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Investimenti sicuri al 4% netto: quali sono nel 2026?

Nel 2026, il 4% netto è difficile ma raggiungibile: i BTP con rendimento lordo ~4,6–4,8% sono la via più efficiente fiscalmente, mentre i conti deposito richiedono lordi sopra il 5,4%. Broker come Trade Republic e Scalable Capital remunerano la liquidità, ma in genere sotto il 4% netto.
Investimenti sicuri al 4% netto

Indice

  • BTP e titoli di Stato: tassazione al 12,5%; per il 4% netto serve un lordo ~4,6-4,8%, mentre nel 2026 i BTP a lunga scadenza offrono lordi tra il 3% e il 4%
  • Conti deposito: il netto delle offerte più competitive si ferma al ~3,7%; servono lordi sopra il 5,4% per raggiungere il target
  • Liquidità remunerata: Trade Republic (3%), Scalable Capital (2,50%), XTB (2,30%) - utili per parcheggiare, ma sotto il 4% netto in EUR
  • Obbligazioni corporate: possono avvicinarsi al target con lordi >5,5%, ma con rischio emittente più elevato
  • "Sicuro" non vuol dire privo di rischio: sicurezza nominale (rimborso a scadenza) e sicurezza di prezzo (stabilità nel durante) sono obiettivi distinti

In questa guida analizziamo BTP, conti deposito, obbligazioni corporate ed ETF, distinguendo tra rendimento lordo, netto, tassazione e rischio effettivo.

Per costruire un portafoglio prudente con BTP, obbligazioni ed ETF, può essere utile confrontare broker come Fineco, DEGIRO, Bitpanda e Scalable Capital, valutando mercati disponibili, costi e regime fiscale.

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Strumenti per puntare al 4% netto

StrumentoRischioPossibilità di arrivare al 4% nettoQuando ha senso
BTP e titoli di StatoBasso/medioPossibile con rendimento lordo adeguato o acquisto sotto la pariPer chi può mantenere il titolo fino a scadenza
Conti depositoBassoDifficile, salvo offerte molto elevatePer liquidità a breve/medio termine
Liquidità remunerata presso brokerBasso/medio, dipende dalla strutturaIn genere sotto il 4% netto in EURPer parcheggiare liquidità in attesa di investire
Obbligazioni corporate investment gradeMedioPossibile, ma con rischio emittentePer chi accetta più rischio rispetto ai governativi
ETF obbligazionariMedioPossibile, ma non garantitoPer diversificare su molte obbligazioni
High yield, azioni, materie primeMedio/altoPossibile, ma non "sicuro"Per profili più dinamici
Fineco

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BTP e titoli di Stato

I BTP sono spesso il primo strumento da valutare quando si cercano investimenti sicuri al 4% netto, soprattutto per due motivi: tassazione agevolata al 12,5% e possibilità di conoscere in anticipo cedole, scadenza e rimborso nominale, se il titolo viene mantenuto fino alla fine.

Attenzione però: il BTP non è privo di rischio. Se lo vendi prima della scadenza, il prezzo può essere superiore o inferiore a quello di acquisto. Più lunga è la scadenza, maggiore è la sensibilità ai movimenti dei tassi. È qui che molti investitori sbagliano: guardano solo la cedola, ma ignorano la duration.

A mio avviso, i BTP hanno senso soprattutto per chi ragiona con una logica ordinata: scelgo una scadenza coerente con il mio bisogno di liquidità e valuto il rendimento effettivo a scadenza. Nel 2026, un BTP a lunga scadenza offre in genere un rendimento lordo tra il 3% e il 4%, che corrisponde a un netto compreso tra il 2,6% e il 3,5% dopo tassazione al 12,5% - ancora al di sotto del 4% netto senza acquisto sotto la pari o scadenze con rendimenti lordi superiori.

Una cedola elevata può essere interessante, ma il dato davvero importante è il rendimento netto a scadenza, dopo tasse, bollo e prezzo di acquisto.

Conti deposito

I conti deposito sono tra gli strumenti più semplici per remunerare la liquidità. Il funzionamento è intuitivo: si deposita una somma presso una banca e si riceve un interesse, che può essere fisso o variabile, libero o vincolato.

Dal punto di vista della protezione, i depositi bancari rientrano nella tutela del FITD fino a 100.000 euro per depositante e per singola banca. La Banca d'Italia precisa che la copertura riguarda, tra gli altri, conti correnti, conti deposito, assegni circolari, certificati di deposito e carte prepagate con IBAN.

Nel 2026, le offerte più competitive raggiungono fino al 5% lordo su depositi vincolati a 36 mesi, pari a circa il 3,7% netto dopo tassazione al 26% - comunque al di sotto del 4% netto.

Il problema è il rendimento netto. Un conto deposito al 4% lordo, tassato al 26%, non arriva al 4% netto. Per raggiungere davvero quel livello servirebbe un tasso lordo molto più alto, vicino al 5,4%-5,7% a seconda dell'imposta di bollo e delle condizioni applicate.

Per questo considero il conto deposito più adatto a chi vuole stabilità e semplicità, non necessariamente a chi vuole massimizzare il rendimento. È utile per la liquidità di breve/medio periodo, per un fondo emergenza evoluto o per somme che non si vuole esporre alla volatilità dei mercati.

Liquidità remunerata presso broker

Negli ultimi anni molti broker hanno iniziato a remunerare la liquidità non investita. È una soluzione comoda, perché consente di ottenere un rendimento mentre si attende un'opportunità di investimento, ma non va confusa con un portafoglio obbligazionario o con un conto deposito tradizionale.

Nel 2026, i tassi BCE rimangono il parametro di riferimento per gli strumenti a breve termine: quando i tassi ufficiali scendono, anche le remunerazioni sulla liquidità si adeguano progressivamente.

Esempi di broker con conto remunerato:

BrokerRemunerazione indicativaNota
Trade Republic3% calcolato giornalmente e pagato mensilmenteCon IBAN italiano applica la ritenuta fiscale del 26% sugli interessi.
Scalable Capital2,50% interesse calcolato giornalmente e pagato mensilmenteOgni euro nel conto overnight matura interessi, senza limite dichiarato sul pagamento degli interessi.
XTB2,30% in EUR, 3,40% in USDTassi variabili su liquidità non investita, dati XTB aggiornati a gennaio 2026.
Interactive Brokers3,37% su USD sopra 10.000 USD, con NAV >100.000 USDI primi 10.000 USD non maturano interessi; rendimento variabile in base a NAV e valuta.

La remunerazione può cambiare e il rendimento netto dipende da fiscalità, valuta e condizioni del singolo broker: verificare sempre le condizioni aggiornate prima di investire.

Obbligazioni corporate

Le obbligazioni corporate possono offrire rendimenti più alti rispetto ai titoli di Stato, ma introducono un rischio diverso: il rischio dell'azienda emittente. Per questo, se l'obiettivo è restare su un profilo prudente, il focus dovrebbe essere sulle obbligazioni investment grade, evitando di presentare le high yield come strumenti sicuri.

Una corporate con rendimento lordo superiore al 5,5% può teoricamente avvicinarsi al 4% netto, ma il rendimento non è gratis. Può dipendere da una scadenza lunga, da un settore più ciclico, da un emittente meno solido o da condizioni di mercato particolari.

Qui la mia valutazione è abbastanza netta: le obbligazioni corporate hanno senso se vengono inserite in un portafoglio diversificato. Comprare una singola obbligazione aziendale solo perché rende più di un BTP può essere un errore, soprattutto se non si analizzano rating, bilancio, duration, valuta e liquidità del titolo.

ETF obbligazionari e fondi monetari

ETF obbligazionari e fondi monetari possono essere strumenti interessanti per chi vuole diversificare senza acquistare singole obbligazioni. Il vantaggio principale è evidente: con un solo prodotto si accede a un paniere ampio di titoli, riducendo il rischio specifico di un singolo emittente.

Il punto critico è che non garantiscono il capitale a scadenza come una singola obbligazione portata fino al rimborso. Un ETF obbligazionario ha un prezzo che oscilla ogni giorno, in base a tassi, duration, spread e composizione del portafoglio.

Per un investitore prudente, io li vedo bene in due casi:

  • fondi monetari o ETF monetari per gestire liquidità di breve periodo;
  • ETF obbligazionari diversificati per costruire una componente difensiva di portafoglio.

Li vedo meno adatti, invece, quando il lettore cerca una cifra precisa: "voglio il 4% netto garantito". In quel caso è meglio ragionare su obbligazioni singole, scadenze e rendimento effettivo.

Investimenti che rendono più del 4%: attenzione al rischio

Azioni, materie prime e immobiliare possono offrire rendimenti superiori al 4%, ma con un profilo di rischio significativamente diverso rispetto agli strumenti analizzati finora. Non sono alternative sicure: sono componenti di crescita per chi accetta maggiore volatilità.

Azioni

Le azioni possono offrire rendimenti superiori al 4% nel lungo periodo, ma non sono strumenti a basso rischio. Anche le blue chip possono perdere valore in fasi di mercato negative. Le azioni da dividendo possono generare flussi periodici, ma il dividendo non è garantito e può essere ridotto o sospeso.

Per chi vuole affiancare una quota azionaria o ETF a una base obbligazionaria, Bitpanda, XTB e Scalable Capital possono essere valutati per l'accesso ad azioni reali, ETF e strumenti diversificati, sempre tenendo conto del proprio profilo di rischio.

Bitpanda

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Materie prime

Investire in materie prime può aiutare a diversificare e, in alcuni contesti, proteggere dall'inflazione o da shock geopolitici. Oro, petrolio e metalli industriali hanno però dinamiche molto diverse tra loro e possono essere estremamente volatili.

Possono contribuire a un portafoglio più articolato come asset satellite, ma non vanno confuse con un investimento sicuro né presentate come alternativa al reddito fisso.

REIT e immobiliare

L'immobiliare può generare reddito da locazione, ma non è liquido e comporta costi di manutenzione, tassazione, rischio inquilino e rischio di mercato. I REIT sono più liquidi, ma quotando in Borsa possono oscillare anche molto.

Possono contribuire al rendimento complessivo di un portafoglio, ma non sono la soluzione "sicura" per ottenere il 4% netto.

Quanto deve rendere un investimento lordo per arrivare al 4% netto?

Il rendimento netto dipende soprattutto da tre elementi:

  • tassazione;
  • imposta di bollo;
  • costi della piattaforma o del prodotto.

In Italia i titoli di Stato godono di una tassazione agevolata al 12,5%, come indicato dal MEF per i contribuenti non commerciali. Per i conti deposito, le obbligazioni corporate e molti altri strumenti finanziari, invece, l'aliquota ordinaria è in genere il 26%.

Ecco una stima utile:

StrumentoTassazioneLordo indicativo per arrivare al 4% netto
Titoli di Stato italiani / white list12,5%circa 4,6% senza bollo; circa 4,8% considerando bollo 0,20%
Conti deposito26%circa 5,4% senza bollo; circa 5,7% considerando bollo 0,20%
Obbligazioni corporate26%circa 5,4%–5,7%, a seconda di costi e prezzo
ETF obbligazionari26% sulla componente non agevolatavariabile, dipende da portafoglio, fiscalità interna e costi
BOT 12 mesi12,5%circa 4,6% senza bollo - nel 2026, il BOT 12m rende ~2,6% lordo (~2,3% netto), ben al di sotto del 4% (fonte: mercato secondario, maggio 2026, Borsa Italiana; varia ad ogni asta)
BFP ordinari12,5%circa 4,6% senza bollo - nel 2026, il BFP ordinario rende ~2,5% lordo (~2,19% netto), ancora lontano dall'obiettivo (fonte: Poste Italiane / Banca d'Italia)

I dati reali 2026 mostrano che nessuno dei principali strumenti prudenti raggiunge oggi il 4% netto in modo diretto: BOT al ~2,6% lordo, BFP al ~2,5% lordo, BTP tra il 3% e il 4% lordo. Solo i BTP con rendimento lordo sufficientemente elevato o acquistati sotto la pari possono avvicinarsi alla soglia, grazie alla tassazione agevolata al 12,5%.

Questo passaggio è fondamentale: un prodotto che rende il 4% lordo non rende il 4% netto. Su un BTP con cedola 4%, la cedola netta dopo il 12,5% diventa circa 3,5%, prima di considerare bollo e prezzo di acquisto. Per avvicinarsi davvero al 4% netto, spesso serve acquistare sotto la pari o scegliere scadenze/rendimenti lordi più elevati.

Come costruire un portafoglio prudente con obiettivo 4% netto

Un portafoglio prudente non dovrebbe dipendere da un solo strumento. La soluzione più equilibrata, secondo me, è ragionare per blocchi:

BloccoFunzioneStrumenti possibili
LiquiditàSpese previste, fondo emergenzaConti deposito, liquidità remunerata, fondi monetari
Reddito prevedibileCedole e stabilitàBTP, titoli di Stato UE, obbligazioni investment grade
DiversificazioneRidurre rischio specificoETF obbligazionari, ETF monetari
Crescita moderataMigliorare rendimento potenzialeETF azionari globali, dividendi, REIT
SatellitiOpportunità tatticheMaterie prime, azioni singole, strumenti più dinamici

Un esempio prudente potrebbe essere composto in prevalenza da BTP e obbligazioni di buona qualità, con una quota di liquidità remunerata e una piccola parte in ETF diversificati. Non è una raccomandazione personalizzata, ma una logica di costruzione: prima protezione e coerenza temporale, poi rendimento.

Esempio pratico: quanto rendono 100.000 euro?

Ipotizzando un capitale di 100.000 euro, ecco come cambia il rendimento netto a seconda dello strumento e della tassazione applicata.

IpotesiLordo annuoTassazioneNetto stimato prima del bolloNetto stimato dopo bollo 0,20%
BTP al 4% lordo4.000 €12,5%3.500 €circa 3.300 €
BTP al 4,8% lordo4.800 €12,5%4.200 €circa 4.000 €
Conto deposito al 4% lordo4.000 €26%2.960 €circa 2.760 €
Conto deposito al 5,7% lordo5.700 €26%4.218 €circa 4.018 €
Corporate bond al 5,7% lordo5.700 €26%4.218 €circa 4.018 €

Questa tabella fa capire subito perché i titoli di Stato sono fiscalmente più efficienti: a parità di rendimento lordo, il netto è più alto grazie alla tassazione agevolata.

Investimenti sicuri al 4% netto: esistono davvero?

Arrivati a questo punto dell'articolo, dovrebbe essere già chiaro, ma la risposta più onesta è: esistono strumenti che possono avvicinarsi o arrivare al 4% netto, ma non esistono investimenti sicuri al 100%. Anche un BTP può oscillare di prezzo se venduto prima della scadenza; un conto deposito dipende dalla solidità della banca, pur con le tutele previste; un'obbligazione corporate espone sempre al rischio dell'emittente.

Quando si parla di "sicurezza", quindi, bisogna distinguere almeno tre livelli:

Tipo di sicurezzaCosa significa davveroEsempio
Sicurezza nominaleProbabilità elevata di riavere il capitale a scadenzaConto deposito entro i limiti di tutela, BTP portato a scadenza
Sicurezza di prezzoBassa volatilità nel duranteBOT, fondi monetari, strumenti a breve durata
Sicurezza realeCapacità di battere inflazione e tassePiù difficile da ottenere senza assumere rischio

La mia opinione è che molti investitori usino la parola "sicuro" per dire "non voglio brutte sorprese". È legittimo, ma finanziariamente non basta. Bisogna capire da dove arriva il rendimento: se viene da un tasso promozionale, da una lunga scadenza, da un rischio di credito più alto, da una valuta diversa o da una possibile oscillazione del prezzo.

Cercare il 4% netto ha senso se si ragiona sul rendimento reale (non sul lordo pubblicizzato), si distingue stabilità da assenza di rischio e si costruisce un portafoglio coerente con l'orizzonte temporale. Un BTP portato a scadenza può essere adatto a un investitore prudente, ma venduto prima della scadenza può generare minusvalenze; un conto deposito è semplice, ma spesso rende meno di quanto sembri dopo la tassazione.

Nel 2026 il 4% netto non è impossibile, ma va guadagnato con metodo. Chi lo cerca senza accettare alcun rischio rischia di finire su prodotti poco trasparenti o su promesse troppo aggressive. Chi invece parte da fiscalità, durata, emittente e costi può costruire una strategia più solida.

Se vuoi costruire un portafoglio orientato a rendimento e prudenza, confrontare Fineco, DEGIRO, Interactive Brokers e Scalable Capital può aiutarti a valutare accesso a BTP, obbligazioni, ETF e strumenti per la liquidità, scegliendo la soluzione più coerente con il tuo orizzonte temporale.

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