Migliori obbligazioni da comprare nel 2026

Indice
Nel 2026 il mercato obbligazionario è tornato davvero selettivo. La BCE ha lasciato invariati i tassi nelle riunioni del 19 marzo e del 30 aprile, con il tasso sui depositi al 2,00%.
Ma il quadro è cambiato in fretta: l'inflazione dell'Eurozona è risalita al 3,2% a maggio, massimo da tre anni, spinta da energia e tensioni geopolitiche. Con la BCE di nuovo orientata alla prudenza, il mercato continua a scontare un possibile rialzo dei tassi, come segnala il calendario delle riunioni BCE.
In questo contesto, cercare le migliori obbligazioni da comprare non significa più inseguire la cedola più alta: significa capire dove il rapporto tra rendimento, duration, qualità creditizia e fiscalità resta davvero interessante. Ecco, in breve, quale categoria conviene a ciascun profilo:
- Per la massima sicurezza in euro: BTP a breve-medio termine e BTP Valore.
- Per diversificare dal rischio Italia: Treasury USA e titoli di Stato esteri.
- Per più rendimento con rischio misurato: obbligazioni corporate investment grade.
- Per proteggersi dall'inflazione che risale: BTP Italia e TIPS (inflation-linked).
- Per la massima diversificazione con un solo strumento: ETF obbligazionari.


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È anche il motivo per cui il reddito fisso è tornato al centro. Lo dimostra il ritorno di emissioni retail come il nuovo BTP Valore, collocato dal 2 al 6 marzo 2026.
Quest'ultimo ha una durata di 6 anni (scadenza a ottobre 2032), cedole trimestrali crescenti e un premio fedeltà finale dello 0,8%, con oltre 16 miliardi di euro raccolti.
Quali sono le migliori obbligazioni da comprare nel 2026?
Prima di entrare nei dettagli, ecco una panoramica delle categorie che oggi meritano più attenzione, con il rendimento lordo indicativo a giugno 2026.
| Categoria | Rendimento lordo indicativo | Profilo di rischio | Adatta a |
|---|---|---|---|
| BTP medio termine (5-10 anni) | ~3,5-3,9% | Medio-basso | Rendimento netto efficiente e flussi cedolari |
| Titoli di Stato esteri (Treasury USA) | ~4,4-4,6% in USD | Basso emittente, medio cambio | Diversificare dal rischio Italia |
| Corporate investment grade | ~3,8-4,8% | Medio | Più rendimento senza eccesso di rischio |
| Inflation-linked (BTP Italia, TIPS) | Reale + indicizzazione | Medio | Proteggersi da inflazione inattesa |
| ETF obbligazionari | Variabile per indice | Variabile | Diversificazione immediata |
Rendimenti lordi indicativi a giugno 2026, soggetti a oscillazioni di mercato; il rendimento netto dipende da prezzo, durata residua e fiscalità.

In pratica, oggi non esiste una sola obbligazione migliore per tutti, ma segmenti diversi che funzionano meglio a seconda dell'obiettivo: ottenere rendimento netto, ridurre la volatilità o proteggersi da inflazione e rischio emittente.
BTP a medio termine: il riferimento per l'investitore italiano
Nel contesto europeo, i BTP continuano a occupare una posizione centrale per l'investitore italiano che cerca un compromesso tra rendimento, flussi cedolari e fiscalità favorevole. Il punto di forza dei titoli di Stato italiani, emessi dal Ministero dell'Economia e delle Finanze (MEF), non è solo la cedola, ma un rendimento netto spesso competitivo rispetto a molte alternative corporate o estere.
In questa fase il tratto più interessante della curva è quello medio, tra circa 5 e 10 anni. Su queste scadenze si lavora sul carry senza esporsi troppo alla volatilità dei titoli molto lunghi, più reattivi ai movimenti dei tassi con la BCE di nuovo orientata al rialzo.
Chi privilegia la prudenza può restare ancora più corto: le scadenze brevi (12-24 mesi) e i BTP Short Term offrono rendimenti certi con una sensibilità ai tassi minima, utili finché il percorso della BCE non è chiaro.
| Strumento | Scadenza indicativa | Perché può interessare |
|---|---|---|
| BTP a 5 anni | 2030-2031 | YTM lordo intorno al 3,5%, equilibrio tra rendimento e volatilità |
| BTP a 10 anni | 2036 | Rendimento ~3,7% lordo, benchmark della curva italiana |
| BTP Valore (marzo 2026) | Ottobre 2032 | Cedole trimestrali step-up dal 2,50% al 3,50% più premio fedeltà 0,8% |
| BTP Italia | Varie | Cedola reale più recupero dell'inflazione italiana |
Accanto ai BTP tradizionali, vale la pena distinguere tra BTP Italia e BTP Valore. Il primo è più adatto a chi cerca una protezione esplicita dall'inflazione nazionale; il secondo punta sulla semplicità della struttura cedolare per il retail.
Chi cerca flussi prevedibili privilegia il BTP classico, mentre chi punta al rendimento può confrontare i migliori BTP da comprare per rendimento.
Titoli di Stato esteri: Treasury USA per diversificare
I Treasury statunitensi restano il punto di riferimento del mercato obbligazionario globale, non solo per dimensioni e liquidità, ma perché rappresentano lo snodo macro-finanziario per la valutazione del rischio internazionale.
Quando si parla di migliori obbligazioni da comprare, i titoli del Tesoro USA entrano quasi sempre in gioco: offrono una curva ampia, una profondità di mercato difficile da replicare e diversificazione. A giugno 2026 il decennale USA rende intorno al 4,5% in dollari, sopra il BTP.
Per un investitore europeo, però, il ragionamento non può fermarsi allo yield nominale. Il vero tema è il doppio rischio/rendimento:
- da una parte c'è l'esposizione ai tassi USA dettati nel calendario delle riunioni FED,
- dall'altra c'è il rischio cambio EUR/USD.
| Strumento | Perché può interessare |
|---|---|
| Treasury Note 10 anni | Benchmark macro (~4,5% in USD), molto liquido ed equilibrato |
| Treasury Bond 20 anni | Maggiore duration, più sensibile ai tassi |
| Treasury Bond 30 anni | Più adatto a chi ha una view forte sul calo dei tassi |
Per questo è importante capire se l'obiettivo è assumere anche esposizione valutaria oppure lavorare su strumenti coperti dal rischio cambio, soprattutto in un'ottica prudente.
Obbligazioni corporate investment grade: più rendimento, rischio misurato
Tra le categorie del reddito fisso, le obbligazioni corporate investment grade restano il segmento più interessante per chi vuole incrementare il rendimento senza spostarsi in aree speculative.
È qui che si colloca il vero punto di equilibrio tra sicurezza relativa e rendimento: non la prudenza pura dei governativi, ma nemmeno il rischio marcato dell'high yield.
Il vantaggio principale è lo spread creditizio rispetto ai titoli di Stato: l'investitore riceve un premio extra per il rischio emittente, all'interno di un universo dal merito creditizio ancora solido. A giugno 2026 questo premio vale in genere mezzo-uno e mezzo punto in più rispetto ai governativi di pari scadenza.
| Emittente | Perché può interessare |
|---|---|
| Apple | Bilancio robusto, elevata liquidità, riferimento quality |
| Microsoft | Forte generazione di cassa, profilo creditizio molto solido |
| McDonald's | Business difensivo, spread leggibile su scadenze intermedie |
La selezione qui deve essere più raffinata di quanto sembri. A parità di rating, due obbligazioni possono offrire un profilo rischio/rendimento diverso in base a scadenza, settore e fase del ciclo: un bond di una big tech non si legge come quello di un gruppo industriale più ciclico.
Obbligazioni inflation-linked: protezione mentre l'inflazione risale
Le obbligazioni indicizzate all'inflazione non sono la prima scelta per il massimo rendimento nominale, ma svolgono una funzione precisa: proteggere il valore reale del capitale se l'inflazione sorprende al rialzo. Una funzione tornata attuale, dato che a maggio 2026 l'inflazione dell'Eurozona è risalita al 3,2% e l'Italia al 3,3%.
| Strumento | Perché può interessare |
|---|---|
| BTP Italia | Protezione dall'inflazione italiana, immediato per il portafoglio in euro |
| TIPS USA | Riferimento principale sul mercato americano contro l'inflazione |
| ETF inflation-linked | Soluzione diversificata senza scegliere singole emissioni |
Va però chiarito un punto: le obbligazioni inflation-linked non proteggono da tutto. Offrono una copertura specifica contro l'inflazione, ma non eliminano il rischio tassi né quello di mercato, e il loro comportamento dipende dalle aspettative già nei prezzi.
Per questo funzionano meglio se inserite con una logica precisa: come copertura strutturale parziale o componente tattica, in una fase in cui il mercato potrebbe ancora sottostimare il rischio inflattivo.
ETF obbligazionari: diversificazione immediata in un solo strumento
Gli ETF obbligazionari sono diventati centrali nella costruzione dei portafogli, perché permettono di ottenere esposizione immediata a un intero segmento del mercato senza selezionare singole emissioni una per una.
In un reddito fisso tornato interessante ma più complesso, offrono una soluzione efficiente sia per la componente core sia per affiancare ai bond singoli una parte più ampia. Non esiste però l'ETF obbligazionario in senso generico: la scelta dipende da cosa si vuole ottenere.
- Un ETF aggregate globale è adatto a chi cerca una base ampia e neutrale;
- gli ETF su corporate investment grade servono a chi punta a migliorare il rendimento;
- un ETF a bassa duration ha senso per ridurre la sensibilità ai tassi quando salgono.
| ETF (ISIN) | Perché può interessare |
|---|---|
| iShares Core Global Aggregate Bond (IE00BDBRDM35) | Base ampia e neutrale, versione EUR hedged |
| Vanguard Global Aggregate Bond (IE00BG47KH54) | Esposizione globale diversificata, EUR hedged |
| ETF a bassa duration | Più adatti a ridurre la sensibilità ai tassi |
C'è poi una differenza importante rispetto al singolo bond: l'ETF non ha una vera scadenza finale come un titolo portato a rimborso. Il suo comportamento su recupero del capitale e dinamica del prezzo è quindi diverso.
Per questo gli ETF funzionano bene come strumento di allocazione, mentre le obbligazioni singole restano più adatte quando si lavora su una scadenza precisa o un flusso cedolare definito.
Meglio obbligazioni singole o ETF obbligazionari?
Nella pratica, gli investitori più evoluti tendono a utilizzare entrambe le soluzioni. Le obbligazioni singole permettono di costruire flussi cedolari prevedibili, gestire la scadenza con precisione e posizionarsi su punti specifici della curva. Gli ETF obbligazionari offrono invece diversificazione immediata, maggiore semplicità gestionale ed esposizione globale.
Come scegliere le migliori obbligazioni da comprare
Scegliere le obbligazioni giuste oggi richiede un approccio più analitico, perché il rendimento non è più uniforme. I fattori da considerare insieme sono diversi:
- Yield to maturity (YTM): è il vero indicatore di rendimento. La cedola da sola è fuorviante, perché non considera prezzo di acquisto e durata residua.
- Duration: misura la sensibilità ai tassi. Una duration elevata amplifica le perdite in caso di rialzo, anche su titoli apparentemente sicuri.
- Qualità creditizia: il rating è un primo filtro, ma non basta. Va analizzata la solidità dell'emittente e il contesto settoriale.
- Posizionamento sulla curva: breve, medio o lungo termine non sono equivalenti; ogni tratto della curva dei rendimenti offre opportunità diverse.
- Fiscalità: in Italia la differenza tra titoli di Stato e corporate incide molto sul rendimento netto.
- Liquidità: spesso sottovalutata. Un titolo poco liquido diventa difficile da gestire prima della scadenza.
Una buona obbligazione non è quella con il rendimento più alto, ma quella che ottimizza questi fattori rispetto all'obiettivo del portafoglio.
Come funziona la fiscalità delle obbligazioni in Italia
La fiscalità è uno dei fattori che più incide sul rendimento netto e che distingue una categoria dall'altra. In Italia le rendite obbligazionarie scontano due aliquote diverse:
- Titoli di Stato italiani ed equiparati: 12,5%. Rientrano qui BTP, BOT e i bond di emittenti esteri in white list, oltre ai sovranazionali come BEI e Banca Mondiale.
- Obbligazioni corporate ed emittenti non in white list: 26%. È l'aliquota ordinaria sulle rendite finanziarie.
A parità di cedola lorda, questa differenza può ribaltare la classifica: un BTP al 3,5% lordo rende circa il 3,06% netto, mentre un corporate alla stessa cedola scende intorno al 2,59%.
Va aggiunta l'imposta di bollo dello 0,20% annuo sul deposito titoli. Le eventuali perdite generano minusvalenze: ecco come recuperare le minusvalenze compensandole con futuri guadagni entro quattro anni.

Come costruire un portafoglio obbligazionario
La vera differenza sta nel modo in cui le obbligazioni vengono combinate. Un portafoglio obbligazionario ben costruito non punta tutto su un'unica categoria, ma distribuisce il rischio tra strumenti con funzioni diverse: stabilità, rendimento, protezione dall'inflazione e liquidità.
- I titoli di Stato occupano la parte più difensiva, utile per contenere la volatilità;
- le corporate investment grade incrementano il rendimento medio senza eccessi;
- una quota di inflation-linked protegge il capitale reale negli scenari meno lineari;
- gli ETF obbligazionari aggiungono diversificazione in modo efficiente.
La logica della "funzione" non è nuova: modelli come il portafoglio permanente di Harry Browne combinavano asset diversi — tra cui obbligazioni a breve termine — per renderlo più resiliente ai diversi scenari economici.
In un contesto di dinamiche più complesse su tassi e inflazione, questo approccio va adattato: più che replicare modelli statici, conta selezionare strumenti coerenti con il ciclo macro e con il ruolo che devono svolgere.
Per molti investitori la soluzione più efficiente è una combinazione progressiva: base diversificata via ETF o governativi, integrazione selettiva con corporate investment grade e, solo se ha senso, strumenti indicizzati all'inflazione o bond esteri. Chi muove i primi passi può partire dalla guida su come investire in obbligazioni e calibrare poi l'allocazione sul proprio profilo.
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Per costruire un portafoglio obbligazionario efficiente e diversificato, può essere utile confrontare i migliori broker per obbligazioni come BG Saxo, Fineco e DEGIRO — tutti regolati secondo la MiFID II (CONSOB, BaFin o altre autorità UE) —, valutando accesso ai mercati, ampiezza dell'offerta e costi operativi.


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In sintesi, nel 2026 non esiste un'unica obbligazione migliore per tutti: i BTP 5-10 anni restano il riferimento in euro, i Treasury USA aggiungono diversificazione, le corporate investment grade alzano il rendimento e gli inflation-linked proteggono il capitale reale mentre l'inflazione risale.
Con la BCE pronta a un possibile rialzo dei tassi, privilegiare scadenze brevi-intermedie e una duration misurata resta la scelta più prudente. È nella capacità di costruire un equilibrio coerente con i propri obiettivi, più che nel singolo titolo perfetto, che si gioca l'efficienza della componente obbligazionaria.