiglio di investimento; investire comporta un rischio di perdita e i risultati passati non sono un indicatore affidabile dei risultati futuri.
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