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Migliori obbligazioni bancarie 2026: quali scegliere?

Nel 2026 i bond bancari in euro mostrano rendimenti indicativi tra circa il 3,5% e il 4,8% nelle emissioni retail analizzate, mentre Tier 2 e AT1 possono rendere di più. Prima del rendimento contano seniority, taglio minimo, call, liquidità e struttura della cedola.
Quali sono le migliori obbligazioni bacnarie e come comprarle

Indice

Le migliori obbligazioni bancarie nel 2026 non sono necessariamente quelle con la cedola più alta. Per confrontare correttamente i bond emessi dalle banche bisogna guardare soprattutto al rendimento effettivo, alla scadenza, alla seniority, al rischio dell'emittente, alle eventuali clausole call e al taglio minimo necessario per investire.

Quest'ultimo elemento è particolarmente importante. Sul mercato si trovano obbligazioni di Intesa Sanpaolo, UniCredit, Banco BPM, Mediobanca e MPS con rendimenti interessanti, ma molte emissioni destinate originariamente agli investitori istituzionali presentano lotti minimi da 100.000, 150.000 o persino 200.000 euro. Accanto a queste esistono però bond negoziabili con tagli da 1.000 euro, decisamente più accessibili all'investitore retail.

BG Saxo offre accesso a oltre 5.000 titoli di Stato e obbligazioni corporate, comprese emissioni listate e OTC negoziabili online. Sui bond in euro le commissioni partono da 7 € per gli ordini inferiori a 50.000 €.

Quali sono le migliori obbligazioni bancarie nel 2026?

Per costruire una selezione utile abbiamo privilegiato obbligazioni in euro negoziate sul mercato italiano e, soprattutto, abbiamo distinto i titoli realisticamente accessibili al retail dalle emissioni istituzionali con tagli minimi molto elevati.

La tabella seguente non rappresenta quindi una classifica dal migliore al peggiore. Mostra alcuni bond bancari interessanti da confrontare per caratteristiche, durata e rendimento.

Emittente

ISIN

Scadenza

Struttura

Rendimento effettivo lordo*

Prezzo rif.

Lotto minimo

Mediobanca

IT0005507832

28/09/2027

Tasso fisso 2,90%

3,50%

99,41

1.000 €

Mediobanca

XS2725838465

28/12/2028

4,50%, poi Euribor 3M

3,52%

98,71

1.000 €

Mediobanca

IT0005678443

22/12/2030

Euribor 3M + 0,30%, poi 3,50%

4,10%

96,61

1.000 €

Mediobanca

IT0005685117

30/01/2033

Fisso → variabile → fisso

4,55%

92,66

1.000 €

UniCredit

IT0005599110

12/06/2034

Euribor 3M × 1,6, cap 5,45%

4,18%

101,11

1.000 €

Banco BPM

IT0005602849

30/08/2030

4% iniziale, poi cedola condizionata al FTSE MIB

**4,76%**¹

98,62

1.000 €

* Rendimenti effettivi lordi elaborati da Borsa Italiana sulla base dei rispettivi prezzi di riferimento. I dati sono riferiti a date comprese tra il 9 e il 17 settembre 2026 e possono cambiare quotidianamente.

¹ Nel caso del Banco BPM IT0005602849 il dato non deve essere interpretato come rendimento certo: dal 2028 la cedola del 4,50% viene riconosciuta soltanto se il FTSE MIB soddisfa la condizione prevista dal regolamento.

La prima indicazione che emerge è quindi importante: non esiste un solo tipo di obbligazione bancaria. Anche tra i titoli acquistabili con 1.000 euro troviamo bond a tasso fisso, variabile, misto e con cedole condizionate.

Mediobanca 2,90% settembre 2027 – IT0005507832

  • È l'emissione più semplice della selezione.
  • Ha cedola fissa del 2,90%, scadenza il 28 settembre 2027 e lotto minimo di 1.000 euro.
  • Al 17 settembre 2026 Borsa Italiana indicava un prezzo di riferimento di 99,41 e un rendimento effettivo lordo a scadenza del 3,50%, superiore alla cedola nominale proprio perché il titolo viene acquistato sotto la pari.
  • La durata residua contenuta limita inoltre la sensibilità del prezzo ai movimenti dei tassi rispetto alle emissioni bancarie molto lunghe.

IT0005678443 – Mediobanca dicembre 2030

  • Questa obbligazione introduce una struttura diversa. Fino al 2028 paga un tasso collegato all'Euribor 3 mesi + 0,30%, mentre successivamente prevede un tasso fisso del 3,50%.
  • Con un prezzo di riferimento di 96,61, Borsa Italiana indicava un rendimento effettivo lordo del 4,10%. Il lotto minimo è sempre di 1.000 euro.
  • È un buon esempio di come, quando la cedola è variabile, non sia sufficiente leggere la percentuale corrente: il flusso futuro dipende anche dall'evoluzione dell'Euribor.

Mediobanca gennaio 2033 – IT0005685117

  • Con una scadenza più lunga, questo bond combina diverse fasi cedolari: tasso fisso iniziale, una fase indicizzata all'Euribor 3 mesi con floor e cap e nuovamente cedole fisse negli ultimi anni.
  • Il prezzo di riferimento del 14 settembre era 92,66, con un rendimento effettivo lordo del 4,55% e lotto minimo di 1.000 euro.
  • Il rendimento superiore rispetto alle emissioni più brevi va quindi letto insieme alla maggiore durata e alla struttura più articolata.

UniCredit giugno 2034 – IT0005599110

  • L'obbligazione UniCredit con ISIN IT0005599110 è un titolo non subordinato, con lotto minimo di 1.000 euro e cedola trimestrale pari all'Euribor 3 mesi moltiplicato per 1,6, con un tetto massimo del 5,45%.
  • Al 15 settembre 2026 il rendimento effettivo lordo indicato da Borsa Italiana era del 4,18%, con duration modificata molto contenuta grazie alla natura variabile della cedola.
  • In questo caso il rischio tasso assume quindi caratteristiche diverse rispetto a un'obbligazione decennale a tasso fisso.

Banco BPM agosto 2030 – IT0005602849

Il bond Banco BPM merita una lettura più attenta.

  • Il lotto minimo è di 1.000 euro e fino al 2027 paga una cedola del 4%. Dal 2028 al 2030, invece, il pagamento del 4,50% dipende dal fatto che il FTSE MIB si trovi almeno al livello della barriera prevista dal regolamento.
  • Borsa Italiana indicava al 16 settembre un rendimento effettivo lordo del 4,76%, con prezzo 98,62.
  • Proprio per la componente condizionata, però, non è corretto confrontare quel 4,76% con il rendimento di un semplice bond a tasso fisso senza analizzarne prima il payoff.

Obbligazioni bancarie italiane: quali rendono di più?

Le obbligazioni bancarie possono offrire rendimenti superiori a quelli di alcuni titoli governativi, ma il confronto non deve fermarsi alla percentuale della cedola.

Nel 2026 il mercato mostra una forte differenza tra emissioni retail con tagli da 1.000 euro, bond senior istituzionali da 100.000-150.000 euro e obbligazioni subordinate da 200.000 euro. Anche all'interno dello stesso emittente il profilo di rischio può quindi cambiare radicalmente.

La combinazione da osservare è sempre la stessa: rendimento effettivo, qualità dell'emittente, seniority, scadenza, duration, struttura della cedola, liquidità e taglio minimo. Solo dopo aver confrontato tutti questi elementi è possibile capire se il maggiore rendimento di un bond bancario remunera adeguatamente il rischio assunto.

Se consideriamo soltanto le emissioni retail della selezione, nel settembre 2026 il rendimento lordo si muove indicativamente tra il 3,5% delle scadenze più brevi e oltre il 4% di alcune scadenze intermedie o strutture più complesse. Ma la relazione tra cedola e rendimento può essere controintuitiva.

Prendiamo il Mediobanca 2,90% settembre 2027: la cedola è solamente del 2,90%, ma acquistando il titolo sotto 100 il rendimento effettivo sale al 3,50%. Al contrario, un'obbligazione con cedola del 4% acquistata sopra la pari può avere un rendimento effettivo inferiore al 4%.

Questo è uno degli errori più comuni quando si cercano le obbligazioni bancarie con rendimento più alto: ordinare i titoli in base alla cedola anziché allo yield effettivo. La cedola indica quanto interesse viene calcolato sul valore nominale. Il rendimento considera invece anche:

  • il prezzo pagato per acquistare il titolo;
  • il valore rimborsato alla scadenza;
  • il tempo residuo;
  • la frequenza dei pagamenti;
  • le caratteristiche della cedola;
  • eventuali opzioni di rimborso anticipato.

Più che cercare “la cedola più alta”, quindi, bisogna chiedersi quanto rende realmente il bond al prezzo a cui è possibile acquistarlo oggi e quali rischi vengono assunti per ottenere quel rendimento.

Il problema dei tagli minimi: molti bond interessanti non sono realmente retail

Una delle differenze più importanti tra il mercato obbligazionario bancario e il mercato dei BTP riguarda il lotto minimo. Molte grandi emissioni di Intesa Sanpaolo, Banco BPM, MPS, UniCredit e Mediobanca sono state originariamente collocate presso investitori istituzionali e richiedono 100.000 euro o più per una singola posizione. Alcuni esempi aiutano a capire la differenza.

Emittente

ISIN

Scadenza

Tipologia

Rendimento lordo indicativo

Lotto minimo

Intesa Sanpaolo

IT0005545642

20/06/2028

Tasso fisso 4%

3,67%

100.000 €

MPS

XS2785686523

15/03/2029

Senior, fixed-to-floating

4,12%

100.000 €

Banco BPM

IT0005611253

09/09/2030

Social Senior Non-Preferred

4,00%

150.000 €

Banco BPM

IT0005586729

18/06/2034

Tier 2

5,26%

200.000 €

Mediobanca

IT0005640260

18/09/2035

Tier 2

4,83%

200.000 €

UniCredit

IT0005656282

24/06/2037

Tier 2

4,85%

200.000 €

Dati Borsa Italiana di settembre 2026. La classificazione del titolo MPS come Senior è confermata dalla documentazione EMTN ufficiale della banca; Banco BPM identifica IT0005611253 come Senior Non-Preferred. Questa distinzione cambia parecchio il modo di leggere una presunta classifica delle “migliori obbligazioni bancarie”.

Un bond con rendimento del 5% e lotto minimo di 200.000 euro può essere interessante come benchmark del mercato del credito bancario, ma è poco utile presentarlo come soluzione direttamente utilizzabile dalla maggior parte degli investitori retail.

Confronta l'universo obbligazionario su una piattaforma molto intuitiva: BG Saxo permette di negoziare online obbligazioni listate e OTC e dichiara un universo di oltre 5.000 titoli governativi e corporate. La disponibilità del singolo ISIN va verificata direttamente sulla piattaforma prima dell'ordine.

Come abbiamo selezionato le obbligazioni bancarie

Per confrontare correttamente i bond bancari abbiamo considerato sei elementi principali.

  • Rendimento effettivo. È più significativo della sola cedola, perché incorpora il prezzo a cui il titolo viene acquistato e il rimborso a scadenza.
  • Seniority. Un senior preferred e un Tier 2 emessi dalla stessa banca non presentano lo stesso rischio, anche se l'emittente è identico.
  • Scadenza e duration. Più la duration è elevata, maggiore è normalmente la sensibilità del prezzo a una variazione dei tassi d'interesse.
  • Struttura della cedola. Tasso fisso, Euribor, step-up, floor, cap e cedole condizionate producono profili di rendimento molto diversi.
  • Lotto minimo e liquidità. Un bond da 1.000 euro è molto più facilmente utilizzabile e diversificabile di un'emissione da 100.000 o 200.000 euro.
  • Call. Molte obbligazioni bancarie possono essere rimborsate anticipatamente dall'emittente. La presenza di una call rende necessario confrontare non solo il rendimento a scadenza, ma anche il possibile rendimento alla data di rimborso anticipato.

Cosa cambia tra obbligazioni bancarie senior e subordinate?

Quando si confrontano le obbligazioni bancarie, la seniority è probabilmente la variabile più importante dopo il rischio dell'emittente. In caso di crisi della banca, infatti, non tutti gli obbligazionisti sono trattati allo stesso modo. In termini molto semplificati, passando verso strumenti con maggiore capacità di assorbire le perdite troviamo:

Categoria

Caratteristica principale

Rischio relativo

Covered bond / OBG

Titoli assistiti da specifiche garanzie

Più contenuto

Senior preferred

Debito senior

Contenuto rispetto ai subordinati

Senior non-preferred

Più esposto all'assorbimento delle perdite

Maggiore

Tier 2

Debito subordinato

Elevato

AT1 / CoCo

Perpetuo o quasi-equity, cedola potenzialmente cancellabile

Molto elevato

Banca d'Italia ricorda che, in caso di bail-in, vengono coinvolti prima gli azionisti, poi le obbligazioni subordinate e successivamente le obbligazioni ordinarie non garantite. Le obbligazioni garantite sono invece escluse dalla procedura.

Obbligazioni bancarie senior

Le obbligazioni senior sono normalmente il punto di partenza più semplice per chi vuole assumere rischio di credito bancario senza scendere nella parte più subordinata della struttura patrimoniale. Questo non significa che siano prive di rischio. Un bond bancario senior resta un credito verso l'emittente e non gode della garanzia sui depositi fino a 100.000 euro prevista per conti e depositi bancari.

Inoltre bisogna distinguere tra senior preferred e senior non-preferred. Queste ultime si collocano più in basso nella gerarchia dei creditori e tendono quindi a offrire uno spread superiore.

Un esempio è il Banco BPM Social Bond IT0005611253, ufficialmente classificato dalla banca come Senior Non-Preferred: a settembre 2026 il suo rendimento lordo indicativo era intorno al 4%, con lotto minimo di 150.000 euro.

Obbligazioni bancarie Tier 2

I Tier 2 sono titoli subordinati utilizzati dalle banche anche ai fini dei requisiti patrimoniali. Proprio perché si trovano più in basso nella gerarchia rispetto ai bond senior, il mercato tende a richiedere un rendimento superiore.

A settembre 2026, ad esempio, Borsa Italiana indicava:

  • circa 5,26% lordo per il Banco BPM Tier 2 IT0005586729;
  • circa 4,83% per il Mediobanca Tier 2 IT0005640260;
  • circa 4,85% per il UniCredit Tier 2 IT0005656282.

Tutti e tre presentano però un lotto minimo di 200.000 euro. Il rendimento aggiuntivo non è quindi un regalo del mercato: remunera una posizione meno protetta nella struttura del capitale.

AT1 e CoCo bond

Ancora più complessi sono gli Additional Tier 1 (AT1), spesso indicati anche all'interno della famiglia dei contingent convertible bond o CoCo. Possono essere perpetui, prevedere una call anziché una vera scadenza e consentire, a determinate condizioni, la cancellazione delle cedole o la riduzione/conversione del capitale.

Un esempio concreto è l'AT1 UniCredit con ISIN IT0005611758. Borsa Italiana indicava a settembre 2026 un rendimento effettivo lordo superiore al 7%, ma il titolo ha lotto minimo di 200.000 euro e il regolamento prevede la possibilità di differire gli interessi e, al verificarsi di determinati eventi, di non pagarli e di ridurre il valore nominale.

Ecco perché un AT1 al 7% non può essere confrontato direttamente con un senior al 4%.

Obbligazioni bancarie ad alto rendimento: perché rendono di più?

Quando un bond bancario offre un rendimento sensibilmente superiore rispetto ad altre emissioni con durata simile, è utile capire da dove proviene il premio. Le cause possono essere diverse: minore qualità creditizia dell'emittente, subordinazione, durata elevata, bassa liquidità, clausole call, valuta diversa dall'euro o una struttura cedolare complessa.

In particolare, il rendimento delle obbligazioni bancarie subordinate incorpora il fatto che questi strumenti partecipano prima alle eventuali perdite rispetto ai creditori senior. Per questo la ricerca delle “obbligazioni bancarie ad alto rendimento” dovrebbe partire dalla domanda opposta: perché il mercato mi sta pagando di più?

Solo dopo aver individuato quel rischio aggiuntivo il rendimento diventa confrontabile.

Intesa, UniCredit, Mediobanca, Banco BPM e MPS: cosa cambia

Tra le principali banche italiane l'universo obbligazionario è molto ampio, ma l'accessibilità per il retail cambia parecchio.

Obbligazioni Intesa Sanpaolo

Intesa Sanpaolo dispone di numerose emissioni senior, senior non-preferred, subordinate e green bond. Molte delle emissioni maggiormente negoziate sul mercato istituzionale presentano però tagli minimi di 100.000 euro.

Un esempio è il 4% giugno 2028 IT0005545642, che a settembre 2026 presentava un rendimento effettivo lordo del 3,67%, ma richiedeva un lotto minimo di 100.000 euro. Per un investitore retail il nome dell'emittente, quindi, non basta: bisogna sempre verificare l'ISIN e la denominazione minima.

UniCredit obbligazioni

UniCredit presenta invece anche diverse emissioni accessibili con lotti da 1.000 euro.

L'IT0005599110, non subordinato e indicizzato all'Euribor 3 mesi, è uno degli esempi più lineari in termini di accessibilità, pur avendo una struttura a tasso variabile. Il rendimento effettivo lordo indicato a metà settembre era del 4,18%. Sono presenti anche emissioni retail più lunghe e strutturate, per cui è fondamentale leggere il meccanismo della cedola anziché fermarsi al rendimento visualizzato.

Obbligazioni Mediobanca

Mediobanca è probabilmente l'emittente che, nella ricerca effettuata sul mercato italiano, offre il numero maggiore di emissioni facilmente utilizzabili in una selezione retail con lotto minimo da 1.000 euro.

Le scadenze e le strutture sono molto diverse: dal semplice 2,90% settembre 2027 fino a emissioni 2030-2033 con cedole variabili o miste. Questo permette di scegliere duration differenti, ma rende ancora più importante confrontare titoli realmente omogenei.

Banco BPM; Obbligazioni

Banco BPM offre sia emissioni retail sia importanti bond istituzionali. Nel segmento retail sono presenti anche obbligazioni con cedole legate a indici azionari. Queste emissioni richiedono più attenzione perché il rendimento futuro può dipendere dal verificarsi di una condizione.

Nel mercato istituzionale troviamo invece senior non-preferred, Tier 2 e AT1 con rendimenti generalmente superiori, ma anche lotti minimi che possono raggiungere 150.000-200.000 euro.

Obbligazioni MPS

Anche MPS mantiene in circolazione diverse emissioni senior e Tier 2.

Il bond XS2785686523, classificato ufficialmente da MPS tra le Senior Notes, scade nel marzo 2029 e passa da una cedola fissa del 4,75% a un tasso variabile Euribor 3 mesi + 2,047%. A settembre 2026 il rendimento effettivo lordo indicato da Borsa Italiana era del 4,12%. Il limite per il piccolo investitore è ancora una volta il lotto minimo di 100.000 euro.

Quali sono i rischi delle obbligazioni bancarie?

  1. Il primo rischio è quello di credito: l'investitore presta denaro alla banca e dipende dalla sua capacità di rispettare gli impegni.
  2. A questo si aggiungono il rischio tasso, particolarmente rilevante per i bond a lunga duration;
  3. il rischio di liquidità, quando sul mercato secondario ci sono pochi scambi;
  4. il rischio di reinvestimento; e, per i bond in valuta estera, il rischio di cambio.
  5. Per i titoli callable esiste inoltre il rischio di rimborso anticipato. Se la banca esercita la call, l'investitore riceve il capitale prima della scadenza finale e potrebbe doverlo reinvestire a condizioni meno favorevoli.
  6. La peculiarità delle obbligazioni bancarie è però soprattutto il rischio bail-in. Banca d'Italia spiega che, in una procedura di risoluzione, dopo gli azionisti possono essere coinvolti gli obbligazionisti: prima i subordinati e, se necessario, anche i titolari di obbligazioni ordinarie non garantite.

Le obbligazioni non devono quindi essere confuse con un conto deposito: il capitale investito in un bond bancario non è coperto dalla garanzia sui depositi fino a 100.000 euro.

Tassazione delle obbligazioni bancarie in Italia

Per una persona fisica fiscalmente residente in Italia, la tassazione ordinaria delle obbligazioni bancarie è pari al 26%, sia sulle cedole sia sulle eventuali plusvalenze.

La fiscalità è quindi diversa da quella dei titoli di Stato italiani e degli altri titoli pubblici ammessi al regime agevolato, sui quali l'aliquota è del 12,5%. È una differenza importante quando si confrontano bond bancari e BTP. Un rendimento lordo bancario leggermente più alto non implica necessariamente un rendimento netto molto superiore.

Per fare un esempio concreto, il Mediobanca 2,90% settembre 2027 mostrava il 17 settembre un rendimento effettivo del 3,50% lordo e 2,74% netto. Il BTP Valore giugno 2027, su una scadenza relativamente vicina, mostrava pochi giorni prima un rendimento del 3,12% lordo ma 2,63% netto.

La distanza lorda è quindi molto più ampia di quella netta, proprio per effetto della diversa tassazione.

Obbligazioni bancarie o BTP: quali sono le differenze?

Non esiste una risposta valida per tutti, perché i due strumenti espongono a rischi differenti.

Con un BTP l'investitore presta denaro allo Stato italiano e assume principalmente rischio sovrano e rischio tasso. Con un'obbligazione bancaria presta invece denaro a un intermediario finanziario privato e assume rischio di credito della banca, oltre all'eventuale rischio derivante dalla seniority.

I BTP godono inoltre dell'aliquota fiscale del 12,5%, mentre i normali bond bancari sono tassati al 26%. In compenso, il mercato del credito bancario può offrire un premio di rendimento rispetto ai governativi, soprattutto passando dai senior ai senior non-preferred e alle emissioni subordinate.

Il confronto corretto deve quindi essere effettuato tra strumenti con scadenza e duration simili, considerando il rendimento netto e non soltanto la cedola.

Come comprare obbligazioni bancarie

Le obbligazioni possono essere acquistate sul mercato secondario tramite un intermediario che offra accesso ai mercati sui quali sono quotate oppure, nel caso di determinate emissioni, al mercato OTC.

Prima di inserire un ordine è utile cercare il titolo tramite codice ISIN e controllare almeno prezzo denaro/lettera, rendimento, lotto minimo, scadenza, seniority, struttura della cedola e documentazione dell'emissione. Per i titoli callable è inoltre opportuno verificare le date alle quali l'emittente può esercitare il rimborso anticipato.

BG Saxo mette a disposizione oltre 5.000 obbligazioni corporate e governative e consente di negoziare online sia titoli listati sia bond OTC. Per le obbligazioni in euro la commissione è di 7 € sugli ordini inferiori a 50.000 €, mentre per importi superiori viene applicata una percentuale variabile in base al profilo commissionale. È inoltre disponibile il regime amministrato.

La disponibilità del singolo bond può variare: prima di decidere su un'emissione specifica è quindi necessario verificare che l'ISIN sia effettivamente negoziabile presso il proprio intermediario.

Domande frequenti sulle migliori obbligazioni bancarie