ETFs

Negli ultimi mesi il tema degli investimenti in ambito difesa è uscito dalla nicchia ed è entrato stabilmente nel radar di molti investitori. Il motivo non è difficile da capire: tra aumento delle spese militari, rafforzamento industriale europeo e crescente centralità di cybersecurity, aerospazio e tecnologie dual use, il comparto ha assunto un peso molto più strutturale rispetto al passato. La stessa Commissione europea ha inserito nel 2025 il piano ReArm Europe / Readiness 2030 tra le iniziative chiave per rafforzare investimenti e capacità industriale nel settore, mentre i dati SIPRI mostrano che la spesa militare globale ha raggiunto nel 2024 un nuovo massimo storico di 2.718 miliardi di dollari.
Per investire in ETF tematici come quelli della difesa può avere senso confrontare piattaforme come XTB, Bitpanda, Scalable Capital e DEGIRO, in base a costi, mercati disponibili e modalità operative.
Il punto, però, è non fermarsi al trend. Cercare i migliori ETF difesa non significa inseguire semplicemente il fondo che ha corso di più, ma capire che tipo di esposizione si sta acquistando: più globale o più europea, più concentrata sui contractor militari tradizionali oppure più aperta a cyber defence, innovazione e sicurezza strategica.
| ETF | Focus | TER | Elemento distintivo | ||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|
| VanEck Defense UCITS ETF | Difesa globale | 0,55% | ETF molto conosciuto e molto puro sul tema | ||||
| HANetf Future of Defence UCITS ETF | Difesa NATO e cyber defence | 0,49% | Forte taglio geopolitico e industriale | ||||
| iShares Global Aerospace & Defence UCITS ETF | Aerospazio e difesa globale | 0,35% | Più grande e più diversificato | ||||
| Invesco Defence Innovation UCITS ETF | Difesa e innovazione | 0,35% | Maggiore esposizione al tema tech/innovazione |
| ETF | Focus | TER | Elemento distintivo |
| VanEck Defense UCITS ETF | Difesa globale | 0,55% | ETF molto conosciuto e molto puro sul tema |
| HANetf Future of Defence UCITS ETF | Difesa NATO e cyber defence | 0,49% | Forte taglio geopolitico e industriale |
| iShares Global Aerospace & Defence UCITS ETF | Aerospazio e difesa globale | 0,35% | Più grande e più diversificato |
| Invesco Defence Innovation UCITS ETF | Difesa e innovazione | 0,35% | Maggiore esposizione al tema tech/innovazione |
Il VanEck Defense UCITS ETF è uno dei nomi più ricorrenti quando si parla di migliori ETF difesa in Europa, e non a caso. Replica il MarketVector Global Defense Industry Index, investe in aziende internazionali attive nel settore militare e della difesa, utilizza replica fisica completa ed è ad accumulazione.
VanEck lo presenta come un ETF pensato per offrire accesso ai leader globali della difesa, includendo anche segmenti collegati come gli ETF sulla cybersecurity e i servizi tecnologici legati alla sicurezza.
Per chi è adatto? A chi cerca un ETF molto diretto sul tema difesa, con un profilo più “puro” e meno dispersivo rispetto ad altri prodotti più ampi.
Punto da tenere presente: proprio perché il focus è molto preciso, la concentrazione è più alta rispetto a un ETF azionario globale tradizionale. Va quindi letto come esposizione tematica, non come pilastro unico del portafoglio.
Il HANetf Future of Defence UCITS ETF, noto anche tramite il ticker NATO, è diventato uno dei riferimenti del segmento in Europa. Replica l’EQM Future of Defence Index, ha replica fisica completa, distribuzione ad accumulazione e TER dello 0,49%.
Secondo HANetf il fondo è costruito per offrire esposizione a società che beneficiano dell’aumento della spesa per difesa e cyber defence nei Paesi NATO e alleati; a marzo 2026 la società segnala anche asset già oltre i 235 milioni di dollari sul comparto.
Per chi è adatto? A chi vuole un ETF difesa con una narrativa molto chiara: sicurezza occidentale, alleanze NATO, industria militare e cyber defence.
Punto da tenere presente: è un prodotto molto legato al contesto geopolitico attuale. Proprio per questo può essere interessante, ma anche più sensibile a rotazioni settoriali o cambi di sentiment.
L’iShares Global Aerospace & Defence UCITS ETF ha un approccio un po’ più ampio. L’esposizione comprende aziende dei mercati sviluppati attive nel settore aerospace & defence, quindi non solo contractor militari puri ma anche produttori e fornitori del mondo aerospaziale.
Per chi è adatto? A chi vuole esporsi al tema con una struttura un po’ più equilibrata, meno estrema e generalmente più diversificata rispetto ai fondi più puramente militari.
Punto da tenere presente: se cerchi un ETF totalmente centrato sulla difesa militare, questo fondo può sembrare meno “verticale”. Se invece vuoi un compromesso tra difesa e aerospazio, è uno dei nomi più sensati da considerare.
L’Invesco Defence Innovation UCITS ETF è il fondo più interessante per chi vuole affiancare al tema difesa anche la componente innovazione. Replica il S&P Kensho Global Future Defense Index, ha replica fisica completa, politica ad accumulazione e TER dello 0,35%. Invesco lo presenta come un ETF focalizzato sulle aziende globali attive nella difesa del futuro.
Per chi è adatto? A chi non vuole esporsi soltanto ai grandi nomi tradizionali della difesa, ma preferisce un fondo più vicino al tema innovazione, tecnologie avanzate e trasformazione del settore.
Punto da tenere presente: essendo più giovane e più piccolo di altri ETF citati, merita un controllo in più su liquidità, dimensione e composizione effettiva del portafoglio.
Gli ETF difesa sono normalmente acquistabili tramite broker e piattaforme che permettono l’accesso a ETF quotati sui mercati europei. La scelta della piattaforma andrebbe fatta considerando soprattutto:
Si tratta di asset facili da rintracciare in qualsiasi broker multi-asset, visto che non rappresentano una nicchia di investimento; quindi, scegliendo uno qualunque dei migliori broker per ETF, non avrai difficoltà ad incontrarli.

Gli investimenti comportano rischi e il valore può variare, con possibili perdite.
Gli ETF difesa sono degli ETF tematici che investono in un portafoglio di società che operano nel settore delle attrezzature e difesa militare, della cybersicurezza, dell'aerospazio e delle tecnologie di difesa.
Nell'attuale situazione di incertezza economica e di tensione geopolitica, i migliori ETF sulla difesa sono un ottimo modo per diversificare il tuo portafoglio, anche perché replicano indici di settori che spesso rimangono forti anche quando i mercati scendono.
Le spese per la difesa, infatti, tendono a seguire cicli diversi da quelli dei mercati dei beni di consumo: i paesi mantengono i bilanci della difesa costanti, indipendentemente dall'andamento dell'economia. In questo modo gli appaltatori della difesa hanno una fonte di reddito costante. Quindi, quando l'economia rallenta, i titoli della difesa possono stabilizzare il tuo portafoglio di investimenti permettendoti di guadagnare anche quando la borsa scende.
È l’elemento più importante. Due ETF possono avere nomi simili ma seguire universi molto diversi: contractor tradizionali, aerospazio, sicurezza digitale, tecnologie dual use, aziende NATO o portafogli globali più ampi.
Un ETF tematico sulla difesa tende spesso ad avere meno titoli rispetto a un ETF World. Questo significa maggiore esposizione alle singole società e maggiore volatilità potenziale.
Il TER ETF conta, certo, ma da solo non basta. In un ETF tematico conviene guardare anche dimensione del fondo, liquidità, tracking e composizione del paniere.
Un ETF difesa può essere usato in due modi diversi: come scommessa tattica su un trend di medio periodo oppure come piccola esposizione strategica a un settore considerato in crescita strutturale. Cambia molto.
Per alcuni investitori è un punto centrale. Il settore difesa, per sua natura, può entrare in tensione con criteri ESG o con preferenze personali. Meglio affrontare il tema in modo diretto, non dopo.
Un ETF difesa globale tende a offrire una base più ampia, spesso con peso rilevante degli ETF sugli Stati Uniti, che restano il mercato dominante nel settore. Un ETF più europeo o più orientato al quadro NATO, invece, può intercettare meglio la fase attuale di riarmo e rafforzamento industriale del continente, con un focus su fondi e azioni di aziende europee.
In pratica:
Per questo ha senso evitare paragoni troppo semplici. Non stai scegliendo soltanto tra “Europa” e “USA”, ma tra diversi modi di interpretare il tema difesa.
Investire in ETF sulla difesa può avere senso, ma con le proporzioni giuste.
Il settore continua a beneficiare di un contesto favorevole: aumento della spesa militare, rafforzamento delle capacità industriali europee, centralità crescente di tecnologia, spazio e cybersecurity. La NATO continua a pubblicare dati di crescita della spesa degli Alleati e la Commissione europea ha impostato una linea di lungo periodo sulla readiness industriale del comparto.
Detto questo, il punto non va semplificato troppo. Gli ETF difesa non sono strumenti sicuri nel senso comune del termine. Restano ETF azionari settoriali, quindi possono correggere in modo marcato, soprattutto dopo fasi di forte corsa o quando il mercato inizia a prezzare meno tensione geopolitica del previsto.
Per questo, nella maggior parte dei casi, hanno più senso come quota minoritaria del portafoglio che come investimento centrale.
Scopri altre info interessanti nel nostro video dedicato proprio agli ETF difesa 👇
Nell'attuale situazione di incertezza economica e di tensione geopolitica, i migliori ETF sulla difesa sono un ottimo modo per diversificare il tuo portafoglio ETF, anche perché replicano indici di settori che spesso rimangono forti anche quando i mercati scendono.
Le spese per la difesa, infatti, tendono a seguire cicli diversi da quelli dei mercati dei beni di consumo: i paesi mantengono i bilanci della difesa costanti, indipendentemente dall'andamento dell'economia. In questo modo gli appaltatori della difesa hanno una fonte di reddito costante. Quindi, quando l'economia rallenta, i titoli della difesa possono stabilizzare il tuo portafoglio di investimenti permettendoti di guadagnare anche quando la borsa scende.
Vantaggi degli ETF difesa
Rischi degli ETF difesa
La scelta finale, però, non dovrebbe partire dalla performance passata, ma da tre domande molto concrete: quanto vuoi concentrare il portafoglio, quale area geografica vuoi privilegiare e quanto peso vuoi dare alla componente tecnologica del settore.